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> La Mia Famiglia Siamo..., L'eredità e l'apparenza...
 
Macer
Inviato il: Giovedì, 24-Mag-2018, 03:45
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Sento il bisogno di sfogarmi

Ogni volta che finisco in questa sezione mi viene voglia di scrivere un post, ma ho timore che quello che direi possa essere snobbabile rispetto alle problematiche di chi se la passa peggio di me.

Diciamo che ho sempre visto la mia famiglia come "appesa a un filo" tra la sanità mentale e il narcisismo di gruppo. Qualcosa di non ben definibile insomma, ma neanche così problematico...
... forse...
Perchè più ci penso e meno la mia famiglia mi sembra normale.

Non mi ricordo quanto tempo fa scrissi qualcosa a proposito di come i malesseri di ognuno di noi possano accumularsi e moltiplicarsi passando di genitore in figlio. Questo fino a qualche discendente esplode sotto il peso di tutto e viene ufficialmente etichettato come "malato mentale", quando magari tutto è cominciato perchè il suo bisnonno da piccolo ha visto morire il cane di famiglia a cui era tanto legato.
Ho l'impressione che stia accadendo proprio così.

Non voglio farla lunga sui miei nonni paterni e materni, perchè è una palla inutile che non serve a niente. Diciamo solo che le sorelle di mio padre hanno problemi alimentari e le sorelle di mia madre degli ex mariti violenti. Basta e avanza.
I miei genitori sono stati visti come l'eccezione, quelli che "sono stati forti, assertivi e ce l'hanno fatta a superare da soli i loro problemi e ottenere una vita migliore". Siamo sicuri? Eppure io lo vedo mio padre che fa sport e tira fuori tutte quei discorsi sulle calorie e sul peso solo per poter recuperare l'abbuffata fatta la settimana prima. E' in forma, ok, ma a che prezzo? E' pur sempre un problema alimentare quello, inutile girarci attorno.

Esattamente come vedo mia madre avere paura di mio padre. Cerca di nasconderlo, ma si vede. Lei dice che è "per non farlo preoccupare che poi va in ansia e io la sua ansia non la reggo", ma le credo poco. In casa è sempre stato tutto un "non farti vedere triste davanti a tuo padre, non dire queste cose a tuo padre, non fare preoccupare tuo padre, eccetera". E mio padre mica è un cretino, questa cosa la nota.
Apparentemente potrebbe non spiegarsi il perchè, visto che lui non ci ha mai sfiorato con un dito (i pochi schiaffi della mia vita sono tutti di mia madre), ma effettivamente c'è da dire che quando si arrabbia un po' paura ne fa. Non è mai stato delicato nei discorsi e non si sforza così tanto a cercare eufemismi e parole adatte quando vuole dirci qualcosa. Lui dice che lo fa apposta perchè dobbiamo imparare come reagire al "mondo la fuori". Secondo me è più che altro una scusa per sfogare il suo stress. Quando parla delle cose che lui odia lo senti talmente arrabbiato e rancoroso che ti verrebbe voglia di difendere tutto ciò che sta "attaccando" in qual momento. Anche se fosse Hitler. Quando proprio da in escandescenze per qualche motivo (motivo mai legato a noi, ma sempre personale) se la prende con gli oggetti. Non capita molto spesso comunque. Neanche possiamo dire che "rompa i nostri oggetti per farci violenza psicologica" visto che la vittima della sua ira è quasi sempre roba sua. Oppure mobili di casa al limite.
Ultimamente ho preso questa cosa da lui. La mia ultima vittima è stata la mia vecchia spazzola.

Mia madre bisogna solo conoscerla per capirla. Perchè a chi non la conosce da l'impressione di essere una persona completamente diversa. Neanche io sento di conoscerla così bene. E' sempre stata molto attenta alle "apparenze" e a quello che la gente potrebbe dire di lei e di noi. Non so come spiegarlo. Una di quelle mamme che ti vieta di uscire con una maglia che ha una macchia o un buchino piccino picciò per timore che qualcuno possa insinuare che lei trascuri i suoi figli. Io le ho sempre dato filo da torcere, perchè sono sempre stata strana e quindi la gente ha sempre sparlato di me in qualche modo (e la nostra non è una cittadina troppo grande). Quindi non si faceva altro che confermare le sue paure più grandi dandole la colpa per la mia stranezza. Questo la portava a sua volta ad oscillare mentalmente tra un "smettila di fare questo o quello che ti rendi ridicola" e un "Realizza i tuoi sogni così posso dimostrare (LEI può dimostrare) a tutti quello che vali e vendicarmi (sempre lei) di quelli che ti hanno preso in giro". Senza vie di mezzo. Perchè lei le vie di mezzo non le sopporta, pensa che siano una cosa "troppo comoda". Questa cosa mi mette stress e mi rende ancora più strana di quello che sarei altrimenti. Un cane che si morde la coda.

