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> Evoluzioni
Cenererossa
Inviato il: Martedì, 10-Lug-2007, 23:55
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Non ci sono stati "buoni propositi".
Nessun tentativo di limitare l'intensità delle mie reazioni o dei miei palliativi.
Non bevo non mi faccio non mi taglio.
Un periodo più sereno indubbiamente. Bagliori nel buio che non durano più soltanto lo spazio di pochi istanti.
Qualcuno due anni fa mi augurava di trovare una candela a illuminarmi la via.
Un modo gentile per dirmi di togliermi dal cazzo.
Che tu trovi una donna che ti ami ma che non sia la mia. Le ultime parole famose.

Ma il tormento che ho dentro non si è spento.
E' soltanto assopito. Sublimato in una forma d'ansia che fa capolino quasi quotidianamente.
Ho spesso la sensazione che una grossa catena d'acciaio mi stringa il petto, non saprei spiegarmi meglio.
Il battito cardiaco accelera, talvolta mi si annebbia la vista. Lo stomaco si aggroviglia, negli episodi più gravi mi sembra di essere prossimo allo svenimento.
Non ho però veri e propri attacchi di panico. Nè crisi lunghe, solitamente si risolvono in pochi minuti.

Un nuovo sintomo, non dovrei stupirmi o averne paura.
Ma ho lì'mpressione di essere condannato alla patologia. Pensavo che una volta attenuate le manifestazioni del disturbo con cui convivo da anni sarei stato visibilmente meglio.
Pensavo male.
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Oscar
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:42
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Ivan, lo sai meglio di me, un disturbo della personalità è un disturbo subdolo, lo argini da un lato o anche da tutti i lati, e lui trova altre strade per manifestarsi, come un sadico cartello che ti dice "è inutile, tu sei condannato a stare male mio caro, perchè io ci sono sempre, sono in te e tu sei in me", mi sembra sia questo quello che provi... ma non è inutile invece! se per "arginare" non intendiamo cercare di combattere accanitamente o sotterrare, ma ascoltare il dolore, cercare di capire cosa significa quel sintomo... Ci vogliono tanti anni purtroppo. Quando ci sentiamo condannati a stare male a vita dovremmo sforzarci di ricordare che non è esattamente così; forse non si guarisce mai, è vero, ma si migliora, si va avanti (con difficoltà e sofferenze enormi lo so, sembra sempre facile a parole, so bene anche questo, e non voglio darti l'impressione di non capirti), si va da un male maggiore verso un male minore se si riesce ad intraprendere il giusto cammino (pur con tutti gli errori, i "riparti da capo dal via", le cadute di percorso...).
Io intanto, con un filo di voce appena per non fare rumore, sono contento dei passetti in avanti che hai già compiuto, e del fatto che hai accanto una bella persona che sicuramente saprà capirti e starti accanto e che anche se non può risolvere i tuoi problemi può almeno in parte prendersi cura di te.
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jessy81
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:47
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QUOTE (Ivan @ Martedì, 10-Lug-2007, 22:55)
Non ci sono stati "buoni propositi".
Nessun tentativo di limitare l'intensità delle mie reazioni o dei miei palliativi.
Non bevo non mi faccio non mi taglio.
Un periodo più sereno indubbiamente. Bagliori nel buio che non durano più soltanto lo spazio di pochi istanti.
Qualcuno due anni fa mi augurava di trovare una candela a illuminarmi la via.
Un modo gentile per dirmi di togliermi dal cazzo.
Che tu trovi una donna che ti ami ma che non sia la mia. Le ultime parole famose.

Ma il tormento che ho dentro non si è spento.
E' soltanto assopito. Sublimato in una forma d'ansia che fa capolino quasi quotidianamente.
Ho spesso la sensazione che una grossa catena d'acciaio mi stringa il petto, non saprei spiegarmi meglio.
Il battito cardiaco accelera, talvolta mi si annebbia la vista. Lo stomaco si aggroviglia, negli episodi più gravi mi sembra di essere prossimo allo svenimento.
Non ho però veri e propri attacchi di panico. Nè crisi lunghe, solitamente si risolvono in pochi minuti.

