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> Dieta Regolare, consiglio
 
bluecellar
  Inviato il: Venerdì, 19-Ago-2016, 12:51
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Sto seguendo da poco una dieta fai da te a ridotto contenuto di carboidrati.
Prima alternano abbuffate a periodi di diete restrittive ed eccessiva attività. fisica, e non ha funzionato.
dunque ho optato per una dieta moderata e non troppo assurda, in un periodo in cui non pratico attività. Fisica e dunque non necessito di carboidrati. Però dopo max 2 3 giorni mi risveglio e mi viene di nuovo voglia di tutto e di più, non proprio tutto, carboidrati. Stamattina ho mangiato un piatto di cuscus e due barrette di cereali a colazione. E non sono neanche tanto piena.
Inoltre non so perché mi sento sempre stanca e non riesco a concentrarmi anche stare seduta sulla sedia mi fatica e per esempio adesso che devo studiare mi devo sempre appoggiare la testa sulle braccia e dopo un po mi sento mancare e devo sdraiarsi. POTREBBE essere una conseguenza del fatto che ho preso peso e non sono abituata?
in effetti anche rialzarsi in piedi mi costa più fatica di prima e passo gran parte delle mie giornate stesa sul letto ( se devo leggere o studiare si intende) , però se poi devo fare attività fisica mirata, non ho diciamo grandi problemi a farla.
gli ultimi due mesi per un disturbo ho preso il depakin ed è da li che sono iniziate queste fatiche le chiamo io fisiche, però l ho smesso da tanto. Cosa può essere? Mi devo preoccupare?
Può essere davvero il peso in eccesso che prima non avevo? (+6kg)
perché sento il bisogno di mangiare carboidrati dopo soli 2 giorni? Può essere che devo tenere duro i primi tempi finché il mio stomaco non si restringe?
Premetto che questa non è l'ennesima dieta ipocalorica restrittiva assurda che faccio, si basa solo sul fatto che per un periodo di due settimane. In cui non pratico attività. FISICA, RIDUCO I Carboidrati a 20 - 50 g. Al g.
Grazie!
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bluecellar
Inviato il: Venerdì, 19-Ago-2016, 13:00
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Premetto anche che ho preso chili in un brevissimo tempo, perché assimila molto in fretta e bene essendo che ho sempre fatto tanto sport, ma altrettanto bene li potrei perdere. 6 kg diciamo li avrò presi si è no in due settimane. però poi non sono mai scesa.
Volevo anche chiedere, su alcuni di voi ha influenzato il giudizio dei familiari?
Io prima sono stata anoressica e adesso sempre quando perdo dei chili ( ma non tanti, sto bene) i miei si preoccupano fino all'esaurimento e io mi sento quasi in dovere di ingrassare. Infatti sentire mia madre che senza motivo dice che sto sulla strada per l'anoressia mi fa stare male. Se invece ingrasso, non dicono niente. Non notano le mie giornate a dormire.
Un'ultima cosa: io ho sofferto di anoressia molto piccola, 9 anni, adesso ne ho 20, e' vero che un disturbo può portarsi così a lungo? Perché se così fosse dovrei prendere in esame l idea di fare una cognitivo comportamentale, però solo adesso effettivamente mi sto accorgendo che forse c è qualcosa che non va con l alimentazione. Io pensavo sarebbe passato, come dire, fisiologicamente.
Scusate, come sono stata lunga!
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Cecilia
Inviato il: Venerdì, 19-Ago-2016, 20:56
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Una terapia cognitivo comportamentale potrebbe essere utile nei problemi di alimentazione, potresti accorgerti che dietro la preoccupazione dei chili presi o dei chili persi ci sono dinamiche che non ti rendono serena e che condizionano i diversi ambiti della tua vita, leggo anche che passi le tue giornate a dormire quindi forse vale la pena approfondire anche questo aspetto.
Ho fatto la cognitivo comportamentale per problemi di ansia principalmente e in seduta sono venuti fuori altri problemi, tra cui l'alimentazione e la depressione.
Anche io in passato subivo molto il giudizio di mia mamma che tuttora non perde occasione di ammirare delle mie cugine che sono bellissime e hanno un fisico da modelle mentre con me sta col fiato sul collo se appena scendo un po' di peso (non sono anoressica anzi sono formosetta), non lo fa per cattiveria, forse non si rende neanche conto dei miei complessi fisici (mi tengo tutto dentro).
Con la terapia non ne sono uscita del tutto ma ho imparato a volermi più bene quindi ora cerco di fare sport e mangiare sano, evito i fuori pasto e se proprio ho fame fuori dai pasti invece di dolcetti mangio o crakers o yougurt, è una questione di abitudine, è un po' una lotta quotidiana ma lo sport mi sta aiutando a mangiare più sano, non devi privarti di nulla ma stare attenta alle porzioni, secondo me 100 gr di pasta vanno bene, magari se mangi la pasta eviti il pane.
Potresti contattare anche una dietologa e sentire cosa ti consiglia.


