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> Come Uscire Dal Doc, post dell'uomodisintegrato
 
Stellina8800
Inviato il: Martedì, 02-Gen-2018, 15:40
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QUOTE (giovannalapazza @ Martedì, 06-Mar-2012, 11:40)
So già che molti di voi saranno scoraggiati dalla lunghezza del topic. Io stesso faccio fatica a leggere mattoni troppo lunghi. Vi invito a resistere e di provare a leggere lo stesso. Magari potreste trarne un pò di beneficio anche voi.

Senza contare che molti di voi queste cose le sanno già e potranno trovarle noiose ... però qualcuno magari non è del tutto conscio di quel'è il suo problema ...
E chissà che non possa aiutare anche me rileggerlo nei giorni "neri"

Dal canto mio cercherò di scrivere più fluido e spaziato che posso, per agevolare la lettura e la comprensione di quelle che potrebbero sembrare idee astruse e di difficile apprendimento.

Iniziamo innanzitutto con il parlare del principio che sta alla base delle ossessioni e che ci farà capire il perchè sono così difficili da contrastare e combattere. L'ansia.

L'ansia è uno dei nostri sentimenti più antichi e radicati. E' servita alla nostra specie per sopravvivere in mezzo a tutti i pericoli che l'hanno insidiata nel corso degli anni.

E' di gran lunga il nostro sentimento più forte e incoercibile. Potreste voi con la vostra forza di volontà far fermare il vostro cuore ? No ! Perchè è una di quelle azioni che il nostro cervello regola in "automatico". Senza il nostro consenso.

E per fortuna .... altrimenti dovremmo stare sempre con l'orecchio teso e vigile e con l'attenzione rivolta al nostro muscolo cardiaco .... e questa non è proprio una bella cosa. Anche perchè alla minima disattenzione .... puf ....

E' una di quelle cose primarie che debbono esulare dalla nostra volontà. Per il cosiddetto istinto di sopravvivenza.

Allo stesso modo, l'ansia, è quel sentimento che ci avvisa di un pericolo imminente.
Ci avverte che la nostra incolumità è in pericolo. Potrebbe essere un sentimento disattivabile e regolabile con la nostra forza di volontà ?

Assolutamente no. Ponete conto di trovarvi per strada con il motorino, all'improvviso un'auto vi taglia la strada. Se dovreste ricorrere solamente al vostro sforzo cosciente, probabilmente l'impatto sarebbe inevitabile.

Proprio perchè lo sforzo cosciente impiega del tempo per attivarsi e per decidere cosa fare. E' a quel punto che si attiva il nostro sistema d'allarme che si chiama ansia.

In frazioni di millisecondo attiva il nostro sistema di difesa, aumenta a dismisura il mostro sistema neurovegetativo e ci permette di scongiurare il pericolo.

Ma qual'è il veicolo che l'ansia sceglie per salvarci la pelle ? Il ragionamento ? Beh ... staremmo freschi .... Il veicolo che l'ansia sceglie è L'IMPULSO

L'impulso scavalca tutto il sistema cognitivo ed arriva direttamente a destinazione portanto decodificato al suo interno tutto ciò che c'è da fare in quel caso.

Ecco perchè a volte, scampando per un pelo ad un pericolo, si usa la frase "Non lo so nemmeno io come ho fatto". In realtà questa affermazione è vera.

Non sappiamo nemmeno noi come abbiamo fatto perchè NON LO ABBIAMO FATTO NOI ! E' stato il nostro sistema d'allarme che, scavalcando la nostra volontà, ci ha permesso di scampare il pericolo!


Questo è lo stesso identico meccanismo che si scatena in presenza di un'ossessione.
Ne più ne meno.

E' per questo che dobbiamo imparare a chiamare la nostra ossessione con il suo vero nome : IMPULSO INCOERCIBILE

Qui la domanda nasce spontanea: Perchè questo impulso si attiva anche quando il pericolo non c'è ?

La risposta probabilmente è molto difficile da trovare .... forse è scritta nella nostra memoria, o forse è un semplice difetto genetico (come l'ipertensione e il diabete)

Forse non lo sapremmo mai. Ciò che sappiamo però è che la sua attivazione NON DIPENDE DALLA NOSRA VOLONTA'

Tutti noi ci angustiamo perchè se il nostro sistema di allarme si attiva evidentemente c'è qualcosa di cui temere. Ed è proprio questo il motivo per cui il falso allarme diventa ossessione.

Perchè ci sentiamo in dovere di dare retta a quell'impulso, considerando il suo arrivo un reale motivo di preoccupazione.

Ed è qui che sta la forza del disturbo.

Parlo di ossessioni pure per esperienza diretta, ma il discorso è identico (come vedrete) anche per chi soffre di doc classico da contaminazione o da controllo.

