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PSICO > Fobia sociale > Felicità Interiore


Inviato da: Drekin il Venerdì, 20-Lug-2018, 22:37
Come si può trovare la felicità dentro di se? Si può imparare a non cercare la felicità negli altri? si può stare davvero soli senza aver bisogno di nessuno e staro comunque bene?

Inviato da: Io.e me il Venerdì, 20-Lug-2018, 22:58
Un mio professore dice sempre che noi essere umani non siamo fatti per stare da soli, ma abbiamo sempre bisogno di instaurare relazioni interpersonali per poter stare bene.
Questo però non vuol dire che devi trovare la felicità negli altri, devi star bene con te stessa prima di tutto.

Inviato da: Drekin il Sabato, 21-Lug-2018, 01:02
Non so cosa voglia dire stare bene con se stessi,so solo che se sto per troppo tempo da sola,mi faccio un sacco di pippe mentali.La solitudine è un problema che mi porto da tempo e non so come risolverlo,tanto anche se provo a conoscere una persona non succede mai niente.Ad esempio parlo con una tipa che non so che considerazione ha di me,in più mi risponde sempre dopo 30 anni e sta cosa un pò mi scoccia...

Inviato da: ondin@ il Sabato, 21-Lug-2018, 19:24
La solitudine è una cosa
Stare bene con se stessi è altro.

Dal mio punto di vista stare bene con se stessi significa proprio non soffrire nel momento in cui stai da solo... questo non significa che non si senta la necessità della compagnia altrui, ma che se questa compagnia, in un determinato momento o in una determinata situazione viene a mancare, non ci si sente completamente persi...
Non dipendere emotivamente da qualcun altro credo possa essere un buon punto di partenza per stare bene con se stessi e di conseguenza anche con gli altri.

Se questo non succede si avverte quel senso di solitudine che ci fa sentire infelice...

Io, almeno, lo intendo cosi... e io, personalmente, spesso avverto questo senso di solitudine proprio perché non sono ancora riuscita a raggiungere una completa indipendenza emotiva...

Inviato da: Drekin il Sabato, 21-Lug-2018, 19:37
Il punto e che io sto sempre da sola,cioè per sentirmi bene anche così,dovrei avere una vita piena di non so cosa e non mi risulta.La mia vita è abbastanza noiosa e monotona,per cui tendo spesso anche ad annoiarmi e purtroppo non ho manco un lavoro.

Inviato da: ondin@ il Sabato, 21-Lug-2018, 19:59
Ho difficoltà a spiegare quello che intendo... ci provo...
Non è riempiendoti la vita di cose da fare che trovi la felicità, almeno non credo sia automatico... del resto tu stessa dici " non so nemmeno di cosa"... e anche il lavoro, a meno che non sia una cosa che ti appassiona e non è scontato... Cioè chi fa un lavoro che lo realizza al 100% a mio avviso è molto fortunato...

Lo stare bene con se stessi credo dipenda molto dall'aver imparato ad accettarsi per ciò che si è, con i propri pregi e i propri difetti, seguire le proprie aspirazione, i propri talenti, accettare i fallimenti come qualcosa che di aiutano a crescere, non aver paura di sbagliare , non sentire il bisogno di essere approvato, assecondare i propri bisogni, saper dire di No, quando qualcosa ci fa stare male, saper esprimere questi bisogni senza aver paura, se lo si fa, di essere giudicati e di restare soli... darsi valore per il solo fatto di esistere...questo per me rappresenta l'indipendenza emotiva... e se dipendi emotivamente da qualcun altro nel momento in cui sei sola ti prende la disperazione perché senti di non valere...

Inviato da: Drekin il Sabato, 21-Lug-2018, 22:18
Io sento di non valere in qualsiasi caso sia se sto da sola sia se sto con gli altri,perchè mi faccio schifo e preferirei non esistere.Non mi vorrò mai bene per come sono.

Inviato da: ondin@ il Domenica, 22-Lug-2018, 08:18
Vedi, credo che proprio da qui devi cominciare... ed è su questo che devi lavorare... è un'ovvietà lo so, ma è cosi..

