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> Rovinato Dalla Psichiatria, Rovinato dalla psichiatria
 
RovinatoDallaPsichiatria
Inviato il: Lunedì, 16-Set-2019, 23:38
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Iscritto il: 15-Set-2019



Ciao. Sono appena iscritto (chiaramente, se sono qua).
Premetto che, in ogni caso, non sono un tipo comune. Ho le mie idee sui rapporti con l'altro sesso (ho 46 anni, non sono gay, ho solo amiche, niente fidanzate nè mogli nè figli), ho le mie idee sui rapporti con gli altri (non è che divento subito amico di tutti, seleziono...).
Mia madre, anche quando non lo dice, non approva il mio modo di essere...e me ne sono accorto troppo tardi, molto malamente...

Premetto anche che, nella vita, ho passato e sopportato di tutto. Sono sempre stato un tipo particolarmente dinamico, sempre fatto molta attività fisica e sono particolarmente abile in quelle cose che si imparano, giocando, da piccoli: conduzione di veicoli, giochi vari con la palla, biliardo, ecc ecc...questo solo per far capire che, ad un primo sguardo, nessuno si sognerebbe mai di dire che ho delle patologie psichiche o cose simili.

Detto questo, dopo anni di bella vita, con la mia indipendenza (10 anni di lavoro come guardia giurata, dal 2008, in un ottimo istituto di vigilanza fino a marzo scorso) e la mia felicità, adesso sono nei guai.
E' successo che, facendo un lavoro con turni notturni (quasi sempre notti in 10 anni che, comunque, sono sempre meglio che alternare i turni), mi capitava di non riuscire più a dormire di giorno. Il sonno che recuperavo nel giorno di riposo, non bastava a recuperare il sonno perso durante la settimana. Quando questo accadeva, chiedevo una settimana di ferie e me ne tornavo in puglia, dai miei genitori (lavoravo a Roma).

Il motivo per il quale non riuscivo a dormire di giorno, erano i troppi rumori degli abitanti del condominio.
Ultimamente, anche tornando a casa in puglia, mi capitava di non riuscire a dormire abbastanza. Mio padre, infatti, è proprietario di un piccolo complesso di 3 abitazioni. 2 date in fitto e la terza è residenza dei miei.
Da quando mio padre ha dato in fitto le altre 2 abitazioni, a casa non si riusciva più a dormire a causa dei rumori, esattamente come a Roma.

Dato ciò, a giugno 2018, invece che tornare in puglia per recuperare sonno, ho voluto cercare di risolvere il problema lì, a Roma. Mia madre mi suggeriva di ricoverarmi per fare una cura del sonno. Dietro questo suggerimento, presi appuntamento con una amica psicologa per chiedere delucidazioni in merito.
La dottoressa mi disse: "si, lo puoi fare, ti ricoveri in ospedale psichiatrico, stai una settimana lì, ti fanno delle flebo per dormire, poi esci e torni al lavoro".
Sentendo "ospedale psichiatrico" mi venne subito la fifa di perdere il porto d'armi. La dottoressa disse: "assolutamente no. Tu vai là, fai quello che devi fare e nessuno saprà mai dove sei stato. Quando finisci torni al lavoro".

Quindi procedemmo. Con la dottoressa andammo al CIM. Lì esposi il problema a 2 psichiatre, alla presenza della amica psicologa. Mi vennero a prendere con l'ambulanza e mi portarono in ospedale psichiatrico.

Arrivai in ospedale intorno alle 4 del pomeriggio. Trovai gli altri ricoverati per problemi psichiatrici ai quali, molto spesso, veniva somministrata "la terapia".
Passai la serata avvisando famiglia e amici e ditta, della situazione.
Proprio da lì a una settimana, inoltre, era previsto che i miei venissero a Roma (come fanno periodicamente per aiutare mia sorella, da tanti anni a Roma, con la bambina) e quindi sarebbero potuti venire in ospedale a prendermi.

Arrivato il momento di andare a dormire, quel giorno, vennero da me gli infermieri chiedendomi di consegnare loro la cinta dei pantaloni, i lacci delle scarpe e un coltellino svizzero che avevo come portachiavi.
Mi dissero anche amichevolmente: "è chiaro che con te non sembra minimamente necessario, ma è una cosa che dobbiamo fare".
Io ovviamente, consegnai immediatamente loro ciò che mi chiesero...e andammo (quasi) tutti a dormire.

