Powered by Invision Power Board



  Reply to this topicStart new topicStart Poll

> Metodo Abc, Serve a qualcosa?
 
Pierangela
Inviato il: Lunedì, 13-Gen-2020, 00:33
Quote Post


Nuovo iscritto



Messaggi: 2
Utente Nr.: 19.667
Iscritto il: 13-Gen-2020



Salve a tutt*. Sono in terapia da molti anni, a fasi alterne. L’attuale dottoressa con cui ho iniziato 4 mesi fa un percorso ha orientamento cognitivo-comportamentale. Mi dice di utilizzare lo schema ABC e di farmi alcune domande (la più bella secondo me è “quali potrebbero essere dei pensieri alternativi?”).
Il problema è che fare questi schemi mi scoraggia. Vedo le mie emozioni ridotte a un freddo schema. Non credo veramente alle risposte che do alla domanda “quali sono le
Prove a sfavore dei pensieri automatici?” Perché sono troppo deboli. Questo mi scoraggia. Anzi mi sento proprio peggio quando li faccio. Mi sembra di prendermi in giro.
Adesso non sto riuscendo neanche più a farli. Mi paiono una grande perdita di tempo,
I miei pensieri automatici non sono pensieri ma dati di realtà.
La dottoressa mi ha detto di continuare a farli e che è normale all’inizio che senta i pensieri automatici come più forti.
A me sembra che il tutto stia peggiorando e basta la mia situazione.
Mi sento frustrata.
Che ne pensate?
Avete mai usato lo schema ABC?
PMEmail Poster
Top
 
herbaemme
Inviato il: Lunedì, 13-Gen-2020, 12:48
Quote Post


moderatore in herba
****


Messaggi: 5.433
Utente Nr.: 539
Iscritto il: 02-Ott-2007



Ciao, si tratta dei cosiddetti ANTs, pensieri automatici negativi, in pratica tutti quei pensieri che a vario titolo ci mettono a disagio, a volte fortemente a disagio.
Esserne consapevoli è il primo passo, quello più importante; cacciarli via in modo definitivo è molto difficile, comporta tempo e applicazione. Comunque sarebbe già abbastanza conviverci decentemente.
Si parte dal presupposto che questi pensieri sono "menzogneri patologici", in pratica, sono dei diavoletti provocatori che tendono a farci pensare sempre al peggio, al lato negativo: si divertono a disturbare, alla faccia nostra.
Io uso l'approccio della "distrazione": quando uno di questi pensieri mi aggredisce, penso a qualcosa di diverso, anzi, meglio, mi impegno in qualche attività che porti la mia attenzione da un'altra parte.
Non conosco l'approccio ABC, ma se sei solo all'inizio, è normale che ti sembri che non funziona. Lavoraci insieme alla terapeuta, e non ti scoraggiare.
PMEmail Poster
Top
Adv
Adv














Top
 
pber
Inviato il: Martedì, 21-Gen-2020, 18:01
Quote Post


Nuovo iscritto



Messaggi: 14
Utente Nr.: 19.613
Iscritto il: 04-Dic-2019



Posso immedesimarmi in te. C'è stata un'epoca in cui (se fossi stato in terapia) quella cosa dello schema ABC l'avrei trovata frustrante, inutile, forse addirittura sbagliata.
Non è così.
Ma non è una spiegazione logica che potrebbe aiutarti. Sarebbe la fiducia nella tua terapeuta a darti la motivazione di fare l'enorme fatica di usare quella tecnica.

E' faticoso perché (in un certo senso) ci sarai tu stessa a combattere contro te stessa.
La tua capacità di analisi contro ciò che ti appare reale, vero (i tuoi pensieri). Ma non è che i tuoi pensieri non sono veri, ma che DIETRO ad essi ci sono cose che tu non sei capace di vedere.

Fallo è utilissimo. Forse è più difficile all'inizio, ma credimi che poi lo capirari da te che era utile e necessario.
PMEmail Poster
Top
 
Pierangela
Inviato il: Domenica, 26-Gen-2020, 12:50
Quote Post


Nuovo iscritto



Messaggi: 2
Utente Nr.: 19.667
Iscritto il: 13-Gen-2020



Grazie pber, è proprio come mi sento: frustrata e arrabbiata. Tanto la situazione rimane uguale, mi dico. È uno sforzo enorme fare l’ABC.
Sì, secondo la psicologia cognitivo-comportamentale non è la situazione a metterci in difficoltà ma il pensiero. Quindi cambiare pensiero è la chiave per stare meglio.
Mi sento presa in giro da questo.

Anche perché li ho fatti per anni, quaderni di ABC, e non è mai cambiato nulla.

PMEmail Poster
Top
 
pber
Inviato il: Lunedì, 27-Gen-2020, 19:58
Quote Post


Nuovo iscritto



Messaggi: 14
Utente Nr.: 19.613
Iscritto il: 04-Dic-2019



I pensieri sono come topolini. Se cerchi di acchiapparli non ci riesci, scappano.
Devi imparare ad osservarli senza che loro sappiano che li osservi.
Scriverli in un quaderno, forse, non è la cosa migliore, perché equivale a cercare di acchiapparli. Quello che ti resta in mano (dopo che ci hai rimuginato sopra) è sempre, sempre, sempre un'altra cosa.

Non essere arrabbiata con te stessa. Se ti tieni calma, quando succede qualcosa, puoi avere la fortuna di scorgere da dove è venuto il pensiero, cosa c'era prima di quel pensiero.
E' un po' come ripercorrere un torrente a ritroso, come i salmoni.
Un po' nuotano controcorrente, ma ogni tanto c'è un ostacolo e devono fare un salto.

Anche metterci troppa energia, nel voler comprendere perché hai dato quella risposta, perché ti sei sentita a quel modo, modifica i pensieri e tu finisce che non ci capisci nulla.

Capire noi stessi è un po' come capire un bambino piccolo, lui non sa parlare, un po' dobbiamo parlargli con molta calma, e un po' dobbiamo tirare a indovinare.

La situazione non resta com'è. La puoi cambiare. Puoi vedere dentro te stessa. E' solo che ancora non hai capito come si fa. Quando inizi poi non ti fermi più.
Devi crederci: che tutto, di te stessa, è alla portata della tua mano. Devi solo prendere le cose con calma, senza rabbia (perché quella solleva un gran polverone mentale e poi non ci capisci più niente).

Insisti e ci riesci.
un abbraccio
PMEmail Poster
Top
Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 1 (1 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti registrati sono 0 :

Topic Options Reply to this topicStart new topicStart Poll

 



[ Script Execution time: 0.1118 ]   [ 19 queries used ]   [ GZIP Abilitato ]