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> Doc Da Relazione, Ne Possiamo Uscire!, come fregare il cervello, secondo me
 
giovannalapazza
Inviato il: Martedì, 23-Dic-2008, 17:11
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QUOTE (Giosmile @ Martedì, 23-Dic-2008, 17:03)
Infatti.
Prove assurde.

Prova a domandare ad un ragazzo innamorato la stessa cosa: "Se la tua ragazza morisse???" Lui sicuramente ti risponderà "Morirei anche io...". Mi gioco entrambi i gioiellini che quella persona dice quella cosa NON perchè in quel momento si sente un macigno in testa perchè riesce a riprodurre al 100% le sensazioni, ma solo ed esclusivamente perchè si sente irrazionalmente sicuro che reagirebbe in quel modo... diciamo che dribbla il dubbio, non pensa che potrebbe avere il "dubbio" che non provi assolutamente nulla, e questa dovrebbe essere la situazione normale! Diventa anormale fare il contrario, e questo è DOC!

Anche io, prima di avere il DOC, avrei reagito così, e sono sicuro che non avrei risposto "morirei anche io" perchè realmente sarei riuscito a riprodurre quella sensazione, da noi tanto ricercata, ma SOLO ed ESCLUSIVAMENTE perchè mi sarei trovato un gradino sotto a quell'esasperato grado di consapevolezza, avrei "naturalmente" dribblato il dubbio, in soldoni non ci avrei proprio pensato al fatto che "realmente" non provavo quella sensazione!!! La immaginavo solamente e questo mi sarebbe bastato.

Ora invece vogliamo sapere, vogliamo riprodurre... se fosse possibile, sarei un perfetto veggente...

Giosmile

non sei un veggente ma sei molto intelligente (che fa rima)

hai fatto in breve tempo un perfetto lavoro cognitivo

ora ti resta la parte più comportamentale, cerca di non interrogarti

cerca di non instaurare un dialogo interno fatto di e se .. ma anche ..però ---

so che è difficile ma prova PSICO hug.gif


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Giosmile
Inviato il: Martedì, 23-Dic-2008, 17:25
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Ci provo con tutte le mie forze.

A volte ci riesco, sto bene e riesco a dribblare i dubbi anche con una risata (ma che cacchio vado pensando???). Altre volte purtroppo cado in una specie di catalessi, che dura anche 4-5 ore, in cui non capisco più niente e l'unico scopo e saziare quel sapere... pian piano spero di venirne fuori!

Stanotte ho dormito male, non perchè pensassi a qualcosa di preciso, ma facevo sogni misti a discussioni e interrogazioni interne ed avevo un fastidiosissimo senso di caldo/freddo alle gambe e al petto. Non ho sudato, ma 2 settimane fa ricordo che una notte simile la passai facendo delle vere e proprie sudate, tipo sfogo influenzale.

Sia la volta scorsa che questa volta, il mattino seguente mi sono sentito curiosamente meglio, come se quello sfogo avesse in qualche modo svuotato la mente... non so spiegare... diciamo che oggi rispetto ad ieri mi sento più fiducioso e riesco a "dribblare" con maggiore facilità. Forse questi sfoghi, in qualche modo, consumano l'ansia???

Bah...

