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PSICO > Strategie per combattere il disagio psicologico > Il Mio Diario


Inviato da: andre92 il Mercoledì, 07-Set-2016, 23:10
Salve a tutti, non mi sono presentato ma lo faccio qui.
Sono Andrea 23 anni, calabrese. Non so perché sto scrivendo qui (sfogo, bisogno, cerco aiuto?) sta di fatto che lo faccio.
la mia storia è lunga ma neanche troppo.
Vorrei partire da quando mi sono laureato, quasi ormai 2 anni fa. Nel periodo universitario (triennale - musica), stavo discretamente ma è da li che ho visto dei miei reali problemi, che già conoscevo, dati dal fatto che vivevo da solo. Voi direte: che problemi? 1)relazioni con gli altri 2)problemi con me stesso 3)qualche altro problema umore o depressione che non mi fanno vivere al meglio. Non fraintendete, io da un lato sto benissimo: nel corso dei tre anni sono stato bene. Non dovevo pensare ai soldi per via della borsa di studio, studiavo qualcosa che mi piace, ho conosciuto delle amiche e amici fantastici che mi sono anche rimasti, parlo con le persone, se ho cosa fare esco ecc, il problema però appunto è più interiore che non mi fa vivere al meglio.
Due anni fa dicevamo. Mi sono laureato. Bellissimo momento, il problema è stato il dopo. Ne ho avuto sempre paura, perché non potendo continuare lo studio (no money) dovevo lavorare e di questo ho avuto sempre paura. Inizia un periodo di (credo) vera depressione passata da mio fratello: non sapevo cosa fare, dormivo male, non facevo nulla. Provavo a cercare qualcosa ma sempre su internet e direi con poca convinzione.
Passa il tempo arriva l'estate. Ritorno a casa dei miei, anche un po' costretto (non e che posso stare dai fratelli per sempre).
Dovrei aprire una parentesi sui miei genitori ma dico solo che il rapporto è difficile: loro non si accorgono di errori che fanno/hanno fatto con noi figli, loro si odiano e credo che in parte odino anche noi. Sono stati duri, molto duri (il concetto è: tu puoi fare quello che vuoi, ti lascio la libertà, non mi interessa neanche se hai problemi psicologici ma fisici si; se però non riesci a trovare un lavoro o non ce la fai è colpa tua o della tua generazione che è sbagliata. Ti commiserano, ti buttano giù non ti aiutano Psicologicamente, mai) e fosse per me non tornerei più, mai più, o comunque molto poco e preferibilmente quando sarò diventato autonomo/forte. Per questo e anche per altri motivi, ho iniziato ad odiare la mia città. Mi sta stretta, tutto: dalla casa alle strade. Tutto quello che ho fatto qui è sbagliato, la mia crescita è stata (in parte) sbagliata. Il mio me di reggio non è quello dell'università. Io non sono e non voglio essere quel me di quei 18 anni. Eppure ne porto ancora le ferite.
Dal mio ritorno nella casa dei miei (estate 2015) ho mandato qualche curriculum, fatto pochi colloqui, nessun risultato.
Autunno 2015: mia sorella mi chiede di andare un po' da lei in austria per cambiare aria, ricominciare. Ci vado. Non ero ne contento ne scontento. Abbastanza impaurito ma allo stesso tempo anche un po' dispiaciuto (come fa a mancarmi un posto che odio? la paura può essere maggiore del non sopportare? si può vivere nella casa dell'orco solo perché hai paura dell'acqua e per scappare devi nuotare?)
Ho iniziato i corsi di tedesco: da A1 a B1, ho imparato un po' di tedesco, lo parlicchio adesso. I primi 4 mesi no, mi ero isolato, avevo paura, di tutto quasi. Non sembravo io: non sapevo che dire, non sapevo che fare. Passeggiavo molto, è una città bella vienna, perfetta. Potevo anche viverci la tutto sommato ma non riuscivo a comunicare ad aprirmi e forse per due motivi essenziali: 1) non mi sentivo li per spassarmela ma sapevo che dovevo primo o poi trovare un lavoro 2) non capivo un cavolo di quello che mi dicevano 3) avevo paura di rimanere anche se avessi avuto il lavoro perché ero solo e soprattutto non sapevo (e so) cosa fare nella vita. (fosse stato erasmus era diverso).
Il lavoro l'ho cercato soprattutto gli ultimi 2 mesi.
Sono rimasto fino a maggio: ho superato la paura di entrare e chiedere se stessero cercando; stavo li anche minuti prima di entrare e chiedere sommessamente se cercassero qualcuno. Lo facevo senza sapere che stessi facendo, cosa andavo a fare. Lo facevo perché non mi volevo arrendere ma anche per non deludere qualcuno o anche me stesso. Il lavoro l'ho trovato 2 settimane prima dell'ultimatum di mia sorella: o trovi o te ne vai. Non ero felice di averlo trovato ma solo soddisfatto. Ce l'ho fatta! Era da un italiano che mi è sembrato (ed è) molto corretto. Un part time di 15 ore settimanali, giusto per iniziare. Paga decente. Pulizie.
Il mio primo lavoro è durato la bellezza di 5 ore.
Non me lo aspettavo. Nessun rimprovero mi è stato fatto, nessun alzata di voce. MI era stato detto pulisci e lava per terra. Quello ho fatto.
Dopo che ho chiesto perché mi è stato detto: "sono stato lento?" "lo hai detto tu, troppo attento. Forse la cucina non fa per te". Mi ha pagato e sono uscito.
Sono tornato a casa non pensando a niente. Il giorno dopo rimango seduto nei giardini del belvedere per un'ora a guardarmi le braccia, come catatonico. In quel momento potevo anche farmi del male. Forse.
Vedete io non credo di essere a rischio veramente di suicidio/farmi del male, anche se alle volte vorrei averne il coraggio. Secondo il mio avviso, guarire e quindi vivere veramente o uccidersi sono la stessa cosa; credo che sia più facile trovare la soluzione per vivere ed è per questo che potrei essere immune dal suicidio. Ma comunque, ripeto sono molto lontano.
Mia sorella mi fa i biglietti, ritorno: "passa le vacanze e pensa a che vuoi fare, prendi una strada ma devi essere sicuro, io ti appoggio, anche se vuoi fare l'uni".
è strano questo fatto. Nessuno della mia famiglia appoggia il fatto che abbia fatto musica (suono anche il piano e sono abbastanza bravo da poter fare il pianista, cioè lo ero). Anche lei, la sorella, da un lato dice che mi aiuta e mi ascolta dall'altra però rifiuta il mio percorso di studio e forse di vita.
A fine maggio sono in calabria di nuovo dai miei: la volontà c'è, quantomeno di provare a non impantanarmi. Faccio il passaporto, mi metto in lista per lo psicologo della mutua, inizio da solo a leggere dei libri universitari di musica che non avevo fatto, provo a non perdere il tedesco, faccio domanda per il servizio civile all'estero.
Il punto è che sono bloccato dalla casa, dai ricordi, dai genitori... Risultato? il tedesco pur leggendo ogni tanto articoli, guardando video lo sto perdendo, soprattutto per vocaboli.
Continuo a leggere testi sulla musica ma sto perdendo la voglia (a che pro lo faccio?).
Al colloquio dopo una prima parte buona, l'esaminatore mi da del confuso: "non puoi non sapere cosa fare se ti va male qui". Volevo rispondergli: meglio che fare lo stesso lavoro di merda per 30 anni, andare in pensione e poi morire male. Sto ancora aspettando l'esito.
è passata l'estate ed è successa una cosa molto velocemente nelle scorse due settimane: vado da una mia amica in sicilia (come ogni anno da quando l'ho conosciuta) e soprattutto viene una mia amica dell'uni dal nord e allo stesso tempo torna mia sorella per 5 giorni.
Per me l'estate è stata questa. Non che non abbia amici qui a reggio ma li reputo tutti "sbagliati" perché fanno parte di quel me che è "sbagliato". Tra questi però ce ne sono 2 che sono d'infanzia. Non sanno nulla di questi problemi psicologici. SAnno molto di più le mie amiche del nord che non loro. Anzi vi dirò mi sono aperto di più con la fidanzata di uno dei due che ho conosciuto tra il 2 e il 5 di questo mese che con loro.
Per ritornare alla mia amica: le amicizie di reggio si sono unite con quelle dell'università nella città che odio. Abbiamo passato dei bei momenti veramente. Quasi quasi, ho dato delle possibilità alla calabria. Gli è piaciuta tantissimo (per paesaggi ecc, almeno). Allora forse sono io quello che vede le cose sbagliate?
Se ne va 2 giorni fa insieme agli amici di infanzia (studiano fuori). Abbiamo parlato, ci siamo conosciuti meglio. Forse mi piace anche (come potrebbero piacermi tutte le amiche che ho conosciuto) ma non è questo il punto. Il punto è: ora che faccio?
Non mi è rimasto nessuno. La mia amica voleva che mi smuovessi e facessi qualcosa (come tutti gli altri amici), la ragazza dell'amico sopra, vuole che salga per questo mese per cambiare aria e cercare qualcosa: non credo lo farò. Troppi soldi da spendere. Gli avevo detto che andavo, ancora non gli ho detto che non andrò
Quell'euforia del giorno dopo è praticamente svanita e l'unica cosa che mi è rimasta è l'angoscia. Non piango mai, non ho pianto neanche quando sono stato licenziato. Stavo per piangere oggi quando, seduto sul divano guardavo le serie tv pomeridiane pensavo al mio futuro e alle mie giornate future vuote, con l'angoscia di dover trovar qualcosa da fare e nessun aiuto rimasto.
Piango solo quando penso a me stesso e quanto abbia fallito nella vita e stia fallendo.
La cosa strana è che comunque non mi arrendo veramente, faccio finta di provarci: sono andato in radio per vedere se potessi diventare uno speaker (fare uno stage), vedere a che punto è la lista dello psicologo.
La cosa che più mi sorprende di me è queste due facce: da un lato l'andrea che vedete scritto su che non sa come riempire le giornate, che non sa come approcciarsi a gente nuova, che è confuso; dall'altra un'andrea che vuole stare al centro dell'attenzione, intelligente (perché so di esserlo cioè di avere un tipo di intelligenza), che ha degli amici,simpatico, che potrebbe diventare anche presidente del consiglio.
Come fa una persona ad essere tutte queste cose?
Questi giorni con la mia amica comunque mi hanno fatto capire che se non faccio nulla sto fermo e se sono fermo la situazione ristagna. Solo con il mutamento il mio inconscio può mostrarsi in tutta la sua debolezza e solo tramite questo posso fargli cambiare idea. Se sono fermo faccio il suo gioco, il gioco che non mi porta a nulla e fa diventare la situazione peggiore (che non è il suicidio), realtà.
Certo, devo rimanere a reggio per un po' è la cosa mi crea un'angoscia infinita.
Devo riuscire a ritrovarmi a creare situazioni nuove. Non sono in cerca di un lavoro ma di me stesso. Come dico sempre a mia mamma "a me dei soldi non interessa e neanche del lavoro". Per questo non sto cercando, adesso, un lavoro serio ma solo qualcosa che mi possa piacere, che mi faccia capire chi sono. Un cameriere o lavapiatti, me lo terrei per sempre e morirei senza sapere nulla di me. Ho più bisogno della mia salute mentale che dei soldi.