Passai la notte più rumorosa mai passata in vita mia: gente che passeggiava e fumava (in veranda) di continuo, porte che sbattevano in continuazione, gente (compresi infermieri) che parlava come fosse in piazza, ecc ecc ecc...

Quando mi alzai la mattina dopo mi lamentai dicendo: "ma come, sono venuto per dormire e qua sembra il mercato ittico in piena notte...". Ricordo che il personale se ne fregava altamente di quello che dicevo e, quando mi davano retta, mi rispondevano male o mi prendevano in giro e cercavano di provocarmi.
Da qui in poi non ricordo più niente. Tutto quello che so è quel poco che mi hanno raccontato i miei (poco soprattutto perchè provano imbarazzo a raccontarmelo).

I miei genitori, non sentendomi più al telefono, si preoccuparono non poco e anticiparono la venuta a Roma.
Vennero subito all'ospedale, cercarono di parlare con me, ma il personale rispondeva: "non vi possiamo far vedere vostro figlio perchè non è in buone condizioni..."

Mi avevano praticamente fatto un TSO. Niente di meno che un c@zzo di TSO!!! Mi tenevano isolato e legato e non mi facevano vedere dai miei.

Successivamente sono venuto a sapere che, appena ordinato il TSO, la polizia andò a casa mia, prese la mia arma (che usavo in servizio), il porto d'armi, e li sequestrarono.

Dopo una settimana, l'ospedale mi rilasciò. I miei mi presero, li condussi dalla dottoressa della mutua per convertire in malattia le dimissioni dell'ospedale, avvisai a lavoro, poi andammo da mia sorella, ho dormito là qualche notte e poi, tutti insieme, siamo tornati in puglia. Tutto questo senza che io, ancora adesso, ricordi nulla! I miei ricordi cominciano una volta arrivati a casa in puglia.
Ero in uno stato che non riuscirei a descrivere con nessuna parola di nessuna lingua esistente: mi tremava qualsiasi cosa, mi girava tutto, un fortissimo magone in gola, movimenti rallentatissimi, fortissima debolezza, confusione totale, ecc ecc...

Appena arrivati a casa pensai solo a mettermi a dormire, mentre pensavo: "ma che caaa... mi è successo??? Perchè sto qua? Perchè mi sento così???"

La mattina dopo, i miei mi portarono al CIM, dalla psichiatra a cui ero stato affidato (che, in passato, aveva dato già qualche "curetta" a mia madre e alla quale mia madre aveva già parlato di me, a mia insaputa...).
Da subito la dottoressa ebbe con me un tono molto arrogante. Mi disse che il porto d'armi e l'arma non li avrei mai più riavuti e che avrei dovuto prendere: iniezione di Xeplion (ogni 15 giorni), 2 bustine di Depakin la mattina e 1 compressa di Haldol a pranzo.
Mi disse che ho una psicosi paranoide cronica, con sindrome extrapiramidale iatrogena (lo so così precisamente solo perchè poi l'ho letto sulle carte), fece altri discorsi, ma io riuscivo solo a provare un misto di rabbia (per la perdita del lavoro), preoccupazione (per come mi sentivo stranissimo) e frustrazione...non la ascoltavo (ma nemmeno riuscivo a seguirli i suoi discorsi...deliranti).