Giosmile


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QUOTE (Giosmile @ Martedì, 23-Dic-2008, 15:43)
Il discorso del sesso vale anche per me, anche se il problema a me si capovolge. L'altro sabato lei era a casa mia, ci mettemmo un po' a letto assieme e stetti veramente bene, avevamo voglia di fare l'amore... ad un certo punto, non so perchè, mi son dovuto inventare di dover andare in bagno perchè è come se improvvisamente mi fossi sentito in colpa, del tipo "ma se poi ci dovessimo lasciare, perchè devo illuderla e fare l'amore con lei???", cose assurde e senza senso, poi in verità mi sono ripreso e non ci ho più pensato. Abbiamo fatto l'amore ed è stato bellissimo come sempre. Il pensiero è tremendo, ti fa credere delle cose assurde, ti rimbambisce completamente e quello che "pensi" ti diventa in qualche modo reale, al di là dei comuni gesti di sempre. Poi il tutto peggiora perchè al pensiero aggiungi la demenza totale, con cose del tipo "ma io essendo uomo, avrei potenzialmente potuto fare l'amore con un'altra donna e sentire lo stesso piacere??? Faccio l'amore con lei perchè voglio fare sesso o perchè mi va di star bene con lei???" Diciamo che da un lato sono domande assurde, ma che razionalmente conservano anche un briciolo di verità. Un uomo, per quanto fedele e attaccato alla sua donna, credo possa potenzialmente fare sesso con un'altra donna che l'attrae, provando sicuramente piacere. Ma il discorso non DEVE essere questo, quello che ci si dovrebbe domandare è: "Ma io farei sesso con un'altra donna???" Io mi risponderei sicuramente no. Questo mi fa capire che la differenza tra un doccato ed uno normale sta proprio sul livello di dettaglio del pensiero. Nel primo caso ci pensi sopra comunque, qualsiasi cosa tu faccia viene analizzata e vivisezionata, domandata e risposta continuamente, ma senza alcun senso e senza alcun fondamento, perchè quello che conta sono le azioni e non i pensieri. Io posso anche pensare di buttarmi di sotto, immaginare il volo, la caduta, immaginare di sentire dolore, di morire, magari mi autosuggestiono e "sento" veramente le sensazioni riprodotte, ma poi basta vedere la realtà: ti butteresti veramente di sotto??? No! Lo stesso dovremmo cercare di pensarla con le nostre ossessioni. La persona non doccata secondo me non sente il bisogno di scendere nei dettagli, è un gradino al di sotto di noi, vive e si muove in base a quello che desidera fare in quel momento, senza premeditare... senza pensare a quello che fa, è sicuro internamente che quello che fa è guidato da qualcosa di cui non ha bisogno di conoscerne l'identità. Noi invece è come se volessimo conoscere quella identità, capire cosa si cela dietro ad un gesto, come se "pensiero" e "movimento" debbano necessariamente essere congrui, dimenticando che in verità non è così. La cosa è peggiorata poi dal "dubbio", l'eterno "dubbio" che il nostro grado di coscienza ci porta a pensare, senza magari riconoscere che quel "dubbio" non ha proprio senso di esistere, è solo un nostro fantasma.

Vi chiedo, a riguardo dei problemi e dei difetti, siete anche voi portati ad ingigantirli e sentirli irrisolvibili, anche se razionalmente SAPETE che non è proprio così???

Giosmile


Dalla mia esperienza posso dirti che il pensiero ossessivo, di cui l'80% è composto

dall'ansia, è ripetizione di dubbi, alterazioni, capillarità dei pensieri, ogni sfumatura

di una frase o parola è finalizzata alle nostre ossessioni senza la possibilità emotiva

di superarlo e pertanto sembra insuperabile.

Per me è un attegiamento mentale che determina un limite coercitovo a stare

sempre con gli stessi pensieri....la situazione cambia solo se si abbassa il livello

d'ansia

..spero di essermi spiegato abbastanza
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giovannalapazza
Inviato il: Martedì, 23-Dic-2008, 18:07
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QUOTE (Giosmile @ Martedì, 23-Dic-2008, 17:25)
Ci provo con tutte le mie forze.

A volte ci riesco, sto bene e riesco a dribblare i dubbi anche con una risata (ma che cacchio vado pensando???). Altre volte purtroppo cado in una specie di catalessi, che dura anche 4-5 ore, in cui non capisco più niente e l'unico scopo e saziare quel sapere... pian piano spero di venirne fuori!

Stanotte ho dormito male, non perchè pensassi a qualcosa di preciso, ma facevo sogni misti a discussioni e interrogazioni interne ed avevo un fastidiosissimo senso di caldo/freddo alle gambe e al petto. Non ho sudato, ma 2 settimane fa ricordo che una notte simile la passai facendo delle vere e proprie sudate, tipo sfogo influenzale.

Sia la volta scorsa che questa volta, il mattino seguente mi sono sentito curiosamente meglio, come se quello sfogo avesse in qualche modo svuotato la mente... non so spiegare... diciamo che oggi rispetto ad ieri mi sento più fiducioso e riesco a "dribblare" con maggiore facilità. Forse questi sfoghi, in qualche modo, consumano l'ansia???