Non ti conosco e non conosco la tua storia...ma conosco cosa significa quello che senti... la mia vita è stata caratterizzata da sempre da questa percezione... anche se fatto in buona fede, perché ho la certezza di questo, sono stata circondata da amore condizionato o per lo meno questo arrivava a me... se facevo le cose non seguendo determinate strade non ero ok... ma il punto è che npn ero ok cmq... io non dovevo pensare, non dovevo essere...

Tutto quello che ti ho scritto prima è frutto di un lavoro durato anni... che però, purtroppo per adesso è solo a un livello razionale, ma rispetto ad anni fa è già qualcosa... tutte quelle cose le riconosco finalmente, ma non le sento ancora realmente mie, sulla mia pelle... per me è naturale dirle a qualcun'altro ma sentirle mie ancora per adesso non ci riesco...
La mia attuale terapeuta spesso mi parla di diritti fondamentali... e quando si parla di diritti fondamentali si pensa al nutrirsi...ma il primo diritto di ogni essere umano è quello di esistere... e cdice che ognuno di noi, già per il solo fatto di essere a questo mondo, ha valore... senza che faccia assolutamente nulla...
L'obiettivo che mi prefiggo di raggiungere con il lavoro di terapia che sto facendo è proprio questo... fare mio questo concetto... sentirlo come qualcosa che mi appartiene... tutto il resto poi viene da sè...

Inviato da: Drekin il Domenica, 22-Lug-2018, 10:52
La mia ex terapeuta non mi ha mai parlato di diritti fondamentali,per lei veramente erano indispensabili solo mangiare,dormire.Il suo metodo infallibile consisteva nel farmi riempire la settimana di impegni,e dovevo essere impegnata almeno 4 ore al giorno.Secondo lei smettevo di farmi le pippe mentali.Ho lasciato perdere la terapia

Inviato da: ondin@ il Domenica, 22-Lug-2018, 12:34
Evidentemente non era quella giusta...

Che senso ha riempirsi di impegni a prescindere da quello che possono essere i nostriv desiderii... fare cose tanto per riempire la giornata non credo sia gratificante... un po cpme essere costretti a fare un lavoro che non ci piace... lo si fa certo, ma un conto è dover lavorare per vivere un conto è fare cose come se fossero lavoro solo per riempirsi la giornata... è chiaro che poi se una cosa la vivi come "fatica" e non vedi nemmeno i frutti poi la molli...

Non sempre la strada che intraprendiamo è quella giusta, ma è giusto cambiarla se si prende la consapevolezza di questo...

Ti auguro davvero di riuscirci...

Una curiosità... hai problemi di fs?

Inviato da: Drekin il Domenica, 22-Lug-2018, 14:28
Fs sarebbe fobia sociale? precisamente ho problemi di disturbo ossessivo,la fobia sociale c'è l'ho quando non esco per troppo tempo e mi trovo in luoghi pieni di persone.Comunque per il resto sto sempre dentro casa,quindi poche volte mi confronto con le persone.

Inviato da: ondin@ il Lunedì, 23-Lug-2018, 00:05
Si fs starebbe per fobia sociale... in realtà la fobia sociale o ce l'hai o non ce l'hai... non va e viene a momenti... e si manifesta come una forte ansia in situazioni sociali... in genere chi "soffre" di fs ha un desiderio molto forte di avere relazioni con gli altri ma la paura e l'ansia lo portano ad evitare quelle stesse situazioni verso le quali ci si vorrebbe spingere, è questo crea una sofferenza profonda... non riuscire a fare qualcosa che si vorrebbe...
Il senso di inadeguatezza, la percezione di non valere, la paura del giudizio, il bisogno di approvazione, sono alcune caratteristiche di chi soffre di fs...

In te c'è questo conflitto tra il desiderare la relazione con l'altro e
L'averne paura? Il tuo stare da sola è una scelta perché ti "piace" oppure è una conseguenza dell'avere paura in situazioni sociali?