QUesto post quindi sarà (fin quando non mi seccherò) un modo per sfogarmi ma anche, per voi utenti di dire la vostra su di me, farmi domande, per capire me stesso e vedere lati che non riesco a vedere; se sono a questo punto evidentemente una faccia a faccia con me stesso non basta più.

Una buona serata a voi, da Andrea PSICO D.gif

Inviato da: andre92 il Giovedì, 08-Set-2016, 22:34
sono pazzo, anche se lo psichiatra mi ha detto che sono sano, devo essere pazzo.
Ho accettato di andare in Germania per poco tempo: se trovo qualcosa resto sennò tornerò molto più povero e tanto più disilluso.
Solo 24 ore fa scrivevo "non andrò", ora scrivo "ci vado". Cambiamento d'umore? no, mi hanno convinto. Mi hanno tempestato di telefonate, fino a che non ho fatto il ticket. Nessuno mi costrinse, potevo dire: "no guarda, voglio morire qui, solo e piangermi addosso", non l'ho fatto. Avrei preferito iniziare questo fatto della radio e magari la psicoterapia. Non succederà o almeno, ad essere pessimisti, succederà a fine mese.
La cosa che mi preoccupa di più sono i soldi. Non ho tantissimo con me ma è anche vero che escluso il cibo e il viaggio non pagherò nulla.
Sono preoccupato, agitato. Tanti cattivi pensieri ci sono ma forse quella cosa per non farmi cadere è tornata: un minimo, infimo livello di speranza.
Potrei anche finire barbone li, realisticamente non accadrà ma...
Non so cosa accadrà ma il ritornare a fare di nuovo quella fila per "elemosinare" lavoro (che mi farà schifo) mi preoccupa. Mi preoccupa come mi risponderanno, la faccia che faranno e il tedesco un po' arrugginito. Ma, MAH il clima è diverso e sono solo 2 settimane... vedremo.

Inviato da: andre92 il Martedì, 13-Set-2016, 02:17
Giorno 1 in germania. La città è veramente carina. Devo ancora capirla ma siamo all'inizio.
Ho già iniziato a spendere un po' tra cene fuori e cose di necessità. Sarà che sono in parte anche in vacanza ma questo fatto mi preoccupa... vedremo.
Ho già visto pochi locali in cui sono stato. Niente al momento. L'aiuto degli amici c'è, la paura rimane.
Spero di rimanere? In larga parte si, dai. Dall'altro vorrei tornare indietro (a morire e a pensare che la mia vita fa schifo? perché?)

Sento comunque l'ansia della cosa, ma cerco di scacciarla. Molte volte tutto mi assale e cerco di tranquillizzarmi respirando e convincendomi di aver fatto tutto giusto, convincendomi che questa è solo una vacanza, mal che vada si ritorna indietro.
Credo che sia meglio questo pensiero ansioso che l'altro della vita fa schifo.

vedremo come continua.

Inviato da: andre92 il Sabato, 17-Set-2016, 20:13
Giorno 7
esordisco con: ho trovato un lavoretto.
La cosa mi preoccupa. Non tanto per il lavoro in se (beh, anche ma si controlla). Più per tutto quello che ne conseguirà.
è un part time in un fast food. Pagato.. diciamo dignitosamente. Non diventerò riccol anzi. Dato che è un part time dovrò trovarmi dell'altro. Con quello che mi danno credo di pagarci l'affitto. Era la situazione che volevo evitarmi: stress per il lavoro e stress per trovarne un'altro.

E poi ci sarà la casa, la scheda sim, la registrazione al comune, il lavoro... e soprattutto dover badare sempre ai soldi. Soldi che non avrò, soldi che vorrò... Sono preoccupato, tanto preoccupato; sono ansioso da quando mi alzo a quando vado a dormire.
La cosa buffa è che non penso o quantomeno blocco il pensiero. Non credo basti... Spero e non vedo l'ora o di aver fallito ed essere tornato in Italia o di essermi sistemato ed esser diventato indipendente.
In questo periodo mi sento molto stanco: tra uscite fuori, fare il turista e cercare qualcosa... troppo stressante.
A fine mese il mio amico andrà via e rimarrò "solo" (anche se ho conosciuto un po' di persone).

Vedremo come andrà a finire, tanto cosa può succedermi? al massimo muoio o divento barbone. è così preoccupante la cosa? Sì... ma non preoccupiamoci (o almeno proviamoci a non farlo).

Inviato da: andre92 il Domenica, 18-Set-2016, 23:03
Giorno 8: la situazione si complica. Il capo mi ha detto che devo fare un mucchio di cose per fare il contratto. un mucchio di cose che mi fanno sentire anche un po' in gabbia (in questo lavoro e questa città) ma anche lo stress di farlo.
Stavo pensando di rinunciare come sempre... potrei farlo. Ci vuole poco a scappare e vaffanculo. Eppure non credo sia la soluzione migliore (come neppure tornare a casa).

Devo lottare per me stesso e magari soffrire: 1 - 2 - 3 mesi e poi magari qualcosa migliorerà.
e se così non fosse? boh...

Inviato da: andre92 il Martedì, 20-Set-2016, 18:11
ho mollato.
o meglio ho trovato un'escamotage...
Ho detto al mio capo che non voglio lavorare li. In effetti mi fa un po' cagare quel lavoro. Non lo volevo in verità. Lavorare in gastronomia mi fa schifo, oggettivamente schifo. L'ho capito quando mentre facevo quegli hamburger mi è salito un po' di nausea.
(beh come può essere diverso se reputo il cibo "inutile"?)
E' possibile che non c'è altro che possa fare come primo approccio al lavoro?

comunque ho deciso di mollare e andare dalla sorella in Austria. Ci riproverò un'altra volta. Ha senso? forse no. è solo un modo per scappare? direi di si. Ma almeno ora sono più consapevole ma comunque non meno "depresso".
Qui però non mi trovo. è vero che gli ho dato poco tempo ma è anche vero che non è una città che mi ha meravigliato. (anche se nessuna città lo ha mai fatto).


Ho la sensazione che ritornerò in Italia: reggio non mi va di andarci, qui no, austria no... cosa voglio allora? chi sono allora? mah...

Vorrei trovare me stesso da qualche parte nel mondo, con un lavoro che quantomeno mi faccia trovare un lato positivo. Esiste questo lavoro? senza una laurea, probabilmente, no.

Inviato da: andre92 il Giovedì, 22-Set-2016, 01:43
sono relativamente più sereno ma ugualmente preoccupato.

i miei amici si sono "incazzati" diciamola così, il mio amico che mi ospita non me lo dice ma è quantomeno sconsolato.
loro hanno ragione o quantomeno so che il loro ragionamento fila, ma nessuno capisce il mio.
Allora sono due le cose: hanno ragione loro e sono io una testa di c....
ho in parte ragione e allora... allora cosa? continuo a non capire.

Inviato da: andre92 il Domenica, 25-Set-2016, 02:06
Giorno 18. Ho fatto i biglietti per andare in austria (eh! soldi che si perdono!).
In effetti sto spendendo un po' ma vabbè, diciamo che ancora posso farlo.