Bah...

Giosmile

anche a me viene caldo e quella sensazione di angoscia allo stomaco


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anchio quando mi parte l'ossessione..partono i miei pensieri negativi e nel frattempo mi prende un angoscia terribile allo stomaco..mi sento la testa scoppiare..più cerco delle risposte più non le trovo,più mi agito e l'ansia sale a mille..quindi secondo me dobbiamo anche cercare attraverso una terapia adeguata di incanalare la nostra ansia in altro modo perchè se cmq quando partono le nosre ossessioni parte anche l'ansia vuol dire che entrambe le cose sono collegate..
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Concordo pienamente con te eve89....perchè l'ansia e il pensiero sono

strettamente connessi, e potrei dire che riuscendo ad eliminare l'ansia è un bel

passo avanti i pensieri riesci a superarli molto più facilmente....e questo l'ho

provato di persona
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eve89
Inviato il: Martedì, 23-Dic-2008, 21:41
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sisi io lo dico perch me l'ha confermato anche la mia psicologa..inoltre sto notando che nei periodi pre esame il mio doc peggiora a vista d'occhio..in più io è da circa 2 anni che soffro di disturbi d'ansia..secondo me tutto è collegato..
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Giosmile
Inviato il: Mercoledì, 24-Dic-2008, 22:47
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Le ossessioni e l'ansia sono naturalmente collegate. Quando parte l'ossessione ed arrivi al "dubbio", quello ti fa partire l'ansia che ti prende stomaco e cervello. La terapia migliore è secondo me di tipo cognitiva e comportamentale. La prima consiste nel cercare con il semplice ragionamento di "dribblare" il dubbio, darti la spiegazione che quel dubbio è tanto lecito quanto infondato e non dimostrabile, così come sto cercando di fare io con le questioni che ho postato giorni fa. In questo modo sono riuscito a controllare almeno l'effetto ansia di un 70-80%, in questo modo riesci ad accettare le ossessioni con più calma, riesci a superarle più facilmente e diventano così sempre più rare. Non è facile, perchè non appena ti distrai e credi di stare bene, facendo scattare quella naturale sensazione paradisiaca in cui credi di esserti scrollato di dosso il problema, ecco che un retropensiero ti passa per la mente, tipo "ma sto veramente bene? ma sto bene perchè è realtà o perchè mi sto illudendo di star bene?", e ricadi nel baratro un'altra volta. Non bisogna mai abbassare la guardia ed occorre fare tutto il possibile per cercare di non interrogarsi, non domandarsi il perchè del perchè ecc. Questa è infatti la seconda fase, quella che succede la fase di controllo dell'ansia, ovvero la fase comportamentale. Accettate il "difetto" e se vi parte un pensiero negativo, fate finta di niente, snobbatelo come se fosse una cosa normale e continuate ad agire secondo il vostro istinto.

Vi faccio il mio esempio. Oggi ero con la mia partner, sono stato tutta la mattinata a fare shopping con lei e sono stato benissimo, non ho pensato quasi mai a niente (il quasi è d'obbligo, perchè di rado qualche pensiero scattava sempre), mi sono riscoperto spontaneo come lo sono sempre stato, ho riso, ho fatto ridere e dall'esterno credo che nessuno avrebbe mai notato qualche differenza tra il me di oggi ed il me di qualche mese fa. Poi dopo pranzo mi sono un po' steso sul divano per riposare, mentre la mia partner chiudeva dei pacchetti regalo. Improvvisamente, non so ne da dove è uscita sta cosa e ne il perchè, mi sono svegliato di soprassalto con una terribile ansia ed una sensazione di completo ottundimento, non sentivo più nulla, mi sembrava di vivere in un sogno ed ho cominciato a domandarmi istantaneamente "ma che ci faccio quì? perchè non sento niente? ho paura, forse non le voglio bene???". Insomma una vera assurdità. Diciamo che dopo circa 10min mi sono completamente ripreso (o quasi), ho cominciato a dirmi "ma cosa dovrei sentire??? Mi sono appena svegliato di soprassalto!" Di fatti, dopo una mezz'oretta ero con lei di nuovo a scherzare e a ridere assieme.