Inizialmente mi dava appuntamenti ogni settimana. In questi appuntamenti mi ripeteva sempre le sue ipotesi astratte e faceva piccoli aggiustamenti alla terapia.
Piano piano cominciai a sforzarmi di capire quello che dicesse...e cominciai a rispondere, negando nella maniera più assoluta di essere malato e di avere bisogno di medicine.
Quello che mi sembrava più assurdo era che questa, non mi aveva mai visto in vita sua, non sapeva manco che voce avessi e, subito, così, alla cacchio, aveva già fatto una diagnosi così pesante e dettagliata...questo è ciò che mi ha fatto, da subito, dubitare della sua buona fede.
Mi parlava sempre con grande durezza e arroganza, come se il fatto di essere malato (ammesso che lo fossi) fosse colpa mia.
Io, per quel poco che conoscessi l'ambiente psichiatrico, avevo sempre pensato che fosse un ramo della medicina pieno di fanatici esaltati invasati e, realizzare di ritrovarmi vittima di tutto questo, mi faceva sentire un grandissimo cogl...one, oltre che confermarmi alla grande quello che avevo sempre pensato.
Nonostante tutto, comunque, dalla dottoressa non mi facevo minimamente intimorire, anzi, la rimproveravo di darmi una presunta cura che mi faceva solo stare malissimo! E lei che mentiva spudoratamente minimizzando i devastanti effetti collaterali delle medicine, le cui dosi aumentavano sempre di più.
Ricordo che il tremore era talmente forte, che mi metteva in uno stato d'ansia da non sopportare il fatto stesso di essere vivo...mi mancava il respiro, mi sedevo e, dopo 5 minuti, avevo bisogno di alzarmi e camminare...mentre camminavo, dopo pochissimi minuti ero già stanco e mi dovevo sedere...e così erano le visite psichiatriche (come tutta la mia esistenza).
La scema (scusate ma è la migliore delle definizioni), mi vedeva in quello stato e continuava a minimizzare gli effetti collaterali, al punto tale da suggerirmi di fare una vita del tutto normale blink.gif ...diceva: "prendi la macchina e vatti a fare un giro..." blink.gif ...cioè, io, in quelle condizioni, potevo benissimo prendere la macchina, mettere in pericolo la vita di chiunque intorno a me (non camminavo dritto nemmeno a piedi!!!), e nessuno me lo avrebbe impedito, anzi, venivo esortato a farlo!!! Tutto perchè la cretina voleva sentire (e poter scrivere nelle sue carte) che io conducevo una vita del tutto normale, con pochi effetti collaterali...pensate in che mani ero capitato!!! ...e le visite erano tutte così: un misto di negazione degli evidentissimi effetti collaterali e finti e ridicolissimi test tipo: "che giorno è oggi?" e deliri (suoi) arroganti col tentativo di mettermi chissà quale terrore addoso.

A metà luglio (sempre 2018), come se tutto questo non bastasse, ho subito un'ulteriore batosta che m'ha fatto veramente perdere l'orientamento: ho scoperto che mia madre era d'accordo con la psichiatra. Non potendone più, infatti, smisi di prendere le medicine. Ovviamente, mai avrei potuto minimamente immaginare che mia madre, con tutto quello che vedeva, di me, con i suoi occhi, fosse contro me stesso.
Dopo circa una settimana senza medicine (ma con tutti gli effetti collaterali), capitò la visita di controllo dalla psichiatra. E qua ricevetti la pugnalata alle spalle: mia madre disse tranquillissimamente alla dottoressa che io non prendevo le medicine!
Non credevo a quanto vedessi, mi sentivo sprofondare, senza punti di riferimento.
Il risultato di ciò fu che la psichiatra ordinò agli infermieri di passare tutte le mattine da casa per somministrarmi la terapia.
Oltre al disagio di dovermi alzare alle 9 di mattina (molto presto perchè, a causa dei tremori, non riuscivo a prendere sonno prima di tarda notte), il rischio che condomini e vicini si accorgessero del viavai di infermieri che, oltretutto, facevano anche un sacco di baccano (venivano in coppia, chiacchieravano per le scale e sul marciapiede, parlavano di visite, turni, lavoro, ecc ecc... PSICO incaz.gif )

I giorni passavano lentissimamente e io, ragionando, pensavo sempre più che la migliore soluzione fosse uccidermi. 45 anni senza più il lavoro della mia vita, una situazione neurovegetativa assolutamente insopportabile, tutto il mondo contro, completa mia impotenza contro la rabbia di aver perso così banalmente il lavoro, per colpa di una bastardata dell'ospedale psichiatrico...troppissimo da sopportare.

Un giorno, a circa una settimana dalla fine di luglio, subito prima di pranzo, dopo averci ragionato, ingoiai una bottiglietta intera di xanax e mi stesi sul letto.
Poco dopo venne in camera mia madre per avvisarmi che il pranzo era pronto e si accorse della boccetta vuota di xanax. Chiamò subito l'ambulanza.
Stetti una settimana in ospedale, mi disintossicarono con carbone vegetale e flebo 24 ore al giorno. E' stata la mia più bella settimana della seconda metà del 2018. Effetti collaterali quasi spariti, dormii tantissimo e mi sentivo...in paradiso.

