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> Come Amarla? Forse Border?
 
FreeFlow
  Inviato il: Martedì, 06-Dic-2016, 22:04
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Senza cimentarmi in diagnosi da fruizione web, molti sono i tratti caratteristici che mi fanno pensare ad una possibile personalità borderline.

Ora, non sono qui per trovare conferme ad una presunzione bensì per cercare di capire se esiste un modo per riuscire a resistere alle continue provocazioni, parole taglienti, reazioni abnormi, svalutazioni e idealizzazioni. Distanze a riavvicinamenti, distorsioni della realtà, incapacità di sostenere una discussione. Proiezioni senza fine.

Mi domando come fare a non cedere di fronte ad un rapporto che vede un giorno di idillio verso tre d'inferno, in proporzione. Come sopravvivere senza lasciarmi trascinare nel baratro? La amo? Si. Ma sento sin dall'inizio di camminare perennemente sulle uova o più semplicemente in un campo minato in attesa del prossimo piede in fallo e conseguente esplosione. Nonostante io presti la massima attenzione ad ogni parola, tono, sfumatura non ho ancora raggiunto un livello zen tale da consentirmi di non avere alcuna reazione di fronte alle sue incursioni.

Ore interminabili via WhatsApp a discutere di problematiche che nella stragrande maggioranza dei casi possono essere annoverate come futilità e spesso nate dal nulle. Per nulla intendo che alla base vi è sempre un'interpretazione al negativo di un mio pensiero, tono, azione.

A nulla serve spiegare con calma. A nulla serve stimolarla a vedere la realtà da più prospettive. Esiste lei, la sua sensibilità, i sui innumerevoli "fastidi" e la mia, a detta sua, incapacità di farvi fronte in maniera comprensiva e accogliente. Su 10 discussioni in 8 mi assumo la responsabilità (pur quando non credo di averla) estrapolandomi totalmente da me stessa e provando empiricamente a mettermi dalla sua prospettiva ma non serve. I conflitti (l'oggetto del conflitto) sembrano apparentemente superati, quando, a distanza di qualche giorno o addirittura mese riemergono con più forza e violenza di prima. Non vi è evoluzione.

Ho avuto l'illusione che con il tempo, con la presenza, la premura, la comprensione, l'amore incondizionato lei potesse acquisire maggiore sicurezza e serenità nel rapporto. Ho sperato che con la conoscenza si tranquillizzasse e interiorizzasse che nona'è nulla da temere perché non ho intenzione di andarmene.

Ogni volta che ha "testato" la verità e la forza del mio sentimento le ho sempre dimostrato che io ci sono e non me ne vado. Passando sopra a cose dette e fatte che mai avrei pensato di riuscire a tollerare. Nulla. Tutto inutile.

Aggiungo che ha un pessimo rapporto con il cibo e che si scatena la furia ogni volta che si accorge (perché oltre ad una vivida intelligenza ha anche una sensibilità estrema) se ho captato alò suo lato oscuro o qualche suo pensiero buio. Non ha amici, fatica a fidarsi del prossimo. La maggior parte delle relazioni sono a scopo utilitaristico, per la voro o per ottenere un vantaggio di qualsiasi tipo e se qualcuno si mette a sua disposizione assume anche un atteggiamento del tipo" tutto mi è dovuto nei tempi e nei modi che decido io" Non riesce a creare legami.

Evito di aprire un capitolo sulla famiglia che tra l'altro non ho mai conosciuto, non per mia volontà. Passo dall'essere il motivo del suo vivere ad essere un mostro che manipola nell'arco di un secondo. Mi sento come un robot che per far funzionare il rapporto dovrebbe limitarsi a non esprimersi, a non reagire di fronte a nulla, a chiedere sempre scusa dinanzi alle sue critiche, invettive, presunte mie mancanze e via discorrendo.

In questi quasi due anni sono state solo tre le volte in cui ha palesato una presa di coscienza rispetto alla sua parte di responsabilità rispetto a ciò che accadeva ma sono durate il tempo di un soffio. Potrei continuare a scrivere all'infinito ma sarebbe troppo. Vorrei solo sapere se esiste una via per amare e far sentire amata una persona che vive questo abisso interiore....Io le ho provate tutte.

Si sente non capita. Se leggesse questo post direbbe che si sente esattamente come me. Che non tollera più l'immagine di se che le rimando perché non è reale. Dice che sono io ad essere eccessivamente sensibile, a sentirmi troppo sotto accusa nonostante ogni sua lamentela, rabbiosa reazione, ecc partano tutte con il pronome personale TU. Mi invita a esprimere apertamente un mio disagio ma appena lo faccio questo si trasforma nel suo centuplicato e devo anche scusarmi. Dice che è felice ma ogni due per tre minaccia la chiusura e ogni pretesto è buono per rimettere in discussione tutto il rapporto. Si sente la mia vittima. Per poi sentirsi d'un tratto la persona più fortunata e grata del mondo ad avermi nella sua vita. E' da impazzire, vi giuro.MAI, nessun litigio è avvenuto per qualcosa di basilare.

Quando le ho chiesto implorandola di non trascinarmi su un ring quotidianamente perché non riuscivo più a sostenere re la mia non reazione, che a furia di non reagire per non buttare benzina sul fuoco stavo iniziando ad avare ansia e malesseri fisici dettati dall'implosione la sua risposata è stata una crisi violentissima di autolesionismo ma guai a definirlo così. Guai a parlare di psicoterapia. Non ne ha bisogno perché ha studiato psicologia ed è una persona risolta. Non vedo via d'uscita ed è per questo che sono qui sperando che qualcuno possa illuminarmi....Grazie per l'attenzione, se siete arrivati a leggere fin qui, di cuore.
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serotonine
Inviato il: Venerdì, 06-Gen-2017, 06:20
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Mi ha ricordato com'è una mia (ex) amica. Io ho lasciato perdere, non mi dava niente di positivo.
Cosa ti spinge a rimanere in questa relazione?
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LordHowe
Inviato il: Lunedì, 09-Gen-2017, 23:31
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E' una descrizione che si sovrascrive, parzialmente a quella della mia ex. La ho lasciata ad agosto.

Lascia che dica una cosa: forse se sei disposto a stare in una relazione del genere, una relazione così distruttiva dal punto di vista emotivo e della tua libertà personale; devi farti un esame di coscienza e cercare di capire perché. Si tratta di amore?

Io mi sono raccontato un sacco di bugie. Mi dicevo che l'amavo ma la verità è che avevo bisogno di lei. Un disperatissimo bisogno di lei. Quindi accettavo tutti i suoi soprusi. E non si possono dare colpe in questo caso. Lei è così, non potevo pretendere di cambiarla. L'unica libertà che avevo era quella di lasciarla. E così l'ho fatto. Dopo innumerevoli tentativi da parte mia.

Non ti dico la fatica. Minacce, offese... Una fatica enorme. Ancora adesso, ciò nonostante, a distanza di mesi, mi manca nei momenti difficili.

Un caro abbraccio, Anrea
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