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> Non Ce La Faccio, Stanca di combattere
 
80carmen
Inviato il: Domenica, 11-Mar-2018, 17:28
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Domani dovrei riprendere il lavoro e ho tutte le ansie di questo mondo... ho ripreso a star male 2 giorni prima delle ferie e sono riuscita a partire lo stesso, a stare benino tenendo lontano i brutti pensieri per una settimana... ma il rientro un disastro, pioggia dopo una settimana al sole e l’incubo di dover riprendere il treno, fingere con gli altri di stare bene quando hai invece il cuore che ti batte all’impazzata, la paura di rimanere da sola perché il marito lavora fuori tutta settimana e i miei da qui a breve si sposteranno alla casa al mare.
14 anni di depressione, periodi anche lunghi di tregua, ma questo sicuramente non lo é. 2 crisi in un anno non le avevo mai avute.. e dove la trovo la forza di affrontare tutto di nuovo? E ovviamente il tuo medico che é via, provi altre strade e ti vengono dati gli appuntamenti fra due settimane (meno male che specifichi che sei in ansia ed é urgente)... avrei voluto qualsiasi male fisico anziché psichico, di questo ne sono sicura.
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Aeroplano italiano
Inviato il: Venerdì, 16-Mar-2018, 00:48
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Psico Zio
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Io sono appena uscito da una crisi ansio-depressiva durata 10 giorni. Sembrava che non finisse mai, MA sapevo che passava. Ma non ho combattuto: sapevo di dover vivere al minimo e ho accuratamente evitato di cercare di stare meglio a tutti i costi, perché così ci si sente peggio di quanto si stia.
Se devo stare sulle corde basse, cerco di starci. Almeno mi calmo.

In depressione, siamo come barche arenate su una secca. Inutile affannarsi a spingerle fuori. L'unica è aspettare che la marea salga. Nel frattempo si sta sulla barchetta a fare qualche piccola manutenzione e nulla più.


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80carmen
Inviato il: Venerdì, 16-Mar-2018, 19:36
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QUOTE (Aeroplano italiano @ Giovedì, 15-Mar-2018, 23:48)
Io sono appena uscito da una crisi ansio-depressiva durata 10 giorni. Sembrava che non finisse mai, MA sapevo che passava. Ma non ho combattuto: sapevo di dover vivere al minimo e ho accuratamente evitato di cercare di stare meglio a tutti i costi, perché così ci si sente peggio di quanto si stia.
Se devo stare sulle corde basse, cerco di starci. Almeno mi calmo.

In depressione, siamo come barche arenate su una secca. Inutile affannarsi a spingerle fuori. L'unica è aspettare che la marea salga. Nel frattempo si sta sulla barchetta a fare qualche piccola manutenzione e nulla più.

Ho passato una settimana infernale, ma questi ultimi due giorni va un filo meglio a livello di forza e gestione dei pensieri negativi. Quando mi prendono queste crisi purtroppo penso sempre a quelle passate che mi sono durate di più (anche un paio di mesi) e quindi mi scoraggio e penso al peggio. La mia depressione é “reattiva”perché comunque riesco ad alzarmi dal letto e andare con enormi sforzi a lavoro pur essendo in preda all’ansia e a pensieri angoscianti e costanti... evito di scrivere quali ma é abbastanza palese.
Ora cerco di rallentare, fare il minimo indispensabile e nel frattempo anche i farmaci fanno il loro effetto. Ormai ci soffro da 13 anni, ho 37 anni e ho avuto 3-4 crisi anche lunghe specialmente nel periodo estivo.. nel mio caso tutto inizia con una crisi d’ansia al quale segue un calo di umore. Sono anche consapevole che i ritmi che faccio non mi aiutano, viaggiando due ore al giorno per andare e tornare dal lavoro... poi capita di aggiungerci delle attività extra e col passare del tempo mi portano ad una stanchezza psico fisica non indifferente... e quando sono allo stremo delle forze mi succedono episodi simili...
Come dici tu bisogna mettere un po’ i remi in barca in questi casi e fare il minimo indispensabile.
Grazie per avermi risposto, ciao PSICO smile.gif
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Aeroplano italiano
Inviato il: Sabato, 17-Mar-2018, 00:21
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Psico Zio
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Cara Carmen,

mi sembra che tu abbia compreso realisticamente il quadro della situazione, ed è già un bel passo per uscir fuori.

Faccio una correzione: depressione reattiva non vuol dire che tenti di reagire. Vuol dire invece depressione come reazione a un dato fatto negativo. L'altro tipo è la depressione endogena, che viene da dentro, anche se non ci sono sollecitazioni ambientali.

La tua forma depressiva sembra reattiva, nel senso che è indotta da una situazione di stress. La depressione reattiva è reversibile, perché, se si toglie l'elemento che l'ha causata, essa regredisce.

