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> Il Mio Diario, uno sfogo o qualcosa di più
 
andre92
Inviato il: Mercoledì, 07-Set-2016, 23:10
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Salve a tutti, non mi sono presentato ma lo faccio qui.
Sono Andrea 23 anni, calabrese. Non so perché sto scrivendo qui (sfogo, bisogno, cerco aiuto?) sta di fatto che lo faccio.
la mia storia è lunga ma neanche troppo.
Vorrei partire da quando mi sono laureato, quasi ormai 2 anni fa. Nel periodo universitario (triennale - musica), stavo discretamente ma è da li che ho visto dei miei reali problemi, che già conoscevo, dati dal fatto che vivevo da solo. Voi direte: che problemi? 1)relazioni con gli altri 2)problemi con me stesso 3)qualche altro problema umore o depressione che non mi fanno vivere al meglio. Non fraintendete, io da un lato sto benissimo: nel corso dei tre anni sono stato bene. Non dovevo pensare ai soldi per via della borsa di studio, studiavo qualcosa che mi piace, ho conosciuto delle amiche e amici fantastici che mi sono anche rimasti, parlo con le persone, se ho cosa fare esco ecc, il problema però appunto è più interiore che non mi fa vivere al meglio.
Due anni fa dicevamo. Mi sono laureato. Bellissimo momento, il problema è stato il dopo. Ne ho avuto sempre paura, perché non potendo continuare lo studio (no money) dovevo lavorare e di questo ho avuto sempre paura. Inizia un periodo di (credo) vera depressione passata da mio fratello: non sapevo cosa fare, dormivo male, non facevo nulla. Provavo a cercare qualcosa ma sempre su internet e direi con poca convinzione.
Passa il tempo arriva l'estate. Ritorno a casa dei miei, anche un po' costretto (non e che posso stare dai fratelli per sempre).
Dovrei aprire una parentesi sui miei genitori ma dico solo che il rapporto è difficile: loro non si accorgono di errori che fanno/hanno fatto con noi figli, loro si odiano e credo che in parte odino anche noi. Sono stati duri, molto duri (il concetto è: tu puoi fare quello che vuoi, ti lascio la libertà, non mi interessa neanche se hai problemi psicologici ma fisici si; se però non riesci a trovare un lavoro o non ce la fai è colpa tua o della tua generazione che è sbagliata. Ti commiserano, ti buttano giù non ti aiutano Psicologicamente, mai) e fosse per me non tornerei più, mai più, o comunque molto poco e preferibilmente quando sarò diventato autonomo/forte. Per questo e anche per altri motivi, ho iniziato ad odiare la mia città. Mi sta stretta, tutto: dalla casa alle strade. Tutto quello che ho fatto qui è sbagliato, la mia crescita è stata (in parte) sbagliata. Il mio me di reggio non è quello dell'università. Io non sono e non voglio essere quel me di quei 18 anni. Eppure ne porto ancora le ferite.
Dal mio ritorno nella casa dei miei (estate 2015) ho mandato qualche curriculum, fatto pochi colloqui, nessun risultato.
Autunno 2015: mia sorella mi chiede di andare un po' da lei in austria per cambiare aria, ricominciare. Ci vado. Non ero ne contento ne scontento. Abbastanza impaurito ma allo stesso tempo anche un po' dispiaciuto (come fa a mancarmi un posto che odio? la paura può essere maggiore del non sopportare? si può vivere nella casa dell'orco solo perché hai paura dell'acqua e per scappare devi nuotare?)
Ho iniziato i corsi di tedesco: da A1 a B1, ho imparato un po' di tedesco, lo parlicchio adesso. I primi 4 mesi no, mi ero isolato, avevo paura, di tutto quasi. Non sembravo io: non sapevo che dire, non sapevo che fare. Passeggiavo molto, è una città bella vienna, perfetta. Potevo anche viverci la tutto sommato ma non riuscivo a comunicare ad aprirmi e forse per due motivi essenziali: 1) non mi sentivo li per spassarmela ma sapevo che dovevo primo o poi trovare un lavoro 2) non capivo un cavolo di quello che mi dicevano 3) avevo paura di rimanere anche se avessi avuto il lavoro perché ero solo e soprattutto non sapevo (e so) cosa fare nella vita. (fosse stato erasmus era diverso).
Il lavoro l'ho cercato soprattutto gli ultimi 2 mesi.
Sono rimasto fino a maggio: ho superato la paura di entrare e chiedere se stessero cercando; stavo li anche minuti prima di entrare e chiedere sommessamente se cercassero qualcuno. Lo facevo senza sapere che stessi facendo, cosa andavo a fare. Lo facevo perché non mi volevo arrendere ma anche per non deludere qualcuno o anche me stesso. Il lavoro l'ho trovato 2 settimane prima dell'ultimatum di mia sorella: o trovi o te ne vai. Non ero felice di averlo trovato ma solo soddisfatto. Ce l'ho fatta! Era da un italiano che mi è sembrato (ed è) molto corretto. Un part time di 15 ore settimanali, giusto per iniziare. Paga decente. Pulizie.
Il mio primo lavoro è durato la bellezza di 5 ore.
Non me lo aspettavo. Nessun rimprovero mi è stato fatto, nessun alzata di voce. MI era stato detto pulisci e lava per terra. Quello ho fatto.
Dopo che ho chiesto perché mi è stato detto: "sono stato lento?" "lo hai detto tu, troppo attento. Forse la cucina non fa per te". Mi ha pagato e sono uscito.
Sono tornato a casa non pensando a niente. Il giorno dopo rimango seduto nei giardini del belvedere per un'ora a guardarmi le braccia, come catatonico. In quel momento potevo anche farmi del male. Forse.
