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> Doc Religioso Fortissimo. Aiutatemi
 
fifona
Inviato il: Sabato, 10-Nov-2018, 20:49
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Ciao a tutti

ormai da un paio di settimane sono dentro il doc religioso, che è passato dal "ma allora io credo "" (e allora chissà che deve succedere) a "HO paura perché ho cpaito che Dio c'è ed è cattivo e ora che l'ho capito (solo io naturalemnte, tutto il resto dell'umanità continua a fare aperitivi come se niente fosse...) niente sarà più come prima".
Inutile dire quanto sia pesante questo pensiero e quanto difficile provare a parlarne con qualcuno, anche con i più intimi.
Ne parlavo però con un'amica però, prima, che mi ha consigliato di leggere il nuovo testamento, per una visione della religione un po' più buona e conciliante. E mi ha detto "Parlane però con qualcuno che abbia un po' più di competenza di me se ti fa stare più tranquilla". Al che io ho risposto "Eh ma io vorrei parlarne direttamente con Dio". E questa cosa, questo pensiero, mi ha fatto precipitare nella paranoia. PIù totale.
Ma è un pensiero così farneticante il mio? Cioè, ai credenti viene voglia di incontrare/parlare con Dio? O sono proprio completamente matta?
Io non ho visioni, non sento voci, ma mi pare di essere su una pessima china.

Cioè o sono matta, ma molto, o ho avuto una specie di chiamata, iniziazione mistica, e quindi comunque la mia vita è sul punto di cambiare.
Ma io non lo voglio!
Mi aiutate per favore? Mi rispondete? HO tanta paura, tanta.

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Clau94
Inviato il: Sabato, 10-Nov-2018, 21:42
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Ciao!
Mi dispiace molto per la tua sofferenza...!
L'unica cosa che ti posso consigliare è di cercare di parlarne con le persone a te più vicine e farti aiutare da uno specialista, solo in questa maniera riuscirai a rispondere alle tue domande!
Coraggio!
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Britomart
Inviato il: Sabato, 10-Nov-2018, 23:27
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E' notorio che tutti pensano che il loro tipo di doc sia il peggiore, quando ci stanno dentro.

Io da fuori qui non vedo né chiamate mistiche né niente, se non tanta, tanta paura, come scrivi alla fine.

Questo problema non è legato alla religione, ma al pensiero in sé. La religione non c'entra molto.

Mi verrebbe da dire due cose: da un lato che la religione non c'entra niente, che non hai crisi mistiche o chiamate, ma "solo" un'ansia enorme che stai buttando in questi pensieri;

e dall'altro lato che la tua visione della religione è quanto mai spaventosa e limitante di per sé.

Dal momento che temo che sarebbe per te un meccanismo di rassicurazione, in questo momento non ti inviterei a leggere il NT o altri testi religiosi. Mi verrebbe solo da dirti di calmarti.

D'altro canto, in un momento in cui stai meglio e ci compulsi di meno sopra, ti direi di smontare da un punto di vista cognitivo questa visione della religione così terrorizzante che hai.

Visti da fuori, questi pensieri che ti mettono tanta angoscia sono quanto mai aleatori e non preoccupanti.

Che tu creda in Dio o che non creda non è una questione di panico. Si può vivere pressoché alla stessa maniera sia credendo che non credendo.
Nella mia vita ho passato momenti in cui ho partecipato attivamente alla pratica religiosa (essendo pure attiva in parrocchia ecc) e altri in cui mi sono allontanata e non ho praticato. Non sono particolarmente mutata come persona da una versione all'altra.

I credenti pensano, o meglio sperano, di parlare direttamente con Dio nella preghiera. Non è un pensiero farneticante. Ma non è neppure un pensiero fonte di panico, sempre vista da una prospettiva esterna.

Ma queste per te sono solo rassicurazioni. Il problema qui non è il contenuto dei pensieri, ma l'ossessione. Come sempre.

Sono pensieri che ti fanno paura. Ci stai opponendo una grandissima resistenza, e quelli continuano ad angosciarti. Ma sono soltanto pensieri, peraltro su un argomento alquanto aleatorio.

Per esempio io in questo momento potrei parlare molto a lungo di religione senza ossessionarmi e senza spaventarmi. I medesimi argomenti che per te sono angoscianti per me non lo sono, perché l'angoscia non sta nel contenuto, sta in te. Devi risolvere la tua paura. La religione e Dio non c'entrano nulla.


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fifona
Inviato il: Domenica, 11-Nov-2018, 10:13
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Wow, Britomart, mi hai scritto una risposta bella e articolata, grazie. Spero mi aiuti a rassicurarmi un po' e sì, hai ragione, il problema sta tutto nella paura.
La paura c'è ed è tanta, ed è anche un periodo in cui "ho diritto" ad avere paura, visto che i miei genitori sono entrambi malati in questo momento, genitori con cui ho un rapporto non buono (che abbia modellato il mio rapporto con la religione? Più che probabile), e mio padre in particolare sta molto male. E tutto questo lo sto vivendo come un grande rimosso, sentendoli poco e non pensandoci mai, e guarda caso le prime avvisaglie di disturbo le ho avute dopo una telefonata di mia madre.
Detto questo, liberarsi dei fantasmi, delle ossessioni, delle paure anzi dei veri e propri terrori è difficilissimo, anche se credi di averne capito il meccanismo e addirittura la causa.
Le tue parole sono rassicuranti e sì, è vero, in parte sono rassicuranti come una compulsione perché entri nel merito delle mie angosce, ma comunque quello che scrivi ha senso e mi ci ritrovo.
Anche sentirmi dire che non sono così matta e farneticante aiuta...
Quando leggo i mille post sul doc omo mi sembrano problemi così piccoli, così semplici, così non meritevoli di angoscia, così risolvibili... Dovrei provare a immaginare il mio doc visto dall'esterno, ovvero da chi non ne soffre, e reagire allo stesso modo in cui reagisco quando leggo dei doc omo o da relazione. Ma fosse così facile... Comunque grazie, davvero. Sentiamoci ancora se ti va, una mano tesa mi fa molto bene in questo momento così buio.
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Britomart
Inviato il: Lunedì, 12-Nov-2018, 00:02
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Sono a disposizione PSICO hug.gif