Poniamo in essere una delle ossessioni più classiche: l'ossessione omosex (ma potrebbe essere quella da relazione, quella da pensiero blasfemo o da pensiero aggressivo).

Il solo comparire dell'impulso (imparate a chiamare così la vostra ossessione), accompagnato dai classici sintomi dell'ansia fa si che noi crediamo realmente a ciò che l'impulso dice.

Perchè, come abbiamo visto, l'impulso scavalca la nostra capità cognitiva, portando direttamente al nostro sistema di ricezione allarmi il codice della nostra paura.

Quindi il nostro pensiero sarà : sono gay.... oppure: non amo il mio partner.

Qui sta la sua grande forza: cambiando la nostra percezione con l'impulso incoercibile, l'ossessione ci farà REALMENTE CREDERE ciò che è scritto all'interno del suo codice. Senza possibilità di smentita!

Direte voi: come facciamo allora a capire quando l'impulso incoercibile ci manda allarmi reali e quando allarmi immaginari ?

Semplice (mica tanto)

In mezzo a tutto questo marasma di emozioni e sensazioni sbagliate il nostro io rimane comunque spettatore imparziale !

La nostra capacità di ragionare, il nostro vero io è lì .... bombardato da falsi impulsi ma è li. Lui SA realmente come stanno le cose.

Ed è per questo che si angustia all'arrivo dell'impulso incoercibile. Perchè ha paura che il codice scritto all'interno sia reale. Ma, capirete, già il fatto di provarne terrore, disgusto e angoscia dimostra il fatto che tale codice è errato.

Capisco per esperienza diretta che quando si è colpiti dalle ossesioni vero e falso si mischiano senza reale possibilità di discernimento.

Però forse un metodo per capire realmente dove sta il vero e il falso c'è. Gli impulsi hanno i loro picchi, ma, come qualsiasi componente fisiologica, anche il sistema di allarme si concede delle pause.

In quelle pause, quelle in cui l'ansia e l'impulso riposano, lo spettatore imparziale, il nostro vero io, vede diradarsi la nebbia ed inizia realmente a percepire di nuovo DOVE STA IL GIUSTO E DOVE LO SBAGLIATO !

Sono questi i momenti in cui rafforzare le nostre reali convinzioni. Ma anche qui bisognerà fare attenzione su come fare per i motivi che vi dirò più avanti.

Parliamo ora della causa per cui gli impulsi si ripetono fino a divantare ossessioni.
Perchè tutti noi (senza distinzione ... quindi anche le persone non affette da doc) siamo abituati a rispondere agli impulsi che ci arrivano con il ragionamento!

NIENTE DI PIU' SBAGLIATO
Ragionando sull'impulso è come se lo autorizzassimo ad esistere. Gli diamo importanza. Il nostro sistema di allarme "impara" in automatico che quell'impulso costituisce un vero pericolo, per il fatto che la nostra parte cognitiva, quella deliberata ad accogliere e decodificare il codice di allarme, gli ha dato REALMENTE IMPORTANZA

E' per questo che si sente in dovere di mandarcelo di nuovo, sempre più frequente e sempre più forte, perchè noi, ragionandoci su, è come se lo avessimo riconosciuto come pericolo reale.

Questo aspetto è fondamentale da capire, perchè è alla base di ogni disturbo ossessivo.

Ricapitolando:
L'impulso con il codice errato parte in automatico dal nostro non controllabile sistema di difesa, arriva al centro ricezione allarmi che sarebbe la nostra parte cosciente, il nostro io, dove, questo lo decodifica e ragiona su come affrontare il problema.

In questo modo il sistema di allarme si sente in dovere, per la nostra incolumità, di rimandare in sempre più breve tempo e con forza ancora maggiore lo stesso impulso, perchè dalla base ricezione allarmi stanno cercando di trovare una soluzione a quello che è un reale pericolo.

L'unico modo per scongiurare e spezzare questo autentico circolo vizioso è far si che la nostra parte cognitiva, il nostro io, rispedisca al mittente (centro invio allarmi) l'impulso così com'è. SENZA AVER DECODIFICATO L'ALLARME
Solo in questo modo il nostro sistema di invio allarmi, dopo aver ricevuto indietro centinaia (eh si ... non bastano unità ... e nemmeno decine ) di codici non codificati "IMPARERA'" che quel codice non è un reale pericolo ed inizierà ad inviarlo sempre di meno fino a cessare del tutto l'invio.

Spero che non sia difficile da capire .... ho usato termini bislacchi e coloriti come "sistema di invio allarme" non perchè sono fuori di matto (o forse si? ) ma perchè spero che si capisca meglio.

Qui salgono in cattedra le compulsioni.

