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> Il Grande Topic Delle Terapie, diario terapeutico
 
giovannalapazza
Inviato il: Martedì, 17-Mar-2009, 14:41
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questo topic vuole essere una sorta di "contenitore" che consenta a chi

è in cura da uno psicologo di descrivere la propria terapia, "fissandone"

i punti salienti, i miglioramenti , i vari passi , le scoperte ....

sarà un topic utile direttamente a chi fa terapia e desidera mettere nero su

bianco ciò che ha imparato, anche per razionalizzarlo meglio, ed indirettamente

a tutti per poter cogliere indicazioni eventualmente utili

per fare confronti o anche solo per una curiosità personale

che ne dite?


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giovannalapazza
Inviato il: Martedì, 17-Mar-2009, 14:51
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la mia terapia è stata una terapia cognitivo comportamentale


io avevo il doc da relazione e religioso oltre che la fobia sociale

il mio terapeuta ha deciso di incominciare a lavorare sulla fobia sociale

perchè molti pensieri disfunzionali erano alla base di entrambi i disturbi

parlo del perfezionismo , della visione dicotomica della realtà , del generalizzare

saltare subito alle conclusioni , non aver la capacità di distinguere la differenza

tra un "livello 2 " e un "livello 10"

per fare un esempio , in terapia abbiamo analizzato il mio modo di pensare riferito

al mio ragazzo, avevo paura non fosse abbastanza intelligente ed abbiamo compreso

che ciò avveniva perchè io ritenevo che "dire una cosa stupida" equivalesse

ad essere stupidi , mentre "dire una cosa stupida" è solo un episodio che non

si può generalizzare fino ad etichettare quella persona come stupida


per quanto invece riguarda la fobia sociale la terapia si è basata sulle esposizioni

tenevo un diario delle esposizioni dove annotavo anche quali comportamenti

protettivi avevo messo in atto

i comportamenti protettivi sono quei comportamenti che assumiamo per proteggerci dalla eventuale " figuraccia"

per es non guardare negli occhi la commessa, preparare i soldi contati in mano ,

controllare se si ha il portafogli, parlare velocemente ecc...

inoltre abbiamo rivisto alcune convinzioni errate cercando di farmi comprendere

che le persone non sono tutte lì attente a cosa faccio io , che probabilmente

nemmeno si accorgono se arrossisco, balbetto , o dico una cosa per l'altra

la loro attenzione al mio comportamento di solito è minima ..

to be continued


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Inviato il: Martedì, 17-Mar-2009, 20:52
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E' possibile commentare?
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giovannalapazza
Inviato il: Mercoledì, 18-Mar-2009, 14:40
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QUOTE (Pupone @ Martedì, 17-Mar-2009, 20:52)
E' possibile commentare?

ma certo wub.gif


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giovannalapazza
Inviato il: Giovedì, 19-Mar-2009, 12:42
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ì terapia di rosi 76

( me la canto e me la suono nessuno mi aiuta PSICO incaz.gif in questa sezione=)

desidero mettervi al corrente dei progressi fatti con la mia psico



Ho proposto alla psico la domanda(doccosa, lo so, ma almeno ne ho ricavato delle informazioni utili) :

come mai su alcune cose a cui tengo il doc è venuto, su altre, pur tenendoci(vedi rapporto con mio marito) no?

(onde evitare il raffinatissimo e subdolissimo doc del doc della serie"devi farti venire questo doc se no significa che non ci tieni... aaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhh )

Beh ovviamente ci sono infiniti e non tutti analizzabili motivi, e combinazioni di motivi, che condizionano la "scelta" di un doc piuttosto che di un altro(

e volerli analizzare e sapere tutti sarebbe doc anche quello... sob), ma un motivo lo possiamo sapere, e sono i "bias cognitivi" ovvero distorsioni cognitive su quella particolare tematica o argomento.


Per esempio nel doc da relazione riscontriamo spesso le seguenti distorsioni(che possono essere consce o inconsce, ma che il terapeuta può tirarvi fuori tramite domande, tipo come la maieutica socratica, per intenderci): Se sono innamorato non devo trovare difetti nela persona amata, e niente di quella persona mi può infastidire(errore)

Se sono innamorato la persona amata mi deve mancare costantemente e devo pensare a lei in ogni singolo momento della mia giornata(errore)


Se sono innamorato non posso trovare attraenti altre persone dello stesso sesso(errore)


Esistono prove certe, scientifiche e inoppugnabili che dimostrano se sei innamorato di quella persona o no, quindi posso arrivare a questa conclusione per vie logiche e col ragionamento.

