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> Astinenza Ziprexa, Cimbalta E Carbolitium, E' molto dura
 
Fabio di Roma
Inviato il: Giovedì, 07-Dic-2017, 16:53
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Potrei raccontare tutto il mio percorso, ma ci vorrebbe troppo tempo, Farò un concentrato sperando che la mia esperienza aiuti qualche amico caduto nel tunnel della depressione, quella vera, non quella delle veline, o la normale tristezza che può colpirci anche per qualche mese. Non vi parlerò dei pensieri, ne della distruzione che la depressione ti crea attorno, ne dei tentativi di farla finita, ma di quacosa di eccezionale. In depressione dal 2004. Cura, stasi dal 2007 al 2009. Ricaduta. Sette anni di cura con somministrazioni di vari farmaci per i primi due anni, poi Carbolitium associato a Ziprexa e Cimbalta, con En o Lexotan al bisogno. Dosi massiccie fino a 12/15 somministrazioni al giorno. Come provavo a diminuire effetti collaterali e giù nuove dosi aumentate dallo psichiatra. Vita apparentemente normale, ma realmente un inferno, fino alla fine del 2016. Apatia, non curanza del mondo circostante, assoluta non voglia di fare, reagire, interlocuire, lavorare. Aumento di peso dal 2012 al 2016 di 25kg, con punta massima di peso 105 kg a dicembre del 2016, nontante mi alimentassi oramai quasi esclusivamente di insalate e carne bianca. Poi la svolta. Alla fine del 2016 lo psichiatra, un medico qualificato del CSM che mi teneva in cura, è andato in pensione e di prassi sarei stato affidato ad una sostituta. No l'ho presa bene, anzi tutt'altro. Ho deciso di riprendermi la vita. Ho iniziato a documentarmi sui farmaci che stavo prendendo, ai loro effetti devastanti, quelli veri, descritti da chi, anche su internet, si sfoga perchè li ha assunti, non dai bugiardini, e ho deciso SMETTO! Scalerò, rischierò, starò male, ma voglio vedere dietro l'angolo! Ho iniziato ha scalare lo Ziprexa all'inizio di gennaio del 2017, quattro mesi per scalare, non vi dico che inferno per via dell'astinenza dolori di gambe, reni, salivazione assente, tremori, irrascibilità, incontinenza urinaria, e un fastidiosissimo rodare in continuazione la dentatura, oltre ad effetti psicologici simili a ricaduta depressiva, impossibilità assoluta di lavorare. Una volta dismesso lo Ziprexa, con qualche effetto ancora in corso, ma più lieve, ho iniziato a scalare il Cimbalta e giù di nuovo tutti i fenomeni da crisi di astinenza gravi, laceranti. Per ultimo nel periodo di fine agosto ho iniziato a scalare il Carbolitium, ancora astinenza, ma con minor difficoltà. Ad oggi, amici, niente Ziprexa, niente Cimbalta e 1 Carbolitium da 150mg ogni otto giorni (ero arrivato ad assumerne 900/1200 mg al giorno!) che penso di abolire definitivamente entro gennaio. Le diffoltà dello smaltimento ci sono ancora, con qualche improvviso tremore, momenti di irrascibilità nella quotidianità, dolori soprattutto alla muscolatura delle gambe. Mi è rimasto un pò di quel rodare i denti soprattutto nei momenti di tensione, che però smorzo masticandio del chewing gum, ma, credemi, è un altro vivere. In un anno ho ripreso il mio fisico con un peso corporeo di 82Kg ( -23Kg), ho ripreso a vivere, ha coltivare i miei vecchi interessi, ad interlocuire. Tutti i miei conoscenti hanno notato in me un cambiamento radicale nel comportamento. Sono riuscito a riprendere una vita normale alle porte dei cinquanta anni.Ci ho messo un anno ed E' STATO UN ANNO MOLTO DURO. L'astinenza strazia, e a momenti è inostenibile, ma premia. Non so se criticare l'oparato del mio vecchio psichiatra. Non so se mi ha aiutato ad uscire dal tunnel, nel momento di maggior picco, come credo. Non sò se sono stato uno scellerato a fare un tentativo così radicale anche se lungo e ponderato giorno dopo giorno, senza alcuna assistenza, ma so che ad oggi mi sento veramente rinato e colgo la felicità di tornare a fare delle cose di pura quotidianità come per la prima volta, con il relativo stupore di essere riuscito ha farle. Questa esperienza non vuole comunicare il fatto di non affidarvi ai medici o di sospendere le terapie, ma di iniziare a valutare il fatto di poter e voler guardare dietro l'angolo, e di documentarvi su cosa vi state mettendo in corpo. Forse se anche il mio psichiatra avesse guardato dietro l'angolo qualche tempo prima, invece di rincarare le dosi di farmaci ad ogni tentativo di ripresa, sarei "rinato" qualche anno prima. Credo che qualche fastidio sia ormai permanente e dovrò abituarmi a conviverci. Spero di essermi lasciato la depressione alle spalle, ma vivo questa speranza giorno per giorno.
P.s. Ringrazio Dio, di non aver conseguito effetti fisici collaterali gravi (problemi renali, epatici, neurologici) dovuti all'assunzione prolungata e in dosi massiccie dei farmaci sopracitati.
Ciao amici. In bocca al lupo.

Chi non crede a questa mia esperienza peste lo colga PSICO-green.gif
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