Un aspetto veramente terribile di questo stato di veglia continua sulle nostre emozioni è il seguente: la mente e la spontaneità dei nostri gesti viaggiano su due binari completamente differenti. Mentre sono con lei che scherzo, rido, giochiamo assieme, prepariamo i regali, programmiamo la giornata, ci scambiamo coccole, ecc., CONTEMPORANEAMENTE la mente invia degli input distruttivi con pensieri del tipo "ma perchè fai questa cosa? La fai perchè la senti o perchè la devi fare?" - "E' inutile che ti sforzi, tanto non l'ami abbastanza" e cose similari. Per quanto ti sforzi di non dare retta alle domande e non darti risposta, queste vengono a valanga, mentre nella realtà sei felice e fai quello che hai sempre fatto.
Vi capita la stessa cosa?

Io credo che il doc in qualche modo, o per sua stretta causa o per una condizione pregressa, mette in evidenza comunque uno stato depressivo. Dico questo perchè, almeno nel mio caso, vivo comunque uno stato più o meno apatico, soprattutto quando sono da solo e lontano da lei. La notte e quando riposo di giorno sono i momenti più esposti e più brutti, perchè capita spesso di fare sogni strani, di svegliarmi con ansia per poi riprendermi, di immaginare/sognare discorsi ed interrogazioni a me stesso. Quando mi sveglio, per la prima mezz'ora mi sento strano, poi mi riprendo un po' alla volta portandomi dietro una strana, ma curiosamente dolce, malinconia.
A prescindere da come vi capita e/o se vi capita come me, il doc vi lascia "sempre" un retrogusto malinconico nella vostra giornata, a prescindere se state benissimo o benino? E a nervosismo come state?

APPROFITTO PER AUGURARVI UN SERENISSIMO NATALE A TUTTI VOI, IN PARTICOLARE A GIOVANNA, GRAZIE ALLA QUALE SONO RIUSCITO A CAPIRE IL MIO PROBLEMA, COSI' DA RIUSCIRE (ALMENO SPERO) PIAN PIANO DI VENIRNE FUORI!

Giosmile


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eve89
Inviato il: Giovedì, 25-Dic-2008, 18:43
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Ciao giosmile..innanzitutto buon natale anche a te,io il grazie lo devo a te..perchè proprio tu avevi messo un link con l'articolo tradotto da giovanna in un altro forum di psicologia..da quel momento anchio sto meglio.
Comunque voglio dirti che nonostante la differenza di età tra noi 2 e l'esperienza diversa anchio ho il doc da relazione e provo le stesse identiche emozioni che provi tu..anchio ho giorni in cui sto con il mio ragazzo e sto benissimo,mi comporto in modo naturale proprio come facvo prima..ma proprio quando mi sembra di stare bene ecco che arrivano i pensieri..inizio a chiedermi se davvero sto bene con lui oppure se mi comporto così solo per non farlo rimanere male..oppure mi sto illudendo di stare bene con lui oppure sto bene veramente??..e allora ripiombo ancora giù..mi demoralizzo tantissimo..inizio a chiedermi se certe cose le faccio peerchè le sento davvero oppure perchè mi sento in obbligo di farle?..tipo lo guardo,penso è bellissimo..mi viene spontaneo dargli un bacio perchè ne ho voglia,perchè mi sento di farlo in quel momento..ecco che dopo un po' partono quelle stupidissime domande..le odio..odio quest'ossessione e tutto l'ansia che ho dentro di me..concordo sul fatto che anchio in questo periodo è come se non fossi mai soddisfatta di nulla nella mia vita,vado a letto e sento che dentro di me manca qualcosa..quel qualcosa che mi servirebbe per tornare serena come lo ero prima..come l'hai definito tu,provo una specie di retrogusto malinconico..mi sento sempre malinconica,c'è qualcosa che nonostante io mi senta meglio mi impedisce di essere completamente felice..e pe quanto riguarda il nervosismo io in questo periodo lo sono spesso..
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Giosmile
Inviato il: Venerdì, 26-Dic-2008, 02:55
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Come ho scritto nell'articolo messo in evidenza da Giovanna, secondo me il vero problema è che non riusciamo a dare per scontato di voler bene al proprio partner. Cerchiamo continuamente prove, eseguiamo rituali e compulsiamo con la mente.