Ora, io tutte ste distorsioni sull'argomento non le ho(vai a capire perchè non ho queste ma ne ho altre su altri argomenti, boh') ragion per cui sto doc non mi viene.

Ovviamente non "basta" nemmeno questo per determinare un doc,e a volte, in alcuni tipi di doc, non c'entra, però secondo me è importante capire se, alla base di uno specifico doc, ci sono invece concezioni di questo tipo(oltre alla solita dinamica delle compulsioni che rafforza il tutto)


Cioè oltre a non fare le compulsioni, sarebbe utile correggere anche questi "schemi" errati.

Per esempio, alla base dei miei tipi di doc ci sono in genere concezioni di questo tipo:


"se non ho l'approvazione di tutte le persone che conosco, riguardo una cosa che penso o faccio, allora sono costretta a non pensarla-farla più"(ma chi lo dice? )

"se una cosa viene detta da una persona autoritaria in un modo autoritario, allora significa che quella persona probabilmente ha ragione"(qua addirittura spesso è vero il contrario)

"devo essere ben sicura che gli altri sappiano per benino e fin nei minimi particolari cosa io penso su tutto, in modo che non possano avere idee errate su di me"(e chi se ne frega )

"esiste una spiegazione logica per tutto, oppure non esiste per tutto, ma nel caso in cui esiste, allora io ci posso sempre arrivare col ragionamento e devo sfinirmi a pensare finchè non l'ho trovata"

"se non riesco a controbattere adeguatamente la tesi di un'altra persona, significa che quella persona lì ha per forza ragione, anche se io sento che non è così"
e via di seguito, non sto a elencarle tutte...
Dunque oltre alla tecnica comportamentale(non fare le compulsioni) è vantaggioso cercare di correggere anche questi schemi qua inadeguati.

Anche qua nel caso in cui si facesse fatica a distinguerli, si può usare il metodo i analizzare le modalità di pensiero di una persona che ci pare particolarmente equilibrata e serena e capire cosa ci differenzia, cioè perchè noi nella stessa situazione stiamo male e quella persona lì invece no(io lo faccio con mio marito). Ciò ci può aiutare a individuare dove sbagliamo.


Correggendo questi bias cognitivi ci verrà anche più facile non compulsare
Per correggerli credo che sia molto utile la terapia razionale emotiva proposta da Cioce.



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Solare
Inviato il: Giovedì, 19-Mar-2009, 13:41
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Tocca a me, grazie gio'.
doc e autostima vanno in un certo senso a braccetto.

Sono stata abituata a pensare che qualsiasi cosa facessi, era fatta sbagliata.
Tutte le colpe erano mie, ergo sono una schiappa.

Ogni qualvolta qualcuno mi riprende, vedi genitori che odio e amo, vedi marito per il quale stravedo, considero giusti loro e cattiva io.
Qualsiasi cosa mi faccia scattare la rabbia, non la considero penso solo che se mi è scattata è perchè sono sbagliata Io.
Quindi non comprendo mai se ciò che penso sia giusto o sbagliato, mi confondo . anzi ancora di più che tutto ciò che faccio sia sbagliato.

Sono stata tradita? forse me lo meritavo, la colpa è tutta mia!!! e chi lo dice??? stiamo scherzando!!! eppure l'ho pensato.

Sono cattiva perchè a volte scatto se mia suocera mi innervosisce. Sono cattiva Io che non la tollero!!! No, evidentemente anche lei assume dei comportamenti non amorevoli...

Bisogna leggere tante cose e non incastrarsi nelle idee errate che ci siamo fatti noi di noi stessi...
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Solare
Inviato il: Giovedì, 19-Mar-2009, 13:44
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Lo psicologo mi aiuta a vedere e leggere meglio le mie reazioni, a riconoscere che c'è sempre una causa che determina i nostri comportamenti. Non siamo noi che da soli montiamo e smontiamo i nostri comportamenti. Dobbiamo riconoscere le nostre reazioni ed accettarle...

ancora non so' come modularle però Doh!.gif
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giovannalapazza
Inviato il: Giovedì, 26-Mar-2009, 11:54
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nessun altro desidera tenere qui un piccolo diario della sua terapia?


