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> Ragazzo Di 14 Anni
 
Vispa
Inviato il: Venerdì, 27-Mar-2015, 18:08
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Buonasera a tutti,
sono una nuova iscritta (mi scuso per errori di ortografia, galateo, procedure o termini inappropriati) e sono la mamma di un ragazzo di 14 anni.
Scrivo il post per chiedere un'opinione, un consiglio su come muovermi per aiutare mio figlio a risolvere chissà quali problemi e/o disturbi.
Ho letto tanti dei vostri post prima di decidere di iscrivermi al forum, ho notato che siete tutti molto informati e soprattutto consapevoli delle vostre difficoltà.
Trattandosi di un minore ci sono molte più difficoltà per essere visitato e soprattutto per ricorrere a metodi forzati di ricovero (sempre e comunque traumatici)...
Vista l'età, il suo specialista sarebbe il neuropsichiatra infantile ma dove abitiamo noi (Oristano) non riesco a trovarne uno che visiti privatamente e soprattutto a domicilio. L'ostacolo è che lui si rifiuta di andare da qualsiasi medico, psicologo, ecc. quindi vorrei che almeno come primo colloquio fosse il medico a venire a casa per fare una primo punto della situazione.
Mio figlio non sta più frequentando la scuola da gennaio (è ancora in obbligo scolastico), la scuola ha già fatto la segnalazione ai Servizi sociali e mi aspetto la telefonata delle assistenti sociali da un momento all'altro.
Le sue giornate le passa davanti ad un computer a giocare ai videogiochi, molto spesso salta i pasti (infatti è dimagrito tantissimo), va a dormire alle 3, le 4, le 5 del mattino perchè sempre attaccato al computer. Addirittura alcuni giorni fa è stato 23 ore senza dormire pur di continuare a giocare.
Sono sicura al 100% che non assume droghe, è sempre in casa e non viene a trovarlo nessuno. La posta la ricevo io quindi nemmeno per corrispondenza.
E' molto aggressivo, intrattabile, urla, parolacce, bestemmie se lo si contraddice minimamente e tempo fa, quando gli avevo tolto il computer, e le volte che ci tentavo, era arrivato ad imbrattare con un pennarello una parete di una stanza per dispetto, scrivendo parolacce, bestemmie e facendo vari disegni... oppure prendeva gli oggetti, li rompeva o li lanciava in aria. Tutto per dispetto o rabbia.
Alcune volte ho anche pensato di chiamare la guardia medica per fargli fare una puntura pur di calmarlo! Mi aspetto che da un momento all'altro i vicini di casa chiamino i Carabinieri...
Addirittura una sera ha tentato di reagire minacciandomi e che, se avessi continuato, mi avrebbe messo le mani addosso...
Ha un pessimo rapporto col fratello di 12 anni e alcune volte, durante i bisticci, ha cercato di mettergli le mani al collo o lanciargli contro degli oggetti.
Si è isolato dal resto del mondo, non ha amici, non frequenta nessuno e odia tutti. Non ha nessuna stima di se stesso, che è brutto (non lo è e non lo dico per amore di mamma... PSICO D.gif ), molte volte dice di essere un fallito, che non avrà futuro o che finirà a fare il barbone.
E' stato visto, in visita domiciliare, da una psicologa del Servizio di neuropsichiatria infantile della città dove abitiamo, secondo lei emergono sintomi depressivi ed ha necessità di essere visto al più presto da uno specialista.
Purtroppo non trovo nessun neuropsichiatra che visiti privatamente e soprattutto a domicilio!!
Ne ho parlato a grandi linee con uno psichiatra e lui stesso mi ha detto di agire al più presto perchè a quell'età, soprattutto nei maschi, potrebbero iniziare a manifestarsi i primi sintomi evidenti di qualche disturbo, psicosi e compagnia cantante...
Vista la minor età però non è competanza dello psichiatra e anche un eventuale accertamento sanitario obbligatorio a casa non è possibile perchè è una procedura che si fa solo con gli adulti.
Ulteriore problema: l'ospedale di Oristano non ha il reparto di neuropsichiatria infantile, rimarrebbero solo la pediatria e la psichiatria. Quindi, ricorrendo eventualmente ad un TSO, finirebbe in pediatria (e non servirebbe a niente) o peggio ancora in psichiatria (solo adulti) che è meglio non parlarne neanche...
Persino il medico di famiglia (contrario al TSO) e la psicologa con cui ha parlato mi hanno consigliato di aspettare al primo malessere qualsiasi e con questo pretesto di portarlo in ospedale. Ma devo aspettare che si senta male, magari per un collasso o un infarto perchè non dorme e non mangia, per farlo visitare da un medico?
Quindi ho le mani legate!
Le nostre abitudini familiari sono stravolte, lui mi fa tanta tristezza e il senso di impotenza mi destabilizza.
Cosa devo fare???
Scusate se sono stata prolissa.
Grazie a chi vorrà rispondere.
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blackwhite1974
Inviato il: Venerdì, 27-Mar-2015, 21:47
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Psico Padrino
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Non è vitale giocare ai videogames..... Se non lo capisce allora non capisce nemmeno perchè improvvisamente il computer non gli funzioni più. Il papà come reagisce? E' possibile che sia viziato? Se fosse mio fratello lo legherei ad un palo finché non mi dice che cos'ha. Poi dà come reagisce capirei ..... (Non sò forse scrivo assurdità) Non ho l'immagine completa del quadro.