Partirò la prossima settimana. Con quale umore? Sicuramente sono più tranquillo. Lo hanno notato qui: quantomeno ora sorrido di più e faccio più battute.
Eppure adesso so che dovrò ricominciare da capo, ancora. C'è una sicurezza in più: so più o meno gestirmi con la lingua, so cosa fare, il problema è che non so se cederò psicologicamente. Mi sto cercando di convincere che la cosa che sto facendo deve essere "scialla", senza nessuna preoccupazione e soprattutto che troverò qualcosa (e non la butterò nel cesso).
Una parte di me ci crede o quantomeno i pensieri principali sono "ce la farai!" ma l'emozione non è quella di felicità o ottimismo, anzi tutt'altro. Che contrasto.
Credo da un certo punto di vista di essere un ossessivo: ripeto i soliti meccanismi mentali, penso troppo e male al solo scopo di... boh. Annichilirmi? per arrivare...? Non importa.
Devo solo smettere di cercare di capire tutto indistintamente di me e imparare chi sono tramite azioni. Solo dopo potrò pensare.

Respiriamo, calma, ci vuole calma...

Inviato da: andre92 il Venerdì, 30-Set-2016, 22:44
Sono arrivato in Austria.
ovviamente tra dire e il fare c'è il mare.

Ho già inviato un bel po' di cv. Devo dire che comunque oggettivamente, seppur si noti che si sta molto bene la differenza tra le due regioni la vedo: Li avevo trovato in 4 giorni, qui ho la sensazione che ciò non avverrà e non solo per colpa mia.

Già c'è un "ultimatum". Un mese. Già... per certi versi stavo meglio li in germania. Solo che non si poteva fare in così poco tempo.
Provo a non pensare, ci provo ad agire e basta ma è difficile... spero solo, quantomeno, di trovare solo un part time.

In più oggi c'è stata la conferma che non sono preso per il servizio civile. Lo sapevo è vero (me lo aspettavo), ma addirittura non essere neppure idoneo. Non ha fatto bene alla mia autostima. Stavo ricadendo per un po' nei soliti pensieri. LI ho bloccati.
La sincerità comunque non paga. Se lo rifarò mentirò, mi costruirò un personaggio che non sono una persona che non sono, solo per essere preso e dopo alla fine del tutto, ritornare da loro e sbattergli in faccia il fatto che i loro criteri di scelta (i loro come probabilmente di tutti), siano incredibilmente sbagliati. è questo il segreto di trovare il lavoro? mentire?
Allora (nel limite del possibile), mentiamo.

Inviato da: andre92 il Domenica, 02-Ott-2016, 12:56
Non so che opinione abbiate voi dei sogni. Per me i sogni sono importantissimi, non tanto come visione di una vita extra terrena ma come visione del proprio io. Non c'è modo più diretto per collegarsi con l'inconscio che con il sogno (vabbé anche l'ipnosi).

Ecco oggi ho fatto un sogno che non era un sogno. Io stavo pensando riguardo un fatto. Stupido forse. Ma è un fatto che mi ha fatto leggermente innervosire anche se un motivo non c'è, solo un sospetto.

Riguarda la mia amica che era scesa a farmi visita quest'estate. Avevamo passato la giornata insieme ad altri ragazzi (per me per lo più conoscenti, tranne qualcuno) in una località vicina alla mia città. Per ritornare, decidiamo di passare in un bar che è di strada per prenderci qualcosa.
Eravamo in due macchine per 5 persone. In teoria lei riusciva a stare nella macchina con noi, invece decide di andare con questo ragazzo che era da solo.
Arriviamo prima noi, li perdiamo di vista per strada, ci raggiungono tipo 10 minuti dopo.

Ora oltre il fatto che non capisco il perché lo abbia fatto (solo per non lasciarlo solo?), in me cresce un sospetto che non è confermato da NIENTE, che lei gli abbia fatto (siamo eleganti) sesso orale.
Era solo un sospetto che esclusa quella sera avevo dimenticato dopo.
Ora in questo sogno di ieri, ritorna questo sospetto che cerco di confermare in qualche modo (ignoto), pensando che sicuramente è andata così. Mi sveglio abbastanza alterato da questo fatto. Sto li a pensare per un po' per poi addormentarmi di nuovo.

Non era un sogno, ero solo io che me la pensavo su questo fatto. Molto strano.
Cosa pensare quindi? 1) che non capisco me stesso 2) che sono geloso di questa ragazza perch...? boh. (in generale io sono geloso di tutte quelle che mi sono amiche in senso stretto, circa 5-6 ragazze in maniera più o meno intenso, lei ora è in quello intenso)
3) sono un po' stronzo (ma non avrei sospettato minimamente se nei fatti reali una parte di lei non potesse farlo. Insomma una santa non è ma ha una sua regola sulle relazioni con i ragazzi... può essere arrivata a tanto?)

Io spero di no, ma perché addirittura sognarlo?

Inviato da: andre92 il Domenica, 02-Ott-2016, 15:49
Pensavo di aver fatto la scelta giusta... forse sono semplicemente scappato. (Anche se le contingenze non permettevano di restare.)
Non tanto per quello che sto facendo, quanto più, per le reazioni di chi mi sta intorno.
In germania, quantomeno, per quanto stress avessi, c'era un'aria positiva, leggera.
Gli amici quantomeno seppur non ti capiscono ti supportano.
I familiari invece non capiscono, supportano fino a che possono e alle loro condizioni.
Già ho una data: fine mese. Già una litigata: "non troverai lavoro senza una qualifica, hai 23 anni non puoi non sapere cosa fare nella vita. Hai fatto male a fare musica all'uni. Se stanno così le cose a fine mese te ne vai. Io ho studiato da sola con le mie forze senza l'aiuto di nessuno".
Cose che ho già sentito e che fanno sempre male.

Ahimè non sono uno che sa cosa fare nella vita. Ahimè mi piace la musica e magari vorrei anche poter fare sta cazzo di università musicale, magari in musicoterapia. Ne avremmo anche già discusso. Lei pensa che quello che ho studiato siano tutte cazzate, anche la musicoterapia "una cazzata". Tutte stronzate, l'ambito letterario? ho l'impressione che tutti gli ambiti che non ti diano un posto fisso, siano stronzate.

Ora ditemi voi secondo quale criterio io, persona "instabile", che ha bisogno quantomeno che le persone stiano zitte e non esprimano pareri, perché possono influenzarmi, possa trovare serenità in queste condizioni.
Ho la netta sensazione che tutti i miei familiari (da fratelli, genitori, zii ecc) non abbiano preso sul serio la mia situazione. Ho la sensazione reale che io sia stato "catalogato" come uno che non "vuol fare un cazzo". Magari una piccola parte di me è così ma poi ho sempre reagito, male forse, ma ho sempre reagito.
Nessuno pensa che io stia male, male veramente. Che ho le mie motivazioni e paure, che ho bisogno di essere incoraggiato e se mi fermo aiutato. Purtroppo, in questo, nelle situazioni nuove, sono come un bambino di 10 anni che deve fare la prima media: è capace di pensare ecc ma è ancora un bambino.

In quei momenti e anche un po' adesso si è "Impossessato" di me la solita sensazione di nullafacenza/inferiorità/voglia di morire, che è solita in questi casi.
In più c'è stata (e c'è ancora) una voglia di scappare di qua, di nuovo. La voglia di andarmene da qui senza aspettare il mese. Magari sotto un ponte, soffrire di fame e freddo e alla fine morire. FOrse solo dopo che muori vieni preso seriamente in considerazione. Da tutti non solo dai familiari.

Più realisticamente, continuerò probabilmente a mandare cv, nella speranza che almeno, il mondo mi sorrida visto che mi sta accanto manco per il cavolo.


Inviato da: andre92 il Lunedì, 10-Ott-2016, 14:32
Ho fatto una scelta, magari anche un po' costretto dalle circostanze e anche dal futuro che mi aspetta se non lo faccio ma intanto. riprenderò a studiare.
certo si parla di farlo dall'anno prossimo. Lo studio durerà 3 anni. Il che vuol dire che quello che studierò lo farò a vita.
Sono abbastanza deciso nel farlo? diciamo di si anche se i dubbi ci sono.
La cosa mi da un po' di ottimismo. Sia perché ho un'obbiettivo sia perché quello che farò potrebbe piacermi veramente.