Lasciai l'ospedale con l'idea decisa di convincere la psichiatra a non prendere più medicine. Secondo la mia ingenuità, le avrei fatto vedere che non tremavo più e questa sarebbe stata la prova (che non avrebbe potuto negare) che la colpa del tremore fosse dei farmaci.
Al contrario, invece, avevo fatto proprio quello che lei voleva! In quel momento non potevo capire la soddisfazione che vedevo nel suo sguardo. Solo mesi e mesi dopo, documentandomi, ho capito che, chi è affetto da psicosi, minaccia proprio il suicidio.
La scimunita, quindi, aveva un motivo in più per farmi riprendere la terapia.

Ovviamente tutti gli effetti collaterali ricominciarono e io, quando proprio non ne potevo più, andavo al pronto soccorso (per fortuna a 2 passi da casa) a farmi fare un paio di flebo simili a quelle che mi fecero in ospedale.
Inizialmente avevano un certo effetto (diminuivano i tremori) ma, col tempo, questa pratica ha avuto sempre meno benefici...fino a quando ci rinunciai.

Comunque, da luglio a settembre 2018 ho passato un inferno che, definire il peggior periodo della mia vita, fa ridere.
Ho detto fino a settembre perchè, insistevo così tanto con lamentele e rimproveri, che alla fine, un giorno di settembre, la psichiatra mi guardò fisso 5 secondi e disse: "ok, basta medicine, solo 1 iniezione di Xeplion al mese"...inutile dire quanto fossi incredulo ma felice.

La felicità però durò pochi giorni, il tempo di capire che il tremore (la parte peggiore degli effetti collaterali) era dovuto proprio allo Xeplion.
Alla visita successiva, la cretina mi vide ancora tremare ma disse che presto il tremore sarebbe sparito. Nel frattempo mi fece fare 1 iniezione di Akineton, contro il tremore (fino ad allora l'avevo preso in compresse, senza risultato). La fiala fece subito effetto e cominciai a sentirmi molto meglio...non riuscivo a credere come mi sentissi...sempre molto confuso, perdevo il filo di ogni discorso facessi (effetto collaterale della fiala di Akineton), ma almeno tremavo molto meno. Inoltre, provando a guidare, riuscivo quasi a mantenere una traiettoria a linea retta (anche se facevo comunque una fatica della madonna, a 70 all'ora, a guardare di continuo in tutti gli specchietti e a correggere continuamente la traiettoria).

Il sollievo della fiala di Akineton durò soltanto fino alla mattina del giorno dopo, quando, finito l'effetto, stavo ancora peggio!!! Il tremore e l'ansia mi presero così forte che non riuscivo a respirare, avevo voglia di spaccarmi la testa sul muro. Non mi rimaneva altro che sopportare...prendere altre compresse di Akineton era ridicolo rispetto all'effetto dell'iniezione.

A intervalli di 3 o 4 giorni, preso dalla disperazione del tremore e dell'ansia, prendevo la macchina e, con tutta la fatica assurda e pericolo spaventoso per me e per gli altri, andavo al CIM (che è a 12 km da casa), a farmi fare l'iniezione di Akineton dagli infermieri.
Nel giro di 20 giorni ho fatto assuefazione all'Akineton (che, nel frattempo, mi faceva sempre meno effetto), e ho smesso di prenderlo.
Per fortuna anche l'ansia (ma non il tremore) sparì e, da ottobre in poi, sono andato avanti con la sola iniezione mensile di Xeplion e il solito tremore che, nonostante le promesse della "dottoressa" non accennava a diminuire. Inutile dire che paura avessi di portarmi il tremore a vita (la dottoressa mi dava, infatti, tutta l'impressione di aver perso il controllo della situazione...non riusciva a capire come mai il tremore non sparisse, ma faceva di tutto per nascondermelo).