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Becky
Inviato il: Giovedì, 26-Mar-2009, 14:29
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Psico Lemure
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per rimanere nella vostra testa il doc paga un affitto
Il punto è che per darvi dieci euro ve ne chiede diecimila.
Il punto è che quei dieci euro che vi dà, sono pure soldi falsi
Facciamo un esempio:
Doc da contaminazione
affitto pagato dal doc:" se fai quello che ti dico io, sei sicuro di non prenderti le malattie"
punto primo: anche se fosse così, il prezzo da pagare per avere in cambio l'affitto sarebbe cmq troppo alto, ovvero fare una vita di merda ogni minuto della giornata, e farla fare(anche se involontariamente) alle persone che ci stanno intorno: Ne vale la pena: no!!! onestamente preferirei ammalarmi.
Punto secondo: l'affitto pagato dal doc è falso!! Nemmno il più accurato controllo-lavaggio può assicurarti al 100% che non ti ammalerai; e anche se potesse assicurartelo, chi ti assicura che invece non finirai sotto una macchina, o che non ti cadrà il lampadario in testa? e come mai non ti preoccupi di queste cose ma solo della contaminazione? Perchè è una fissa
Quindi ricapitolando: l'affitto è troppo basso rispetto a quello che devi dare in cambio, e sono pure soldi falsi!!

è uno strozzino
fategli sloggiare l'appartamento.
In tutti gli aspetti della vita è insito un certo margine di rischio.
Se controlliamo il gas trecento volte, non avremo più certezza di averlo chiuso rispetto che ad averlo ricontrollato una volta.
Una volta basta, il resto sono le diecimila euro che dovete pagare per avere indietro dieci euro falsi.
Controllare trecento volte non aumenta le probabilità che possiamo averlo chiuso rispetto a controllare una volta o due. E anche dopo trecento controlli il doc inizierà a dirvi cose del tipo:"ma sei sicuro che la monopola girata di lì significa chiuso? Non è che il produttore ha sbagliato?"
Questo per dirvi che la sicurezza assoluta, matematica, scientifica, che certe cose non accadranno mai, non la potete avere, per cui accontentavi della ragionevole certezza(ho chiuso il gas) della quale si accontentano tutte le persone di questo mondo, e per il resto succeda quel che succeda. Non vale la pena di fare una vita di merda per controllare l'incontrollabile.
Fate capire al doc che non avete bisogno del suo affitto. Accettate il margine di rischio e godetevi la vita

Il doc "alza il tiro" come dice la mia psico.
Ti spiego.
L'"affitto" che il doc ha promesso di pagare(poi non lo fa!!!) a te, che hai il doc aggressivo è questo: "se ti metto addosso tanta ma tanta paura di poter fare queste cose, allorea puoi essere sicura che non le farai mai" Ma in realtà, l'affitto non te lo paga, perchè continua ad "alzare il tiro", quindi tu non avrai mai quello che il doc ti ha promesso(una sensazione di sicurezza) Il doc ti farà venire in mente sempre nuovi dubbi, nuovi corollari che si appiccano alla fissa originaria, e quando non ci riesce cosa fa? Cambia fissa!!!
Dunque evidentemente l'affitto che ti aveva promesso(la certezza che non ti succederà- o non farai - nulla di male) non te lo paga!!!!!
Il livello di certezza voluto da un docker è irraggiungibile,il docker non crederebbe mai nemmeno a un certificato in carta bollata stilato dal Padre eterno in persona, inizierebbe a chiedersi"ma sono sicuro che è davvero stato firmato dal Padre eterno? "
Ragion per cui, dal momento che è un livello di certezza irraggiungibile, l'unica soluzione è smettere di volero raggiungere, perchè proprio per la dinamica del disturbo, non lo si raggiungerà mai, il doc continuerà ad alzare il tiro e quando non ce la farà più cambierà fissa
Non si può tenere sotto controllo ogni minimo aspetto della realtà
Perciò lavatevi una volta
controllate il gas una volta
Ragionate su una cosa una volta
nel momento in cui iniziate a farlo due, tre, quattro volte, e il vostro cervello non vi dà mai la sensazione che le cose "sono a posto" allora è doc, quindi va pattumato
Lo potete fare
E' tutto un grande imbroglio
Come scrisse qualcuno(forse Vaschiano) il doc si risolve non risolvendo