Continuo a lottare contro me stesso però. Il problema dei soldi e di trovare un lavoretto rimane. Spero che con questa scelta il fatto di fare un lavoro del cavolo, psicologicamente mi pesi meno.
(mi sto ancora informando al riguardo).
La verità è che credo che ancora mi peserà. di meno ma mi pesa.
Il continuo giudizio anche se so che non lo farò per sempre, anche per 6 mesi, anche se lo saprebbe fare anche un cretino di 17 anni che si fa le canne e prende tutti 2, c'è sempre.

boh... comunque alla fine da quando sta maturando questa decisione, sono più positivo e meno depresso (cioè penso meno).
Ci sono tante cose da fare se voglio fare quello che voglio fare (imparare meglio una lingua straniera in primis), ma passo passo, posso farcela. Non da solo almeno e soprattutto non pensando.
Fortuna che ho degli amici da tartassare.

p.s. la materia di studio la spiegherò più avanti, quando ne sarò sicuro al 100%

Inviato da: andre92 il Venerdì, 21-Ott-2016, 23:44
.... o forse no.
O forse quello che faccio non serve a niente. Perché cosa faccio? niente, non sono niente.
Cosa è successo in questo periodo in cui non ho scritto? Praticamente niente, mentalmente... solite cose.
Il primo ottimismo (o comunque mente occupata) ha lasciato spazio a quello che sono veramente: merda. Una persona che, ahimè si piange addosso, per avere le attenzioni altrui al fine di... e chi lo sa. Ma siccome qualsiasi cosa cerchi non avviene ecco che affondo sempre di più, sempre, ma senza mai affondare, senza mai fare quel passo più in la verso il farmi del male, verso il niente che tanto cerco. una parte di me cerca.
Da un pdv ormonale i momenti di felicità non ci sono stati. Quell'alto e basso generale in questo periodo è stato solo basso

Nella pratica non è successo veramente molto. Ho iniziato a mandare mail alle aziende per vedere se avessero un posto libero per tirocinio. Pochi di quelli che mi risposero mi dissero che posso già candidarmi per l'anno prossimo. Ho scritto una lettera presentazionale... cosa mi ferma dal non mandarla? l'attesa. Il fatto che da un lato ho tempo (infondo sceglieranno solo a febbraio/marzo) e il fatto che il fatto di dover aspettare e di essere solo mi ha fatto ricadere nel mio problema principale: pensare. è vero sto studiacchiando tedesco, ma quella che faccio è una vita da monastero. Eppure la faccio da 2 anni sta vita e perché? perché non riesco a uscire da
1) paura di qualsiasi cosa che richiami il lavoro 2)perché sono un insicuro/indeciso.

Oggi comunque la sorella mi ha detto le solite cose: cosa fai qui? non puoi fare così è meglio che te ne vada. Lavora su te stesso, candidati da qualche parte e fallo con convinzione. Solite cose.
Io non riesco a rispondere. Mi viene sempre da piangere... boh. (ma non era contenta del fatto che avessi fatto una scelta?)
Il punto però, per quanto ragione possa avere lei non sa tutto questo, ma anche se lo sapesse ho la sensazione che non mi scuserebbe/capirebbe.

è probabile che da qui a 2 settimane andrò via. dove? sicuramente in un posto dove non vorrei essere.
quanto vorrei essere già morto (o già vivo)

Inviato da: andre92 il Lunedì, 24-Ott-2016, 22:37
moralmente sto un po' meglio. Il fatto di ritornare in Italia da un lato mi trova contento dato che è pur sempre casa mia e rincontrerò alcuni amici facendo una breve sosta (forse), dall'altro so che la cosa durerà poco. So già che una volta tornato a casa gli obbiettivi prefissati con me stesso (studiare la lingua, trovarmi uno psicologo, magari trovarmi un tirocinio), con la stessa calma con cui ho seguito la parabola discendente qui in Austria, cadrano anche li.

Ovviamente non è solo il fatto di tornare in Italia che mi "rilassa" momentaneamente, ma è il naturale sali e scendi del mio umore: ho notato e credo di esserne sempre più convinto di avere dei veri e propri sbalzi d'umore. Non giornalieri e non eccessivi.
Sono motivati da sciocchezze e una parola, un messaggio, un fatto, potrebbe cambiarlo.
l'umore positivo/negativo dura un tot di giorni variabile (magari 3-7) per poi sopravanzare l'altro umore. Quello positivo non è così forte quanto l'altro, anzi è molto labile è più una speranza che alle volte diventa una leggera forza, che però non essendo supportata con calma decade.
L'ho visto ad esempio con la scelta che dovrei aver fatto. I primi giorni ero contento, poi però con lo scorrere del tempo e sapendo che comunque sarebbe stato difficile ma soprattutto ci sarebbe voluto del tempo, piano piano l'umore nero è tornato fino all'ultimo post. Ora ci sarà un periodo stabilizzante sul rassicurante/positivo per poi per qualche motivo ritornare indietro.
Sono in pratica in balia del mio umore.

non so veramente cosa fare al riguardo.
Gli amici, ahimè, ci hanno rinunciato. Più di dirmi le solite cose non sanno cosa fare.
La cosa più brutta per chi ha un problema del genere è proprio che non capiscono. Ti ascoltano, magari ti consigliano ma... nella pratica non ti aiutano. Tutte le cose che mi dicono le so già: so già che potrei stare qua o la, so già che dovrei lavorare per poi avere un futuro migliore.
La cosa più brutta però è appunto, che più di qualcuno ci ha rinunciato e la cosa mi fa star male, perché seppur siano e restino miei amici so bene che la cosa non giovi.
Lo vedi e percepisci quando ti contattano o li contatti: loro che hanno le loro vite, il loro progetto, il loro futuro che si sta livellando e io alla solita domanda: e tu che fai? l'unica cosa che posso dire sono le solite cose. In cuor mio, anche per quelli più stretti so che se la cosa continua per altri anni potrebbe distruggere l'amicizia creata. Quelle basi e condivisioni per le quali si è creato il rapporto piano piano potrebbero distruggersi, perché diciamolo, chi è che sopporta una persona che si piange addosso? chi è che riesce ad ascoltare le solite cose dopo una giornata di lavoro e magari dopo con la famiglia a carico? E quindi sarò uno da contattare ogni tanto (natale, estate ecc) magari per passare un piccolo momento insieme ma niente di più, perché non sei più la persona interessante di un tempo. E quindi sei li, esisti, la gente sa che esisti, ma penseranno che "starà bene, si".


VOglio questo? voglio autodistruggermi a questo punto?
Devo reagire in qualche modo: entrare nella mia testa, prendere quello stronzo che mi perseguita (io), sbatterlo contro il muro e minacciarlo fino a che non si decide a dirmi quale cazzo è il suo problema.

Inviato da: andre92 il Giovedì, 27-Ott-2016, 21:51
oggi è un'altro giorno dove un No mi è stato dato.
Un'altro colloquio dove non ero idoneo.
La differenza con le altre volte è che: 1) ci ho provato 2) il lavoro era tutto sommato non noioso, si lavoro d'ufficio ma quantomeno non il solito ristorante. Insomma poteva piacermi, poi per soli 3 mesi.

Non ho fatto tutto sommato una brutta figura, non credo di aver risposto male a nessuna domanda (certo non c'è un modo esatto di rispondere)... solo che, come già mi aspettavo, dovevo avere esperienza e in parte non ero convintissimo neanche io. Insomma chi è sicuro al 100% di un lavoro che non si conosce/mai fatto? Certo, se il lavoro è quello dei tuoi sogni o comunque ci si avvicina tutto si supera, ma in questo caso... no.

Certo lo sapevo che non mi avrebbero preso, però il tutto non fa che rafforzare il mio lato "autodistruttivo".

Ora come ora, l'unica cosa che mi interessa è... boh, fare qualcosa che mi interessi (cioè musica). Tornare in italia, andare dallo psico e capire. capire perché sono così testa di cazzo.

Inviato da: andre92 il Lunedì, 31-Ott-2016, 13:15
Non so come mi sento... è una di quelle fase stazionarie che probabilmente, a meno di eventi positivi, portano alla fase "depressiva".
Non so come spiegare, si può parlare di fase di stagnazione. Fase in cui fai quello che facevi prima, ma con meno convinzione. Inizi a domandarti a che pro lo fai ecc.
Anche questa decisione di ritornare in italia... iniziano a sovvenirmi i lati negativi della faccenda.
Sicuramente ritornare in Italia mi rende contento, in parte, ma dall'altro so bene dove sto ritornando. Insomma psicologicamente qui o li è uguale, o da un certo punto di vista peggio.

L'obbiettivo e le cose da fare rimangono, ma riuscirò ad essere forte abbastanza?

Inviato da: andre92 il Mercoledì, 02-Nov-2016, 00:55
oggi, pensando al futuro mi è venuta un po' d'angonscia/ansia che quasi scaturiva in pianto.
Per quello che farò/dovrò fare in Italia ma anche al dopo.
Pensando al tirocinio all'estero che forse, se mai verrò preso, mi attende.

Mi capita spesso di "angosciarmi"/diventare ansioso pensando ad un fatto ma è la prima volta che mi rendo conto quanto forte è stato quel pensiero. Il fatto scatenante è stato il viaggio: l'attesa del viaggio è angoscia più angoscia di quel che accade (ma anche all'opposto, piacere).
Pensando che se riuscirò ad iniziarlo dovrò farlo in:1) lingua straniera che non mi ancora così familiare 2)città che non conosco 3) con materie non facili 4) da solo.

Di per se dovrebbe fare lo stesso effetto adesso, ma non è così. Potremmo definirli brevi attacchi ansiolitici ma poi in effetti non è così visto che oltre all'angoscia e voler scappare, non c'è nient'altro

chissà se riuscirò a controllare me stesso e tranquillizzarmi...

