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> Si Guarisce Davvero?, Disturbo borderline di personalità
 
Lily7
Inviato il: Domenica, 04-Feb-2018, 20:46
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Ciao a tutti,

già in passato (abbastanza recente) ho scritto su questo blog in cerca di conforto.
Nonostante i mesi, le sedute di psicoterapia e la cura farmacologica mi ritrovo ancora nella stessa situazione di angoscia e disperazione che mi ha portato qui la prima volta.
Ho 23 anni e ancora tutta la vita davanti, eppure mi sembra di aver buttato via l'adolescenza tra crisi di pianto e forti insicurezze.
Cerco di guardare al futuro e non vedo niente: non ho obiettivi, non so cosa fare e mi sento inadatta a tutto.
Mi guardo intorno e vedo i miei amici comportarsi in modo, diciamo, più "coraggioso": affrontano la vita consapevoli del fatto che gli obiettivi che si sono imposti da raggiungere possono incontrare degli ostacoli e questa è la loro filosofia per tutto. Nella loro insicurezza (perché tutti noi un po' lo siamo) riescono a vivere, riescono a raggiungere piccoli attimi di felicità.
Perché io non riesco? Perché per tutti è così semplice mentre per me pare impossibile?
Il mio modo di concepire le relazioni è sbagliato e non riesco a cambiarlo: il fatto che possano avere altri impegni o programmi che non mi includono mi ferisce, perché la prendo sul personale e non realizzo veramente che è normale che abbiano una vita all'infuori di me. Questa cosa però in quei momenti mi fa impazzire, non riesco a ragionare.

Il mio umore passa da un estremo all'altro, un giorno sono ottimista e riesco a vedere il mondo con occhi diversi, il giorno dopo mi ritrovo in camera a piangere, a bere, a tagliarmi e poi alla fine svengo nel letto.
Ho provato a buttare fuori tutta la mia rabbia, frustrazione in una qualsiasi altra attività ma non ce la faccio, perché più il tempo passa più queste fasi diventano pesanti e necessito di estremizzare ancora di più le modalità attraverso cui sfogarmi.
Nessuno mi capisce davvero, nessuno dei miei amici e parenti sa cosa significhi trovarsi costantemente in un stato di rabbia e insoddisfazione che ti impedisce di vivere. Si limitano a dire passerà è solo un brutto periodo, è sbagliato comportarsi così (come se non lo sapessi), fai qualcos'altro piuttosto ecc ecc.
Mi sembra di autosabotarmi in ogni modo e non so più cosa fare. Sento che sto davvero per impazzire.
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J[A]CK
Inviato il: Lunedì, 05-Feb-2018, 15:50
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Ciao Lily,

beh direi che già il fatto che tu abbia degli amici non è qualcosa da sottovalutare, anzi.

Loro sono a conoscenza della tua situazione?

Comunque ti capisco guarda, io di anni ne ho 34 e anche a me a volte sembra di aver buttato via la mia giovinezza (non che sia vecchio per carità) piangendomi addosso ma adesso sto cercando di capire cosa voglio fare davvero e qualche passo in avanti l'ho fatto.

Purtroppo la società odierna ti schiaccia e le delusioni sono all'ordine del giorno ma non fare l'errore di pensare che gli altri riescono a fare tutto mentre tu non riesci a fare nulla, è sbagliato.

Ci sono tantissime persone come te, come me, che ancora non hanno trovato la propria strada, il fatto è che che sono "invisibili", mentre oggi anche attraverso i social media sembra che il 99% delle persone sia realizzata, sempre felice e sorridente mentre tu il povero 1% sia nella condizione opposta, ma non è così.

Porsi degli obiettivi direi che è molto importante se non fondamentale. Pensa a cosa ti piacerebbe fare e se ancora non lo sai, prova a porti dei piccoli traguardi a breve termine.

Per quanto riguarda la gente che ti dice "Passerà - Su con la vita" e stronzate simili lascia perdere... purtroppo chi non vive questo tipo di situazioni in prima persona non potrà mai capire, ma in fondo non è nemmeno colpa loro, semplicemente non possono arrivarci e si fanno scudo di queste frasi fatte per sentirsi a posto con la coscienza.