Non ti chiedo queste cose per chiudere tutto in un'etichetta, ma per capire su quale aspetto soffermarsi nel momento in cui ti rispondo...
perché le mie risposte derivano dal percorso che ho affrontato e sto affrontando per superare questo problema, anche se solo una volta e in maniera specifica uno psichiatra e non un psicoterapeuta, mi ha fatto la diagnosi "precisa" parlando di fs

Inviato da: Drekin il Lunedì, 23-Lug-2018, 01:23
Io sto da sola non per scelta mia ma per scelta degli altri,perchè faccio schifo se in 22 anni non ho mai avuto un'amica che si potesse definire tale.Sinceramente non so cosa sbaglio,so solo che attiro gente sbagliata,problematica e che mi usa.Io stessa non mi sopporto più,sono brava a lamentarmi sempre,so dire solo che sto male.C'è stato un lungo periodo in cui io non volevo parlare con nessuno,nemmeno su internet,e delle volte mi domando se voglio una vita sociale.Alcune volte rispondo dicendo che voglio rimanere sola come un cane,che non voglio amici,perchè mollare tutti prima del tempo per me è facile,non è impegnativo.Io non riesco ad andare dietro le persone,ad averci pazienza,io mi stanco subito,vorrei per una volta che qualcuno andasse appresso a me.Quindi delle volte mi ritrovo con il grande desiderio di non stare da sola ma allo stesso tempo non voglio stare con nessuno,perchè qualsiasi persona conosco va a finire male,e ormai mi sono rassegnata che sarà sempre così.A me le persone mi fanno proprio male,solo che anche stando da sola sto uno schifo.In più non ho voglia di niente ora.La cosa che mi deprime e che le uniche volte che esco sono con mio padre,e io mi vergogno a uscire con lui,e oggi mi sono dovuta sentire dire che tra mia madre e tra me ci manca poco che lui se ne va in depressione,tutto questo perchè io non voglio andare al mare con lui.

Inviato da: ondin@ il Martedì, 24-Lug-2018, 08:00
Da quello che scrivi mi saltano all'occhio due "errori" di fondo che io stessa facevo e a volte ancora faccio...
Se mi permetto di scriverti queste cose è perché in un certo senso sono cose che toccano o che hanno toccato anche me e che io stessa spesso non vedevo o a volte faccio ancora fatica a vedere ma che sono venute fuori proprio perché qualcun'altro me le ha fatte notare...

Prima di tutto l'addossare la responsabilità dei nostri fallimenti, disagi o quantaltro, agli altri...
" sono sola per scelta degli altri... non ho una'amica che possa definirsi tale... vorrei che fossero gli altri a stare appresso a me..."

Io credo, e ti ripeto parlo anche per me, che siano i nostri atteggiamenti, le nostre scelte, a determinare l'avvicinamento o meno delle altre persone... certo gente che usa la gente ce ne è e in quei casi è giusto prendere le distanze, ma spesso noi abbiamo delle aspettative assurde, delle pretese assurde riguardo le persone...
Personalmente mi sono resa conto che per esempio pretendevo che quello che davo fosse ricambiato allo stesso modo come se ci fosse un unico modo di intendere la vita... la vita però è fatta di mille mila sfumature... e ogni persona è un qualcosa di unico, con un modo di intendere le cose diverso... non so se rendo l'idea...
A volte ancora cado in questa "trappola", mi arrabbio, ci resto male... ma poi ragionandoci a freddo realizzo che non è scontato... che può non essere come io mi aspetto che sia..

" non ho mai avuto un'amica che possa definirsi tale"... Cioè?
Bisognerebbe capire cosa intendi tu per amica... PSICO wink.png
Sembra stupido, ovvio...ma credimi non lo è


Il secondo "errore" che mi è saltato all'occhio è la "definizione" che dai di te stessa... completamente svalutativa...
" mi faccio schifo..non mi sopporto, sono brava solo a lamentarmi e a dire che sto male"
Vedi qui ritorniamo sulla questione di prima...se non cominci a volerti bene tu, ad apprezzarti, ad accettarti, a darti un valore, come può farlo un'altra persona ?
Probabilmente è una vita che ti ripeti queste cose che sono così diventate l'unica verita per te... e quello in cui tu credi, anche senza volerlo, lo trasmetti, lo comunichi, agli altri...e gli altri poi si comportano di conseguenza... ma anche in questo caso non è loro la responsabilità...

Può avere un senso per te quello che ti ho scritto?