Ora le prove mentali sono insufficienti ed inutili, quindi le uniche che danno sollievo sono quelle che si ottengono con il causare "emozioni" nei confronti del partner tramite coccole, momenti di convivialità, baci, carezze, ottenibili nei momenti "buoni", cioè quelli in cui l'ansia è diminuita e riesci a "dimenticare" il problema per qualche minuto.

Purtroppo dobbiamo convincerci che stare bene non significa provare continuamente emozioni, dobbiamo soffermarci di più sul fatto che la nostra deve essere una volontà. Non è immaginabile una giornata intera di coccoloni, anzi è probabile che addirittura non potrebbero essercene per milioni di motivi, come lavoro, studio, ecc.

Proviamo ad osservare come si comporta il nostro partner, magari aiuta a convincerci di questa cosa... lui/lei è sempre preso nei nostri confronti? E' sempre li a guardarci con gli occhi a cuoricino? Tutto il giorno non fa altro che pensare a noi? Siamo l'unico scopo di qualsiasi cosa lui/lei faccia durante il giorno?

Proviamo a dare una risposta a queste domande tramite l'osservazione, PROBABILMENTE riusciamo a placare, nel tempo, questa ossessione di DOVER SENTIRE CONTINUAMENTE QUALCOSA per giustificare i propri sentimenti.

Finchè ci immaginiamo che qualsiasi nostro gesto nei confronti del partner debba essere in qualche modo "incorniciato" da una magia mistica che presuntuosamente vorremmo chiamare amore, mai riusciremo a superare il problema. Occorre accettare e dare per scontato che in realtà quella magia mistica è una cosa molto più reale e tangibile e si chiama VOLONTA'.

Solo che prima del DOC non lo sapevi, lo facevi e basta, senza porti domande.
Ora invece ci domandiamo il perchè di quei gesti, come se avessimo scoperto l'acqua calda, cioè che quella magia in cui credavamo non esiste. Ovvero esiste ma non è magica, è solo un volere. In pratica, da prima ad ora non è cambiato niente, siamo solo + consapevoli... e forse da eterni romantici non lo vogliamo accettare... ci da quasi fastidio e questo ci fa immaginare che "prima" era meglio, quando si agiva senza domandare e senza porsi problemi di alcun tipo. Ma poi cosa conta davvero? Cosa è importante? La finta magia o la vera volontà?

Giosmile


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Le Cimetière des Arlequins
Inviato il: Venerdì, 26-Dic-2008, 11:49
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Questa è una delle discussioni più interessanti che abbia letto. Grazie, a Giosmile e a tutti quelli che sono intervenuti.

Il percorso analizzato da Giosmile nel primo post è lo stesso a cui sono arrivata io, dopo che mi è stato diagnosticato il doc da relazione. Mi conforta moltissimo ritrovarmi in tutti i pensieri e comportamenti da te descritti.

Salverò questa discussione e, se mai dovesse capitare in futuro di averne bisogno, la rileggerò.

Credo che già il fatto di essere consapevoli di avere un tale disturbo e conoscerne i meccanismi porti verso la strada della guarigione; soffrirne e ignorarne l'esistenza (come per tutti di disturbi, d'altronde) porta ad una inevitabile distruzione.