Ti faccio un grosso in bocca al lupo e ricorda che non sei sola!
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Lily7
Inviato il: Martedì, 06-Feb-2018, 21:42
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Ciao Jack!

Grazie per le belle parole.

No i miei amici non sanno nulla, sono una persona molto riservata (oltre che introversa con chi non conosco bene, diciamo che impiego un po' a sciogliermi).
Ho paura del loro giudizio ma soprattutto ho paura che inizino a guardarmi in modo diverso, che inizino a provare "pena" per me e questo non credo che mi aiuterebbe.

Stringo rapporti molto superficiali con le persone che ho attorno per paura che queste possano in futuro "tradirmi" o peggio ancora tagliare i rapporti.
Quelle volte in cui magari mi sono più aperta e confidata ho sviluppato una sorta di "dipendenza" da quella persona, pretendendo che nella sua vita ci fossi solo io perché io ne avevo bisogno.

Ho visto che hai scritto anche tu recentemente un post riguardo alla tua ex.
Volevo risponderti ma non sapevo cosa scrivere.
Le nostre storie sono diverse per vari motivi ma mi sembra di capire che sotto sotto sai bene la risposta e cosa fare.
Non credo che sia strano continuare a sentire la propria ex soprattutto nel tuo caso dove lei rappresenta un importante "sostegno" nella tua vita quotidiana, però sicuramente questo non ti fa bene (se davvero non ti senti più coinvolto).
La tua decisione dalle parole che hai scritto mi sembra che l'abbia già presa, solo che ti spaventa, ovviamente.

Sicuramente intraprendere un percorso di psicoterapia è già un buon passo avanti e sono certa che ti aiuterà a gestire questo momento di difficoltà.
Per quanto riguarda gli amici non è mai troppo tardi per trovarsene di nuovi PSICO smile.gif
In bocca al lupo anche a te per tutto

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Becky
Inviato il: Mercoledì, 07-Feb-2018, 20:29
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Psico Lemure
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Anche io mi sono rovinata l'adolescenza per il doc e ancora mi mangio le mani(ho 41 anni) cmq sì sì guarisce, nel senso che anche se ti vengono i pensieri impari a gestirli e a non prenderli sul serio


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Becky

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gpistoia
Inviato il: Domenica, 11-Feb-2018, 17:43
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QUOTE (Lily7 @ Domenica, 04-Feb-2018, 19:46)
Ciao a tutti,

già in passato (abbastanza recente) ho scritto su questo blog in cerca di conforto.
Nonostante i mesi, le sedute di psicoterapia e la cura farmacologica mi ritrovo ancora nella stessa situazione di angoscia e disperazione che mi ha portato qui la prima volta.
Ho 23 anni e ancora tutta la vita davanti, eppure mi sembra di aver buttato via l'adolescenza tra crisi di pianto e forti insicurezze.
Cerco di guardare al futuro e non vedo niente: non ho obiettivi, non so cosa fare e mi sento inadatta a tutto.
Mi guardo intorno e vedo i miei amici comportarsi in modo, diciamo, più "coraggioso": affrontano la vita consapevoli del fatto che gli obiettivi che si sono imposti da raggiungere possono incontrare degli ostacoli e questa è la loro filosofia per tutto. Nella loro insicurezza (perché tutti noi un po' lo siamo) riescono a vivere, riescono a raggiungere piccoli attimi di felicità.
Perché io non riesco? Perché per tutti è così semplice mentre per me pare impossibile?
Il mio modo di concepire le relazioni è sbagliato e non riesco a cambiarlo: il fatto che possano avere altri impegni o programmi che non mi includono mi ferisce, perché la prendo sul personale e non realizzo veramente che è normale che abbiano una vita all'infuori di me. Questa cosa però in quei momenti mi fa impazzire, non riesco a ragionare.