Inviato da: Drekin il Martedì, 24-Lug-2018, 17:55
Nono lo so se ha senso quello che hai scritto,può essere che allontano gli altri senza volerlo.Io non so come comportarmi perchè se sono me stessa,non va bene ,e faccio prima a fingere.Io non mi riesco ad aprire subito e non mi va di inventare che sono una persona che non sono,se non sono positiva è inutile che invento tante cose belle di me che non esistono,preferisco far vedere subito a gli altri che sono una futtega.Mio padre dice che pretendo una persona perfetta,ma io ho avuto a che fare solo con persone che di perfetto non avevano niente,io non posso pensare che gente che mi dice che sono strana e mi prende per il culo davanti e che mi considera solo perchè faccio ridere (tipo pagliaccio) mi possa voler bene o in generale possa avere una qualche considerazione positiva di me,perchè non è così.Si pretendo che se do tanto,se investo molto,un minimo mi venga ricambiato,sono stata 4 mesi ad ascoltare una persona che mi ha usata solo come sfogatoio,poi quando è tornata la sua amichetta per la quale si deprimeva,non ha saputo cosa farsene di me,mi ha mandato a quel paese senza manco inventarsi un motivo e io me ne sono andata in depressione per quasi un anno intero,a sto punto dovrò pensare pure che è stata colpa mia se è successo e che quella non c'entra niente.Io non riesco a vedermi una persona normale,perchè sembro idiota anche solo camminando,potrei correggere il mio modo di camminare,ma il punto e che per me non è un problema come cammino,se non me lo facesserò notare gli altri,che sono liscia,che non sono socievole,che non sono per niente fisica,ma per quale cavolo di motivo dovrei esserlo? perchè alle persone piace farsi prendere per il culo?Forse per avvicinare le persone dovrei far finta di essere tutto quello che non sono,una persona positiva con una vita piena,e più testa di cavolo di come sono,ma soprattutto stronza,perchè per non dire mai niente e per starsi sempre buona,passiva a farmi la qualsiasi cosa,l'unica idea che ho dato delle persone e che io sono una gran fessa a credere di meritare rispetto dagli altri,evidentemente non me l'ho merito,perchè so fare solo la vittima.

Inviato da: ondin@ il Mercoledì, 25-Lug-2018, 15:22
Non ho mai detto che devi essere quello che non sei... che devi fingere...
semmai il contrario...

il punto non è quello che devi " mostrare" agli altri... nessuno dovrebbe mostrare né dimostrare niente agli altri...
non ha importanza quello che gli altri cercano... e nessuno dovrebbe plasmarsi per compiacere gli altri...

la persona più importante della tua vita, l'unica a cui tu devi dare conto, sei tu...

ripeto non ti conosco, non conosco la tua storia... quello che scrivo lo scrivo in base a quel poco che ho letto e non vuole essere un accusarti, giudicarti e "dirti quello che DEVI fare"... ci sono tante sfumature che ovviamente ignoro...

non so cosa intendi tu per amicizia
non conosco le situazioni in cui le persone ti considerano solo perché fai ridere... non so se è una tua percezione oppure se ci sono dei fatti oggettivi che ti fanno arrivare questo messaggio...
e ti ripeto, tutto quello che mi permetto di dirti te lo dico perché in qualche modo l'ho vissuto anche io, magari in maniera diversa...

allora facciamo che parlo di me, non di te, visto che non ti conosco...
nella mia vita ho sempre pensato determinate cose di me... le attribuivo agli altri, cioè attribuivo il pensiero che avevo di me agli altri... vedevo determinate cose e davo per scontato che gli latri vedessero le stesse identiche cose...
e mi sentivo ridicola... credevo che gli altri vedessero tutti questi difetti... e questa cosa la odiavo... quindi evitavo di stare con gli latri per non sentirmi così... se evitare gli altri mi dava sollievo da un lato, dall'altro mi faceva stare male perché in fondo lo desideravo...
io non ero come gli altri... non mi piaceva (e non mi piace tutt'ora) andare a feste, passare le serate in discoteca, fare baldoria... anche il semplice intraprendere una conversazione mi faceva stare male perché non avrei detto cose intelligenti, gli altri sicuramente mi avrebbero preso per stupida e avrebbero riso di me... non sapevo stare alle battute... non sono divertente..
e ci sarebbe da continuare all'infinito...