Vedete io non credo di essere a rischio veramente di suicidio/farmi del male, anche se alle volte vorrei averne il coraggio. Secondo il mio avviso, guarire e quindi vivere veramente o uccidersi sono la stessa cosa; credo che sia più facile trovare la soluzione per vivere ed è per questo che potrei essere immune dal suicidio. Ma comunque, ripeto sono molto lontano.
Mia sorella mi fa i biglietti, ritorno: "passa le vacanze e pensa a che vuoi fare, prendi una strada ma devi essere sicuro, io ti appoggio, anche se vuoi fare l'uni".
è strano questo fatto. Nessuno della mia famiglia appoggia il fatto che abbia fatto musica (suono anche il piano e sono abbastanza bravo da poter fare il pianista, cioè lo ero). Anche lei, la sorella, da un lato dice che mi aiuta e mi ascolta dall'altra però rifiuta il mio percorso di studio e forse di vita.
A fine maggio sono in calabria di nuovo dai miei: la volontà c'è, quantomeno di provare a non impantanarmi. Faccio il passaporto, mi metto in lista per lo psicologo della mutua, inizio da solo a leggere dei libri universitari di musica che non avevo fatto, provo a non perdere il tedesco, faccio domanda per il servizio civile all'estero.
Il punto è che sono bloccato dalla casa, dai ricordi, dai genitori... Risultato? il tedesco pur leggendo ogni tanto articoli, guardando video lo sto perdendo, soprattutto per vocaboli.
Continuo a leggere testi sulla musica ma sto perdendo la voglia (a che pro lo faccio?).
Al colloquio dopo una prima parte buona, l'esaminatore mi da del confuso: "non puoi non sapere cosa fare se ti va male qui". Volevo rispondergli: meglio che fare lo stesso lavoro di merda per 30 anni, andare in pensione e poi morire male. Sto ancora aspettando l'esito.
è passata l'estate ed è successa una cosa molto velocemente nelle scorse due settimane: vado da una mia amica in sicilia (come ogni anno da quando l'ho conosciuta) e soprattutto viene una mia amica dell'uni dal nord e allo stesso tempo torna mia sorella per 5 giorni.
Per me l'estate è stata questa. Non che non abbia amici qui a reggio ma li reputo tutti "sbagliati" perché fanno parte di quel me che è "sbagliato". Tra questi però ce ne sono 2 che sono d'infanzia. Non sanno nulla di questi problemi psicologici. SAnno molto di più le mie amiche del nord che non loro. Anzi vi dirò mi sono aperto di più con la fidanzata di uno dei due che ho conosciuto tra il 2 e il 5 di questo mese che con loro.
Per ritornare alla mia amica: le amicizie di reggio si sono unite con quelle dell'università nella città che odio. Abbiamo passato dei bei momenti veramente. Quasi quasi, ho dato delle possibilità alla calabria. Gli è piaciuta tantissimo (per paesaggi ecc, almeno). Allora forse sono io quello che vede le cose sbagliate?
Se ne va 2 giorni fa insieme agli amici di infanzia (studiano fuori). Abbiamo parlato, ci siamo conosciuti meglio. Forse mi piace anche (come potrebbero piacermi tutte le amiche che ho conosciuto) ma non è questo il punto. Il punto è: ora che faccio?
Non mi è rimasto nessuno. La mia amica voleva che mi smuovessi e facessi qualcosa (come tutti gli altri amici), la ragazza dell'amico sopra, vuole che salga per questo mese per cambiare aria e cercare qualcosa: non credo lo farò. Troppi soldi da spendere. Gli avevo detto che andavo, ancora non gli ho detto che non andrò
Quell'euforia del giorno dopo è praticamente svanita e l'unica cosa che mi è rimasta è l'angoscia. Non piango mai, non ho pianto neanche quando sono stato licenziato. Stavo per piangere oggi quando, seduto sul divano guardavo le serie tv pomeridiane pensavo al mio futuro e alle mie giornate future vuote, con l'angoscia di dover trovar qualcosa da fare e nessun aiuto rimasto.
Piango solo quando penso a me stesso e quanto abbia fallito nella vita e stia fallendo.
La cosa strana è che comunque non mi arrendo veramente, faccio finta di provarci: sono andato in radio per vedere se potessi diventare uno speaker (fare uno stage), vedere a che punto è la lista dello psicologo.
La cosa che più mi sorprende di me è queste due facce: da un lato l'andrea che vedete scritto su che non sa come riempire le giornate, che non sa come approcciarsi a gente nuova, che è confuso; dall'altra un'andrea che vuole stare al centro dell'attenzione, intelligente (perché so di esserlo cioè di avere un tipo di intelligenza), che ha degli amici,simpatico, che potrebbe diventare anche presidente del consiglio.
Come fa una persona ad essere tutte queste cose?
Questi giorni con la mia amica comunque mi hanno fatto capire che se non faccio nulla sto fermo e se sono fermo la situazione ristagna. Solo con il mutamento il mio inconscio può mostrarsi in tutta la sua debolezza e solo tramite questo posso fargli cambiare idea. Se sono fermo faccio il suo gioco, il gioco che non mi porta a nulla e fa diventare la situazione peggiore (che non è il suicidio), realtà.
Certo, devo rimanere a reggio per un po' è la cosa mi crea un'angoscia infinita.
Devo riuscire a ritrovarmi a creare situazioni nuove. Non sono in cerca di un lavoro ma di me stesso. Come dico sempre a mia mamma "a me dei soldi non interessa e neanche del lavoro". Per questo non sto cercando, adesso, un lavoro serio ma solo qualcosa che mi possa piacere, che mi faccia capire chi sono. Un cameriere o lavapiatti, me lo terrei per sempre e morirei senza sapere nulla di me. Ho più bisogno della mia salute mentale che dei soldi.