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Inviato il: Giovedì, 26-Mar-2009, 14:31
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Psico Lemure
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altri suggerimenti
Non parlate mai del contenuto dell'ossessione a persone che non siano a conoscenza del disturbo ossessivo compulsivo e delle sue caratteristiche. Queste potrebbero infatti, per ignoranza(non per cattiveria) rafforzare la vostra preoccupazione, semplicemente perchè non sanno come funziona questo disturbo.
UN esempio: a volte raccontavo a mio fratello di dubbi ossessivi che avevo circa la morale e la religione e lui mi rispondeva che dovevo fare chiarezza su determinate questioni per risolvere il problema. Niente di più sbagliato!! Sarebbe come dire a uno che ha il doc omosessuale che veramente deve fare chiarezza sul suo orientamento sessuale
Il fatto è che chi non ha mai provato ad avere un doc, non ha mai letto niente in proposito, e non è a conoscenza di come funziona, non può assolutamente capire. Il cervello normale pensa: se hai il dubbio su questa cosa vuol dire che questo dubbio ha un fondamento. Invece per quanto riguarda il dubbio doccoso non è così: il dubbio non ha alcun fondamento o addirittura, siamo all'estremo opposto, cioè ti fa paura quella cosa che non faresti mai, in tutta la tua vita, nemmeno con una pistola puntata alla tempia; quindi si verifica esattamente il contrario di quello che succede con i dubbi normali.
E qui in chi legge scatterà la domanda: e come faccio sapere che non si tratta di dubbi normali?
Lo sapete, perchè vi accorgete voi stessi che c'è qualcosa di strano(altrimenti non sareste qua scrivere nella cartella del doc, ma scrivereste sul forum dell'ossessione corrispondente)
Quante volte ho letto nella cartella del doc frasi come:"non è doc, basta, sono davvero così" o "c'è davvero questo pericolo non è doc il mio" ma nel momento in cui scrivete queste frasi nella cartella del disturbo ossessivo compulsivo, è chiaro che il vostro vero io SA che il dubbio non è reale!!! E anche quando vi viene il dubbio"magari non è doc, magari voglio solo convincermi che è doc" il solo fatto che nelle vostre frasi sia contenuta la parola DOC significa che lo è. Credetemi, perchè è così, su questo vi dovete fidare.
Una dimostrazione pratica: più tempo riuscite a non compulsare, più la paura e il dubbio si affievoliscono, finchè quando sarete usciti dalla fissa di turno, questa vi apparirà come un'emerita stronzata, e se si affaccia un'altra fissa questa vi apparirà come "il problema veramente importante, non quello di prima " e queste sono tutte dimostrazioni che è un disturbo mentale, o quantomeno un errato funzionamento del nostro cervello, non sono problemi reali.
Spesso poi la nostra mente opera uno spostamento: per ritornare al doc omo(che si presta bene per la spiegazione) in genere la vera paura di chi ha questo doc non è essere omosessuale, ma le conseguenze che potrebbe portare una scelta di questo tipo. Quindi la vera paura della persona è il non essere accettati dagli altri, o l'essere discriminati ecc.... ma siccome non c'è un motivo nella realtà, la mente opera uno spostamento, e ti fa avere paura di un qualche cosa che potrebbe portare le conseguenze temute(che sono la vera paura)
A questo punto invece di continuare a tormentarsi chiedendosi"sono omosessuale o no?" bisognerebbe interrogarsi su cosa avrebbe potuto fomentare, nella nostra esperienza familiare o di vita, la nostra paura di non essere accettati o benvoluti, e rendersi conto che , probabilmente, il vero prblema è quello, e non il contenuto della fissa. Ricordatevi, il contenuto del doc è sempre preso a prestito dal vostro cervello, non è il vero problema



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franci
Inviato il: Giovedì, 26-Mar-2009, 15:00
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Psico Padrino
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Ho fatto per tanti anni una analisi legata alla scuola romana dello psichiatra Massimo Fagioli.

Il mio problema era una sindrome ansiosa depressiva con DAP e tratti ossessivi.