ma sai qual è la novità? che tutte queste cose, o per lo meno il 90% di queste cose erano..sono solo nella mia testa... sono io che dò un determinato significato a determinate cose... gli altri magari possono anche non affatto vederle quelle stesse cose che invece a me fanno "ribrezzo"...
io ero... sono in un modo che IO reputo sbagliato, ma attribuisco agli altri questo giudizio... e questa è, se ci pensi bene, una bella espressione di presunzione... presumere di essere al centro dei pensieri altrui, fosse anche solo in negativo.. gli altri hanno ben altro a cui pensare che a me... non sono certo il centro dei loro pensieri... mi sto forse dando troppa importanza? e poi il voler essere a tutti i costi " perfetta"... non voler accettare che sono imperfetta... non è presunzione anche questa?

anche il dedicarmi a qualcuno... il significato che io ho dato a questo concetto mi sono resa conto che non è universale, che è MIO, che è soggettivo... sbagliato? giusto? chi lo sa, ma certamente non posso riversare la responsabilità esclusivamente sull'altro se dopo aver dedicato il mio tempo a qualcuno questa persona non ha ricambiato allo stesso modo... è successo... succede ancora... a volte con il mio compagno che pure mi ama, e quindi potrei dare per scontato che ci sia in qualsiasi momento come vorrei io, eppure questo non accade... ed il perché è molto semplice, perché siamo diversi.. ognuno di noi lo è...
se io mi sono data in un certo modo a una persona, dedicandole del tempo per esempio devo chiedermi per quale motivo l'ho fatto... perché mi faceva piacere? perché le volevo bene? o perché volevo qualcosa in cambio? ogni gesto, ogni azione ha una motivazione e quella stessa motivazione potrebbe non appartenere all'altro... è l'aspettativa che determina tutto... io faccio questo perché mi aspetto che poi arrivi quest'altro... ma non sempre questa cosa succede... proprio perché ognuno di noi è diverso come è giusto che sia...


anche sulla questione "responsabilità", credo che tu mi abbia frainteso...
non ho mai parlato di colpe... ma di responsabilità e anche se la differenza è sottile, comunque c'è una differenza...

sono io che percepivo tutte quelle cose di me, tutti i miei difetti, il mio sentirmi stupida, ero io che mi dedicavo anima e corpo all'altro senza, magari, nemmeno chiedergli se lo voleva, ero io e solo io ad avere tutti questi pensieri svalutativi su di me, ed ero ioi e solamente io a ricercare la "perfezione" in me, perché se non ero perfetta non andavo bene agli altri... ero io e solamente io a non amarmi..non avevo colpa di questo ma sicuramente ne ero responsabile...
se mi prendo la responsabilità di tutto questo posso anche pensare di poter cambiare le cose... attenzione ho detto le cose, non me...
e le cose posso cambiarle nel momento in cui almeno provo ad accettare di non essere perfetta, di avere tanti difetti, ma anche di avere da qualche parte dei pregi...

la mia psicoterapeuta (santa donna) a volte mi invita a mettere per iscritto su di un foglio diviso a metà in due colonne distinte, così come in un elenco, le risorse che mi riconosco e le aree di miglioramento... e ha sempre insistito sul fatto che tra le risorse che mi riconosco ci possono essere anche cose che una persona dà per scontate ma che in realtà non lo sono tipo l'educazione e l'onestà...