Un nuovo sintomo, non dovrei stupirmi o averne paura.
Ma ho lì'mpressione di essere condannato alla patologia. Pensavo che una volta attenuate le manifestazioni del disturbo con cui convivo da anni sarei stato visibilmente meglio.
Pensavo male.

Ivan finchè non si spegnerà del tutto, o quasi, il tormento che hai dentro, ci sarà sempre qualche sintomo a ricordartelo.






(ho la netta sensazione di aver detto una cosa inutile, vabbè l'ho detta ugualmente)

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Cenererossa
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:47
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E' un piacere ritrovarti Oscar.

Ho fatto passi da gigante nell'ultimo anno soprattutto.
In condizioni differenti gli sconvolgimenti recenti della mia vita mi avrebbero spedito dritto in Psichiatria. O peggio.
Il mio padre putativo ci ha abbandonati il primo dell'anno.
Mia madre convive con l'uomo con cui mi ha concepito. A giorni si trasferiranno in una villetta dove c'è una camera pronta per me.
Nero è scomparso.
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Cenererossa
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:51
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QUOTE (jessy81 @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:47)
QUOTE (Ivan @ Martedì, 10-Lug-2007, 22:55)
Non ci sono stati "buoni propositi".
Nessun tentativo di limitare l'intensità delle mie reazioni o dei miei palliativi.
Non bevo non mi faccio non mi taglio.
Un periodo più sereno indubbiamente. Bagliori nel buio che non durano più soltanto lo spazio di pochi istanti.
Qualcuno due anni fa mi augurava di trovare una candela a illuminarmi la via.
Un modo gentile per dirmi di togliermi dal cazzo.
Che tu trovi una donna che ti ami ma che non sia la mia. Le ultime parole famose.

Ma il tormento che ho dentro non si è spento.
E' soltanto assopito. Sublimato in una forma d'ansia che fa capolino quasi quotidianamente.
Ho spesso la sensazione che una grossa catena d'acciaio mi stringa il petto, non saprei spiegarmi meglio.
Il battito cardiaco accelera, talvolta mi si annebbia la vista. Lo stomaco si aggroviglia, negli episodi più gravi mi sembra di essere prossimo allo svenimento.
Non ho però veri e propri attacchi di panico. Nè crisi lunghe, solitamente si risolvono in pochi minuti.

Un nuovo sintomo, non dovrei stupirmi o averne paura.
Ma ho lì'mpressione di essere condannato alla patologia. Pensavo che una volta attenuate le manifestazioni del disturbo con cui convivo da anni sarei stato visibilmente meglio.
Pensavo male.

Ivan finchè non si spegnerà del tutto, o quasi, il tormento che hai dentro, ci sarà sempre qualche sintomo a ricordartelo.






(ho la netta sensazione di aver detto una cosa inutile, vabbè l'ho detta ugualmente)

Dubito possa mai spegnersi del tutto.
La mia infanzia e la mia adolescenza sono state segnate pesantemente dal mio vissuto.
I successivi dieci anni sono stati un crescendo di errori e impicci di cui sto imparando ad assumermene la responsabilità.
Non sono responsabile dei primi 16-18 anni della mia vita. Ma quello che è accaduto dopo avrei potuto risparmiarmelo. Non sono in grado di perdonarmelo.

Ora spero che il fuoco smetta di consumarmi.
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jessy81
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 15:03
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QUOTE (Ivan @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:51)

Dubito possa mai spegnersi del tutto.
La mia infanzia e la mia adolescenza sono state segnate pesantemente dal mio vissuto.
I successivi dieci anni sono stati un crescendo di errori e impicci di cui sto imparando ad assumermene la responsabilità.
Non sono responsabile dei primi 16-18 anni della mia vita. Ma quello che è accaduto dopo avrei potuto risparmiarmelo. Non sono in grado di perdonarmelo.

Ora spero che il fuoco smetta di consumarmi.

ne dubito anche io,
però voglio dirti una cosa...non sei responsabile dei primi 16-18 anni della tua vita, non so quello che è successo dopo, lo posso solo dedurre leggendo quello che scrivi, ma NON devi sentirti colpevole per quello che è successo dopo, perchè 16 anni(e oltre...) di calci in culo e mazzate sui denti si fanno sentire, obnubilano la mente.
quindi di che vuoi sentirti colpevole, dell'aver sofferto?
(a parte che uno rosica e soffre per l'aver perso degli annni, quello è comprensibile.)

adesso che hai più consapevolezza, adesso puoi iniziare a evitare quegli errori.


sarà un discorso trito e ritrito ma è così.