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Vispa
Inviato il: Sabato, 28-Mar-2015, 09:07
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Grazie per aver risposto.
Si, il computer "all'improvviso" non ha funzionato più per 2 volte a distanza di mesi. Poi, con false promesse di riandare a scuola ed andare a dormire presto, l'ha riottenuto.
Il fratello ha 2 anni in meno e ogni volta che cerca di spronarlo si sente mandato aff...!
Il padre purtroppo vive in un'altra parte d'Italia e sono 3 anni che non li vede (neanche fosse in missione su Marte!) e al telefono li sente ogni 1-2 mesi. Puoi immaginare la situazione...
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SolitoSchifo
Inviato il: Sabato, 28-Mar-2015, 17:14
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Sex Machine
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ciao vispa, non so quanto possa esserti utie, ma dove sto facendo tirocinio di psicologia abbiamo avuto in cura un ragazzo con una problematica simile a quella di tuo iglio.

ragazzo di 17 anni, isolato socialmente, bassa autostima, passa le giornate a giocare al pc, si mostra violento verso le sorelle e la madre, padre assente, madre ipeprotettiva.
dimmi tu se ti ci rivedi.
più che cercare un disturbo mentale, che a quell'età ha poco senso diagnosticare, doresti rivolgerti a qualche centro che fa psicoterapia per gli adolescenti.




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"Potrebbe anche essere piscia di cavallo, basta che funzioni" J.F. Kennedy, a chi del suo entourage avanzava preoccupazioni sulla sua dipendenza da barbiturici per dormire.


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Vispa
Inviato il: Domenica, 29-Mar-2015, 15:10
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Grazie per aver risposto!
In effetti mi ci rivedo in pieno nella descrizione che hai fatto, tranne per la madre iperprotettiva. Riconosco invece di essere autoritaria, non particolarmente affettuosa e poco malleabile... (ok, datemi addosso!).
Penso che quello della psicoterapia sia un ottimo consiglio (avevo anche pensato all'ipnosi, della quale sono una sostenitrice convinta) ma come faccio per fargli iniziare il percorso?? Rifiuta tutto!
Potrebbe essere una via giusta quella di intervenire in un primissimo tempo con le medicine, in modo da calmarlo e farlo diventare più collaborativo, e subito dopo cercare di convincerlo ad iniziare un percorso di psicoterapia?
Purtroppo l'assunzione delle medicine inizierebbe solo durante un TSO...