Le compulsioni possono essere fisiche (controllare, lavare, toccare) o mentali (contare, pregare, ragionare) ma rispondono tutte allo stesso padrone :
L'IMPULSO INCOERCIBILE

Ragionare sulla propria ossessione, per esempio cercare nella propria memoria un aneddoto che ci assicuri di essere eterosessuali, corrisponde ne più ne meno al controllo della manopola del gas.

Chi soffre di doc classico risponde all'impulso controllando fisicamente, che soffre solo di ossessioni risponde all'impulso controllando mentalmente.

E' LA STESSA IDENTICA COSA

Cosa fare quindi in questi casi ?

Le tecniche di esposizione e prevenzione della risposta sono molto efficaci, ma risultano applicabili solamente o quasi nel caso di compulsioni fisiche.

In presenza di compulsioni mentali, ahimè, la cosa si fa più complicata.

C'è una strada praticabile però

Impegnare la mente a svolgere qualcos'altro.

So che può sembrare semplice e riduttivo, ma è l'unico modo per spezzare il circolo vizioso di ricezione allarmi e decodificazione del codice.

All'arrivo dell'impulso si deve immediatamente rimandare indietro il codice senza aprirlo ed iniziare ad usare la parte cognitiva per realizzare qualcos'altro.

Non vi illudete di poter vincere tanto facilmente ... l'impulso continuerà ad arrivare, anzi con più forza e con frequenza maggiore, ma voi dovete usare tutta la vostra forza di volontà per NON APRIRE IL CODICE

E' probabile anche che il sistema di allarme vi manderà un impulso con un codice già decodificato (impulsi visivi o uditivi) .... non dimentichiamoci che lui ha il compito primario di farsi ascoltare per mettervi in guardia.

Dovete resistere e cercare di rimandare indietro anche quello senza attivare la parte cognitiva di ragionamento ... E' una lotta impari .... tant'è che molte volte ci si ritrova a ragionare con l'impulso anche senza volerlo .... E' perfettamente normale ma non bisogna scoraggiarsi e continuare su questa strada.Arriverà un punto in cui riuscirete a distrarvi, anche solo per pochi secondi .... ed è qui che scatta la seconda fase ancora più difficile perchè proprio al limite delle nostre capacità cognitive:

Siete liberi dall'impulso per qualche secondo ed AUTOMATICAMENTE ne partirà un'altro, questo QUASI incoercibile, e cioè ANDARE A CONTROLLARE MENTALMENTE SE QUEL PENSIERO CI ANGUSTIA ANCORA.

E questa non è che un'altra compulsione bella e buona (come controllare la manopola del gas) ma molto più subdola.
A quel punto riattiverete in automatico il procedimento di spedizione impulsi e decodifica del sistema cognitivo rialimentando inesorabilmente il processo.

Adesso capite perchè è così difficile liberarsi dalle ossessioni anche se le considerate assurde ?

Ricapitolando: chiamate i vostri pensieri per quello che sono: falsi impulsi di allarme incoercibili. Automaticamente sapete che non sono veritieri e degni di attenzione. Non prestategliene ed impegnate il vostro sforzo cognitivo su qualcos'altro, nonostante tali impulsi si ripeteranno più forti e più frequenti.

Dopo essere riusciti a spostare lo sforzo cognitivo su qualcos'altro NON controllate se l'impulso c'è ancora e se è ancora attivo. In quel modo lo decodificate automaticamente e lo autorizzate a tornare di nuovo!

Parliamo ora delle compulsioni da rassicurazione.
Siamo abituati (sbagliando) a cercare rassicurazione dal codice dell'impulso incoercibile con delle rassicurazioni mentali.

Cioè guardiamo all'interno del codice, dell'ossessione, e controlliamo se il suo contenuto ci fa paura e ci destabilizza (la paura di impazzire è comune a tutti )
Nei momenti in cui l'allarme è più forte, il solo guardare dentro ci terrorizzerà, ci destabilizzerà e ci farà provare angoscia. E' questa la parte attiva della malattia.

Ma c'è anche una parte passiva, non meno pericolosa e insidiosa.

Quella parte cioè dove tutte le nostre sensazioni torneranno a posto e ci sentiremo sollevati ed immensamente felici.

E' qui che non bisogna abbassare la guardia, perchè il nemico si è solamente nascosto, forse per frustrazione di fronte alla nostra guardia chiusa.

E' come se una squadra di calcio attacchi senza sosta una compagine arroccata in difesa nel più classico dei catenacci .... Arriverà il punto che il buon senso dell'allenatore poterà la squadra che attacca ad una ritirata strategica, per aspettare che la squadra avversaria si scopra e poi colpirla in contropiede.