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Cenererossa
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 15:11
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QUOTE (jessy81 @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:03)
[QUOTE=Ivan,Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:51]

ne dubito anche io,
però voglio dirti una cosa...non sei responsabile dei primi 16-18 anni della tua vita, non so quello che è successo dopo, lo posso solo dedurre leggendo quello che scrivi, ma NON devi sentirti colpevole per quello che è successo dopo, perchè 16 anni(e oltre...) di calci in culo e mazzate sui denti si fanno sentire, obnubilano la mente.
quindi di che vuoi sentirti colpevole, dell'aver sofferto?
(a parte che uno rosica e soffre per l'aver perso degli annni, quello è comprensibile.)

adesso che hai più consapevolezza, adesso puoi iniziare a evitare quegli errori.


sarà un discorso trito e ritrito ma è così.

Ho vissuto dieci anni da completo incosciente.
Ho giocato con la mia vita e con quella di altri.
Ho boicottato il mio futuro.
Posso metabolizzare il mio passato, farmene una ragione. Riconoscere le colpe di una madre più disturbata di me e di un figlio di puttana. Di un fratello folle e di un paio di altri.
Ma quello che MI sono fatto e che ho fatto rimane a straziarmi.
Nei miei incubi vengo punito ferocemente e imploro pietà. Come se ne meritassi.
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jessy81
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 15:17
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QUOTE (Ivan @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:11)
[QUOTE=jessy81,Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:03] [QUOTE=Ivan,Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:51]

ne dubito anche io,
però voglio dirti una cosa...non sei responsabile dei primi 16-18 anni della tua vita, non so quello che è successo dopo, lo posso solo dedurre leggendo quello che scrivi, ma NON devi sentirti colpevole per quello che è successo dopo, perchè 16 anni(e oltre...) di calci in culo e mazzate sui denti si fanno sentire, obnubilano la mente.
quindi di che vuoi sentirti colpevole, dell'aver sofferto?
(a parte che uno rosica e soffre per l'aver perso degli annni, quello è comprensibile.)

adesso che hai più consapevolezza, adesso puoi iniziare a evitare quegli errori.


sarà un discorso trito e ritrito ma è così. [/QUOTE]
Ho vissuto dieci anni da completo incosciente.
Ho giocato con la mia vita e con quella di altri.
Ho boicottato il mio futuro.
Posso metabolizzare il mio passato, farmene una ragione. Riconoscere le colpe di una madre più disturbata di me e di un figlio di puttana. Di un fratello folle e di un paio di altri.
Ma quello che MI sono fatto e che ho fatto rimane a straziarmi.
Nei miei incubi vengo punito ferocemente e imploro pietà. Come se ne meritassi.



......
ne meriti, sei tu che non te la concedi
.....
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Cenererossa
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 15:38
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QUOTE (jessy81 @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:17)
[QUOTE=Ivan,Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:11] [QUOTE=jessy81,Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:03] [QUOTE=Ivan,Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:51]

ne dubito anche io,
però voglio dirti una cosa...non sei responsabile dei primi 16-18 anni della tua vita, non so quello che è successo dopo, lo posso solo dedurre leggendo quello che scrivi, ma NON devi sentirti colpevole per quello che è successo dopo, perchè 16 anni(e oltre...) di calci in culo e mazzate sui denti si fanno sentire, obnubilano la mente.
quindi di che vuoi sentirti colpevole, dell'aver sofferto?
(a parte che uno rosica e soffre per l'aver perso degli annni, quello è comprensibile.)

adesso che hai più consapevolezza, adesso puoi iniziare a evitare quegli errori.


sarà un discorso trito e ritrito ma è così. [/QUOTE]
Ho vissuto dieci anni da completo incosciente.
Ho giocato con la mia vita e con quella di altri.
Ho boicottato il mio futuro.
Posso metabolizzare il mio passato, farmene una ragione. Riconoscere le colpe di una madre più disturbata di me e di un figlio di puttana. Di un fratello folle e di un paio di altri.
Ma quello che MI sono fatto e che ho fatto rimane a straziarmi.
Nei miei incubi vengo punito ferocemente e imploro pietà. Come se ne meritassi. [/QUOTE]


......
ne meriti, sei tu che non te la concedi
.....