Sono rimasto in quello stato fino a gennaio 2019 (per tutto il resto del 2018!!!). Un giorno di fine gennaio, infatti, andando ad una delle visite di controllo dalla cosiddetta dottoressa, si arrese. Mi disse: "ok, basta Xeplion, da domani prendi Olanzapina"...poi continuò..."tu sei come mia madre, non puoi prendere medicine, hai troppi effetti collaterali..."...praticamente quello che ripetevo da sempre (anche quando ho l'influenza o raffreddore, non prendo mai medicine, mi fanno stare male e non hanno alcun effetto benefico).

L'olanzapina è stato, così, il primo farmaco senza (quasi) effetti collaterali "al cervello". Non solo...dopo una settimana, per magia, tremore quasi sparito.
Quando se ne accorse la dottoressa, prendendosi subito il merito, provò, miseramente, nientemeno che a insinuare che il tremore fosse dovuto alla mia psicosi...e non alle medicine!!!!!!!!!! blink.gif ...e l'Olanzapina mi stava praticamente curando...non si fosse trattato della mia vita, sarei scoppiato a riderle in faccia.

L'olanzapina, però, col tempo (10 giorni circa), ha cominciato a darmi un brutto effetto collaterale (oltre a farmi ingrassare): durante la notte mi veniva l'impulso di muovere le gambe. Dovevo cambiare posizione in continuazione perchè non riuscivo a tenere le gambe ferme...il disturbo è chiamato "delle gambe senza riposo".
La maniaca pseudo dottoressa, allora, dati i sorprendenti risultati della nuova cura, aveva una fifa della madonna a cambiarmi il medicinale...e me ne aggiunse un altro (di cui non ricordo il nome), per curare il disturbo delle gambe senza riposo.
Ovviamente non aveva nessun effetto ma, la dottocessa, non si smosse di una virgola...dovevo continuare con l'Olanzapina.

Dopo un altro mese e mezzo di sofferenze notturne, finalmente si decise a sostituire l'Olanzapina...con la Quetiapina. Questa, inizialmente senza apparenti effetti collaterali, mi fece sparire del tutto il tremore ma, molto presto, cominciò a darmi problemi di digestione e difficoltà ad andare al bagno, oltre che farmi ingrassare.
Tutto sommato effetti collaterali accettabili rispetto a tutto quello che avevo passato fino a quel momento.

Sono andato avanti così da marzo (2019 ovviamente) fino a giugno. Nel frattempo, dopo una malattia che durò da giugno 2018 a marzo 2019, dopo il periodo massimo possibile di malattia, fui licenziato per giusta causa. La dottoressa mi diceva che avrebbero potuto tenermi a lavoro con un incarico senza uso dell'arma ma, contattando il responsabile della filiale, a settembre 2018, mi aveva già detto che non aveva altre mansioni da assegnarmi e che non avrebbero potuto evitare il licenziamento.

Arrivato a maggio 2019, quindi, ho provato anche a riprendere alcune attività. Prima di tutto l'esercizio con i pesi (ho sempre avuto una panca, a casa, con dei manubri e un bilanciere).
Da gennaio, in ogni caso, appena diminuiti i tremori, avevo cominciato tutti i giorni a fare un piccolo allenamento: 10mila passi al giorno. Questo, non solo non accennava il minimo effetto sul controllo del mio peso (mangiavo poco e in maniera sana), mi provocava anche forti dolori alle ossa e muscoli della schiena, tutte le volte che superavo gli 11-12mila passi...
Mi dissi rassegnato: "ok sto invecchiando..." Un altro giorno del mese di marzo mi accorsi all'improvviso che, mangiando, mi rimaneva molto cibo incastrato nei denti inferiori anteriori...praticamente, nel giro di pochi giorni dall'inizio della quetiapina, mi si sono formati 2 spazi fra 4 denti!
La dottoressa disse: "la quetiapina non provoca modificazioni della struttura ossea boccale"
Certo che la coincidenza è veramente strana...

Tornando a maggio, quindi, ripresi l'allenamento coi pesi. Caricai meno del mio minimo, pesi veramente ridicoli e, dopo le alzate col bilanciere su panca, cominciai a sentire un dolore alla base del collo.
Man mano che il sangue si raffreddava il dolore aumentava sempre di più. Poco prima di andare a letto, misi una mano dove sentivo dolore e trovai un bozzo durissimo e spaventoso!!!
Il giorno dopo, alzandomi, non potevo più girare il collo, nè a destra, nè a sinistra. Mai successo in vita mia, con tutti gli allenamenti disumani che ho sempre fatto!!!
Il fisioterapista mi disse che il bozzo era una fortissima contrazione dei trapezi e che avevo esagerato con lo sforzo. Mi disse, quindi, di stare una settimana in assoluto riposo.