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diamante351
Inviato il: Domenica, 29-Mar-2015, 17:10
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Psico Amico
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Io personalmente eviterei il TSO e il pure i farmaci, specie in un ragazzo così giovane. Un comportamento del genere, in un adolescente, può essere dovuto a mille fattori psicologici; farmaci e tso credo possano fare in questo caso più danni che benefici, a mio parere; il TSO poi, potrebbe prenderlo come qualcosa fatto contro di lui e rinfacciarglielo per anni, accrescendo ulteriormente la tensione familire.

Anch'io penso che si possa intervenire con la psicoterapia, la cui riuscita anzi dovrebbe esser facilitata dalla giovane età. La rifiuta, perché non la vede come un aiuto a raggiungere il benessere, ma perché probabilmente accettarla vorrebbe per lui dire "sì, ammetto di essere sbagliato", oppure anche peggio "sono folle" etc.
Lancio un'idea, sperando di non suscitare polemiche: e se gli proponesse una terapia familiare? Così non si sentirebbe isolato, "strano" o "colpevole", e neppure l'unico a doversi esporre/mettere in gioco; forse sarebbe più portato ad accettare?

Comunque cerchi di restare serena e non entrare in ansia, non fa bene a nessuno. In bocca al lupo!


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So l'ora in cui la faccia più impassibile è traversata da una cruda smorfia: s'è svelata per poco una pena invisibile. Ciò non vede la gente nell'affollato corso.

Voi, mie parole, tradite invano il morso segreto, il vento che nel cuore soffia. La più vera ragione è di chi tace. Il canto che singhiozza è un canto di pace.

(Eugenio Montale)



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saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: siedi qui. Mangia.
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Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
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sbuccia via dallo specchio la tua immagine. Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

(Derek Walcott)


In ciò che sembriamo veniamo giudicati da tutti; in ciò che siamo da nessuno.

(Friedrich Schiller)
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trasparEnzo
Inviato il: Domenica, 29-Mar-2015, 20:28
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QUOTE (Vispa @ Domenica, 29-Mar-2015, 14:10)
Riconosco invece di essere autoritaria, non particolarmente affettuosa e poco malleabile... (ok, datemi addosso!).


Ti sei esposta, hai coraggio. PSICO smile.gif


Sono anche io a favore di una terapia famigliare. Potreste cominciare tu e tuo marito, dando l'esempio.


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SolitoSchifo
Inviato il: Domenica, 29-Mar-2015, 20:45
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il ragazzo in questione ha iniziato la terapia psicologica forzosamente, perché è arrivato a picchiare la madre e sono arrivate le forze dell'ordine. da lì l'invio alla struttura per cui lavoro - misura disattesa- e quindi l'invio ad un centro per minori. ora il ragazzo sta migliorando.
il tuo è ancora piccolo, quindi hai maggior margine di negoziazione per portarlo a terapia. quando avrà 17 anni sarà più complicato. la famglia in quel caso si è mossa tardi.


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suma
Inviato il: Lunedì, 30-Mar-2015, 09:46
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Psico Zio
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ciao Vispa, anch'io sono mamma per cui capisco la tua angoscia e la tua difficolta ad affrontare da sola questa difficile situazione, da quello che racconti sembrerebbe oltre ad un disagio adolescenziale una forte dipendenza dal PC e dai videogiochi.
Anche l'aggressivita' che mostra tua figlio puo' essere una conseguenza della tensione e dell'ansia che viene alimentata dal coinvolgimento che ha giocando cosi' intensamente. Sembra lo stesso meccanismo dei ludopatici, quando diventano aggressivi e irascibili se impossibilitati al gioco.
Ti consiglio di muoverti velocemente, tuo figlio è giovanissimo e hai ancora la possibilita' di gestirlo e curarlo.
E' ancora nell'eta' dello sviluppo, pertanto è piu' facile correggere con la terapia comportamentale o coi farmaci certi comportamenti sbagliati.
Anche mio figlio ha iniziato giovanissimo con un disagio psicologico legato all'ansia, io purtroppo non ho agito subito e ho sperato ingenuamente che i problemi di risolvessero con la maturita' PSICO giveup.gif .... ma non è cosi' .