Non so se contarci anche mia sorella, perchè lei in effetti non ha mai avuto particolari problemi, fino a quando non ci si è mezza di mezzo la scuola a rovinarle l'infanzia e l'adolescenza. Solo da quel momento ha cominciato a subire anche lei le ansie dei miei. Non penso se ne renda conto appieno. Non ancora almeno. Ogni volta che le racconto i miei dubbi sui nostri genitori lei li giustifica, in un modo o nell'altro. O comunque li capisce. Lei è una di quelle che è riuscita a risolvere "da sola" la fase più depressa della sua vita senza neanche passare per la porta di un terapista (e la invidio profondamente per questo). Anche perchè lei neanche ci crede alla terapia e alla psicologia in generale. Come famiglia vuole. D'altra parte, lei dal punto di vista caratteriale somiglia ai miei genitori molto più di quanto gli somigli io.

Siamo sempre sembrati una famiglia molto unita. Io voglio bene alla mia famiglia, mia sorella anche, i nostri genitori ci vogliono bene. Parliamo, ci confidiamo, usciamo insieme, facciamo le cose insieme. Siamo felici. Stiamo bene. Giusto?
Se stiamo bene e siamo felici perchè mia madre nasconde le cose a mio padre? Perchè mia sorella sente il bisogno di stare sempre fuori casa e nessuno sa cosa ci sia nei suoi pensieri? Perchè io da quando studio fuorisede ho sempre meno voglia di vederli e sentirli? Perchè quella di cenare tutti insieme deve essere vista come una costrizione? Perchè quando ceniamo si parla sempre di cultura generale e mai delle cose che ci attanagliano? Se siamo davvero tutti ansiosi perchè non la condividiamo equamente quest'ansia invece di fare a gara a chi la scarica meglio sugli altri? Perchè fare sempre questi confronti forzati tra chi è nella nostra famiglia e chi si trova fuori? Perchè non ci fidiamo abbastanza?
Perchè tenere in piedi questa facciata? Che senso ha? Che bene ci fa?

Eppure si è spezzato qualcosa di recente.
L'Alzheimer di mia nonna è peggiorato. E' stata ricoverata in un centro per anziani. Ha sempre vissuto con noi, ma non ne ho voluto parlare per un motivo: troppo tempo è stata considerata come la causa dei nostri problemi, colei che ci stressava. Quella di cui parlavamo di continuo.
La RenziBoldrini di casa praticamente.
Beh, adesso il capro espiatorio non c'è più. Ha lasciato un vuoto importante. Caspita quanto si vede.
Mia madre non riesce più a reggere il suo stress, mio padre ha quasi smesso di fare l'uomo arrabbiato, ma è molto più ansioso di prima, mia sorella improvvisamente sembra avere capito cosa vuole fare nella vita, ma intanto si da la colpa per quello che succede in casa. Nonostante stia sempre fuori. Io e la mia ragazza siamo diventate reciprocamente dipendenti l'una dall'altra. Giusto questa mi mancava. Ormai esco dall'appartamento in cui sono in affitto (e che pagano i miei ovviamente) solo per andare a fare la spesa. Non concludo nulla, non faccio nulla e non riesco a progredire in nulla. Procrastino tutto, persino la pulizia personale e i rapporti con gli amici. Mi manca la mia famiglia, ma non voglio tornaci. Ho paura di deludere tutti quanti. Sto girando neurologi e psichiatri cercando disperatamente una causa organica o semi organica a problemi inesistenti pur di non ammettere la realtà dei fatti...

Potrebbe essere un nuovo inizio come l'inizio della fine. Potrebbe essere la volta buona in cui finalmente potrei suggerire quella benedettissima terapia familiare di cui forse abbiamo bisogno. La volta buona in cui finalmente possiamo perdonarci tutti e buttare giù questa facciata che ci fa solo male...
Ma non lo faccio, Procrastino anche questo. D'altra parte solo metà della nostra famiglia crede nella terapia, l'altra metà preferirebbe pensare a questa come solo "a una fase"...

E poi, volendo ammetterlo finalmente a me stessa... anche io, non molto in fondo, sono esattamente come loro...
In fondo le apparenze sono così rassicuranti...


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Mi rifugio a 3MST che a 3MSC non c'è più posto...

Siamo figli del nostro tempo e diventiamo quello che tutti credono siamo dalla nascita.

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