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> Creare Un Condominio Di Sociofobici
 
studenteuni
Inviato il: Mercoledì, 29-Lug-2015, 22:12
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QUOTE (dep @ Lunedì, 23-Giu-2014, 01:33)
Ciao Studenteuni (2) PSICO D.gif PSICO hug.gif

Credo che vada fatta un' analisi più completa mettendo i pro ed i contro ...

E' vero quello che dite ma è anche vero che in tal modo non si riceverebbero "imput al miglioramento" nel senso che si ci conformerebbe tutti a tale stato sociofobico .
Se tale conformazione potrebbe alleviare le sensazioni di inadeguatezza è anche vero che l' essere sociofobici assieme può voler dire non riuscire poi a fare passi avanti verso un miglioramento; se una persona vede tutto sommato questo stato come un modo di vivere possibile e senza la necessità di andare verso un miglioramento ... può starci. Occorre però tenerne conto visto che a volte una "terapia d' urto" potrebbe essere d' aiuto tramite il concetto di esposizione già espresso.

Non dico che sia un' idea del tutto negativa ma secondo me occorre pensarla in maniera più equilibrata lasciando la possibilità che qualcheduno possa interagire aiutando

D' altra parte il vicino fastidioso, rompiscatole, ecc. non rasenta la normalità ma piuttosto rasenta altre patologie di cui spesso non si è neppure coscienti di possedere PSICO wink.png

io penso che invece un miglioramento ci possa essere.
L'idea andava strutturata meglio e l'ho abbozzata proprio in maniera minimale.
Si potrebbero apportare alcune migliorie del tipo:
ad un piano ci mettiamo i sociofobici che suonano uno strumento musicale e/o cantano ad altri piani quelli che si dedicano all'arte o alla cucina.
Oppure ad un piano gli onnivori, ad un altro i vegani e ad un altro i vegetariani PSICO smile.gif
altra questione riguarda la scelta del luogo.
Che città scegliereste? Una città cosmopolita? Una località balneare? Una ridente cittadina o un paesino in montagna?
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Cecilia
Inviato il: Sabato, 15-Ago-2015, 22:08
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Io sceglierei una località balneare, con l'obbligo condominiale (laugh.gif altrimenti non si parlerebbe) di incontrarsi in spiaggia per l'happy hour ogni sera, poi qualche parola esce, a volte per uscire dal guscio ci vuole una terapia d'urto.
Io mi trovo meglio con chi è simile a me perché rispetta i miei tempi, non sopporto le persone estroverse che ti riempiono di consigli non chiesti appena capiscono che sei un introverso e vogliono cambiare il tuo carattere; invece noto che le persone introverse, se non le aggredisci con comportamenti invadenti e rispetti la loro riservatezza, piano piano si aprono perché penso che in fondo siamo esseri sociali e anche a noi fobici piace la compagnia, solo che siamo selettivi e scegliamo chi sentiamo affini a noi, almeno per me è così, però devo sentire che la persona, anche se timida, a sua volta mi viene incontro, ci deve essere evoluzione reciproca.


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SolitoSchifo
Inviato il: Sabato, 15-Ago-2015, 23:06
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l'idea mi piace molto, dovremmo adottare dei test psicologici per la selezione dei condomini.
sarebbe bello vivere circondato di persone che sanno cos'è un disturbo mentale e lo vivono quotidianamente.


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Jack Insalata
Inviato il: Lunedì, 24-Ago-2015, 14:32
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psico sano
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io in realtà sociofobici e non è da tempo che penso all'eventualità di acquistare una casa e annessa campagna per boh darsi una mano a vicenda tipo manson famiy ma senza omicidi ,possibilmente. PSICO D.gif ,penso che qualche regione piu larga di manica potrebbe anche sborsare soldini essendo un'attività sociale. blink.gif .


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Psico Zio
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Vedo che la discussione prosegue da anni...
Se si vuole fantasticare e astrarre, naturalmente tutto è concesso.
Se si volesse essere un attimino più concreti, credo che funzionerebbe, nel caso, con tutto il condizionale che serve, un appartamento di più locali o una piccola casa (anche isolata, certo, purchè si disponga di almeno un'auto), una piccola (ma molto piccola) comunità di massimo 10 persone. Quasi una famiglia allargata, ma senza i legami di sangue (che l'esperienza purtroppo dimostra non essere sempre particolarmente forti).
In pratica, per esempio, 2-3 coppie più qualche singolo, sperando di non litigare per uomini/donne/altro.
Una realtà più estesa sarebbe decisamente utopia.
Anche perchè serve trovare gente di una stessa zona, almeno regione: dubito che qualcuno sarebbe disposto davvero a cambiare regione in maniera duratura (o perlomeno è improbabile), soprattutto se sta già lavorando.
Però poi ci sarebbe da scogliere tutto il nodo delle spese: chi lavora, e chi non lavora?
Io per esempio ho difficoltà serie a lavorare. E chi rimane disoccupato anche riuscendo a lavorare?
Ci vorrebbe un fondo di solidarietà. Non so come crearlo, tantomeno gestirlo, è probabile che si litigherebbe e si dividerebbero i lavoratori contro i non lavoratori (magari accusati di parassitismo, di approfittarsene, ecc., quali critiche nuove a sentirsi!)
Questo nonostante un'eventuale equa divisione dei compiti casalinghi.
boh.gif
Se questo nodo si sciogliesse e ci fosse una sufficiente fiducia reciproca (che per gente come noi è davvero forse la cosa più difficile) allora forse sarebbe possibile creare una piccola comunità fobica.
Credo che nessuno (specialmente con problemi più seri) ci abbia mai provato, ma se avete notizia di esperienze del genere sarei interessato a conoscerle.


--------------------
***Cerco persone dell'Alta Brianza con difficoltà a uscire di casa e/o poche amicizie, per confronto virtuale ed eventualmente reale***

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Quarzo
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QUOTE (Cecilia @ Sabato, 15-Ago-2015, 21:08)
Io sceglierei una località balneare, con l'obbligo condominiale (laugh.gif altrimenti non si parlerebbe) di incontrarsi in spiaggia per l'happy hour ogni sera, poi qualche parola esce, a volte per uscire dal guscio ci vuole una terapia d'urto.
Io mi trovo meglio con chi è simile a me perché rispetta i miei tempi, non sopporto le persone estroverse che ti riempiono di consigli non chiesti appena capiscono che sei un introverso e vogliono cambiare il tuo carattere; invece noto che le persone introverse, se non le aggredisci con comportamenti invadenti e rispetti la loro riservatezza, piano piano si aprono perché penso che in fondo siamo esseri sociali e anche a noi fobici piace la compagnia, solo che siamo selettivi e scegliamo chi sentiamo affini a noi, almeno per me è così, però devo sentire che la persona, anche se timida, a sua volta mi viene incontro, ci deve essere evoluzione reciproca.

Concordo pienamente!!
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studenteuni
Inviato il: Venerdì, 30-Dic-2016, 23:48
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la mia frequentazione su questo forum è sempre un po' intermittente. Secondo voi sarebbe fattibile la creazione di un condominio di sociofobici all'estero? Intendo dire, spesso andare all'estero da soli senza appoggi non è cosa facile, per una persona sociofobica gli ostacoli sono anche superiori. Per cui per pura ipotesi, come valutereste l'idea ma all'estero, aldilà degli aspetti normativi legati all'immigrazione? E quali luoghi valutereste?
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