qui siamo solo su un forum che personalmente mi ha molto aiutato... ma tutto il lavoro va fatto su se stessi... io ancora lo sto facendo ... sono dieci anni che lo faccio... il primo passo è stato la consapevolezza... essere consapevole che c'era qualcosa in me che non andava... iniziare a prendermi le mie responsabilità finendola di dare colpe ad altri o per lo meno se ero, sono, come sono è perché ci sono state sicuramente delle situazioni dovute da qualcuno che hanno influito pesantemente su di me... ma di responsabilità ne ho sicuramente anche io.. quindi una volta che ne ho preso consapevolezza ho deciso di agire di conseguenza... non è stato facile, non lo è... perché mettersi in discussione e uscire da certi schemi non lo è... affrontare la paura non è facile... passare attraverso sensazioni che odio non è facile... ma evidentemente è necessario farlo perché se sono arrivata al punto di stare male è perché evidentemente in me è scoppiato un conflitto forte tra ciò che sono realmente e ciò che credevo di essere... ora la scelta sta a me... sta a me prendermi la responsabilità di tutto... lasciare le cose come stanno prendendomi la responsabilità di continuare a stare male oppure fare qualcosa affinché possa cominciare a risalire consapevole del fatto che però questo comporta un certo tipo di lavoro?
e qui gli altri non c'entrano proprio niente... sono io quella che sta male... sono io che devo fare qualcosa... e fare in modo che qualcosa cambi... non che cambi io, ma gli atteggiamenti verso le persone ( in primis me stessa) e verso le situazioni...
forse allora raggiungerò la mia felicità e anche in quel caso gli altri avranno poco o niente responsabilità in tutto ciò
fatto questo, credo, che tutto venga di conseguenza...

Inviato da: ondin@ il Mercoledì, 25-Lug-2018, 15:39
Oddio che papiro...
Solo ora me ne rendo conto ohmy.gif 0002.gif

Inviato da: Drekin il Mercoledì, 25-Lug-2018, 21:24
Sinceramente parlando di me non dico che io abbia la presunzione che la gente pensi constantemente a me(per fortuna hanno una vita e di meglio da fare)ne penso che solo gli altri abbiano difetti mentre io invece no,io ho tanti difetti come gli altri,il problema e quando gli altri mi riconoscono i miei difetti senza vedere prima i propri,se gli altri fosserò perfetti a differenza mia allora mi starei zitta.Ci sono state persone per cui non era una percezione mia che mi stessero prendendo per il culo o che mi usassero come bambolotto con cui divertirsi prese dall'euforia,No era veramente così,e ci sono stati periodo in cui,Si alcune persone erano sempre a pensare a me a dirmi ma perchè tu sei così ma perchè non sei in questo modo,pretedendo che i loro ''consigli'' dovessi accettarli per forza e non erano consigli che se gli avessi accettatti mi sarebbero serviti a stare meglio,no erano finalizzati solo a compiacere gli altri.Quindi si mi viene da dare la colpa a gli altri di quello che mi hanno fatto,perchè dire ancora che sono io che sbaglio,che sbaglio sempre io,o che gli altri fanno bene a mandarmi a cagare,non ci concludo niente,posso avere la mia fetta di colpe non so se in minima o grande parte,dato che perfetta manco io ci sono.Ma pensare che solo perchè ognuno a un suo modo di intendere le cose,le sue sfumature ecc... mi sembra una scusa per giustificare gli altri delle loro azioni.Probabilmente non avrò capito niente di quello che mi hai scritto,so che non volevi dire questo in realtà,quando dici che ognuno è un mondo a se.Ma io non voglio più farmi infinocchiare da nessuno e come se ne sbatto gli altri della sensibilità altrui,me ne sbatto anch'io.Non mi interessa quanti difetti ho,se ma vorrò migliorarli l'ho farò solo per me,se gli altri hanno pure ragione a questo punto non mi interessa,che se la mangiasserò pure la loro ragione e il loro modo diverso di vedere le cose dal mio.Perchè io non l'ho accetto,non pretendo che le cose debbano essere per forza come voglio io,ma gli altri hanno sempre preteso da me che io fossi perfetta per loro,perchè non è vero che non è così.Magari tu ti sei resa conto che a nessuno li interessava effettivamente che tu dovessi essere per forza perfetta,magari la tua era solo ansia da prestazione.Ma a me me l'hanno ripetuto all'infinito che se io non cambiavo modo di pormi (cioè la mia timidezza) e se non mi fossi adeguata a le cazzate degli altri,io sola come un cane potevo stare.Ti parlo solo della mia esperienza che è diversa dalla tua,so che tu mi volevi dire tutta un'altra cosa,cioè che non devo dare per scontato che gli altri abbiano chissa quale percezione di me,che probabilmente sono tutte mie convinzioni ecc...Che dovrei lavorare sui miei difetti ecc...Ma purtroppo non possono essere sempre è solo mie percezioni,perchè se no vuol dire che ho proprio delle belle percezioni di merda.