Inviato da: andre92 il Venerdì, 11-Nov-2016, 01:36
e tutto si ferma, di nuovo.
In questi 10 giorni non è successo tantissimo ma è successo qualcosa.

sono tornato in italia. Sono ritornato per qualche giorno in friuli, ho rivisto persone, gente. Non mi sono sentito ne male ne bene. Chi mi conosce mi vede bene... io gli ho sempre detto che i depressi o comunque nella mia situazione, in determinati contesti male non sentono: di cosa dovevo lamentarmi? stavo in mezzo ad amici, in un posto che rivedo volentieri e soprattutto non pensando troppo a quello che sono.
Non ho provato grandi emozioni, solo ogni tanto attimi di gioia, casuali, senza che il motivo scatenante fosse così forte per provocarlo.
Ho fatto una cazzata anche: in pratica cerco sempre notizie che non mi vengono dette riguardo la mia persona: pensieri, opinioni che si scambiano amici che magari e non mi vengono dette o forse che vengono dette in maniera diversa, in maniera più diretta, stronza; questo porta a farmi i cazzi degli altri, ogni tanto e quando so di poterlo fare. Non mi metto a fare cose illegali, ovviamente, ma ad es. se posso controllo le conversazioni degli amici (un cellulare lasciato li, un facebook non chiuso).
E' capitato stavolta con la mia amica, se n'è accorta, dopo si è incazzata, perché oltre a violare le sue cose, questo dimostra che non mi fidi... anche se lei lo sa come sono fatto abbiamo parlato e mi abbia detto che si è arrabbiata ma non importa, so benissimo che importa.
Per un attimo ho pensato che la "perdessi", in verità so che non mi abbandonerà ma sicuramente so che un po' all'erta starà su questo pdv

Comunque oltre questi pochi giorni di ospitalità fuori, sono ritornato in calabria.
Quale umore? L'umore di dovere quantomeno andare dallo strizza.
Una parte di me si vuole crogiolare nel suo dolce far niente che porti alla "morte", ma non posso permetterglielo.
Devo reagire ma so già che sarà dura...
Speriamo bene

Inviato da: andre92 il Venerdì, 18-Nov-2016, 17:34
iniziano le giornate vuote, senza scopo. O meglio, inizia la lunga storia per capire me stesso aiutato da qualcuno.

La situazione a casa è sempre la stessa. Nulla cambia.
Quello che deve cambiare sono io, ma i presupposti non ci sono, c'è solo la volontà.

Spero vivamente che lo strizza riesca a farmi capire cose, col tempo... anche se anche quello non né ho tantissimo, o quantomeno ne ho ma devo usarlo bene, intendo il tempo da buttare.
il primo colloquio è andato discretamente bene. Si è parlato di alcune cose non di tutte e anche io non mi sono aperto al 100%, mit ruhe.

In questi giorni studio, mi chiedo perché lo faccio in parte. Spero di ritornare in Deutschland? Probabilmente ma non ora, non ancora... deve mettere una fondamenta di qualcosa, preferibilmente di cemento armato resistente ai terremoti e per farlo ci vuole tempo.
Cosa fare nel frattempo?
In effetti qui non ho nessuno a cui tenga veramente e non ho come impiegare il tempo in altro modo.

Ce la farò, spero...


Inviato da: andre92 il Giovedì, 24-Nov-2016, 23:04
pur sapendo che magari è solo ansia, continuo a pensare al lavoro o meglio i primi lavori che probabilmente farò come una prigione.

Mi è appena successo. Una sorta di gabbia che si crea e dalla quale non posso uscire. Una tristezza/depressione infinita che dura per qualche secondo.
Le uniche cose alle quali penso sono: lavorerò 40 ore settimanali, non riuscirò a fare nient'altro e se andrò dove nessuno mi conosce, sarò irrimediabilmente solo e con quattro solo in tasca che mi porteranno a stento a vivere. è un pensiero che mi fa scappare e mi blocca è un pensiero, tutto sommato, orribile ed è anche quello che mi fa star fermo.

Forse anche influenzato da quello che mi circonda (situazione economica del paese e visione del lavoro in famiglia) vedo come lavoro = vita = niente svaghi = depressione = morte.
Non per niente preferirei fare un lavoro o part time (che non ti da abbastanza soldi però) o comunque con una scadenza certa.
Come la psicologa ha detto è vero che io sono libero di liberarmi quando voglio, eppure il pensiero arriva sempre.

Certo in questi pensiero non si tengono in conto alcune cose: la vita stessa. Il fatto che prenderei dei soldi, potrei conoscere nuove persone ecc.
Sono forte abbastanza per tutto questo? non lo so...

Inviato da: andre92 il Mercoledì, 30-Nov-2016, 00:29
gli incontri proseguono. La psicologa mi ha già ampiamente inquadrato. (mi ha già dato del testardo, cocciuto e ha capito che non arrivo mai al punto, devio).

Si è parlato di cose molto private quest'oggi e inoltre, l'ho vista preoccupata sulle problematiche umorali e su come parli "tranquillamente" di suicidio.
Ovviamente vuole indagare meglio su questa cosa.
Io, ovviamente, ero li che volevo arrivare. Posso affrontare tutto: parlare apertamente con la famiglia, limare il mio carattere e la mia visione sul lavoro ecc ma questo fatto "umorale" no.
Spero che si risolva e col tempo capirci qualcosa (sperando di non usare dei farmaci, temporanei).


Inviato da: andre92 il Mercoledì, 07-Dic-2016, 13:17
non riesco a gestirmi: non riesco a gestire il pensiero e le emozioni.
Sono ingabbiato in questo.
Ho fatto un "colloquio". Non l'ho vissuto al meglio, anzi.
L'ho fatto principalmente per capire come reagivo.
In generale, le solite cose: troppi pensieri, troppa ansia, troppa voglia di "morire" in quella situazione; sentirsi inadeguato, insensibile a quello che si va a fare e ingabbiato. Per una paga poi misera: 500 euro per più di 40 ore settimanali. Dici son soldi, dici che va bene non lo farai per sempre, ma il pensiero, l'umore, il fatto che starei qui per un po' senza via d'uscita... no, troppo forte.

Inviato da: andre92 il Venerdì, 16-Dic-2016, 01:11
è incredibile come i colloqui con la psicologa mi diano fiducia...
ho fatto il quarto incontro, ho parlato di molte cose probabilmente 70% delle cose importanti.
Manca ancora di parlare e risolvere la parte di interazione cioè come interagisco con gli altri, alcuni atteggiamenti, relazioni con l'altro sesso ecc. Si è accennato qualcosa ma lo scopo principale adesso non è quello ma sicuramente non è meno importante.

La situazione a casa non è bella: troppo stress, troppe urla, troppo odio probabilmente. E io in mezzo... volente o nolente a gennaio vorrò andar via. Anche a morire di ansia, anche se dovrò andare sotto un ponte, andrò via.
Spero di riprovare in terre germaniche, anche se ho sempre paura: la lingua, il lavoro, la burocrazia e soprattutto non avere un obbiettivo reale o un piano b.
SIcuramente devo iniziare qualcosa, qualsiasi cosa e poi vedere ma non avere un "Piano" un ambito che possa aprirmi per migliorare poi la mia vita non c'è, o meglio c'è ma lo trovo tutto campato in aria... e se non mi prendono? e se non mi piace? e se scopro che non lo voglio veramente fare? non sarebbe stato meglio a ugual paga, fare quel lavoro di merda e dedicarsi ad altro?
E se il tempo per altro non c'è?
ecco tutto questo mi porta via...
ovviamente il pensare troppo è un problema, la psicologa mi ha dato un esercizio per "aprirmi" con me stesso: parlare con me stesso, ad alta voce, guardandomi, esprimere quello che voglio dirmi.
Un po' funziona. Siamo solo all'inizio, certo... Secondo lei anche un problema è che non voglio parlare con i miei familiari apertamente. Step by step mi ha consigliato di aprirmi... su questo sono titubante ma magari cose un po' per volta si possono dire
Ci vorrà tempo, tanto tempo ma soprattutto azioni. Restare fermo non serve, non posso è inutile e soprattutto non aiuta la psicologa a capire chi sono.
Diciamo che con lei accanto (per quanto poi gli incontri siano solo sui 4 mensili) potrei farcela.
sono fiducioso, ansioso certamente, ma fiducioso.
Non ho più veri cali depressivi, anche perché in casa abbiamo un altro membro: il fratello tornato per un po'. Mi riesce difficile essere "depresso" con qualcuno accanto che conosco "bene" che non siano i genitori. Non ne ho il tempo, poco spazio personale e non voglio che vedano quel lato di me... Non dico che tutto ad un tratto divento festaiolo, rimango sempre lo stesso ma la presenza fa si che io non cada in pensieri e umori troppo profondi.
Insomma per ora tutto è stabile sapendo che dentro non lo sono per niente... speriamo bene.

Inviato da: andre92 il Lunedì, 02-Gen-2017, 00:50
non scrivo da un bel po' noto...
cosa è successo in questo periodo... le vacanze o meglio gli altri erano in vacanza io mi ci sento dal 2015 anche se non è proprio una vacanza ma un calvario, un trovare una mia strada.