Concedermente equivarrebbe a deresponsabilizzarmi.
Ho discusso pesantemente con il mio psichiatra. I comportamenti per cui ora mi autoflagello sono secondo lui la manifestazione del mio disturbo di personalità all'apice.
Ora ne sono cosciente. Ora me ne assumo la responsabilità e sono in grado di limitarli, quello che ho fatto prima dovrei ricordarlo soltanto come spinta per migliorare.

Ma non posso.
Non posso perdonarmi.
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Verrater
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 17:46
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Psico Amico
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QUOTE (Ivan @ Martedì, 10-Lug-2007, 22:55)
Non ci sono stati "buoni propositi".
Nessun tentativo di limitare l'intensità delle mie reazioni o dei miei palliativi.
Non bevo non mi faccio non mi taglio.
Un periodo più sereno indubbiamente. Bagliori nel buio che non durano più soltanto lo spazio di pochi istanti.
Qualcuno due anni fa mi augurava di trovare una candela a illuminarmi la via.
Un modo gentile per dirmi di togliermi dal cazzo.
Che tu trovi una donna che ti ami ma che non sia la mia. Le ultime parole famose.

Ma il tormento che ho dentro non si è spento.
E' soltanto assopito. Sublimato in una forma d'ansia che fa capolino quasi quotidianamente.
Ho spesso la sensazione che una grossa catena d'acciaio mi stringa il petto, non saprei spiegarmi meglio.
Il battito cardiaco accelera, talvolta mi si annebbia la vista. Lo stomaco si aggroviglia, negli episodi più gravi mi sembra di essere prossimo allo svenimento.
Non ho però veri e propri attacchi di panico. Nè crisi lunghe, solitamente si risolvono in pochi minuti.

Un nuovo sintomo, non dovrei stupirmi o averne paura.
Ma ho lì'mpressione di essere condannato alla patologia. Pensavo che una volta attenuate le manifestazioni del disturbo con cui convivo da anni sarei stato visibilmente meglio.
Pensavo male.

Da quando sto meglio sento anche io qualcosa di simile a una catena attorno al petto.Non so esattamente cosa sia ma certe volte mi da un senso di oppressione spaventoso e nonostante abbia smesso con lem edicine sono costretta a ripescare qualche xanax.

Ma dato che considero l'ansia uno dei miei minori disturbi cerco di non dargli troppo peso,quando do' troppo peso alle cose,quelle si ingigantiscono da sole.

Mi dico ogni volta che ho fatto grandi cambiamenti,grandi passi avanti,ma tutta la merda che mi hanno e mi sono tirata addosso non puo' scomparire in pochi mesi.Sono io che voglio tutto e subito,ma so che non si puo'.

Continuo a sprecare la mia vita e non me ne vergogno,continuo a bere,fumare e a volte tirare su'.

Che c'è di male,se non danneggio quasi piu gli altri.

Chi se ne frega di danneggiare me stessa.Mica voglio vivere per sempre..

Vivo attaccandomi al fatto che sono migliorata.
A cos'altro posso attaccarmi?



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Oscar
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 20:29
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QUOTE (Ivan @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:47)
E' un piacere ritrovarti Oscar.

Ho fatto passi da gigante nell'ultimo anno soprattutto.
In condizioni differenti gli sconvolgimenti recenti della mia vita mi avrebbero spedito dritto in Psichiatria. O peggio.
Il mio padre putativo ci ha abbandonati il primo dell'anno.
Mia madre convive con l'uomo con cui mi ha concepito. A giorni si trasferiranno in una villetta dove c'è una camera pronta per me.
Nero è scomparso.