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Sempre così smisuratamente perduta ai margini della vita reale: difficilmente la vita reale mi avrà e se mi avrà sarà la fine di tutto quello che c’è di meno banale in me.
Antonia Pozzi

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bluecellar
Inviato il: Venerdì, 19-Ago-2016, 22:32
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Lo psicologo ha detto che è per tenere legata mia madre(a me). Può essere, però questo non mi dice nulla di come uscire dal disturbo. E io ci sto provando.
Quello che mi lascia un po ' delusa e' che più cerchi di curarti e più sembra che non passi nulla.
Sono passati 11 anni da quando stavo male, perché continua anche adesso?
Io non capisco.
Comunque 100 Gr sono un po' troppi tutti i giorni, bastano 50 Gr così evito sensi di colpa che potrebbero venire, e poi sono una quantità sostenibile.
Per fortuna adesso una dieta adatta a me l'ho trovata, il fatto è che non è questione di dieta, una dieta fatta bene me la saprei pure fare, ma se un giorno mi salta in mente che devo fare tre ore di palestra e mangiare una mela per pranzo perché mi vedo il cul.o grosso, o perché mi devo punire di qualcosa, con le diete non ci faccio niente. Motivo per cui sono andata dalla nutrizionista ma poi non ci sono più andata, e ho speso 80 euro. Non e' la dieta che manca.
Vero è che dopo tutte queste abbuffate, digiuni, si perde anche un po ' il senso dell'orientamento, e ti ritrovi a dire e pensare cose che non stanno ne in cielo ne in terra ( a proposito del cibo intendo). Se ancora sei in tempo però, sai che certe cose che fai sono semplicemente...stupide. parlo per me ovviamente.
Comunque accontentarsi non va mai bene, bisogna sempre sviscerare i problemi.
E comunque dall'anno prossimo dovrò assolutamente essere regolare, perché dovrò fare uni e non posso permettermi di avere variazioni d'umore. Per essere stabili bisogna avere alimentazione stabile, questo ho capito quel periodo che stavo a dieta, ma veramente a dieta.
Ma i tuoi parenti in famiglia sanno i tuoi problemi? Che vuol dire tieni tutto dentro, come fai, non ti fai vedere mentre mangi? I miei semmai lo vedono ma fanno come se non avessero visto niente. Parlane con tua madre , magari lei ti ascolta. A volte le madri capiscono, anche se poi si rivelano del tutto stronze
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Cecilia
Inviato il: Sabato, 20-Ago-2016, 00:34
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Io non ho mai sofferto di abbuffate o digiuni, non sono mai stata né anoressica né bulimica però ho sempre avuto delle piccole ossessioni riguardo il cibo che finora ho sempre nascosto ma ora sto diventando insofferente e qualcosa i miei cominciano a capire ma dicono che sono fissata, alcune mie scelte le hanno capite dopo una dura battaglia, altre ancora no.
Mangio davanti ai miei ma faccio finta che quello che mia madre cucina mi vada bene per evitare discussioni, in realtà non è così e il fatto di non poter decidere liberamente cosa mangiare e cosa no mi fa accumulare rabbia che naturalmente interiorizzo.
Solo un paio di giorni a settimana posso cucinare per me quello che mi piace, il compromesso raggiunto con mia madre è questo, lei non immagina il tormento interiore che ho perché vorrei almeno nell'alimentazione essere indipendente, sentirmi un'adulta e non ancora ipercontrollata da lei come quando ero piccola e di conseguenza non immagina neanche che vorrei migliorarmi fisicamente perché per lei non ne avrei bisogno ma io sento il bisogno di cambiare, interiormente e fisicamente (oggettivamente non avrei bisogno di dimagrire ma per me dei chili in meno rappresenterebbero una mia nuova dimensione, un vedermi diversa, questo mia madre credo non lo voglia capire perché significherebbe perdere il controllo su di me).
Ti consiglio di andare dalla nutrizionista e dallo psicologo, entrambi potrebbero darti la motivazione che ora ti manca.
Quando un disturbo nasce nell'infanzia non scompare col tempo anzi si evolve quindi non devi stupirti se sono passati undici anni e stai ancora così, curati il prima possibile, da sola non ce la puoi fare se vuoi uscirne veramente.


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bluecellar
Inviato il: Domenica, 04-Set-2016, 17:01
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Io veramente sono 5 anni che mi curo, facendobuna terapia di gruppo pero, perche suppongo che se avessi iniziato con una individuale sarebbe stato un disastro. Mi habfatto aprire moltissimo, pero afesso vorrei mettere a fianco gruppo e individuale, ma secondo unabdelle due psicologhe questo non va bene perche seguono teorie diverse. L'unica che potrebbe(lei,la psicologa) e una cognitivo, ma io non conosco bene questo metodo, per di piu tutti gli psicologi che mi hanno conosciuto pensano che unabpsicoanalisi fatebbe al caso mio, dato chebio soffro di una sindrome di abbandono.
Mi potresti illuminare a proposito della cognitiva?? Grazie, ciao
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Cecilia
Inviato il: Venerdì, 09-Set-2016, 18:16
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Posso dirti che la cognitivo comportamentale lavora sui pensieri disfunzionali e ti dà gli strumenti per attuare comportamenti adattivi all'ambiente.
L'approccio terapeutico da decidere dipende da te e da quello che stai cercando da una terapia.


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bluecellar
Inviato il: Lunedì, 12-Set-2016, 21:17
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Ok grazie penso che seguirò il consiglio del medico! Nulla toglie che potrei provare anche una cognitiva e vedere come va anche se non penso risolva i problemi alla radice.
C era una psicologa da cui andavo che pensavo fosse una cognitiva finché non scoprii che era freudiana. Pensò che un buon medico debba saper integrare entrambe le terapie. Quando necessario dare consigli ma anche indagare le cause e rimuovere i traumi. Grazie Cecilia.
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