L'umore e l'atteggiamento di questi giorni è stato normale: ne troppo triste ne felice.
In mezzo c'è stato natale: il natale a casa mia non è natale. Il clima familiare è sempre stato pessimo e le feste sono un periodo in cui tutti sono a casa e quest'anno c'è anche il fratello.
Il che significa che qualsiasi cosa fa scattare le urla di mia madre e le litigate.
Sarò pure meridionale ma le mangiate stratosferiche che ogni calabrese/siciliano ecc fanno nel corso delle festività io non le ho mai viste. Queste giornate sono come le altre, anzi peggio perché il cibo per chi cucina (mia madre) sembra sia una fustigazione divina; non sapendo cucinare granchè e non cercando di migliorare al riguardo anche sotto i nostri consigli, che lei vede sempre e solo come critiche, tutto diventa una tragedia.
Anzi quest'anno è stato un pranzo normale o comunque diverso. Siamo stati dalla nonna che anche se anche lei non è una cuoca almeno fa cose decenti. Sembrava un qualcosa di "normale" come tutte le famiglie fanno. Poi ovviamente mia madre ha litigato con lei per stupidaggini, dei travisamenti di cose dette e incomprensioni e siamo stati costretti ad andarcene

Non solo per questo fatto ma per il concetto di natale in se e da come è sempre stato vissuto a casa tutta la giornata dal 24 sera fino al 25 l'umore era veramente depresso.
Il che significa che inizio a pensare a quanto tutto quello che vivo faccia schifo, (nello specifico il natale) la mia famiglia fa schifo, io faccio schifo e inizia a venirmi in mente la frase: dovresti essere morto.
Solo una cosa positiva potrebbe risollevarmi il morale o quantomeno non farmi pensare. Questo non è avvenuto.
Poi sia per il fatto che ho gli amici che sono tornati e quindi non sono sempre chiuso in casa la cosa è passata il giorno dopo. La cosa che più mi sorprende è che non ero solo ma l'umore non era comunque pessimo: non è bastato un fratello in casa per farmelo cambiare.

In mezzo c'è stato il mio compleanno. Per me il compleanno è relativamente irrilevante però è stato relativamente positivo. Certo oltre i familiari, se lo sono ricordato in 4 persone (e quanto dico quattro sono quattro): le 2 mie care amiche e la famiglia del mio amico.
Vedete sono un po' uno stronzo, vedo il mio compleanno come qualcosa di inutile, irrilevante ma aspetto e spero sempre che almeno quelle poche persone a cui tengo se lo ricordino. Sono stato relativamente "male" tutta la mattinata sperando che qualcuno se lo ricordasse. è strano no?
Perché se mi ritengo inutile ecc, spero che qualcuno se lo ricordi? perché devo dipendere dall'altro per essere felice e non riesco a "farmi gli auguri e brindare" da solo? Potevo semplicemente dire a quei quattro stronzi che sono qui "senti oggi è il mio compleanno usciamo e ti offro na roba", ma non lo faccio, non lo faccio mai... perché?
Fatto stà che, la cosa più strana ma piacevole è che alla sera andando a cena di questo mio amico sono stato trattato relativamente da festeggiato (hanno addirittura stappato e usato un panettone come torta xD).
Eppure la cosa mi rende comunque infelice, nel senso: so che ci sono e mi voglio bene ecc, ma (ed è questi ma che mi fregano), la mia famiglia non è così, non ho una famiglia del genere, anzi vorrei dire che, escluso fratello e sorella, non ho una famiglia. Sono solo insieme di persone che vivono insieme, come dei robot. Ma anche fratello e sorella sono fatti della stessa pasta. Mi vogliono bene, ma si comportano come loro (parzialemente) e forse io pure.
Io non ho quella famiglia che mi ha fatto stappare. Ho qualcos'altro. Certo potrei crearmela ma... sono lontano dal farlo.

Oggi è 1 gennaio. Da qui a un mese dovrò essere via da questa casa. La germania mi attende.
Sono veramente veramente agitato, spaventato, depresso e leggermente speranzoso al riguardo.
Da una parte c'è il non voler fare un lavoro di 30-40 ore senza tregua (magari è solo pigrizia/immaturità come disse la psicologa), dall'altra c'è la volontà di crearsi un futuro.
In questo momento però vorrei essere avviato nel percorso della vita, quanto essere un barbone e essere vicino al fallimento totale e morire così.
Parzialmente potrebbe essere la stessa situazione di quando ho fatto l'università: solo, senza aver capito bene quello che si è scelto a farsi il mazzo. Li paradossalmente, per i primi 2 mesi ho pianto quasi tutti i giorni, paradossalmente ero messo molto peggio di adesso come auto analisi
Adesso però questa cosa è molto più difficile. Andrò senza quasi appoggio, senza sapere bene la lingua, senza essere sicuro e soprattutto senza che quella cosa che faccio mi piaccia e mi iporti da qualche parte. Forse però è proprio questo che devo seguire: il caso.
Il problema però sta in un fatto, i soldi. Ho sempre avuto di morire di stenti perché non so fare un cazzo (cioè qualcosa che possa portarmi denaro) e quindi non ho come guadagnarmi denaro.
Ora più che mai questa paura è presente. Se avessi un po' di soldi risparmiati da parte partirei tranquillo. Quei soldi però non li ho.
Parlerò prima con chi mi ospiterà perchè sappia tutte le mie pare perché solo così potrò sentirmi tranquillo nei suoi confronti.

Pregate per me xD

Inviato da: andre92 il Giovedì, 19-Gen-2017, 01:07
mmmh cosa dire...
è un momento di transito tra la partenza e l'attesa.
Aspetto di andare dallo psichiatra. Il test della personalità ha fatto propendere per una visita.
Secondo lo strizza niente di veramente serio ma comunque ansia/umore non sono da prendere sotto gamba. Quello che spero io è che mi dia qualcosa per tenere a bada 1) l'ansia, quella vera, forte 2) l'umore depresso di alcuni momenti, insomma anche qualcosa solo al bisogno.

è risuccesso oggi pomeriggio. In generale accade spesso che il pomeriggio possa venire l'umore depresso. Non so perché. Oggi in particolare è arrivato di "soppiato". Certo la motivazione principale in questo momento su cui si aggrappa è: non stai facendo nulla qui e quando ripartirai fallirai oltre che alcuni problemi interni in famiglia che mi fanno sempre più rendere conto di quanto la situazione sia quello che è (un minimo basta per far ritornare le urla) ma anche di quanto sia succube di questa cosa e di come dovrei poi reagire dicendomi essenzialmente: non è colpa tua, l'unica cosa che puoi fare per te stesso e fare qualcosa, quindi andar via.
Così da un lato mi sento come se qui volessi fare qualcosa di utile ma non ho modo (progetto cosa che voglio andarmene presto?) dall'altro fallisco mentalmente; di quello che dovrò fare, cioè, arrivano pensieri di fallimento/commiserazione. Fallirai perché non sei capace di, fallirai perché non hai abbastanza soldi per, fallirai perché quello che farai è una gabbia, fallirai perché fa freddo e magari non ho abbastanza vestiti e non ho i soldi per prendermeni di nuovi. Cose così. Cose possibili ma in realtà che non avverrano (si spera).
La cosa positiva è che mi accorgo di esserci caduto dentro, cosa che prima non avveniva.
Un buon esercizio che mi ha dato lo strizza è "fermarmi": in pochi minuti, visto anche il mio comportamento a rimurginare/tergiversare, immaginare la persona con cui si ha il problema (anche se stessi) e in quei 5 minuti esprimere i dubbi, le problematiche e la relativa soluzione.
Funziona? non del tutto, sicuramente mi rende schematico, indirizzato.
Non riesco a farlo per l'umore però ma per i pensieri si.
Oggi ha aiutato? non saprei neanche questo, sicuramente dopo l'umore è tornato normale.

Per il resto.. tanta preoccupazione appunto e lotta per convincermi che sto facendo la cosa giusta.
spero di partire presto, spero che la prossima volta che scriverò sarò già in deuschland

Inviato da: Topogigio il Mercoledì, 12-Apr-2017, 13:51
Ciao Andrea,

ho letto qua e là le tue riflessioni e avventure. Mi sembrava un po' di rivedermi, quando ero giovane, anche se con contenuti parzialmente diversi. Hai un gran casino in testa, come ce lo avevo io. Tanti pensieri, in molte direzioni, tanti progetti, una grande ansia di fare la cosa sbagliata. Non ho soluzioni per te, tutti speriamo che i nostri pensieri, un giorno, vadano magicamente a posto, ma forse bisogna attraversare molti luoghi, interni/esterni/condivisi, prima di trovare un po' di pace. Ci vuole tempo, un aiuto psicologico (come stai facendo tu) e magari anche farmacologico. Se guardo ora al mio passato, ora che ho superato i 50 anni, ai tanti anni disperati, strainquieti, alle mille domande (e alle mille risposte che mi davo) che mi attraversavano la mente tutte insieme, mi sembra un brutto sogno, durato un attimo. Eppure è durato una vita. Non troverai tutte le risposte, non è nella nostra capacità di esseri umani - prenditi tempo - non sei sotto esame - considera che non c'è giudice più severo di se stessi - sei così giovane, la vita ha ancora tanto da darti e da mostrati. Anche facendo errori, che sono comunque inevitabili. Le cose occorre ripercorrerle molte volte prima di capire qualcosa di se stessi. Non voler arrivare subito, è una lotta immane, disumana. Datti tregua, anzi tregue.