I giorni passarono. Superai la settimana ma il collo rimaneva con un movimento molto limitato. Continuai con i 10mila passi al giorno ma la schiena mi faceva sempre più male, già a 5mila passi. Nel frattempo, la difficoltà di digestione era arrivata a un livello tale che stavo male anche bevendo un bicchiere d'acqua.
Non sopportavo più la situazione. Mangiavo come un mendicante, non digerivo e continuavo a ingrassare.
Una sera di inizio giugno feci finta di dimenticare di prendere la quetiapina. Il giorno dopo avrei voluto fare una mangiata più decente...e così feci.
Una volta mangiato, mia madre mi disse: "aaaa, quando hai fame non hai più problemi a digerire".
Per dare uno schiaffo morale a mia madre per la grande cazzata detta, le rivelai che, la sera prima, avevo "dimenticato" di prendere la medicina...convinto anche che, una dimenticanza, può sempre succedere, non cambia niente.
Purtroppo, con mio grandissimo stupore, la psicopatica di mia madre, andò su tutte le furie.

Avevo capito tutto (ero (e sono) solo, abbandonato nei miei guai), evitai di alimentare il fuoco, dissi non lo faccio più e, da quel giorno, non ho più preso quetiapina.

Limitai il più possibile i contatti con mia madre (troppi particolari della mia vita le avrebbero fatto scoprire la verità).
Ma qui, con mio grandissimo stupore (e gioia), cominciò il mio ritorno alla normalità: dolori alla schiena completamente spariti, bozzo sui trapezi sparito, collo subito tornato in piena mobilità, un forte senso di dinamicità ritrovata...mi sentivo...bene, come non mi sentivo da tantissimo tempo.
Dopo una settimana senza quetiapina cominciai a scatenarmi: 20mila passi al giorno e nessuna stanchezza nè dolore, esercici su panca subito tornati alla mia normale intensità (e pesi), nessun dolore, nessuna distorsione, niente di niente. Assoluta regolarità ad andare al bagno...completamente un'altra vita, che senza rendermene conto, non ricordavo più.
A metà giugno inoltre, siamo stati in una casa al mare...inutile dire la prontezza di riflessi e dinamicità ritrovati giocando a racchettoni, col pallone, nuotare...mai fiatone, resistenza agli sforzi triplicata, un altro mondo.

La mia felicità ritrovata è purtroppo finita un giorno di inizio luglio scorso quando, parlando con mio padre che aveva litigato con mia madre, gli confessai (come un grandissimo cogl) di non prendere più la quetiapina. Quel bastardo di mio padre usò la ghiotta notizia per fare pace con mia madre...e le confessò tutto.

Il problema, da questo punto in poi, diventa il motivo per il quale adesso sono nei guai...non è tanto quello che pensa mia madre. Il problema è che, anche se lei dice "non ne voglio sapere niente, ve la vedete tu e la dottoressa", il problema non è risolto.
Lei e la dottoressa sono quasi amiche. Mia madre (ed io) diamo per scontato che, se lei e la dottoressa si parlano, le dirà che non prendo la medicina.
Parlando con mia madre ho scoperto che l'inghippo sta tutto nel fatto che lei non si rende conto che io rischio un altro TSO.
Mia madre, nei suoi discorsi, dice "è arrivato il momento che ti curi..." (sempre secondo il suo modo di distinguere le persone in normali e anormali) "...questa è l'occasione migliore, la dottoressa ti vuole aiutare, fatti aiutare, ecc ecc..."
Io ho provato a spiegarle che, ammesso che mi debba curare, non è questo il modo, non sotto TSO. Ho provato a spiegarle che lo scopo primario della dottoressa non è curarmi, ma rispettare la legge...perchè sto sotto TSO e sono obbligato a fare una cura...e lei, deve poter scrivere nelle carte, che m'ha dato la cura e rispondo bene alla cura, senza effetti collaterali...che poi in effetti io venga veramente curato, è una cosa che piacerebbe alla dottoressa ma, sotto TSO, non potrà mai essere il suo scopo primario...e che, se lei le dice che non prendo la pillola, mi rimanda a fare il TSO o, come minimo, mi manda di nuovo gli infermieri a casa, o mi dà le iniezioni, che mi provocavano gli infernali tremori.