QUesto post quindi sarà (fin quando non mi seccherò) un modo per sfogarmi ma anche, per voi utenti di dire la vostra su di me, farmi domande, per capire me stesso e vedere lati che non riesco a vedere; se sono a questo punto evidentemente una faccia a faccia con me stesso non basta più.

Una buona serata a voi, da Andrea PSICO D.gif
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andre92
Inviato il: Giovedì, 08-Set-2016, 22:34
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sono pazzo, anche se lo psichiatra mi ha detto che sono sano, devo essere pazzo.
Ho accettato di andare in Germania per poco tempo: se trovo qualcosa resto sennò tornerò molto più povero e tanto più disilluso.
Solo 24 ore fa scrivevo "non andrò", ora scrivo "ci vado". Cambiamento d'umore? no, mi hanno convinto. Mi hanno tempestato di telefonate, fino a che non ho fatto il ticket. Nessuno mi costrinse, potevo dire: "no guarda, voglio morire qui, solo e piangermi addosso", non l'ho fatto. Avrei preferito iniziare questo fatto della radio e magari la psicoterapia. Non succederà o almeno, ad essere pessimisti, succederà a fine mese.
La cosa che mi preoccupa di più sono i soldi. Non ho tantissimo con me ma è anche vero che escluso il cibo e il viaggio non pagherò nulla.
Sono preoccupato, agitato. Tanti cattivi pensieri ci sono ma forse quella cosa per non farmi cadere è tornata: un minimo, infimo livello di speranza.
Potrei anche finire barbone li, realisticamente non accadrà ma...
Non so cosa accadrà ma il ritornare a fare di nuovo quella fila per "elemosinare" lavoro (che mi farà schifo) mi preoccupa. Mi preoccupa come mi risponderanno, la faccia che faranno e il tedesco un po' arrugginito. Ma, MAH il clima è diverso e sono solo 2 settimane... vedremo.
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andre92
Inviato il: Martedì, 13-Set-2016, 02:17
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Giorno 1 in germania. La città è veramente carina. Devo ancora capirla ma siamo all'inizio.
Ho già iniziato a spendere un po' tra cene fuori e cose di necessità. Sarà che sono in parte anche in vacanza ma questo fatto mi preoccupa... vedremo.
Ho già visto pochi locali in cui sono stato. Niente al momento. L'aiuto degli amici c'è, la paura rimane.
Spero di rimanere? In larga parte si, dai. Dall'altro vorrei tornare indietro (a morire e a pensare che la mia vita fa schifo? perché?)