In lunghi anni di analisi ho capito che il mio problema più grande è legato all'espressione delle emozioni. Secondo la mia psichiatra la mia vita nell'infanzia mi ha portato ad avere una grande paura di esprimere le emozioni, sia quelle positive che quelle negative. Secondo lei l'attacco di panico dipende dalla mia volontà di controllo sulle emozioni. Io 'annullo' le emozioni, soprattutto quelle negative e questa cosa mi deriverebbe da alcuni episodi dell'infanzia.
Sempre in analisi ho capito la dannosità di certi comportamenti di mia madre e le difficoltà che mi crea il rapporto con lei. La mia dottoressa sostiene che che io continuo a fare degli annullamenti rispetto alla realtà che mi sta intorno e rispetto ai miei rapporti interpersonali e questo continua a provocarmi delle sofferenze.

PSICO cry.gif
inoltre non riesco a trasformare i rapporti perchè ho sempre paura di perdere il rapporto con le persone senza pensare che i rapporti possono cambiare.

PSICO cry.gif

la mia psichiatra lega gli attacchi di panico all'angoscia abbandonica. questo tipo di analisi a differenza della tcc non si basa molto sulla quotidianità, ma ricerca molto le cause profonde nei sogni e nei rapporti soprattutto dell'infanzia.

detto questo è un anno circa che le cose hanno riniziato ad andare veramente male.

(bella questa cartella)
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Becky
Inviato il: Giovedì, 26-Mar-2009, 16:53
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Psico Lemure
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L'obiettivo

deve essere guarire DAL DOC, non DA UN DOC
Spesso leggo"ma si guarisce dal doc omo-(o pedofilo ecc...)?"
Se aspettate di guarire dal doc omo(o di altro tipo) senza fare niente per guarire DAL DOC, la fissazione sì, probabilmente prima o poi svanirà, ma siete sempre a rischio che ve ne venga un'altra, perchè non siete guariti DAL DOC.
Guarire dal doc significa:
1) imparare a gestire il pensiero ossessivo(non compulsare) in modo da non dargli importanza e farlo svanire in breve tempo
2) imparare ad anticipare il pensiero potenzialmente ossessivo in modo da non farlo nemmeno iniziare a diventare ossessivo(è un grado di TCC più elevato )
3) scardinare gli schemi cognitivi errati che vi portano a recepire nella realtà segnali di allarme ingiustificati o eccessivi
Facendo questo la chimica del cervello si "aggiusta", ingranate la marcia e iniziate a vedere la realtà nel modo corretto, senza più il filtro del doc.
A quel punto siete guariti, e se in momenti di particolare stress dovesse ripresentarsi la modalità doccosa, siete armati, sapete cosa fare
Almeno questa è la mia esperienza


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cioce
Inviato il: Venerdì, 27-Mar-2009, 17:10
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psicozia
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TCC-REBT e assertività: il mio "vaccino" contro il doc (aggiornato al 27.03.09)



Io sono dell’idea che i miei problemi siano stati creati ed alimentati dall’aver imparato un modo poco utile di reagire alle situazioni della vita, e il primo episodio a soli 7 anni in vacanza da sola con la scuola.

Un’ educazione che ci porti ad un’autonomia interiore del sentire e successivamente del pensare io sono convinta ci vaccinerebbe dal doc .

Il dialogo interiore è la cosa più corretta e normale che generalmente si possa fare, solo che se si usano strumenti di pensiero sbagliati e per sbagliati intendo non funzionali, questo dialogo interiore finisce col diventare un discorso senza fine, una compulsione perché fatto nel tentativo di risolvere un qualcosa che non è il problema vero… stando alla mia esperienza non è “l’argomento” del doc il vero problema, ma il tipo di ragionamento.

E' il ragionamento ad essere “doccoso” ed infatti spesso si sposta l’attenzione da un tipo di doc all’altro.

Il nostro modo di vedere le cose (il pensiero) è frutto di tante esperienze ma anche di condizionamenti esterni, cose apprese fin da quando si è bambini che avrebbero dovuto farci crescere autonomi ma che senza accorgercene ci hanno reso condizionati da questi modi di rapportarci alle situazioni, creando in noi quelli che vengono definiti i pensieri automatici disfunzionali (o virus mentali)… che invece di essere di aiuto sono stati dei “mostri invisibili” con cui scontrarsi tutte le volte.
Questi pensieri irrazionali o disfunzionali vengono solitamente divisi in grosse famiglie:
"pretendere"
"ingigantire"
"generalizzare"
"dare interpretazioni sbagliate"
"svalutare"

il 3d dei VIRUS MENTALI

quando i nostri pensieri vengono condizionati in modo esagerato da uno o più di questi 5 modi disfunzionali di porsi di fronte alla realtà (e alla vita) si generano disturbi di ansia nei quali rientra anche il doc.