Con un discorso come questo mia madre (che ha la tipica ingenuità di chi non ha mai lavorato, nè viaggiato, nè visto il mondo) ha cominciato a elaborare...si è convinta, ha capito che mi metterebbe nei guai ma, nella sua ingenuità, non è capace di mentire. Se la dottoressa le fa delle domande, io sono fregato.

Adesso vi racconto dei particolari che fanno capire quanto la psichiatra è cialtrona e in malafede.
Da quando sto meglio (marzo) vado alle visite di controllo senza mia madre. Sono state visite tranquille, prendevo la medicina, non lamentavo devastanti effetti collaterali, lei continuava a scrivermi sempre la stessa terapia, ecc ecc...
A fine giugno c'è stata la prima visita di controllo da quando non prendevo più medicine. Erano 3 settimane che non prendevo pillole.
Appena mi vede dice: "ti vedo bene, proprio bene. Abbronzato, in forma, ecc ecc ecc..."...e poi continuò: "ok, continua con questa terapia, mi raccomando non la lasciare che, se ricadi nella malattia, poi è più difficile guarire..." ....che ridere, proprio da quando non prendo più la medicina.
La visita successiva, ancora più cogl..ona! "stai andando sempre meglio, è proprio buona questa cura, mi raccomando non la lasciare mai..."
Io: "vabbè ogni tanto, una volta a settimana, mi capita di dimenticare di prenderla..."
Lei: "ok, non fa niente, cerca di evitarlo, ma l'importante è che non esci dalla cura, altrimenti ricadi nella malattia...un giorno, quando dirò basta, sarai guarito del tutto e lascerai le cure"...cioè dopo che m'ha sempre detto che avrei preso medicine a vita, proprio quando sto completamente fuori la cura, arriva niente di meno che a dire "fra 3 anni smetterai di prendere medicine" blink.gif

Durante quella visita la dottoressa mi fissò l'ultima delle visite di controllo. Me la fissò per il 9 settembre perchè, a inizio settembre, lei sarebbe stata in ferie e rientrava proprio il 9.
Il 23 agosto mi fa mandare un whatsapp dall'infermiere, chiedendomi di anticipare la visita al 26 agosto.
Il messaggio dell'infermire è stato particolarmente cordiale: "Buongiorno Giulio, come va? Tutto a posto? La dottoressa vorrebbe sapere se ti è possibile anticipare la visita dal 9 settembre al 26 agosto".
Il 26 agosto era un lunedì. Era l'inizio della settimana che avrei passato con una mia carissima amica della Romania.
Settimana programmata da mesi.
Lunedì 26, anzi, era proprio il giorno in cui sarei andato a Roma a prenderla e portarla a casa in Puglia.
Partendo il 26 mattina, quindi, sarei rientrato il 26 notte.
Purtroppo, rispondendo al messaggio dell'infermiere, a causa del fatto che ero in macchina, non ho prestato troppa attenzione alla forma. Così, invece che rispondere "Buongiorno Antonio, tutto a posto, ti ringrazio. Purtroppo non posso anticipare al 26 perchè sono impegnato...", ho risposto: "il 26 sono a roma, manco tutta la settimana"
Da qui in poi nessuna risposta...e spunta blu dopo 2 giorni! Dissi: "che ridere, all'improvviso tutta la sua (finta) cordialità se l'è messa nel..."
I giorni passavano, il 9 settembre si avvicinava, ma io non ricevevo nessuna conferma dell'appuntamento per il 9 (se aveva detto di avere problemi per il 9, mi sarei legittimamente dovuto aspettare un'altra data).
Il 6 settembre chiamai l'infermeria e, evitando accuratamente quell'infermiere, chiesi conferma dell'appuntamento.