Sento comunque l'ansia della cosa, ma cerco di scacciarla. Molte volte tutto mi assale e cerco di tranquillizzarmi respirando e convincendomi di aver fatto tutto giusto, convincendomi che questa è solo una vacanza, mal che vada si ritorna indietro.
Credo che sia meglio questo pensiero ansioso che l'altro della vita fa schifo.

vedremo come continua.
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andre92
Inviato il: Sabato, 17-Set-2016, 20:13
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Giorno 7
esordisco con: ho trovato un lavoretto.
La cosa mi preoccupa. Non tanto per il lavoro in se (beh, anche ma si controlla). Più per tutto quello che ne conseguirà.
è un part time in un fast food. Pagato.. diciamo dignitosamente. Non diventerò riccol anzi. Dato che è un part time dovrò trovarmi dell'altro. Con quello che mi danno credo di pagarci l'affitto. Era la situazione che volevo evitarmi: stress per il lavoro e stress per trovarne un'altro.

E poi ci sarà la casa, la scheda sim, la registrazione al comune, il lavoro... e soprattutto dover badare sempre ai soldi. Soldi che non avrò, soldi che vorrò... Sono preoccupato, tanto preoccupato; sono ansioso da quando mi alzo a quando vado a dormire.
La cosa buffa è che non penso o quantomeno blocco il pensiero. Non credo basti... Spero e non vedo l'ora o di aver fallito ed essere tornato in Italia o di essermi sistemato ed esser diventato indipendente.
In questo periodo mi sento molto stanco: tra uscite fuori, fare il turista e cercare qualcosa... troppo stressante.
A fine mese il mio amico andrà via e rimarrò "solo" (anche se ho conosciuto un po' di persone).

Vedremo come andrà a finire, tanto cosa può succedermi? al massimo muoio o divento barbone. è così preoccupante la cosa? Sì... ma non preoccupiamoci (o almeno proviamoci a non farlo).
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andre92
Inviato il: Domenica, 18-Set-2016, 23:03
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Giorno 8: la situazione si complica. Il capo mi ha detto che devo fare un mucchio di cose per fare il contratto. un mucchio di cose che mi fanno sentire anche un po' in gabbia (in questo lavoro e questa città) ma anche lo stress di farlo.
Stavo pensando di rinunciare come sempre... potrei farlo. Ci vuole poco a scappare e vaffanculo. Eppure non credo sia la soluzione migliore (come neppure tornare a casa).

Devo lottare per me stesso e magari soffrire: 1 - 2 - 3 mesi e poi magari qualcosa migliorerà.
e se così non fosse? boh...
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andre92
Inviato il: Martedì, 20-Set-2016, 18:11
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ho mollato.
o meglio ho trovato un'escamotage...
Ho detto al mio capo che non voglio lavorare li. In effetti mi fa un po' cagare quel lavoro. Non lo volevo in verità. Lavorare in gastronomia mi fa schifo, oggettivamente schifo. L'ho capito quando mentre facevo quegli hamburger mi è salito un po' di nausea.
(beh come può essere diverso se reputo il cibo "inutile"?)
E' possibile che non c'è altro che possa fare come primo approccio al lavoro?

comunque ho deciso di mollare e andare dalla sorella in Austria. Ci riproverò un'altra volta. Ha senso? forse no. è solo un modo per scappare? direi di si. Ma almeno ora sono più consapevole ma comunque non meno "depresso".
Qui però non mi trovo. è vero che gli ho dato poco tempo ma è anche vero che non è una città che mi ha meravigliato. (anche se nessuna città lo ha mai fatto).