Guarda, non voglio fare la psicanalista da strapazzo perché non ne ho le credenziali, però l'idea che mi sono fatta io è questa. Da prendere cum grano salis perché è solo la mia ipotesi.

Da quanto ho capito leggendo tuoi post precedenti, in questo momento hai vari problemi nella vita reale. Non sono la malattia dei tuoi genitori che descrivi qui, ma anche una storia d'amore finita in modo non soddisfacente (o forse non finita, non so i dettagli, ma comunque che ha avuto un momento contrario alle tue aspettative) e inoltre posso ipotizzare solitudine e magari altri problemi, lavorativi e non. Tutto questo ti fa sembrare come se avessi l'universo contro, o il destino, o comunque non tutto ti è andato come aspettavi. E allora c'è una forza esterna crudele (che in questo momento chiami Dio) che ce l'ha con te. E invece di pensare alle cose negative nella tua vita, stai traslando tutto in questo pensiero ossessivo su Dio e la religione.

Quello che chiami Dio è una forza negativa, e tu nel tuo botta e risposta non vuoi cedere a questa forza negativa perché ti risucchierebbe dentro portando soltanto a conseguenze estremamente negative. Quindi il tuo dire ogni volta che non vuoi credere in Dio (rispondendoti mentalmente) è un tentativo di preservare la te stessa attuale da questa negatività in cui rischi di essere trascinata.

Come sempre il doc è un meccanismo di protezione andato a male. Ancorandoti al tuo rispondere "no, non voglio credere in Dio" tu stai riaffermando una te stessa che sta dalla parte della vita, mentre credere in Dio sta dalla parte della morte. Perché tutti i pensieri ossessivi possono essere ridotti ad una lotta tra la parte della vita/bene e una parte della morte/male.

In questo momento, questo pensiero ossessivo ti sta "proteggendo", nella sua maniera molto disfunzionale, dai tuoi problemi reali, la malattia, l'abbandono, la solitudine, il tempo. Invece di dire "ho paura della morte" tu ti dici "ho paura di Dio". Ma è solo una traslazione. Nel suo modo disfunzionale, pensare a Dio forse è più semplice che pensare ai problemi concreti.

Tu stessa dici che senti poco i tuoi genitori e non pensi attivamente a loro, invece pensi a quanto è cattivo Dio ecc.

Inutile dire che Dio e la religione con tutto questo c'entrano poco o nulla. Ci sono dei problemi molto concreti e umani che stanno trovando uno sfogo in questo modo.

Non c'entrano nulla neppure le visioni, le chiamate mistiche, le farneticazioni, la pazzia ecc.
C'è solo un'enorme paura di fronte all'ignoto.

Oltre alla cura farmacologica, sei seguita da qualcuno in questo momento? Fai terapia?

Ripeto ancora una volta che la spiegazione che ti dò sopra è una mia ipotesi, che poi dovresti verificare tu su te stessa o con un terapeuta.

Di religione in quanto tale io sono disposta a parlare molto a lungo, perché lo considero un argomento affascinante. Ma in quello che hai in mente tu ora c'è altro.


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fifona
Inviato il: Lunedì, 12-Nov-2018, 10:18
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Accidenti ti avevo risposto ma non è stata pubblicata la risposta. Niente, comunque ti ho scritto anche in privato. E grazie... Sei molto gentile e molto attenta, grazie davvero
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Britomart
Inviato il: Lunedì, 12-Nov-2018, 12:02
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Psico Amico
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Mi dispiace per il messaggio perso tongue.gif ti ho risposto


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docker-senior
Inviato il: Mercoledì, 14-Nov-2018, 16:56
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Ciao fifona.
Io penso che Dio esista per forza, non potrebbe non esserci per il semplice fatto che tutto ciò che esiste nell'universo non si è creato da solo.
Poi come sia Dio, dove sia, nessuno può saperlo.
Se una persona si sente "bene" nel praticare una determinata religione e vuole credere che Dio sia come questa religione insegna, ben venga.
Se invece un'altra persona non vuole credere a nessuna religione rivelata e si sente più "agnostico" è libera di farlo.
Ad ogni modo non esiste un credo religioso che si possa definire tale che predichi l'idea di un Dio "cattivo".
E se ci pensi bene questa idea è totalmente assurda, perché se così fosse saremmo tutti fottuti e non avrebbe senso né la creazione né la vita stessa.
Quindi non farti intimorire da questi pensieri, che non hanno nessun fondamento.
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