Inviato da: andre92 il Martedì, 30-Mag-2017, 01:06
riscrivo dopo molto tempo.
ho pensato molto a scrivere in questo frangiente, ma mi sono detto: perché? perché continuare a lamentarmi qui e dire sempre le solite cose? In effetti so già cosa dovevo fare.
Dove siamo arrivati dunque?
Son partito, sono in GE da un mese e mezzo. Sono successe cose positive, mi sono messo in gioco e sono migliorato in molte cose (non ho paura ad esempio di parlare tedesco).
Dove siamo? al punto di partenza, ancora. In effetti però, nella pratica, nothing happend. Sto ancora cercando: dopo alcune prove alcune fallite altre magari riuscite siamo ancora qua. Tra lavori che erano da un po' schiavitù e altri che non mi davano abbastanza (ore di lavoro e soldi) non ho ancora trovato nulla.
Sono positivo? no, ma neanche negativo. Sono realista. So che se non ce la farò in poco tempo, me ne andrò di nuovo, perché è giusto così. Sto dando tanto, tantissimo, forse non tutto ma ci sto veramente provando.
Il punto è che sento la pressione e questi miglioramenti sono utili per me e la psicologa. Se "fallisco" rimarrà solo il fallimento, del resto non importa a nessuna. In più la depressione colpisce, oggi particolarmente. Una sorta di demoralizzazione che porta poi a chiederti se stai facendo la cosa giusta, se non sarebbe meglio provare altro: dove? come? non è questo che volevo? e quindi sentirsi perso perché non riesci, perso perché non hai un futuro, perché alla fin dei conti è vero sono capace, ma non importa a nessuno; dovrei essere abbastanza forte da essere più forte di quello che il mio fisico richiede per provare a fare un passo che mi porti ad una nuova vita troppo lontana da raggiungere: potrei diventare ad esempio uno psicologo clinico però ci vogliono anni; come è possibile che io riesca alla mia età a ricominciare in questo modo e raggiungere quel punto? ed è qui che ritorna anche l'idea suicidaria...
Non fraintendete, ho pensato poco da quando sono qui, sarà anche per via del farmaco, ed ha aiutato. Il punto è che vorrei trovare qualcosa che mi faccia vivere senza che mi stanchi eccessivamente, un part time ad ex. Esiste questo lavoro, il punto è che pochi di questi mi hanno chiamato a fare una prova.
Una cosa positiva c'è stata, la prova come Costruttore/Riparatore di Piano. Ho fatto un viaggio due volte verso la baviera, da solo, in più in tedesco. Se mi prendono sono 3 anni e una carriera/lavoro assicurato. Tutto questo da solo. dovrei essere orgoglioso di me.

Vi saprò dire che ne sarà di me, stay tuned.

p.s. topogigio io voglio solo fare qualcosa che mi piaccia e mi faccia ripartire. Chiedo troppo?
e adesso sei contento di come sei?

Inviato da: Topogigio il Martedì, 30-Mag-2017, 09:46
Ciao,

la mia vita è sicuramente più stabile, anche se non sono sempre soddisfatta, ci sono momenti e momenti. Non chiedi troppo, ma bisogna fare i conti con le proprie fragilità, non si può fare di sé stessi qualsiasi cosa. E non sempre si trova disponibilità nel mondo, negli altri. Ti auguro buona fortuna.

Inviato da: andre92 il Mercoledì, 05-Lug-2017, 22:39
Le cose migliorano, non peggiorano, restano uguali.

Sono sempre in DEUtschland, più povero di prima, molto più povero di prima, ma con un lavoro.
è il lavoro che non volevo: fastfood service. Mah almeno ho un contratto regolare, part time, non schiavizzato e soprattutto un lavoro. Inizierò tra 10 gg; non riuscirò a mettere nulla da parte, ma sempre meglio che tornare in italia. Non che tornare in Italia sia sbagliato, anzi, ma non saprei cosa fare e fino a che non viene nulla di concreto (dall'idea alla realizzazione), non vale la pena.

Cosa è successo in questo mese? In parte le solite cose, in parte cose nuove.
Una stanza, un lavoro, viaggi che mi sarei risparmiato, stress più o meno altalenante.
La depressione c'è ancora, lo sento. Continuo ad avere veri momenti no, anche se non negli ultimi 10 giorni o anche più. Ma in questo periodo c'è un cambiamento, non so di che tipo, interiore. Inizio a vedere e magari anche l'inconscio vede, che deve provare a fidarsi.

Ora però, si ritorna al problema secondario: ora che un lavoro ce l'ho, cosa fare nel resto del tempo?
In questo momento sono solo; o meglio, gli amici che ho qui, li vedo di meno, giustamente. Ma il punto è che non ne ho altri e non so come trovarni di nuovi. Non sono dentro un sistema, non è università, non è neanche lavoro. Ho conosciuto parecchia gente direi, ma nessuno di questi è passabile come amico e sinceramente, per quanto non mi stiano sul cazzo, anzi, son bravi ragazzi, non abbiamo molto in comune. Eppure non che non ci provi a socializzare quando sono in compagnia, solo che... non ci riesco a pieno. Non lascio il segno, boh... Sta di fatto che sono ampiamente solo e non ho come uscirne.

Non ditemi potresti andare qua e la perché, da solo, queste cose, le vedo molto tristi.
Oggi ad esempio, c'era un tandem night organizzato da Aegee; ho chiesto se qualcuno volesse andare... nessuno. Da solo, non mi va. Non è timidezza, è che l'attenzione è focalizzata in quel caso troppo su di me e in genere le persone non sono interessati alle cose, pesanti, che secondo me dico. Magari con amici, la cosa si alleggerisce e non mi sento troppo al centro di un'attenzione che non voglio. O meglio, non è un'attenzione per la quale io so di essere in vantaggio. è complicato.

Per il resto però oltre la socialità c'è la progettazione: cosa fare quando non si lavora?
Non vorrei sprecare il tempo, come faccio adesso, a star al pc.
In università stavo bene perché c'era un equilibrio tra: pc, studio ,amici, musica.
Adesso c'è una noia pazzesca.
TUtto quello che potrei fare (escluso correre, uscire, passeggiare), implica spendere soldi. La palestra, comprare dei libri, tutto comporta il soldo e io non ce l'ho. Stavolta non ce l'ho veramente.

In questi momenti e probabilmente da qui a 10 giorni quando inizierò a lavorare, sarà una noia totale ma soprattutto sarà un sentirsi come quando ero in Italia, non tanto depresso quanto voler fare qualcosa, ma non poter farlo.

E poi c'è la musica... al corso di costruttore di piano non mi hanno preso, ahimè... Ero sicuro (come mai prima in vita mia) che seppur non mi facesse impazzire, mi avessero preso. E invece...
Ci son rimasto molto male, ma tant'è.
Inizio a pensare che forse stia scegliendo la strada sbagliata di dover far altro...
La musicoterapia è l'ultima cosa possibile che mi è venuta in mente di studiare.
Solo che costa, e non poco...
Non è tanto la confusione che mi preoccupa, quanto tutti i no che sto ricevendo. Direte, è normale ma io... non ho veramente idea di cosa fare della mia vita altrimenti, se non a studiare qualcosa che mi interessi un poco. E ad eccezione di questo, non c'è niente altro. Forse psicologia, anche se forse è solo un modo per auto curarmi... chi lo sa.


Inviato da: andre92 il Giovedì, 03-Ago-2017, 19:45
In questo mese è iniziato il lavoro.
Soprattutto è iniziata la stanchezza.
é una stanchezza importante, mi serve più di un giorno per recuperare dal dolore (gambe, braccia) e comunque non se ne va.
Dormo regolare, bevo, cerco di uscire ogni tanto; ma effettivamente, mi sento sempre stanco (stare dalle 6 alle 7 ore in piedi e dover lavorare così tanto sotto pressione, non fa per me).
Probabilmente gli altri lo hanno capito che faccio schifo a fare questo (o meglio non sono portato), non sto in cucina, faccio disastri. Sembrano tutte macchine... bah.

I colleghi, almeno, non sono tutti stronzi. I capi un pò si, ma... sono capi.
Non ho avuto veri e propri momenti depressi. Tranne una sera che mi sono sentito veramente triste, ho pianto; pensavo che i mondo mi cadesse addosso, di essere caduto nella cosa che non voglio. Eppure.
Ci sono però due tipi di persone che lavorano li: 1) gli studenti/giovani, di passaggio che lo fanno per i soldi 2) chi lo vuole fare veramente, gli "ottusi" che si accontentano e vogliono solo sposarsi e avere uno stipendio migliore... mah. Non li capisco.

Per il resto, non c'è molto da dire. Sto cercando di fare amicizia con i colleghi/persone che conosco e che mi stanno simpatici ma è molto difficile. Magari con qualcuno ci si scambia messaggi ma l'amicizia, anche quella superficiale, è altra cosa.

Dovrei/vorrei studiare, entrare in qualcosa che mi piaccia... intanto non c'è niente. Troppo stanco per fare tutto anche se ogni tanto ci provo.
Spero solo che la depressione, quella cazzuta non ritorni...