Ho la sensazione che ritornerò in Italia: reggio non mi va di andarci, qui no, austria no... cosa voglio allora? chi sono allora? mah...

Vorrei trovare me stesso da qualche parte nel mondo, con un lavoro che quantomeno mi faccia trovare un lato positivo. Esiste questo lavoro? senza una laurea, probabilmente, no.
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andre92
Inviato il: Giovedì, 22-Set-2016, 01:43
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sono relativamente più sereno ma ugualmente preoccupato.

i miei amici si sono "incazzati" diciamola così, il mio amico che mi ospita non me lo dice ma è quantomeno sconsolato.
loro hanno ragione o quantomeno so che il loro ragionamento fila, ma nessuno capisce il mio.
Allora sono due le cose: hanno ragione loro e sono io una testa di c....
ho in parte ragione e allora... allora cosa? continuo a non capire.
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andre92
Inviato il: Domenica, 25-Set-2016, 02:06
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Giorno 18. Ho fatto i biglietti per andare in austria (eh! soldi che si perdono!).
In effetti sto spendendo un po' ma vabbè, diciamo che ancora posso farlo.

Partirò la prossima settimana. Con quale umore? Sicuramente sono più tranquillo. Lo hanno notato qui: quantomeno ora sorrido di più e faccio più battute.
Eppure adesso so che dovrò ricominciare da capo, ancora. C'è una sicurezza in più: so più o meno gestirmi con la lingua, so cosa fare, il problema è che non so se cederò psicologicamente. Mi sto cercando di convincere che la cosa che sto facendo deve essere "scialla", senza nessuna preoccupazione e soprattutto che troverò qualcosa (e non la butterò nel cesso).
Una parte di me ci crede o quantomeno i pensieri principali sono "ce la farai!" ma l'emozione non è quella di felicità o ottimismo, anzi tutt'altro. Che contrasto.
Credo da un certo punto di vista di essere un ossessivo: ripeto i soliti meccanismi mentali, penso troppo e male al solo scopo di... boh. Annichilirmi? per arrivare...? Non importa.
Devo solo smettere di cercare di capire tutto indistintamente di me e imparare chi sono tramite azioni. Solo dopo potrò pensare.

Respiriamo, calma, ci vuole calma...
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andre92
Inviato il: Venerdì, 30-Set-2016, 22:44
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Sono arrivato in Austria.
ovviamente tra dire e il fare c'è il mare.

Ho già inviato un bel po' di cv. Devo dire che comunque oggettivamente, seppur si noti che si sta molto bene la differenza tra le due regioni la vedo: Li avevo trovato in 4 giorni, qui ho la sensazione che ciò non avverrà e non solo per colpa mia.

Già c'è un "ultimatum". Un mese. Già... per certi versi stavo meglio li in germania. Solo che non si poteva fare in così poco tempo.
Provo a non pensare, ci provo ad agire e basta ma è difficile... spero solo, quantomeno, di trovare solo un part time.

In più oggi c'è stata la conferma che non sono preso per il servizio civile. Lo sapevo è vero (me lo aspettavo), ma addirittura non essere neppure idoneo. Non ha fatto bene alla mia autostima. Stavo ricadendo per un po' nei soliti pensieri. LI ho bloccati.
La sincerità comunque non paga. Se lo rifarò mentirò, mi costruirò un personaggio che non sono una persona che non sono, solo per essere preso e dopo alla fine del tutto, ritornare da loro e sbattergli in faccia il fatto che i loro criteri di scelta (i loro come probabilmente di tutti), siano incredibilmente sbagliati. è questo il segreto di trovare il lavoro? mentire?
Allora (nel limite del possibile), mentiamo.
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andre92
Inviato il: Domenica, 02-Ott-2016, 12:56
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Non so che opinione abbiate voi dei sogni. Per me i sogni sono importantissimi, non tanto come visione di una vita extra terrena ma come visione del proprio io. Non c'è modo più diretto per collegarsi con l'inconscio che con il sogno (vabbé anche l'ipnosi).

Ecco oggi ho fatto un sogno che non era un sogno. Io stavo pensando riguardo un fatto. Stupido forse. Ma è un fatto che mi ha fatto leggermente innervosire anche se un motivo non c'è, solo un sospetto.