Al momento credo sia utile per te eliminare gli impegni di cui puoi fare a meno, in modo da recuperare le energie. Ne esci presto.
In prospettiva, quando tornerai a stare bene, puoi eliminare o ridurre i fattori di stress della tua vita attuale. Se ti rendi la vita più comoda, rendi la vita scomoda alla depressione PSICO wink.png


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diamanda
Inviato il: Sabato, 17-Mar-2018, 19:51
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Il mio psicologo anni fa( quando soffrivo di attacchi di panico) mi disse che un dottore serve a farti diventare autonomo in modo che quando hai bisogno la prima cosa che fai non è chiamare lui ma attingere alle tue stesse forze e capacità. Io mi arrabbiai molto quella volta e appunto la terapia fallì dopo. Infatti presi un'altra dottoressa. Però in effetti aveva ragione in un certo senso, perchè credo che la prima cosa da fare per guarire è appoggiarsi a se stessi prima di tutto e non cercare sempre l'intervento del dottore. Anche perchè una terapia deve avere un inizio e una fine. Quindi dopo 14 anni se hai bisogno di qualcuno o hai sbagliato dottore oppure hanno sbagliato terapia.
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80carmen
Inviato il: Sabato, 17-Mar-2018, 21:18
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QUOTE (diamanda @ Sabato, 17-Mar-2018, 18:51)
Il mio psicologo anni fa( quando soffrivo di attacchi di panico) mi disse che un dottore serve a farti diventare autonomo in modo che quando hai bisogno la prima cosa che fai non è chiamare lui ma attingere alle tue stesse forze e capacità. Io mi arrabbiai molto quella volta e appunto la terapia fallì dopo. Infatti presi un'altra dottoressa. Però in effetti aveva ragione in un certo senso, perchè credo che la prima cosa da fare per guarire è appoggiarsi a se stessi prima di tutto e non cercare sempre l'intervento del dottore. Anche perchè una terapia deve avere un inizio e una fine. Quindi dopo 14 anni se hai bisogno di qualcuno o hai sbagliato dottore oppure hanno sbagliato terapia.

Ogni caso é a sé, magari sono io che non ho la forza di venirne fuori totalmente. Il medico lo cerco specialmente nelle mie fasi più acute perché ho bisogno di essere rassicurata, poi quando riprendo a stare un po’ meglio vado avanti per la mia strada... e di cose in questi 14 anni ne ho fatte comunque... forse dovrei lavorare di più a livello di psicoterapia anche quando sto bene, cosa che in effetti ho sempre fatto poco in questi anni...
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80carmen
Inviato il: Sabato, 17-Mar-2018, 21:22
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QUOTE (Aeroplano italiano @ Venerdì, 16-Mar-2018, 23:21)
Cara Carmen,

mi sembra che tu abbia compreso realisticamente il quadro della situazione, ed è già un bel passo per uscir fuori.

Faccio una correzione: depressione reattiva non vuol dire che tenti di reagire. Vuol dire invece depressione come reazione a un dato fatto negativo. L'altro tipo è la depressione endogena, che viene da dentro, anche se non ci sono sollecitazioni ambientali.

La tua forma depressiva sembra reattiva, nel senso che è indotta da una situazione di stress. La depressione reattiva è reversibile, perché, se si toglie l'elemento che l'ha causata, essa regredisce.

Al momento credo sia utile per te eliminare gli impegni di cui puoi fare a meno, in modo da recuperare le energie. Ne esci presto.
In prospettiva, quando tornerai a stare bene, puoi eliminare o ridurre i fattori di stress della tua vita attuale. Se ti rendi la vita più comoda, rendi la vita scomoda alla depressione PSICO wink.png

Se ti rendi la vita più comoda, rendi la vita più scomoda alla depressione... é vero, mi ha dato da pensare questa tua citazione... grazie anche per il chiarimento tra depressione reattiva ed endogena, si vede che hai un certo background in materia...
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Aeroplano italiano
Inviato il: Domenica, 18-Mar-2018, 19:16
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Indubbiamente il farmaco serve per riportare l'umore a un livello adeguato. Ci rimette in piedi, ma poi dobbiamo camminare noi, cioè fare le nostre scelte e gestirle, da cui dipende il mantenimento del nostro stato di salute. Questo non può farlo il farmaco al posto nostro.

Faccio il mio caso: se faccio un lavoro che comporta stare per lunghi tempi da solo, me ne vado dritto in depressione, anche se non mi succede niente di negativo. Non solo, il lavoro deve comportare un'interazione con gli altri. Cioè non mi basta stare tra 100 persone, se il mio lavoro lo posso svolgere interamente da solo. E' logico che non potrei fare l'addetto alla portineria di un ospedale. Uno dice: "vabbé, ma è un lavoro comodo". No, preferirei vendere patatine fritte in una fiera.

Sapendo questo, scelgo il lavoro in base al grado di coinvolgimento sociale che esso comporta. Tutte le volte che mi è capitato di lavorare con un ufficio da solo, ho mollato. Queste decisioni non le prende il farmaco.
Tanti invece starebbero benissimo.