E' proprio quello che fa il doc ... Si ritira, ci lascia campo. A quel punto noi ci sentiremo autorizzati a ricompensare il nostro spirito iniziando di nuovo a pensare a tutte le cose che ci angustiavano, questa volta con una gaiezza d'animo da lasciare senza fiato.

E' come se vedessimo le nubi diradarsi davanti a noi e l'uscita del sole non farà altro che farci soffermare ad accoglierlo e a scaldarci con i suoi raggi.

Ripenseremo a tutto quello che consideravamo pericoloso e sbagliato e assolutamente destabilizzante con uno spavaldo sorriso sul volto, quasi a dire :" ma come ho fatto ad angustiarmi per un cazzata simile".
E continueremo a ringalluzzirci e a gratificarci ripensando continuamente alle stesse scene, questa volta piene di gioia invece che di angoscia...

NIENTE DI PIU' SBAGLIATO !!!!!

E' il doc che vi tende una trappola. SONO COMPULSIONI ANCHE QUELLE ... ne più ne meno dei ragionamenti attuati per scongiurare il pericolo dell'ossessione.

Si starà bene, ma a breve si soffrirà di nuovo rientrando nel circolo vizioso, perchè quelòl'allenatore scaltro, che si è diplomato a coverciano, oltre al forcing e alla zona a tutto campo, ha imparato benissimo anche il caro vecchio contropiede all'italiana .... e sarà con quello che ci fotterà e ci segnerà il più amaro dei goal.

Bisogna continuare ad impegnare lo sforzo cosciente in qualcos'altro anche quando ripensare alle ossessioni ci provoca felicità invece di angoscia.

Si disattiva il sistema di invio di impulsi incoercibili solo e soltanto quando tali impulsi NON CI SARANNO PIU', non quando la nostra risposta cognitiva a suddetti impulsi sarà di gioia invece che di angoscia.

Questo va tenuto sempre a mente perchè è un concetto BASILARE

Come fare a impegnare lo sforzo cognitivo in qualcos'altro ?

Beh ... questo ognuno deve sperimentarlo da se .... Lavorando (proprio così ), giocando a calcetto o leggendo un libro, guardando un libro o facendo una passeggiata in bicicletta ....

All'inizio sarà molto difficile, passeranno giorni e forse mesi (ed io ne sono la testimonianza ) prima di riuscire realmente a liberarsi degli impulsi incoercibili almeno per qualche ora, ma perseverando SI PUO' FARE (ok .... a Veltroni non ha portato molta fortuna .... ma a noi speriamo di si..)

Concludo parlando un po del doc.

Molti di noi (anche io in questo scritto) siamo abituati a pensare a lui come ad un mostro. Un'entità a parte che ci distrugge la vita e vuole annientarci.

E, in un certo senso è così, visto la sofferenza che provoca.

Io propongo un'altra chiave di lettura.

Se ci pensate bene, il doc non è altro qualcosa di predisposto ad assicurare la nostra incolumità ..... In realtà lui vuole proteggerci, non annientarci.

In un'individuo con un sistema di allarme normale quest'ultimo è un fedele alleato, non un barbaro nemico.
Anche il nostro è un fedele alleato. Solo che nel nostro caso è un pò rimbambito e vede pericoli in ogni dove.

Ci vuole talmente bene che ci avverte di qualche possibile pericolo anche al semplice annusare di qualche odore strano.

Prendiamolo come un vecchio amico, che ci vuole un mondo di bene, ma che, a causa della sua imbranataggine e scarsa capacità, ce ne combina di tutti i colori ...

Odiereste mai un amico così ?

Non credo ....

Ecco, impariamo anche a non odiare il nostro doc, ricordandoci che tutto ciò che fa (anche se lo fa male) LO FA PER IL NOSTRO BENE!

Odiare il nostro doc significa un pò odiare anche noi stessi, perchè è da una parte di noi (che non controlliamo) che proviene.

E questo non è bene. E' come odiare un nostro difetto fisico .... un naso pronunciato o un neo che si trova dove non si dovrebbe.

Impariamo ad amare un pò di più noi stessi, anche perchè, secondo alcune correnti psicoterapeutiche, l'odio non fa altro che alimentare ancor di più il circuito ansioso-ossessivo.

Vogliamoci un pò più di bene:
Non abbiamo nessuna colpa da espiare, ma soltanto un sano diritto a vivere la nostra vita nel miglior modo possibile.

Grazie dell'attenzione.

E che possiamo trovare presto la nostra via verso la guarigione

Ciao ho letto
Io non so sinceramente se ho questo disturbo ma credo di si perché mi faccio domande di continuo sui sentimenti verso il mio partner. Purtroppo sto cadendo in depressione..Non voglio mangiare più ne fare cose per me stessa..Mi fa male pensare che per eliminare questi problemi e per stare bene io debba lasciarlo. .come se fosse una via liberatoria.
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