Riguarda la mia amica che era scesa a farmi visita quest'estate. Avevamo passato la giornata insieme ad altri ragazzi (per me per lo più conoscenti, tranne qualcuno) in una località vicina alla mia città. Per ritornare, decidiamo di passare in un bar che è di strada per prenderci qualcosa.
Eravamo in due macchine per 5 persone. In teoria lei riusciva a stare nella macchina con noi, invece decide di andare con questo ragazzo che era da solo.
Arriviamo prima noi, li perdiamo di vista per strada, ci raggiungono tipo 10 minuti dopo.

Ora oltre il fatto che non capisco il perché lo abbia fatto (solo per non lasciarlo solo?), in me cresce un sospetto che non è confermato da NIENTE, che lei gli abbia fatto (siamo eleganti) sesso orale.
Era solo un sospetto che esclusa quella sera avevo dimenticato dopo.
Ora in questo sogno di ieri, ritorna questo sospetto che cerco di confermare in qualche modo (ignoto), pensando che sicuramente è andata così. Mi sveglio abbastanza alterato da questo fatto. Sto li a pensare per un po' per poi addormentarmi di nuovo.

Non era un sogno, ero solo io che me la pensavo su questo fatto. Molto strano.
Cosa pensare quindi? 1) che non capisco me stesso 2) che sono geloso di questa ragazza perch...? boh. (in generale io sono geloso di tutte quelle che mi sono amiche in senso stretto, circa 5-6 ragazze in maniera più o meno intenso, lei ora è in quello intenso)
3) sono un po' stronzo (ma non avrei sospettato minimamente se nei fatti reali una parte di lei non potesse farlo. Insomma una santa non è ma ha una sua regola sulle relazioni con i ragazzi... può essere arrivata a tanto?)

Io spero di no, ma perché addirittura sognarlo?
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andre92
Inviato il: Domenica, 02-Ott-2016, 15:49
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Pensavo di aver fatto la scelta giusta... forse sono semplicemente scappato. (Anche se le contingenze non permettevano di restare.)
Non tanto per quello che sto facendo, quanto più, per le reazioni di chi mi sta intorno.
In germania, quantomeno, per quanto stress avessi, c'era un'aria positiva, leggera.
Gli amici quantomeno seppur non ti capiscono ti supportano.
I familiari invece non capiscono, supportano fino a che possono e alle loro condizioni.
Già ho una data: fine mese. Già una litigata: "non troverai lavoro senza una qualifica, hai 23 anni non puoi non sapere cosa fare nella vita. Hai fatto male a fare musica all'uni. Se stanno così le cose a fine mese te ne vai. Io ho studiato da sola con le mie forze senza l'aiuto di nessuno".
Cose che ho già sentito e che fanno sempre male.

Ahimè non sono uno che sa cosa fare nella vita. Ahimè mi piace la musica e magari vorrei anche poter fare sta cazzo di università musicale, magari in musicoterapia. Ne avremmo anche già discusso. Lei pensa che quello che ho studiato siano tutte cazzate, anche la musicoterapia "una cazzata". Tutte stronzate, l'ambito letterario? ho l'impressione che tutti gli ambiti che non ti diano un posto fisso, siano stronzate.

Ora ditemi voi secondo quale criterio io, persona "instabile", che ha bisogno quantomeno che le persone stiano zitte e non esprimano pareri, perché possono influenzarmi, possa trovare serenità in queste condizioni.
Ho la netta sensazione che tutti i miei familiari (da fratelli, genitori, zii ecc) non abbiano preso sul serio la mia situazione. Ho la sensazione reale che io sia stato "catalogato" come uno che non "vuol fare un cazzo". Magari una piccola parte di me è così ma poi ho sempre reagito, male forse, ma ho sempre reagito.
Nessuno pensa che io stia male, male veramente. Che ho le mie motivazioni e paure, che ho bisogno di essere incoraggiato e se mi fermo aiutato. Purtroppo, in questo, nelle situazioni nuove, sono come un bambino di 10 anni che deve fare la prima media: è capace di pensare ecc ma è ancora un bambino.

In quei momenti e anche un po' adesso si è "Impossessato" di me la solita sensazione di nullafacenza/inferiorità/voglia di morire, che è solita in questi casi.
In più c'è stata (e c'è ancora) una voglia di scappare di qua, di nuovo. La voglia di andarmene da qui senza aspettare il mese. Magari sotto un ponte, soffrire di fame e freddo e alla fine morire. FOrse solo dopo che muori vieni preso seriamente in considerazione. Da tutti non solo dai familiari.