Anche nel tempo libero, io non riesco a stare con gli altri nei luoghi di aggregazione, tanto per far chiacchiere. Ho bisogno che ci sia un'attività pratica, dal gioco al disegno, alla decorazione. Se non mi posso spendere, mi sento inutile e mi deprimo. Anche questo non lo valuta il farmaco, ma lo devo decidere io.

E' importante dunque che ciascuno metta in atto le proprie strategie, che sono quelle di lungo termine, adatte a noi e che determinano condizioni più favorevoli a noi e non alla depressione.


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80carmen
Inviato il: Mercoledì, 21-Mar-2018, 12:04
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QUOTE (Aeroplano italiano @ Domenica, 18-Mar-2018, 18:16)
Indubbiamente il farmaco serve per riportare l'umore a un livello adeguato. Ci rimette in piedi, ma poi dobbiamo camminare noi, cioè fare le nostre scelte e gestirle, da cui dipende il mantenimento del nostro stato di salute. Questo non può farlo il farmaco al posto nostro.

Faccio il mio caso: se faccio un lavoro che comporta stare per lunghi tempi da solo, me ne vado dritto in depressione, anche se non mi succede niente di negativo. Non solo, il lavoro deve comportare un'interazione con gli altri. Cioè non mi basta stare tra 100 persone, se il mio lavoro lo posso svolgere interamente da solo. E' logico che non potrei fare l'addetto alla portineria di un ospedale. Uno dice: "vabbé, ma è un lavoro comodo". No, preferirei vendere patatine fritte in una fiera.

Sapendo questo, scelgo il lavoro in base al grado di coinvolgimento sociale che esso comporta. Tutte le volte che mi è capitato di lavorare con un ufficio da solo, ho mollato. Queste decisioni non le prende il farmaco.
Tanti invece starebbero benissimo.

Anche nel tempo libero, io non riesco a stare con gli altri nei luoghi di aggregazione, tanto per far chiacchiere. Ho bisogno che ci sia un'attività pratica, dal gioco al disegno, alla decorazione. Se non mi posso spendere, mi sento inutile e mi deprimo. Anche questo non lo valuta il farmaco, ma lo devo decidere io.

E' importante dunque che ciascuno metta in atto le proprie strategie, che sono quelle di lungo termine, adatte a noi e che determinano condizioni più favorevoli a noi e non alla depressione.

Concordo sul fatto che il farmaco aiuti ma che poi dobbiamo essere noi a saperci gestire nella quotidianità e nelle nostre scelte....
Sono comunque molto demoralizzata perché a distanza di 20 giorni sono ancora in crisi e il farmaco l’ho aumentato una settimana fa e ci vorrà un po’ di tempo prima di avere dei benefici. Ho comunque paura di rimanere incagliata per molto tempo in questo status e di non farcela 😪
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Aeroplano italiano
Inviato il: Giovedì, 22-Mar-2018, 23:38
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Ti propongo una riflessione. Credo che la depressione non spieghi tutto. Io sono spesso in sofferenza, anche quando non sono depresso. Perché c'è anche una mentalità.
Allora ho provato a fare uno screening dei miei pensieri, prendendo appunti. Così mi sono accorto di essermi abituato a prendere in considerazione pensieri negativi: su di me, sugli altri: paure, ipocondrie, sospetti, giudizi sommare o inutili. Una folla di pensieri. Ma come potevo essere felice, con tutta quella spazzatura mentale? O non cadere in depressione?

Ora ho sgomberato tutto e non dò peso ai pensieri negativi. O io o loro: e per vivere, Io.


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80carmen
Inviato il: Venerdì, 23-Mar-2018, 19:16
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QUOTE (Aeroplano italiano @ Giovedì, 22-Mar-2018, 22:38)
Ti propongo una riflessione. Credo che la depressione non spieghi tutto. Io sono spesso in sofferenza, anche quando non sono depresso. Perché c'è anche una mentalità.
Allora ho provato a fare uno screening dei miei pensieri, prendendo appunti. Così mi sono accorto di essermi abituato a prendere in considerazione pensieri negativi: su di me, sugli altri: paure, ipocondrie, sospetti, giudizi sommare o inutili. Una folla di pensieri. Ma come potevo essere felice, con tutta quella spazzatura mentale? O non cadere in depressione?

Ora ho sgomberato tutto e non dò peso ai pensieri negativi. O io o loro: e per vivere, Io.

Anche l’approccio che io non é sicuramente positivo, o meglio... passo da una fase sono iperattiva (un pó per il lavoro che mi porta via tutta la giornata perché viaggio almeno 2 ore al giorno tra andata e ritorno), ad una fase di “scarico di energie” al quale seguono ansia e depressione. O sono un robot o quando mi fermo perché inevitabilmente stanca, in me e attorno a me sento solo il VUOTO.
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Felix
Inviato il: Sabato, 24-Mar-2018, 00:01
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Beata te che hai una fase di iperattività, io sono sempre stanco e demotivato. Passo molto tempo a letto, a volte vorrei dormire di più rispetto a quanto il sonno mi concede.
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