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Piccolo Principe fini sulla terra, nel bel mezzo del deserto. ‘Dove sono gli uomini?’ disse il Piccolo Principe; ‘si é un pò soli nel deserto’. ‘Si é soli anche con gli uomini’ rispose il serpente.
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Brainstormer
Inviato il: Lunedì, 30-Mar-2015, 14:45
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QUOTE (Vispa @ Domenica, 29-Mar-2015, 14:10)
In effetti mi ci rivedo in pieno nella descrizione che hai fatto, tranne per la madre iperprotettiva. Riconosco invece di essere autoritaria, non particolarmente affettuosa e poco malleabile...
Quello direi sia il punto. In questi giorni ho riflettuto su me stesso, e sono arrivato a certe conclusioni. Se è come penso io, tuo figlio pensa che tu (o forse qualcun altro come suo padre, ma molto probabilmente parte da te) sia nel torto in qualcosa e ti sta tenendo il broncio. Non riesce ad ammettere a se stesso di stare male perché vuole credere in te e vuole credere che voi possiate eventualmente riappacificarvi, ma non riesce a stare bene perché in realtà si sente male. Evita istintivamente le persone perché teme di commettere errori. Se lui commette uno sgarro a qualcun altro, dovrà ammettere a se stesso che tu ne hai fatto uno a lui. Per lo stesso motivo reagisce male quando qualcuno si lamenta di qualcosa in lui, perché è come se implicassero che lui abbia fatto uno sgarro. E non può nemmeno dire qual è il problema, perché dover spiegarlo spiegare agli altri implica che gli altri siano stupidi o insensibili e non sia possibile riconciliarsi con loro.

Anche tu dovresti fare un po' di introspezione. Perché sei così autoritaria? Sei come una bambina che deve a tutti i costi dimostrare di essere grande ricorrendo persino alla prepotenza quando le cose non vanno a modo tuo?
QUOTE
Potrebbe essere una via giusta quella di intervenire in un primissimo tempo con le medicine, in modo da calmarlo e farlo diventare più collaborativo
Stai fraintendendo qualcosa. Non esistono medicine per il lavaggio del cervello. Le medicine curano allucinazioni e paranoia, all'occorrenza anche calmano rabbia e nervosismo, ma non cancellano i rancori.
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suma
Inviato il: Lunedì, 30-Mar-2015, 15:28
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Psico Zio
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e vaiiii...ancora attribuire le colpe ai genitori ...che palle !!!!
scusa Brainstormer ma non credo sia colpa di Vispa, crescere un figlio da sola è difficile e si puo' anche sbagliare in buonafede, ma è anche vero che esistono problematiche psicologiche e squilibri biologici per cui si nasce predisposti a sviluppare Doc, ansia, dipendenza ecc.... cosi' come si puo' essere predisposti ad altre malattie.
Se il figlio di vispa avesse il diabete o il soffio al cuore non gli diresti certamente di fare introspezione su se stessa ma gli consiglieresti di curarlo.


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GattaNera
Inviato il: Mercoledì, 01-Apr-2015, 13:55
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Unregistered









Premetto che la mia può essere un esternazione parecchio opinionabile PSICO wink.png
Quello che volevo chiederti è: ma tu come stai?
Da quel che ho letto sei una madre che vive l'assenza del marito e deve crescere due figli (di cui uno con problemi) da sola.
Dici di essere autoritaria e la cosa, vista la situazione, mi pare comprensibile. Sei sola e devi essere comunque ferma nel tuo essere genitore. Non è una situazione facile per te, volevo dire questo.
Hai pensato a seguire anche tu una terapia?
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