Il 9 settembre, appena mi vede nel corridoio, la dottoressa già mi guardò con sguardo accigliato. Mi dissi: "sarà mia impressione".
Entrato in studio, la dottocessa ridicola chiude la porta, fa chiamare l'infermiere Antonio e mi dice subito: "da quanto tempo non prendi la quetiapina?"
Nel frattempo, al volo, arriva Antonio. Entra, chiude la porta e si siede a fianco alla dottoressa.
Vi volevo far vedere la faccia di Antonio (quello che mi aveva fatto tutte le iniezioni nel 2018, anche di Akineton, e con cui avevo sempre avuto un ottimo rapporto)...incavolato, come e più della dottoressa.
In quel momento, io, non ho minimamente pensato alla storia del messaggio. Non sapevo cosa pensare. Mi sembrava tanto uno dei soliti deliri della psi...copatica in cui nega cose evidentissime o cerca di insinuare cose falsissime.
Era una furia, voleva che le dicessi da quanti mesi non prendessi la quetiapina. Io non mi sono mosso di una virgola. Ho detto: "la prendo. Al massimo può succedere che ne salto una a settimana".
In ogni caso chiesi: "ma perchè non starei prendendo la medicina?"
Lei rispose: "ti vedo troppo attento, lucido, concentrato e sulla difensiva"
Io pensai subito una serie di cose che non potevo dire:

1. se è vero quello che dice, allora la medicina mi fa sembrare un cogl...
2. e come dovrebbe essere, se non sulla difensiva, un innocente che viene accusato di omicidio???
3. come fa a dire che mi vede diverso se già aveva premeditato l'andamento dell'incontro, avvisando l'infermiere di venire a fare da testimone?? ...e soprattutto guardandomi male già al primo incontro, di sfuggita, in corridoio???

Cioè fa delle cose clamorose che tradiscono la sua buona fede. E' troppo chiaro, in questo caso, che usa il pretesto della malattia per accusarmi del mio comportamento "maleducato"...sia per aver risposto così all'infermiere, che per non aver permesso a lei, di allungare le ferie. Ma come faccio io a fidarmi di gente così???

E questo è il mio grande problema. Io, che mi trovo in questa situazione per sbaglio (e grandissima sfortuna), rischio un altro TSO da parte di gente mentalmente instabile.

Cioè, voglio dire, per quel poco che conosco l'ambiente, mi è capitato altre volte di avere a che fare con psichiatri o neurologi (più da lontano)...non c'è mai stata una volta che uno di loro non facesse uso, pesante, di medicine. Ed erano situazioni grossolamente evidenti! Psichiatri e neurologi che "sfarfallano" allegramente e occupano posizioni importantissime! E decidono della vita della gente!
Il 9 settembre, poi, la dottoressa ha ordinato di nuovo agli infermieri di venire a casa, tutte le mattine, a somministrarmi la compressa di quetiapina e, ovviamente, è cominciato il solito diverbio in cui accuso la psichiatria di rovinare la vita della gente, fra cui la mia.

Qualcuno può dirmi come risolvo questa situazione? Dopo il 9 settembre si è avvicinata molto di più l'ipotesi che la dottoressa parli con mia madre...e questo per me significherebbe veramente la fine.
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stancastanca
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Non ti puoi rifiutare di prendere questi farmaci? Hai ancora la totale capacità di intendere e volere. Senti un neurologo come fare a scalare i farmaci che stai prendendo.


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RovinatoDallaPsichiatria
Inviato il: Mercoledì, 02-Ott-2019, 19:06
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E quello è il nocciolo della questione, non so come muovermi. Sembra come se chiunque, del Centro Salute Mentale, possa fare di me quello che vuole e io non so come fare a tutelarmi.
Ho parlato con un amico avvocato ma mi risponde sempre la stessa cosa "se la psichiatra dice così..." ...e alza le spalle...

Rifiutare di prendere le medicine non posso perchè altrimenti mi rifanno il TSO (e questa è la minaccia peggiore, che sottintendono sempre). Adesso la dottoressa mi sta mandando gli infermieri a casa, tutti i giorni, perchè secondo lei, non prendo la terapia. Questa cosa mi mette molto a disagio perchè nel condominio tutti vedono e sentono...vorrei potermi tutelare da tutti questi abusi (tanto per cominciare) ma non so a chi rivolgermi

Scusa se rispondo adesso ma non avevo attivato l'e mail di notifica
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