L'amore non è un sentimento. Ho cercato di spiegare con lunghi ragionamenti il significato di questa frase a me stessa e agli altri ed è tutto riassunto esattamente in quelle parole. Bisogna tenerlo sempre impresso nella mente.
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eve89
Inviato il: Venerdì, 26-Dic-2008, 12:04
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come dice giosmile..l'AMORE NON è SENTIMENTO,è VOLONTA ed è vero..all'inizio di ogni storia o almeno della maggiorparte di queste,c'è la fase dell'innamoramento dove le emozioni e le sensazioni provate sono amplificate a mille..quando vedi una sua chiamata ti emozioni,rileggi milioni di volte un suo messaggio particolarmente dolce,prima di addormentarti ripensi al suo viso a tutto quello che ti ha detto e come l'ha detto..man mano che il tempo passa è ovvio che tutto ciò non provoca in noi più quelle emozioni più forti,subentra un sentimento più profondo..si comincia a capire che il partner non è quella persona perfetta che noi immaginavamo,quache difetto lo ha..ma se ci si ama davvero anche quelli si accettano e si gestiscono..poi da lì in poi è normale che l'amore diventi sempre più forte come è normale che le emozioni diminuiscano..solo che,almeno io parlo secondo il mio punto di vista, io credevo che l'amore vero fosse quello che fino ad 80 anni ti fa battere il cuore ecc..voi direte "ma che stupida!"..beh avete ragione,alla fine io ho solo 19 anni,questa è la mia prima storia seria e l'avevo idealizzata in modo incredibile..credevo che quei sentimenti fortissimi che provavo all'inzio li avrei provati per sempre se davvero amavo il mio ragazzo..quando ho iniziato a notato che questi si erano in qualche modo attenuati mi sono spaventata in concomitanza col fatto che vedevo invece il mio ragazzo molto più preso di me in quel momento..ovviamente era anche un momento di stress per me,avevo appena iniziato l'uni e stavo x affrontare il mio primo esame..tutto un insieme di cose che mi hanno fatto andare in crisi,hanno risvegliato in me l'ansia di cui già soffrivo da qualche anno..ed ecco che la mia ansia questa volta ha colpito la persona più importante per me..
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VASCHIANO D.O.C
Inviato il: Venerdì, 26-Dic-2008, 20:28
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potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo con una scatola di legno che dicesse perderemo, potevo chiedervi come si chiama il vostro cane, il mio è un pò di tempo che si chiama libero, avrei potuto assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle, potevo attraversare litri e litri di corallo e raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci. E mai che mi sia venuto in mente, di esser più ubriaco di voi, di esser molto più ubriaco di voi
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Giosmile
Inviato il: Sabato, 27-Dic-2008, 03:49
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Mi lusinga molto quello che scrivete... ma credetemi, non sono un "fuoriuscito dal problema", credo di esserci ancora dentro con entrambi i piedi.

Ci sto lavorando tantissimo, per il momento però ho scelto la strada autonoma. Non ho consultato ne psicologi ne psicoterapeuti. Credo che conoscendo le basi del distrurbo e utilizzando il ragionamento, posso provare a farcela! Sono un testardo, da buon ingegnere quale sono, sento di voler risolvere da solo il problema. Se proprio non dovessi farcela, almeno potrò dire di averci provato!

Oggi sto molto meglio, riesco a gestire l'ansia che è quasi sparita. Sono fuori da quel tunnel fatto solo di sofferenza ed angoscia. Sento però di dover lavorare molto su quel "dare per scontato" di cui ho parlato sopra. Evitare di dover sfamare la mia mente e le mie ossessioni esclusivamente con le sensazioni (coccole, affetto, ecc.). Sebbene io abbia ben razionalizzato che amare e voler bene non significa questo, resta comunque un problema darla a digerire a questo fottuto disturbo! Come se l'unica via per stare bene fosse appunto mettere alla prova le emozioni, come in una droga.

Oggi ero con la mia ragazza sul divano, vedavamo la tv ed eravamo avvolti da un copertino perchè faceva un po' freddo. Sentivo il suo odore, il suo calore, il suo dolce visino, ecc. Emozioni su emozioni, che andavano e venivano, e mi sentivo sereno e sazio. Avevo le prove. Poi verso sera un gruppo di amici viene a casa ed iniziamo a fare qualche gioco di gruppo. Questi non sono ovviamente momenti in cui puoi riprodurre "quelle emozioni", ed il cervello inizia ad elucubrare e mandarti continui report "cosa senti ora? Perchè non senti niente?" Ma cosa diavolo avrei dovuto sentire se in quei momenti eravamo ognuno di noi impegnati a fare tutt'altro??? Sebbene io abbia razionalizzato tutto quello che fin'ora ho scritto in questo forum, questo dannatissimo disturbo ti porta a non volerne sapere, vuole quella droga, ha bisogno di sentirsi "sicuro" su un qualcosa di completamente irrazionale e falsato. IO SO DI VOLERLE BENE, ma il cervello riesce ad ammetterlo solo se "sente" il trasporto fisico/emozionale. La cosa più sbagliata.