Sono contento per i passi da gigante fatti e per come stai riuscendo ad affrontare i cambiamenti e le difficoltà, se ho capito bene Nero è il gatto della foto: speriamo ritorni.
PS: mi fa piacere tu mi abbia scritto quella frase iniziale, molto
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Oscar
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 20:32
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QUOTE (Ivan @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:51)
Dubito possa mai spegnersi del tutto.
La mia infanzia e la mia adolescenza sono state segnate pesantemente dal mio vissuto.
I successivi dieci anni sono stati un crescendo di errori e impicci di cui sto imparando ad assumermene la responsabilità.
Non sono responsabile dei primi 16-18 anni della mia vita. Ma quello che è accaduto dopo avrei potuto risparmiarmelo. Non sono in grado di perdonarmelo.

Ora spero che il fuoco smetta di consumarmi.

Sapessi quante cose non riesco a perdonarmi nemmeno io Ivan...ma dobbiamo riuscirci prima o pioi, per andare avanti. Siamo responsabili del nostro presente, molto meno del passato, perchè per quanto grosso si possa aver sbagliato non si può tornare indietro ed annullare...
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Yuri
Inviato il: Mercoledì, 11-Lug-2007, 20:49
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Iscritto il: 06-Lug-2007



QUOTE (Oscar @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 20:32)
Siamo responsabili del nostro presente, molto meno del passato, perchè per quanto grosso si possa aver sbagliato non si può tornare indietro ed annullare...



Penso sia una delle 10 cose più intelligenti che io abbia mai letto all'interno di questo forum (e di quello vecchio).

Che poi non sia facile, è un altro paio di maniche.

Mi preoccupa (nei limiti all'interno dei quali è lecito preoccuparsi per una persona che di fatto non ti conosce nel vero senso del termine, non sono ipocrita a tal punto) il fatto che scrivi "non posso". Non riesco a capire se sia un "non riesco" o un "non voglio perchè mi spaventano le conseguenze". In entrambi i casi credo che il lavoro che tu debba fare tu te stesso stia in gran parte lì.

Fine intrusione con opinione gratuita.



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Ex YohAsakura

"Niente sacrificio, niente vittoria", Sam Witwicki

"Mi è vietato per autoimposizione qualsiasi commento che vada dal leggermente al pesantemente positivo nei confronti di un qualsiasi esponente del sesso femminile", Legge 365/bis

Pessimismo è il nome che danno gli ottimisti alle persone che vedono il mondo così com'è

Sono un Uomo E-MAIL: ogni dieci cose che scrivo, otto sono bipte.

QUOTE (Mela @ Lunedì, 30-Lug-2007, 17:38)
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jessy81
Inviato il: Giovedì, 12-Lug-2007, 12:37
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QUOTE (Ivan @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 14:38)


Concedermente equivarrebbe a deresponsabilizzarmi.
Ho discusso pesantemente con il mio psichiatra. I comportamenti per cui ora mi autoflagello sono secondo lui la manifestazione del mio disturbo di personalità all'apice.
Ora ne sono cosciente. Ora me ne assumo la responsabilità e sono in grado di limitarli, quello che ho fatto prima dovrei ricordarlo soltanto come spinta per migliorare.

Ma non posso.
Non posso perdonarmi.

sempre bianco o nero Ivan


(è una constatazione)
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Cenererossa
Inviato il: Giovedì, 12-Lug-2007, 14:49
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QUOTE (Oscar @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 19:29)
QUOTE (Ivan @ Mercoledì, 11-Lug-2007, 13:47)
E' un piacere ritrovarti Oscar.

Ho fatto passi da gigante nell'ultimo anno soprattutto.
In condizioni differenti gli sconvolgimenti recenti della mia vita mi avrebbero spedito dritto in Psichiatria. O peggio.
Il mio padre putativo ci ha abbandonati il primo dell'anno.
Mia madre convive con l'uomo con cui mi ha concepito. A giorni si trasferiranno in una villetta dove c'è una camera pronta per me.
Nero è scomparso.

Sono contento per i passi da gigante fatti e per come stai riuscendo ad affrontare i cambiamenti e le difficoltà, se ho capito bene Nero è il gatto della foto: speriamo ritorni.
PS: mi fa piacere tu mi abbia scritto quella frase iniziale, molto

Nero latita da mesi ormai.
Un giorno riuscirò a mettere una sua foto come avatar.

Sto imparando ad essere responsabile del mio presente e passo dopo passo anche del mio futuro ma il passato ancora brucia.
Dimenticare vorrebbe dire non ricordare l'entità dei miei errori.
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