I pensieri automatici non sono necessariamente disfunzionali, uno classico che mi viene in mente è l'andare in bici... in questo caso non si va a dire tutte le volte al cervello muovi il piede destro, poi il sinistro, mani sul manubrio ecc ecc ecc... scatta in automatico ... solo se vissuti come "indiscutibili" possono creare motivo di censura proprio perchè insindacabili ma a volte non condivisi. E’ diverso dire ad esempio ad un bimbo che non è in grado ancora di rafforzare un suo pensiero assertivo "questo non si fà (… punto)" invece di "non devi fare questo perchè..." il primo fà l'errore di generalizzare in quanto c'è un “sempre” implicito (virus mentale della generalizzazione), nell’ altro caso è invece presentata una determinata situazione con un suo perchè inerente a quella situazione e con una mamma/papà/insegnante che esprime quel pensiero quindi non è un qualcosa che deve valere sempre e lascia la possibilità al bambino di crearsi un suo pensiero autonomo crescendo.
Secondo me un modo sicuro per evitare il doc è avere in fase di crescita e apprendimento un dialogo vero e soprattutto privo di giudizi che permetta di esprimere emozioni e pensieri in assoluta libertà in modo che non si creino sensi di colpa irrazionali.

Parlo di pensieri automatici che "scattano da soli" in presenza di determinate emozioni, a volte è anche difficile indivituarli proprio perchè si fa il collegamento emozione-reazione credendo che il pensiero non ci metta lo zampino, invece il collegamento è sempre emozione-pensiero-azione solo che a volte il pensiero è talmente automatico (inconscio) che neanche lo si avverte, e nei docker il problema sarebbe proprio nel pensiero, si entrerebbe in un girotondo senza fine (ossessione) nel tentativo di giustificare un qualcosa-emozione o qualcosa ad essa associato.
Per questo io ho definito tcc, REBT e assertività il mio vaccino contro il doc... e solo con l'assertività si può tenere in considerazione ciò che veramente sentiamo e pensiamo mettendo a tacere quei pensieri e giudizi non nostri nel rispetto dei diritti nostri e altrui, senza quindi generare in noi quegli assurdi sensi di colpa.

La parte comportamentale della tcc secondo lo schema emozione-pensiero-azione agisce sull'azione finale rieducando il pensiero, che non significa "condizionando il pensiero", non si sta cercando di creare tutti automi che la vedano allo stesso modo ma l'esatto contrario, semplicemente si insegna al pensiero che quell'azione non è l'unica possibile, che ce ne sono altre che possono fare stare meglio e che di solito sono concordate con la psico e fatte come esercizio, concordate proprio perchè si tiene conto di quello che si vorrebbe ma non si riesce a fare e non si va semplicemente ad ubbidire a ciò che ci viene suggerito... tutto questo affinchè il pensiero impari a mettersi in discussione di fronte ai condizionamenti (direi fondamentale quindi il discorso di assertività) e finalmente possa scegliere cosa lo faccia stare meglio, assumendosi le responsabilità delle sue azioni che è una cosa diversa dal sentirsi in colpa per le proprie azioni, o addirittura pensieri, tipico del docker… per questo trovo fondamentale per evitare nei bambini il doc crescerli tenendo presente il fine di condurli verso un’autonomia di sentire e di pensare, ogni azione in senso diverso sarebbe egoismo da parte nostra.

L'unico mio appunto negativo alla terapia puramente comportamentale è che le modalità con cui viene applicata contengono soprattutto all’inizio una violenza a sè stessi, e quindi dolore... un pò come buttare un bambino nell'acqua per insegnargli a nuotare, probabilmente imparerà, il suo pensiero sarà poi un “ce l’ho fatta”, magari dimenticherà lo spavento iniziale, ma non per tutti funzionerà così… ecco perchè trovo la comportamentale non adatta a tutti e di sicuro presuppone una terapia a monte non indifferente.