Io credo che questo disturbo sia paragonabile al 100% con quello del caso del rubinetto del gas. Chi ha il doc da controllo, ha bisogno di controllare una, due, tre...cento volte che il rubinetto del gas sia chiuso, sebbene SAPPIA che il rubinetto è stato chiuso la prima volta. Il cervello non si accontenta della "prima volta", non riesce proprio a darlo per scontato, deve "rivalutare" un'altra volta e continuamente che quella data azione è fisicamente avvenuta. Allo stesso modo, chi ha il doc da relazione deve aprire una, due, tre... cento volte il rubinetto delle emozioni, sebbene SAPPIA che quelle emozioni ci sono state già la "prima volta" e che quindi basterebbero per stare tranquilli. Come nel primo caso occorre evitare con sforzo di ritornare indietro per ricontrollare che il rubinetto è chiuso, dimostrando a se stesso che non accadrebbe comunque nulla alla propria incolumità, così nel secondo caso occorre evitare di "dover" sentire in ogni momento le emozioni, dimostrando che comunque non accadrebbe niente al proprio rapporto. Abituandoci a non "dover" sentire per forza, col tempo potremmo abituarci di nuovo a quest'idea e non pensarci più... vivere tranquillamente, senza ossessioni!

DARE PER SCONTATO E' GIUSTO, PERCHE' TANTO L'AMORE E' UNA VOLONTA'!

Vi chiedo di scrivere e commentare le vostre esperienze, perchè confrontandoci e riconoscendoci, riusciamo a farci forza e tranquillizzare i nostri assurdi pensieri. Certamente il doc è molto complesso ed ognuno lo vive con le proprie peculiarità e con diverse intensità, ma credo che moltissimi punti siano praticamente identici, così come molti meccanismi del disturbo. Se molte particolarità sono comuni, significa che il doc è facilmente riconoscibile e probabilmente è più facile trovare il suo punto debole.

Aiutiamoci!

Giosmile


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Le Cimetière des Arlequins
Inviato il: Sabato, 27-Dic-2008, 10:56
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Ciao Giosmile,

provo a raccontare l'evoluzione del mio doc, per confrontarci, come dici tu, e sperando che il risvolto negativo che ha raggiunto possa servire da esempio e monito a tutti.

Ho conosciuto il mio (ex) ragazzo la sera di capodanno di tre anni fa, ci siamo innamorati subito (nel nostro cuore già lo eravamo, dopo un'amicizia di 4 mesi in Internet); lui abitava a Roma, io a Milano. Ho iniziato da subito a fare la “pendolare”, verso luglio mi sono trasferita a vivere con lui e a settembre ho fatto anche il passaggio di università.

All'incirca nel periodo che coincise con il trasferimento effettivo sono iniziati a sorgermi i dubbi causati da DOC. Avevo sofferto nel corso della mia adolescenza di depressione, DCA, fobia sociale, attacchi di panico e derealizzazione, ma mai di DOC; almeno così credevo, dato che non riuscivo in nessun modo ad inquadrare questo disturbo. Qualche anno fa parlavo spesso con un utente del forum dei suoi doc (utente a cui mando un forte abbraccio), cercando di capire cosa fossero e non mi era possibile: non capivo come uno potesse convincersi di una cosa, sapendola falsa.

I dubbi che avevo sono quelli comuni: lo amo? Se andasse con altre soffrire? Se morisse soffrirei? A volte mi rispondevo di sì, la maggior parte invece ero convinta di no, che non mi sarebbe importato nulla. Il problema è che questi dubbi mi tormentavano, non smettevo un attimo di pormi tali domande. Piano piano ho iniziato a smettere di fare l'amore con lui.
Ma il nostro rapporto era ancora ottimo: non credo esistano due persone che siano state tanto bene quanto noi due in quel primo anno (diciamo 10 mesi).