Inviato da: Drekin il Mercoledì, 25-Lug-2018, 21:33
Poi che mi svaluto per carità quello è ovvio e non posso dire il contrario,che ho il difetto di attaccarmi come una cozza alle persone appena mi danno un pò di confidenza è vero anche quello.Ma io non ho mai voluto essere perfetta,io mi accontento di non essere una cattiva persona,è l'unica cosa che mi interessa.Poi io non mi sforzo ad essere perfetta nemmeno per me stessa ne a livello caratteriale e manco fisico.Non mi sforzo a risultare presentabile o carina o comunque curarmi un pò.

Inviato da: ondin@ il Mercoledì, 25-Lug-2018, 22:51
Forse con il tempo e con l'aiuto di qualcuno davvero competente riuscirai a vedere le cose diversamente...

E, scusa se insisto su questo punto, ad amarti per come sei...

Al mondo esistono persone estroverse, persone introverse, persone timide, persone caciarone, socievoli, persone paurose, persone coraggiose... e nessuna di questa è sbagliata... come nessuna di questa è giusta...

Io sono molto timida al limite del patologico ( un po meno rispetto ad anni fa)
La mia vita è limitata da questa timidezza, da tutte le mie paure... anche nelle cose più banali come chiedere un'informazione o fare una telefonata o entrare in un piccolo negozio ... e molte persone non capiscono questa cosa...
Ma non posso e non devo considerarmi sbagliata per questo...
Ho conosciuto persone molto estroverse... al limite dell'esasperazione e per gran parte della mia vita ho invidiato questo modo di essere... ritenevo che il giusto fosse li... che io dovevo essere cosi e il non riuscirci mi buttava nello sconforto mi faceva sentire inutile e sbagliata... con il tempo ho capito che il giusto non è affatto li... non è da nessuna parte o meglio è da entrambe le parti... quelle persone tante estroverse sono riuscita a vederle anche sotto altri aspetti e a pensarci bene non mi piacevano perché non erano consoni al mio modo di essere e di sentire... a tratti le trovavo ridicole, noiose, spocchiose... e magari loro trovano me strana, ridicola, noiosa allo stesso modo...

All'inizio della discussione chiedevi se si può trovare la felicità interiore a prescindere dagli altri... almeno io ho interpretato cosi la tua domanda...
Tutte le parole che ti ho scritto si riassumono in questo :
Io credo di si... una persona che è in pace con se stessa può essere felice... se io ho consapevolezza di andare bene cosi come sono, saprò distinguere una critica costruttiva fatta solo per migliorarmi da un giudizio sterile... riflettero sulla prima mettendomi in discussione, survolero sulla seconda...
Anzi mi verrebbe proprio da dirti che la felicità, quella vera, è solo quella che viene da dentro di te... tutto quello che facciamo dipendere dagli altri è effimero, perché nel momento in cui l'altro manca viene a mancare anche tutto ciò che l'altro ci dava...
Chi si svaluta, chi non si vuole bene, chi non ama ciò che si è, si rende molto vulnerabile al giudizio altrui e ne resta costantemente ferito... non è l'approvazione esterna che bisogna cercare per essere felici ma quella interna... se mi sento ok posso accettare tranquillamente un 'opinione diversa dalla mia e valutarla senza farmi condizionare, in maniera oggettiva

Io ho il doppio della tua età e anni di terapia alle spalle... non sono arrivata ancora alla fine del mio percorso ma molte cose sono cambiate... certe idee, cert pensier sono cambiati... e in alcuni casi anche gli atteggiamenti... cambiando il pensiero cambia l'azione...

Non so più cos'altro dirti se non di cercare un aiuto... ma anche in questo caso devi esserne convinta tu perché il lavoro devi farlo tu... chi intraprende un percorso di psicoterapia deve farlo con la consapevolezza che si Può intervenire solo su se stessi mai sugli altri...