Questo punto della tcc per me è stato superato integrando con la REBT ("L'uomo è turbato non tanto dalle cose, ma da ciò che egli pensa sulle cose”) e quindi secondo lo schema generale emozione-pensiero-azione si interviene sulla gestione dell'emozione al fine di educare il pensiero, quindi da entrambe le parti tcc comportamentale o rebt, da destra o da sinistra si arriva sempre a modificare quel pensiero automatico che ci fa male... diciamo che con la REBT per me fare tcc è stato meno doloroso e in più ha cresciuto l'autostima proprio perchè necessita di un discorso molto introspettivo… ma questa è una mia opinione personale perchè altri possono invece preferire agire subito sopportando il "dolore" della comportamentale.

Le emozioni andrebbero per prima cosa riconosciute, e questo è il primo passo per la rebt come per l'assertività (come per un generico buon senso mi verrebbe da dire)... quindi verrebbe individuato il pensiero automatico doloroso ad essa collegato.
Quando l’emozione lo fa scattare percepiamo disagio e spesso il docker farà in modo di proteggersi da questo meccanismo diventando il più impermeabile possibile alle emozioni proprio per ridurre il più possibile l’arrivo di questi virus mentali.
Diventare assertivi (io ero aggressiva non passiva e nel mio caso il lavoro sull’assertività è servito a porre un freno) e rimpossessi delle proprie emozioni come passo iniziale, ma tutto questo non basta… bisogna modificare di conseguenza il dialogo interiore e per questo la terapia indispensabile è la cognitiva che tratta del discorso accennato all’inizio sui pensieri disfunzionali.

Nel mio caso avevo marcati l'ingigantire, il generalizzare e soprattutto il pretendere.
La terapia tcc (terapia cognitivo comportamentale) ha avuto proprio il compito di rieducare i miei pensieri (parte cognitiva) e le mie abitudini (parte comportamentale).
Il doc non è quindi per me una malattia ma una "educazione personale" sbagliata legata ad una "analfabetizzazzione emotiva" e quindi ad un grado di maturità emotiva non raggiunto se per maturità si intende un saper gestire in modo autonomo le proprie emozioni. Per questo motivo la tcc è stata poi affiancata alla REBT (terapia razionale emotivo comportamentale) proprio perchè la base di tutto erano per me le emozioni e i giudizi, e poi i pensieri generati... per prima cosa ho dovuto riappropriarmi delle emozioni che condizionate dai giudizi facevano scattare determinati pensieri sbagliati, quindi ho dovuto depurarle dei giudizi e infine correggere i pensieri che ormai dopo tanti anni scattavano in automatico.
I miei pensieri tendevano ad ingigantire fino a catastrofizzare la realtà.
Altri generalizzavano un concetto rendendolo assoluto e pesante come un macigno.
Mentre il pretendere generava in me un grado di frustrazione interno così elevato da provocare violente crisi di rabbia e compulsioni senza fine nel tentativo di fare tutto come “andava fatto”… ed è stato questo il punto più difficile da risolvere e l’unico che eventualmente bussa ancora all’uscio ma individuato come tale viene affrontato senza che attivi in automatico il meccanismo di doc.


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"Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te"


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“se c'è dubbio...... vuol dire che esiste un'alternativa e quindi una possibilità di scelta"

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“L'uomo è turbato non tanto dalle cose, ma da ciò che egli pensa sulle cose"

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Coltiviamo un cuore contento