Il mio umore passa da un estremo all'altro, un giorno sono ottimista e riesco a vedere il mondo con occhi diversi, il giorno dopo mi ritrovo in camera a piangere, a bere, a tagliarmi e poi alla fine svengo nel letto.
Ho provato a buttare fuori tutta la mia rabbia, frustrazione in una qualsiasi altra attività ma non ce la faccio, perché più il tempo passa più queste fasi diventano pesanti e necessito di estremizzare ancora di più le modalità attraverso cui sfogarmi.
Nessuno mi capisce davvero, nessuno dei miei amici e parenti sa cosa significhi trovarsi costantemente in un stato di rabbia e insoddisfazione che ti impedisce di vivere. Si limitano a dire passerà è solo un brutto periodo, è sbagliato comportarsi così (come se non lo sapessi), fai qualcos'altro piuttosto ecc ecc.
Mi sembra di autosabotarmi in ogni modo e non so più cosa fare. Sento che sto davvero per impazzire.

Quello che ho sempre ritrovato nei casi di borderline è la rabbia: da qui vorrei partire. Secondo me questa rabbia andrebbe analizzata, bisognerebbe capire bene come è nata e con cosa si è alimentata. Credo che tutto stia lì, lo credo veramente, è un punto in comune di tutto il disturbo della personalità. La psicoterapia è indispensabile condotta seriamente da ambo le parti, paziente e psicoterapeuta.


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fillmyvoid
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 13:52
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Anche io ho 23 anni e ho una diagnosi per BPD. A grandi linee sono nella tua stessa situazione. Per quanto mi riguarda mi sono arreso e ho accettato il fatto che sono destinato all'insoddisfazione eterna. Spero che per te non sarà così
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Morgan
Inviato il: Mercoledì, 14-Feb-2018, 15:11
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Se avessi descritto me....avrei usato le tue stesse identiche parole.
24 anni io,e nessun obiettivo...nessuna vita...solo tante giornate vuote...sono stanco delle promesse di chi resta è chi no....stanco di tutto...perché gli altri hanno una vita?e io.no?
Ti capisco appieno...ogni singola lettera...E anche di chi ha risposto prima di me...siamo invisibili...E nessuno ci vuole davvero...nessuna cosa andrai mai bene per noi....
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Lily7
Inviato il: Giovedì, 15-Feb-2018, 21:28
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La cosa frustrante è che una parte di me è consapevole del fatto che può farcela, può uscirne.
Mi irrita enormemente sentire da parte delle persone a me care e vicine frasi come "sii più forte non esagerare" "dai credi di più in te stessa, hai tutte le carte in regola per farcela dai che scene"; sembra quasi che sminuiscano il mio problema, confermando ancora una volta la loro incapacità di capirmi.

Tutta la mia vita è frustrante, tutto ciò che mi succede di bello lo autodemolisco come per ricordarmi che non merito niente di tutto questo. Mi autoimpongo di non meritare niente perchè lo credo davvero.
Questo autosabotarmi finirà per uccidermi.

