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> Paura Della Paura, Spero di ricevere vostri consigli :)
 
Greta.
Inviato il: Domenica, 17-Giu-2018, 18:29
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Ciao ragazzi! PSICO smile.gif

Scrivo di nuovo, dopo un po' di tempo, per cercare consigli da parte di chi ha le mie stesse paure e soprattutto da chi sta cercando o è addirittura riuscito a superarle.

Soffro di ansia ormai da quasi due anni. Devo ammettere che sto molto meglio rispetto all'anno scorso. Piano piano sono riuscita a ristabilire un equilibrio (almeno dentro le mura di casa). Prima il mio malessere era così grande da stare male anche in casa e soffrivo addirittura di insonnia.

Ora sto molto meglio. La mia ansia quando esco è addirittura minore. Non ho attacchi di panico da tanto tempo e questa mi sembra una benedizione!
Continuo a fare psicoterapia, ma nonostante tutto, la paura verso l'ansia resta.

Ed è proprio questa paura verso la sintomatologia dell'ansia, che mi genera ansia. La mia mente ha costantemente paura che mi arrivi l'ansia forte e che non la saprò gestire.

Le mie paure più grandi sono sempre le solite: svenire e perdere il controllo (tipiche dell'ansia), e sono diventate delle vere e proprie convinzioni ormai.
Uscire da sola nel paese in cui abito è raro, proprio perché ho queste paure che me lo impediscono e quando esco, lo faccio sempre con qualcuno (che conosce il mio problema ovviamente e con cui mi sento tranquilla e "protetta").

Il mio psicoterapeuta dice che alla base della mia ansia c'è il giudizio che gli altri hanno di me e su questo concordo, perché sono sempre stata molto attenta a non deludere gli altri, le loro aspettative nei miei confronti, la mia reputazione, ecc... . Questo aspetto lo sto correggendo, imparando a fregarmene di ciò che la gente pensa di me.

Ma di fatto, la paura dell'ansia e la bassa autostima (che porta a una bassa autonomia), ci sono ancora.
Allora il mio psicoterapeuta dice che devo imparare a convivere con l'ansia. Ma come faccio a convivere con questo "mostro", che mi ha tolto autostima, voglia di stare con la gente, autonomia, sicurezza in me stessa, ecc... ? Io vorrei semplicemente ritornare ad essere la ragazza che ero prima, con più leggerezza e meno soggetta al giudizio degli altri, ma dove la trovo la forza di gestire l'ansia che arriva ogni sacrosanta volta che esco di casa?

Aspetto di leggere i vostri consigli o semplicemente le vostre esperienze con l'ansia!
Grazie a chi mi risponderà PSICO smile.gif


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1viaggioalcuore
Inviato il: Martedì, 19-Giu-2018, 17:19
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Io sto in una situazione simile alla tua, credo di stare peggio in quanto non mi allontano da casa da circa 2 anni.

Cerca di non isolarti, trocva dei punti di riferimento e delle distrazioni, fai Psicoterapia e se puoi anche una cura farmacologica dallo Psichiatra, fai del movimento anche piccoli passi ogni giorno.

Con il tempo se riuscirai a metterci del tuo ci riuscirai.
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Greta.
Inviato il: Martedì, 19-Giu-2018, 22:09
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Sono contraria ai farmaci (almeno nel mio caso, non credo servano), però hai perfettamente ragione su psicoterapia e movimento.
Grazie per la risposta PSICO smile.gif


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Aeroplano italiano
Inviato il: Lunedì, 25-Giu-2018, 00:13
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Psico Zio
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Ho problemi simili, ma in forma più blanda.

L'ansia è per sua natura, anticipatoria, ossia si teme un evento che si verificherà. L'immaginazione fabbrica scenari drammatici nei quali ci sembra già di vivere. Alla fine la cosa si generalizza, per cui, anche se non temiamo un evento specifico, restiamo con l'impressione di una vaga minaccia, sempre presente.

Ho notato che, quando temo (esageratamente) un evento futuro, quando effettivamente ci arrivo, l'ansia svanisce di colpo e si attivano le mie migliori risorse.

Forse una buona soluzione è una graduale esposizione proprio ai fatti che ci mettono ansia.


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Aeroplano italiano
Inviato il: Lunedì, 25-Giu-2018, 10:30
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Psico Zio
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Mi spiego meglio :
non è solo che temiamo un evento previsto per domani, ma proprio il domani in generale.

Basta un pensiero, un dubbio, ad evocare uno spettro.

Le paure sociali poi, sono le più dure, perché non si può verificare quello che gli altri pensano e mai sarà possibile. Questo ci rende bisognosi di rassicurazione. Col tempo ci educhiamo al fatto che, se non capisco l'atteggiamento di un altro, "sicuramente qualcosa non va; sicuramente avrò fatto qualcosa; sicuramente non gli piaccio" e così alla fine mi sento in colpa. Basta che una persona non mi risponde a un saluto, o non mi risponda a un messaggio, che io vada in crisi totale.
In sostanza, quando non sappiamo interpretare una situazione, sposiamo automaticamente la convinzione negativa e ci rimaniamo anche dentro. Per esempio, chiamiamo una persona che non ci risponde e ci convinciamo "che non mi vuole sentire o lo disturbo".

Come si fa? Io penso che non sia proprio una malattia, ma un apprendimento. Quindi bisogna rieducarsi a una modalità più adatta. Quindi, in assenza di segnali certi, non dobbiamo pensar male, anche se tutto in teoria ce lo fa credere.
Poi riflettiamo: può darsi anche che un dato momento, una persona non ci voglia parlare, ma ci ha i guai suoi per la testa; non ce l'ha con noi. Poi in un altro momento torna disponibile. Ma anche noi facciamo così : non sempre siamo subito disponibili.

Altra cosa: il silenzio. Se un amico non risponde, per noi ansiosi, questo lo leggiamo sempre come rifiuto. La stragrande maggioranza delle volte, invece, il silenzio non ha un valore oppositivo, ma 1000 altri significati ovviamente non chiari. Ma è meglio imparare a convivere con l'incertezza e tollerarla, che non risolvere sbrigativamente le questioni con un "sicuramente non va bene".


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Aeroplano italiano
Inviato il: Lunedì, 25-Giu-2018, 10:48
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Psico Zio
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Altra granitica convinzione negativa è : "non faccio questa cosa, tanto viene male".
E dove sta scritto?
E poi un disegno sbagliato, non è sempre meglio di un foglio bianco?

Queste convinzioni preconcette, non fanno che alimentare sfiducia e insicurezza, che sono il terreno di coltura ideale per l'ansia.


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