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> Buongiorno A Tutti, Torno a scrivere dopo anni
 
Matti999
Inviato il: Lunedì, 27-Nov-2017, 16:26
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Iscritto il: 27-Nov-2017



Un caloroso saluto agli utenti di questo prezioso forum.

Non è la prima volta che scrivo qui. In passato ho bazzicato la sezione sul disturbo ossessivo compulsivo; più per trovare rassicurazione lo ammetto, distrutto dall'ansia e in preda ai sensi di colpa per l'ossessione del momento.
Si parla di anni fa, oggi l'ansia non è sparita, persiste ancora anche se raramente si presenta in forma acuta e ossessiva.
Eppure l'orrore non è svanito, mi trovo ora senza energie, confuso e spaventato, ad affrontare il mostro del vuoto, la perdita di speranza e la consapevolezza di quanto poco sono riuscito a fare, di quanto sbagliata sia stata la mia esistenza e di quanto misero appare il mio margine di miglioramento.

Sono in terapia presso un centro psico sociale; parlo alla dottoressa di come non riesca a trovare un senso nelle cose che faccio, di come non mi sento altro che un ridicolo burattino, brutto, insulso e inetto. Lei mi incita a pensare che la causa di tutto ciò sia da ricercarsi nella mia infanzia, l'atteggiamento dei miei genitori che non trasmisero al proprio figlio serenità, ma vergogna e astio, rancore.

Se è così io li perdono, non voglio che tutto ciò che sono oggi dipenda dalle incertezze di due persone che per il loro figlio hanno comunque fatto molti sacrifici, e non vorrei che loro si dividessero.

Ma il punto è che, crescendo nell'occulto della mia visione malinconica, sognando sempre situazioni al limite dellla disperazione, nella paura, nel dubbio, nell'immobile condizione di chi fa mille ipotesi e nulla più, mi sono innamorato di tutto ciò che è tetro, triste e oscuro, al punto da riversare in questo oceano profondo la mia stessa identità.

Eppure molto di ciò che dico, penso o faccio, lo vedo come patetico o al meglio senza significato.

Amo emozionarmi, ma ultimanente sento di non riuscirci più, sento che anche la parte dolcemente emotiva che cullavo in grembo sta morendo, divorata dal nulla, dall'ansia di assistere al degrado, da un mostro indefinito, sgraziato e virulento che mi graffia nella mente.
Non riesco a immaginarmi come un semplice individuo affermato e von sani valori, ho visto troppa oscurità e difetto nella mia giovane esistenza, non penso di riuscirci.

Cosa posso fare? Qualcuno si è trovato in questo limbo tra il non voler cambiare la parte più profonda di se stessi e il non riuscire ad andare avanti così?
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Parnaso
Inviato il: Martedì, 28-Nov-2017, 05:07
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Utente Nr.: 18.160
Iscritto il: 04-Mag-2017



Difficile dirti cosa tu possa effettivamente fare per cambiare la situazione in cui ti trovi.
Per guardare avanti non bisogna avere conti in sospeso col passato, bisogna averlo compreso e metabolizzato. Anch'io mi sono interrogato spesso sulle cause... ma a che pro? Ad un certo punto io me ne sono fatto una ragione, è successo così e basta, non si può tornare indietro per migliorare il passato ed anche se analizzo minuziosamente le cause non posso far altro che constatare una disfatta, un fallimento. Più costruttivo è guardare avanti, farsi una ragione di quello che è successo e ripartire. E' difficile ma fattibile. L'importante è non sentirsi causa del proprio fallimento, a volte ci si colpevolizza anche troppo e per demeriti altrui. Che tu riesca a perdonare i tuoi genitori è già di per se un sintomo di positività, non sei ancorato al passato. Il mio consiglio è di non ravanare troppo nel passato, non ricercare più di tanto: guarda avanti, guarda quello che puoi cambiare e cerca di procedere a piccoli passi. Anche se a te il miglioramento appare esiguo è pur sempre un miglioramento, hai smosso una situazione statica, per quanto sia difficile vai avanti...
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-ste
Inviato il: Sabato, 02-Dic-2017, 18:20
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Unregistered









ciao, mi sento come te. Esattamente come te. Sono un ragazzo di 23 anni e, nonostante sia sempre stato una brava e sensibile persona, a cui piace tanto emozionarsi, non ha mai trovato gli amici giusti, ma sempre persone stupide o incapaci di farmi sentire bene. Per anni ho vagato in una speranza che le cose cambiassero, ma più passava il tempo, più perdevo la voglia di fare le cose e perdevo i sogni!! perché troppe delusioni... uno dopo anni non ne può più.
Perciò ora sono così, solo (non esattamente, ma le persone che ho attorno non capiscono a pieno, non mi sono utilissime, anzi, spesso mi innervosiscono) e senza più voglia di vivere o di inseguire un sogno. Faccio le cose per inerzia, non mi interessa il successo, la fatica, non mi interessano più nemmeno le amicizie ormai (anche se in fondo spero ancora di trovarne, ma so che non succederà o comunque sia sono stufo di aspettare). Vorrei solo sparire... neanche 'non pensare' perché mi terrorizza l'idea di non fare nulla e stare a fissare il soffitto senza pensieri (non è nemmeno possibile come cosa voglio dire)... voglio proprio NON ESISTERE, così non avrei nemmeno modo di soffrire
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squalotto
Inviato il: Lunedì, 18-Dic-2017, 21:08
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Psico Amico
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Utente Nr.: 14.168
Iscritto il: 24-Lug-2014



E' difficile essere genitori anche amando i propri figli.
Fanno errori, sottovalutano situazioni, ma, in cuor loro, credono di fare il proprio meglio.
Nessuno è perfetto.
Analizza questa cosa col terapeuta per avere una visione corretta delle cose, senza colpevolizzare nessuno.


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non c'e' notte che non veda il giorno
PM
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