Più realisticamente, continuerò probabilmente a mandare cv, nella speranza che almeno, il mondo mi sorrida visto che mi sta accanto manco per il cavolo.

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andre92
Inviato il: Lunedì, 10-Ott-2016, 14:32
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Ho fatto una scelta, magari anche un po' costretto dalle circostanze e anche dal futuro che mi aspetta se non lo faccio ma intanto. riprenderò a studiare.
certo si parla di farlo dall'anno prossimo. Lo studio durerà 3 anni. Il che vuol dire che quello che studierò lo farò a vita.
Sono abbastanza deciso nel farlo? diciamo di si anche se i dubbi ci sono.
La cosa mi da un po' di ottimismo. Sia perché ho un'obbiettivo sia perché quello che farò potrebbe piacermi veramente.

Continuo a lottare contro me stesso però. Il problema dei soldi e di trovare un lavoretto rimane. Spero che con questa scelta il fatto di fare un lavoro del cavolo, psicologicamente mi pesi meno.
(mi sto ancora informando al riguardo).
La verità è che credo che ancora mi peserà. di meno ma mi pesa.
Il continuo giudizio anche se so che non lo farò per sempre, anche per 6 mesi, anche se lo saprebbe fare anche un cretino di 17 anni che si fa le canne e prende tutti 2, c'è sempre.

boh... comunque alla fine da quando sta maturando questa decisione, sono più positivo e meno depresso (cioè penso meno).
Ci sono tante cose da fare se voglio fare quello che voglio fare (imparare meglio una lingua straniera in primis), ma passo passo, posso farcela. Non da solo almeno e soprattutto non pensando.
Fortuna che ho degli amici da tartassare.

p.s. la materia di studio la spiegherò più avanti, quando ne sarò sicuro al 100%
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andre92
Inviato il: Venerdì, 21-Ott-2016, 23:44
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.... o forse no.
O forse quello che faccio non serve a niente. Perché cosa faccio? niente, non sono niente.
Cosa è successo in questo periodo in cui non ho scritto? Praticamente niente, mentalmente... solite cose.
Il primo ottimismo (o comunque mente occupata) ha lasciato spazio a quello che sono veramente: merda. Una persona che, ahimè si piange addosso, per avere le attenzioni altrui al fine di... e chi lo sa. Ma siccome qualsiasi cosa cerchi non avviene ecco che affondo sempre di più, sempre, ma senza mai affondare, senza mai fare quel passo più in la verso il farmi del male, verso il niente che tanto cerco. una parte di me cerca.
Da un pdv ormonale i momenti di felicità non ci sono stati. Quell'alto e basso generale in questo periodo è stato solo basso

Nella pratica non è successo veramente molto. Ho iniziato a mandare mail alle aziende per vedere se avessero un posto libero per tirocinio. Pochi di quelli che mi risposero mi dissero che posso già candidarmi per l'anno prossimo. Ho scritto una lettera presentazionale... cosa mi ferma dal non mandarla? l'attesa. Il fatto che da un lato ho tempo (infondo sceglieranno solo a febbraio/marzo) e il fatto che il fatto di dover aspettare e di essere solo mi ha fatto ricadere nel mio problema principale: pensare. è vero sto studiacchiando tedesco, ma quella che faccio è una vita da monastero. Eppure la faccio da 2 anni sta vita e perché? perché non riesco a uscire da
1) paura di qualsiasi cosa che richiami il lavoro 2)perché sono un insicuro/indeciso.

Oggi comunque la sorella mi ha detto le solite cose: cosa fai qui? non puoi fare così è meglio che te ne vada. Lavora su te stesso, candidati da qualche parte e fallo con convinzione. Solite cose.
Io non riesco a rispondere. Mi viene sempre da piangere... boh. (ma non era contenta del fatto che avessi fatto una scelta?)
Il punto però, per quanto ragione possa avere lei non sa tutto questo, ma anche se lo sapesse ho la sensazione che non mi scuserebbe/capirebbe.

è probabile che da qui a 2 settimane andrò via. dove? sicuramente in un posto dove non vorrei essere.
quanto vorrei essere già morto (o già vivo)
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andre92
Inviato il: Lunedì, 24-Ott-2016, 22:37
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moralmente sto un po' meglio. Il fatto di ritornare in Italia da un lato mi trova contento dato che è pur sempre casa mia e rincontrerò alcuni amici facendo una breve sosta (forse), dall'altro so che la cosa durerà poco. So già che una volta tornato a casa gli obbiettivi prefissati con me stesso (studiare la lingua, trovarmi uno psicologo, magari trovarmi un tirocinio), con la stessa calma con cui ho seguito la parabola discendente qui in Austria, cadrano anche li.