Almeno non sono sola a sentirmi così, questo un po' devo dire che mi conforta.
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fillmyvoid
Inviato il: Sabato, 17-Feb-2018, 14:56
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È frustrante sì tant’è che io ho smesso di parlarne con le persone che conosco e mi sono rifugiato nei forum e nei gruppi dedicati al BPD. Non che lì trovi molta comprensione ma almeno siamo tutti sulla stessa barca. Quando mi dissero la diagnosi mi confidai con un’amica la quale mi rispose :” Siamo tutti un po’ borderline”. Ultimamente ogni volta che qualcuno apre bocca mi cadono le palle. In bocca al lupo
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disperatoamore
Inviato il: Sabato, 29-Set-2018, 10:55
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Guarire e da cosa poi?è troppo complesso come discorso,diciamo che è possibile tramite psicoterapia migliorare eh anche di molto i tratti disfunzionali ,quello si,alla fine la personalità fa parte di noi cioè come muti quel che sei?sarebbe anche sbagliato sotto alcuni punti di vista.
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Saoirse
Inviato il: Mercoledì, 05-Giu-2019, 13:27
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@fillmyvoid posso chiederti quali sono i gruppi di bdp di cui fai parte?
@disperatoamore concordo! Non si può modificare completamente ciò che si è e né stravolgere radicalmente la propria personalità, però la psicoterapia consente prima di tutto di conoscersi meglio e in secondo luogo di gestire in modo più efficace le proprie disfunzionalità.
@gpistoia il dipinto che hai come immagine a quale pittore appartiene?
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nudaecruda
Inviato il: Venerdì, 03-Gen-2020, 15:07
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non è che se le persone vicine ti dicono di risollevarti lo fanno per buttarti ancora più giù, è il solo modo che molto spesso si adopera per scuoterci. La mia migliore amica che io considero sorella, oltre a capirmi e a starmi vicino sempre,delle volte quando sto giù mi dice: Agata, ti prego...quando dice così mi sento per un secondo non capita ma so che lo dice col solo intento di scuotermi. Detto questo, mi prende anche un pò in giro e mi fa sorridere per i miei pensieri assurdi ma che tanto fanno soffrire...Ma so che per star bene dobbiamo lottare noi e che le parole degli altri a volte possono essere un lontano eco ma in altre occasioni possono anche scuoterci. Mia sorella invece in un occasione mi disse che dovevo esser contenta se lei mi rimproverava perchè voleva ancora spronarmi anzicchè lasciarmi a me stessa e per quanto le sue critiche mi infastidiscano ritengo che siano cmq curative.
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pber
Inviato il: Martedì, 21-Gen-2020, 18:27
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QUOTE (Lily7 @ Domenica, 04-Feb-2018, 19:46)
Nessuno mi capisce davvero, nessuno dei miei amici e parenti sa cosa significhi trovarsi costantemente in un stato di rabbia e insoddisfazione che ti impedisce di vivere.

Dai 25 fino ai 51 anni vivevo queste stesse cose.
Naturlamente, col tempo, mi rassegnavo sempre di più. Non ho mai smesso di cercare il motivo per cui stavo male, per il quale mi sentivo sempre isolato dagli altri.

18 mesi fa l'ho capito, in realtà dovrei dire: "ho iniziato a capire le cose". Sono a buon punto, ma mi manca ancora qualcosa.

Per te sarebbe un pochino più semplice, perché hai meno vissuto, meno stronzate fatte e dette che ti pesano sul cuore. Un pochino, ma non poi così tanto più semplice.

Non chiedermi di aiutarti perché l'ho giù sperimentato: quello che valeva per me non vale per un altro. Solo uno psicologo vero, non un autodidatta come me, può aiutarti.

Però è anche vero che il vero lavoro lo devi fare da te. Lo psicologo può insegnarti qualche tecnica e suggerirti qualche direzione in cui procedere. Ma il lavoro vero lo devi fare tu.

E il lavoro consiste essenzialmente nello smettere di spiegare le cose alla cazzo ed iniziare a ricostruire la storia della tua persona, da quando eri piccola fino a ieri.

La tua storia, non quella dei tuoi genitori o dei tuoi fratelli. Solo tu la conosci.
Non farti inculare dalla loro versione: solo tu sai se eri contenta o se soffrivi.

Io ci ho messo tanti anni proprio perché gli altri 4 (mia madre, mio padre, mia sorella maggiore e mio fratello maggiore) mi sviavano di continuo. Pensavo alla mia storia e finivo per raccontarmi la storia che loro volevano che io credessi vera.

Devi ricostruire e comprendere la tua storia, ma per farlo hai bisogno anche di una persona che ascolti le tue ipotesi ed i tuoi ragionamenti su te stessa, altrimenti... finisci fuori strada.

Io stavo male perché non avevo mai compreso fino a che punto io avessi sempre odiato mia madre, fin da piccolo. Me lo sono sempre negato, ma quella era la mia verità. E la odiavo perché era malata di mente e tutti lo sapevano, in famiglia.
Tutti lo sapevano, ma (paradossalmente) tutti pendevano dalle sue labbra. Nessuno parlava con gli altri, solo con lei. Lei era l'epicentro della nostra famiglia.

E io mi sono fottuto l'esistenza col mio "disturbo della personalità", il cui scopo era proteggermi, quando ero ragazzino, dall'immensa tristezza che quella famiglia di spostati mi induceva.
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