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Psico Lemure
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nel mio caso la TCC è stata necessaria, per non dire indispensabile, ma non sufficiente: era necessario per scardinare del tutto il meccanismo doccoso, un'analisi più approfondita. Con la mia psico faccio la terapia relazionale-sistemica, la più indicata nel mio caso. Infatti praticamente tutti i miei doc, anche i più insospettabili, derivano dalla paura di fondo che gli altri mi possano imporre la loro volontà. Ciò si ricollega chiaramente al fatto di aver avuto un padre autoritario con il quale non era possibile esprimere un'opinione che non collimasse con la sua(le regole indiscutibili di cui parlava Cioce) Come risultato io vedevo "papà" in tutti e IN TUTTO; mi spaventavano in particolar modo le opinioni molto diverse dalla mia , quelle con cui non ero assolutamente d'accordo,perchè avevo paura appunto che gli altri me le potessero imporre, e per reazione diventavo io l'intollerante, cioè senza rendermene conto cercavo io di imporre le mie ohmy.gif ovvero facevo agli altri ciò che non volevo fosse fatto a me PSICO lingua.gif PSICO giveup.gif Spesso sono arrivata addirittura a tagliare dei rapporti di amicizia per questa sequenza di idee:"hai delle idee che non condivido; non riesco a farti cambiare idea dunque ho paura che tu possa impormele-come faceva mio padre- dunque mi fai paura, non posso frequentarti" Ovviamente ci sta che uno non abbia piacere a frequentare chiunque, ma scegliere di non frequentare una persona perchè ne troviamo sgradevoli gli atteggiamenti e i comportamenti è diverso dallo scegliere di non frequentare una persona, che magari in generale ci piace, perchè si ha paura di una sua opinione(vissuta nel subconscio come insidacabile, come diceva Cioce) e si ha paura del fatto che possa imporcela(ciò è di fatto impossibile, in quanto nessun adulto ha su un altro adulto il "potere" che può avere un papà su una bambina, inoltre con mio padre ero costretta ad abitarci, mentre se altre persone dovessero mostrare aggressività nei miei confronti per impormi qualcosa, potrei allegramente mandarle al diavolo, non sono "papà")
anche il doc religioso in realtà si ricollegava a questa tematica(Dio visto come autoritario, uno che" ti manda all'inferno" se non fai "tutto giusto")
anche il mio periodo di "anoressia", che poi tale non era, era un disperato tentativo di dire"posso fare quello che voglio non potete comandarmi" dunque anche lì la tematica di fondo era sempre quella.
c'è anche da dire che in famiglia non ho avuto nessun modello di comunicazione assertiva(dire quello che si pensa in maniera autorevole) perchè se mio papà era aggressivo mia madre era passiva, dunque per me le aleternative erano"o mi adeguo agli altri"(passiva) o mi impongo agli altri,dunque, visto che se non riuscivo a impormi l'alternativa era che gli altri si imponessero a me, era logica la mia scelta di "scappare" dalla situazione disturbante, che poi puntualmente si ripresentava con un'altra persona, visto che non siamo tutti uguali in tutto PSICO D.gif
Mio marito in questo è stato molto bravo ridefinendo di volta in volta che il fatto che non condividiamo tutte le idee e tutti i gusti/interessi non significa che uno possa o debba imporsi sull'altro, anzi in una coppia le differenze dei due membri della coppia sono un arricchimento e non per forza ragione di scontro, però sono stata estremamente fortunata a innamorarmi di una persona molto intelligente e comprensiva che ha capito le mie dinamiche psicologiche e si è comportato di conseguenza, altrimenti immagino che uno schema di ragionamento di questo tipo avrebbe potuto rovinare anche un rapporto di coppia(della serie marito=papà), se non è successo è perchè mio marito, capendo la possibilità che si potesse verificare una dinamica del genere, ha adottato i comportamenti giusti per farmi capire che c'è una terza via oltre all'imporsi o all'essere sopraffatti, che in una coppia non è necessario condividere tutte le idee e tutti gli interessi/gusti. Fortunatamente il mio rapporto di coppia è rimasto quindi in salvo da questa dinamica, tra l'altro ho sposato una persona non passiva e non aggressiva(come invece sarebbe potuto succedere in quanto spesso si tende a ricreare le dinamiche familiari per quanto spiacevoli), ma assertiva, quindi sono stata fortunata perchp ho trovato proprio quello che mi mancava in famiglia.

Ragion per cui nel mio caso credo che la genetica conti solo come "predisposizione", ma che l'ambiente abbia dato una grossa mano nella genesi e nel matenimento del disturbo. Credo che la relazionale-sistemica possa essere molto utile per tutti i dockers in quanto i primi anni di vita che si vivono in seno alla famiglia di origine sono fondamentali nello strutturare la nostra personalità( PSICO cry.gif )


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Becky

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io sono commossa

rosi cioce e tutti voii che avete scritto qui ...siete migliori di qualsiasi psicologo

e non lo dico per dire

avete fatto un lavoro eccezionale

vorrei che la vita vi ripagasse di questo non sapete quanto bene state facendo


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