Poi arrivò il crollo. A dicembre entrai in una fase acuta di dap, che mi fece piombare in un “living-hell”: avevo attacchi di panico e derealizzazione dalla mattina alla sera; non mangiavo, non leggevo, non parlavo, non potevo nemmeno guardare la televisione. Vegetavo a letto continuamente in preda al terrore. Durò 5 mesi, fino a che non iniziai una terapia breve strategica, che nel giro di due/tre sedute migliorò notevolmente la situazione.

(Devo precisare che per un anno intero ho vissuto quasi nel più totale isolamento con il mio ragazzo, incontravo ovviamente gente all'università, ma non uscivo mai e non avevo amici.)

Nel frattempo conobbi un ragazzo con il quale strinsi subito un'amicizia fortissima. Considerata la situazione non è difficile arrivare a fare due più due; è capitato proprio in un momento in cui stavo uscendo da una terribile malattia e dopo un anno che non mi legavo con nessuno: mi sono affezionata a lui molto più di quanto avrei fatto in altre circostanze. Devo poi aggiungere il fatto che con lui non avevo MAI attacchi di panico, che ormai mi venivano per lo più in casa, con il mio ragazzo.
In breve: il “migliore” amico si innamorò di me, io non lo ero affatto di lui (senza bisogno del doc che mi facesse dubitare, sapevo di non esserlo), la situazione era devastante per il mio ragazzo, soffriva. Io, egoisticamente, associavo l'amico al mio benessere e non mi volevo separare da lui e per di più mi comportavo probabilmente in modo da illuderlo.

A maggio ho lasciato il mio ragazzo, l'amico ormai non c'entrava più nulla, ma se dovessi raccontare i particolari la storia diventerebbe troppo lunga. L'ho lasciato con la convinzione di NON amarlo, peccato che nel frattempo... non smettevo di piangere, neanche per un attimo.
Era PALESE che stessi andando contro la mia vera volontà! Ma non conoscevo il doc, non avevo neanche mai sentito parlare di doc da relazione.

Quando mi accorsi che non potevo vivere senza di lui, stava già insieme ad un'altra ragazza.

Da lì è seguita una lunga e lenta agonia. A febbraio dello scorso anno sono “impazzita” e per il dolore sono stata sul punto di buttarmi dal balcone, ma sono riuscita ad afferrare una forbice invece, provocandomi lunghe ferite su tutto il corpo. Da lì ho ricominciato la terapia, mi è stato diagnosticato il doc da relazione, che perlomeno ha attutito un po' il mio senso di colpa. Non posso perdonarmi per averlo fatto soffrire, non posso perdonarmi il fatto che lui mi odi.
E mi odia ancora, perché un paio di mesi fa (dopo oltre un anno che non ci sentivamo) ha pensato di “vendicarsi”, contattandomi, illudendomi in un certo senso (mi ha detto di essere praticamente single), per poi scrivermi, una settimana dopo, di avermi solo usata per far ingelosire la ragazza e per vendicarsi di me.

In compenso anche la ragazza mi ha scritto, una mail bellissima, che mi ha fatta commuovere; aver “inquadrato” la persona che sta al suo fianco mi ha un po' risollevata, ho un'opinione molto alta di lei. Non riesco a capire il motivo, ma mi sento fortemente legata a lei, il sentimento che provo pensandola è di affetto.

Al mio racconto va forse aggiunto il fatto che quando sono andata a convivere avevo ventun anni, non avevo mai avuto relazioni importanti prima e , a causa dei miei disturbi e di altri problemi, non ho vissuto un'adolescenza normale, ho avuto pochissimi rapporti con le altre persone. Questo ha sicuramente complicato il doc.

Ho scritto molto, spero si evinca dalle mie parole la disperazione in cui ho vissuto per un anno e mezzo. Per colpa di un disturbo ho perso quello che era la mia vita e, soprattutto, ho fatto soffrire quella che era la persona più importante per me. Se anche non doveste riuscire a sconfiggere il doc, almeno siate coscienti che si tratta di un disturbo, conviveteci piuttosto, ma non rovinate le vostre relazioni.

Saluti.
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