Ovviamente non è solo il fatto di tornare in Italia che mi "rilassa" momentaneamente, ma è il naturale sali e scendi del mio umore: ho notato e credo di esserne sempre più convinto di avere dei veri e propri sbalzi d'umore. Non giornalieri e non eccessivi.
Sono motivati da sciocchezze e una parola, un messaggio, un fatto, potrebbe cambiarlo.
l'umore positivo/negativo dura un tot di giorni variabile (magari 3-7) per poi sopravanzare l'altro umore. Quello positivo non è così forte quanto l'altro, anzi è molto labile è più una speranza che alle volte diventa una leggera forza, che però non essendo supportata con calma decade.
L'ho visto ad esempio con la scelta che dovrei aver fatto. I primi giorni ero contento, poi però con lo scorrere del tempo e sapendo che comunque sarebbe stato difficile ma soprattutto ci sarebbe voluto del tempo, piano piano l'umore nero è tornato fino all'ultimo post. Ora ci sarà un periodo stabilizzante sul rassicurante/positivo per poi per qualche motivo ritornare indietro.
Sono in pratica in balia del mio umore.

non so veramente cosa fare al riguardo.
Gli amici, ahimè, ci hanno rinunciato. Più di dirmi le solite cose non sanno cosa fare.
La cosa più brutta per chi ha un problema del genere è proprio che non capiscono. Ti ascoltano, magari ti consigliano ma... nella pratica non ti aiutano. Tutte le cose che mi dicono le so già: so già che potrei stare qua o la, so già che dovrei lavorare per poi avere un futuro migliore.
La cosa più brutta però è appunto, che più di qualcuno ci ha rinunciato e la cosa mi fa star male, perché seppur siano e restino miei amici so bene che la cosa non giovi.
Lo vedi e percepisci quando ti contattano o li contatti: loro che hanno le loro vite, il loro progetto, il loro futuro che si sta livellando e io alla solita domanda: e tu che fai? l'unica cosa che posso dire sono le solite cose. In cuor mio, anche per quelli più stretti so che se la cosa continua per altri anni potrebbe distruggere l'amicizia creata. Quelle basi e condivisioni per le quali si è creato il rapporto piano piano potrebbero distruggersi, perché diciamolo, chi è che sopporta una persona che si piange addosso? chi è che riesce ad ascoltare le solite cose dopo una giornata di lavoro e magari dopo con la famiglia a carico? E quindi sarò uno da contattare ogni tanto (natale, estate ecc) magari per passare un piccolo momento insieme ma niente di più, perché non sei più la persona interessante di un tempo. E quindi sei li, esisti, la gente sa che esisti, ma penseranno che "starà bene, si".


VOglio questo? voglio autodistruggermi a questo punto?
Devo reagire in qualche modo: entrare nella mia testa, prendere quello stronzo che mi perseguita (io), sbatterlo contro il muro e minacciarlo fino a che non si decide a dirmi quale cazzo è il suo problema.
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andre92
Inviato il: Giovedì, 27-Ott-2016, 21:51
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oggi è un'altro giorno dove un No mi è stato dato.
Un'altro colloquio dove non ero idoneo.
La differenza con le altre volte è che: 1) ci ho provato 2) il lavoro era tutto sommato non noioso, si lavoro d'ufficio ma quantomeno non il solito ristorante. Insomma poteva piacermi, poi per soli 3 mesi.

Non ho fatto tutto sommato una brutta figura, non credo di aver risposto male a nessuna domanda (certo non c'è un modo esatto di rispondere)... solo che, come già mi aspettavo, dovevo avere esperienza e in parte non ero convintissimo neanche io. Insomma chi è sicuro al 100% di un lavoro che non si conosce/mai fatto? Certo, se il lavoro è quello dei tuoi sogni o comunque ci si avvicina tutto si supera, ma in questo caso... no.

Certo lo sapevo che non mi avrebbero preso, però il tutto non fa che rafforzare il mio lato "autodistruttivo".

Ora come ora, l'unica cosa che mi interessa è... boh, fare qualcosa che mi interessi (cioè musica). Tornare in italia, andare dallo psico e capire. capire perché sono così testa di cazzo.
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