In bocca al lupo







Inviato da: Drekin il Mercoledì, 25-Lug-2018, 23:55
Evidentemente non sono ancora in grado di non farmi condizionare da quello che mi viene detto,anche se dubito cambierà qualcosa.Se sarà così cambierà solo in peggio.Almeno così penso.E' vero il maggior lavoro pur facendolo con una spicoterapeuta,devo farlo io.Non mi aspetto niente di buono,tanto so che non cambierà mai niente.Forse è anche perchè io voglio che sia così,è più facile lasciare perdere tutte cose per me,che continuare a tentare,tanto lo so che finirò di stare male solo il giorno in cui morirò.Almeno c'è questo che mi consola,comunque grazie per avermi risposto e grazie per l'in bocca a lupo. PSICO smile.gif

Inviato da: fraghila il Giovedì, 26-Lug-2018, 11:38
Concordo tantissimo con tutto ciò che ha detto ondin@, mi ha dato modo di riflettere. Accettarsi per come si è, con pregi e soprattutto difetti, dev'essere davvero una liberazione. Io vorrei tanto amarmi anche se sono una persona timida, pigra, e pessimista in certi casi. Non riesco ad accettare questi lati di me, penso che siano assolutamente sbagliati e che devo cambiarli. Vorrei accettarli, ma farlo significherebbe dichiarare il mio fallimento. Proprio non riuscirei ad amarmi, dovrei prima eliminare questi difetti per potermi finalmente amare. ondin@, tu che hai anni di psicoterapia alle spalle, come ti regoli rispetto a questa cosa? Come si fa ad accettarsi nonostante cose di noi che non ci piacciono proprio e ci fanno odiare noi stessi? Poter accettare i miei difetti mi farebbe essere una persona più rilassata, ma mi farebbe sentire una completa fallita.

Inviato da: ondin@ il Giovedì, 26-Lug-2018, 14:19
Se ci fossero delle "ricette", dei " libretti di istruzione" probabilmente la vita sarebbe molto noiosa... saremmo tutti uguali le fotocopie hli uni degli altri PSICO lingua.gif

Scherzi a parte... mi dispiace ma non ho gli strumenti per rispondere a questa domanda... io stessa , come ho gia scritto, non ho ancora finito il mio percorso e molte cose, idee, convinzioni, per adesso sono presenti solo a livello razionale... cioè razionalmente le riconosco ma mi manca ancora lo step successivo, farle realmente e praticamente mie... sentirle a livello anche emotivo... prenderne consapevolezza emotiva... ed è questo il mio obiettivo adesso.
La terapeuta mi ha suggerito di instaurare un dialogo interiore... quando mi partono i pensieri svalutativi di far parlare l'altra parte di me per mettere a tacere quella " denigratoria"

Evidentemente però ci sono state anche cose che solo apparentemente erano a livello razionale o cmq pur essendo solo a livello razionale mi hanno portato ad agire, forse a volte sbagluando, ma per lo meno ho agito affrontando cmq le paure che avevo, passandoci dentro e non attuando il solito schema di evitamento... prima fra tutte allontanandomi dalla mia famiglia che, per quanto fossi e sono consapevole dell'amore di base, ha rappresentato per me un ambiente "non sano"... è lunga da spiegare e non ho nemmeno voglia di farlo ora... cmq la lobtananza per quanto dolorosa, ha cmq fatto sì che certe cose inevitabilmente cambiassero, nella pratica ma anche a livello psicologico... ma c'è ancora tanto da fare...
Ciò che continua a farmi tanto male è la consapevolezza di aver perso un lungo periodo della mia vita, di non averlo vissuto... e ora a più di 40 anni, trovarmi a rincorrere cose che mi appartengono davvero poco... anche su questo mi tocca lavorare... se solo esistesse una ricetta anche per questo...
Purtroppo non è cosi... ognuno trova la sua strada, le sue strategie, secondo le proprie modalità...

Ho cercato di portare il mio punto di vista e di tentare di smontare con le parole cerrti schemi perché a 22 anni si ha davvero tutta la vita davanti a sé... io ne ho sprecata un bel po dietro a pensieri svalutativi, odio di me stessa, solitudine e rabbia repressa...
Potessi tornare indietro...
A me tocca anche accettare questa cosa... raccogliere i cocci e andare avanti cercando di fare in modo di non sprecare altro tempo...

Inviato da: ondin@ il Giovedì, 26-Lug-2018, 18:05
Cmq scrivere queste cose ha fatto bene anche a me...
Ho tirato fuori pensieri che evidentemente ci sono e non immaginavo di avere PSICO smile.gif

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