Inviato da: andre92 il Martedì, 12-Set-2017, 11:02
Un mese dopo: sono ancora li a preparare panini orribili e cercare di essere utile. Non mi fermo mai, ma la cosa non sembra interessare a nessuno; loro sono meglio di me, sono macchine che non sbagliano mai, praticamente. Io faccio molti errori ogni giorno... e sti cazzi, tanto tra un mese vado via.

Mi hanno messo in cucina visto che le pulizie sono passate a nuove arrivate (meglio di me? non saprei).
Sicuramente c'è più stress, ma non così tanta stanchezza. Sicuramente 40 ore non le reggo ma un part time con le vitamine e tutto, dai... pensavo di stare peggio.

Vorrei fare altro, studiare, interessarmi a qualcosa di interessante, ma non c'è tempo e non ci sono soldi: trova casa, non trovi casa, trasferisciti, cerca casa, fai visite, documenti per il nuovo lavoro, un casino. è stato più facile trovare un lavoro di merda che una stanza. Propongono case dove non farei abitare manco il mio cane.... bah. Poi i casting: sempre un giudizio su chi sei, cosa fai, dove vai. Neanche al lavoro devi avere tanta sicurezza sul futuro. Per quelli che ti" scrutitano" per avere una casa devi essere studente, pulito, ordinato, simpatico, espansivo ma non tropp e preferibilmente gli stessi interessi degli altri, insomma vogliono un robot su misura... bah.

Per via di tutto questo sono sempre più incazzato. Che da una parte è un bene, la rabbia non è uno di quei sentimenti che provo spesso, il punto è trasformare questa abbia in energia positiva, in tenacia, caparbietà per far cose che altrimenti non farei. Come ieri: all'ennesimo scontro sul metodo di pagamento di una casa in sub.affitto per il mese di settembre a una certa mi alzo gli dico"giovedì ti contatto per darti i soldi, se hai trovato qualcuno bene altrimenti tanti saluti e grazie".
Non so se l'avrei fatto senza rabbia, il punto è canalizzarla in qualcosa di positivo e non farsi mangiare dalla depressione e usarla negativamente.

Al lavoro c'è anche tanta rabbia per via del fatto che niente gli va bene, ogni cosa sbagliata mi ricorda un po' i miei quando sbagliavo (una tragedia), bah...

vita sociale... quasi zero, è difficile trovare qualcuno di interessante, è difficile trovare qualcuno che sia simpatico a pelle, alle volte penso che sia difficile trovare qualcuno che sia normale.
sembra strano però dico: con calma. è vero sono qui da tanto ormai ma se non ho incontrato veramente nessuno di simpatico a pelle un motivo ci sarà.

Depressione: al solito, momenti di vera depressione ci sono stati, soprattutto pensando a dove sono: un lavoro di merda e senza soldi, la cosa peggiore in cui trovarsi. Eppure so che questo poteva essere un lavoro per sempre, come molti che ho visto lavorare li, ma per me sarà solo temporaneo che ho un futuro davanti e anche se non so con quali soldi, farò musicoterapia e mi preparerò per questo... come? non importa, ancora. Un passo alla volta non è arrivato ancora il momento.

Inviato da: diamanda il Domenica, 29-Ott-2017, 18:08
Bè allora com'è finita? sei andato via da lì?
Sicuramente un ambiente lavorativo di questo tipo è pessimo.
Poi non sentirsi valorizzati in alcun modo è una cosa orribile.
Se già i tuoi genitori sono così e anche a lavoro devi subire questo stato di cose meglio cercare altro.
Magari prova con qualche tipo di azienda diversa, non so, passa ai negozi del fai da te invece che alla ristorazione. Poi non so, mi pare che tu non dici che ti piace cucinare.
A volte ho sentito dire che gli amici si fanno a lavoro. Ma io non la penso così, anzi, è anche rischioso, perchè se poi ci litighi per qualcosa magari si rovina tutto.
Spero che hai cambiato lavoro allora e che stai meglio.

Inviato da: andre92 il Martedì, 31-Ott-2017, 21:58
Salve a tutti è da un po' che non scrivo qui... il perché? non lo so sinceramente.

Non sono successe tante cose, diciamo che per questi mesi mi sento più stabile.
Ho trovato una nuova casa, fino a dicembre (Gott sei Dank!) e in più ho iniziato il nuovo lavoro.

Che dire... tutto molto molto meglio. Certo non fa per me, certo non mi piace e non lo farei a lungo però il clima è totalmente diverso.
Faccio il lavapiatti 2.0 (con la lavastoglie) e in più aiuto qua e la. Niente di complicato, a tratti stressante ma un ambiente molto molto rilassato.
Nessuno ti grida contro, nessuno ti crocifigge, sono molto comprensivi (alle volte troppo).
Tutto veramente ok, non mi lamento.
Sarà che è un ente pubblico, sarà che sono più profi... boh, sta di fatto che non mi sono mai sentito capestato, sfruttato, denigrato o inutile.

Ora posso quindi concentrarmi su di me un poco... ed è anche qui che arrivano i problemi. Deciso cosa voglio fare l'anno prossimo, deciso che fino a febbraio sono sistemato, come lo impiego il mio tempo?
Ahimè al momento non molto meglio di prima.
Certo devo migliorare il mio tedesco e ho preso dei libri, anche per studiare psicologia (senza troppo stress per capire un po') ma dovrò pur fare anche altro... il punto è questo, non faccio nulla; o meglio non faccio nulla per introdurmi nel mondo tedesco. Non ho amici o meglio conosco un po' di persone ma non sono amici, sono conoscenti. Non abbiamo molto in comune, non posso dire che mi stiano simpatici (ma con cià non vuol dire che siano stronzi o bravi ragazzi).
Secondo la psicologa dovrei fregarmene e comunque cercare di uscire con loro per "convenienza" cosa che non mi piace, per conoscere altra gente e magari trovare qualcuno che mi stia simpatico/a
Non ha tutti i torti il punto è che: loro non contattano, io non contatto loro se non per cose che mi potrebbero interessare (vedi un concerto di domenica prossima) ma che agli altri no.
Come trovare amici? Voi direte iscriviti a, vai ad eventi ma io ad eventi seralida solo (sopratutto disco) non ci vado sia perché mi troverei a disagio sia perché lo vedo molto da asociale/sfigato.
E quindi?
E quindi stiamo qua per il momento... dovrei fare qualcosa al riguardo ma effettivamente non so come farlo. Sarà quindi il caso di superare questo problema sociale?
direi di si, ma come?

per quanto riguarda l'umore, beh, c'è di peggio. Non va benissimo (dovute anche al fatto che mi sento/sono un po' solo) sia perché esclusa l'exp non mi sento di fare qualcosa per me stesso.
Ma ripeto, ho passato momenti veramente peggiori.

Ist alles von hier!
Stay tuned

Inviato da: andre92 il Mercoledì, 07-Mar-2018, 02:17
Sono passati mesi, tanti mesi.

Forse questo scrivere, la novità, il nuovo paese etc mi faceva bene.
Internamente sto/sono tornato un po' quello di prima.

Cosa è successo in questo tempo: ho iniziato il nuovo lavoro e l'ho anche finito.
Ricomincierò tra 1 mese, tra i due contratti, perché si me l'hanno rinnovato.
Il che vuol dire che gli sono piaciuto o meglio per quanto non sia portato e non sono il massimo, apprezzano l'impegno e va bene così (insomma questa è la spiegazione che mi sono dato).
Ma comunque, non sottostimiamoci e diciamo che, per quanto possibile, ho fatto un buon lavoro.
Voi direte, tutto bello e tranquillo quindi?
Neanche un po'.
Il fatto di aver trovato la stabilità lavorativa (se di stabilità si può parlare visto che sono 1 mese mezzo senza stipendio e quindi come vivo?) mi ha dato meno cose a cui pensare. E non è ok. anzi.
La mia mente, io, andrea, è alla ricerca di qualcosa, dello star bene. Questo star bene dove lo trovo? Nelle persone? quali persone?non ho veramente fatto nuovi amici
Nel lavoro? quale lavoro che non mi piace e le mie prospettive future sono incerte?

Quindi c'è sempre il problema del denaro. Non avrò probabilmente abbastanza soldi ad aprile per prendermi una stanza e vivere. E come farò? e che ne so.
Inoltre ho fatto un casino idraulico, che si spera, per via di assicurazioni personali e non, non pagherò (sennò chi li trova 3000 euro?)

TUtto questo mi fa veramente impazzire. Cadere nella profonda povertà. Immaginare di dover veramente far l'elemosina o uccidermi di lavoro per dover ripagare debiti... e così arrivano pensieri suicidari, non felici, di come potranno andare le cose.
Per questo e non solo, visto che mi sembrava al di fuori di questi fatti che il farmaco non facesse lo stesso effetto di prima, riandando dalla psichiatra, mi ha aumentato la dose; ultimo tentativo prima di cambiare farmaco.

Adesso sto cercando di trovare un modo per fare dei soldi in maniera legale xD
la verità è che è molto difficile e io soldi non ne vorrei chiedere in giro (famiglia) anche se mi sa che stavolta mi tocca. Sperando li abbbiano/li diano

Si sono più triste e sconsolato dell'ultima volta, potremmo dire depresso. Fiducioso come sempre ma sul fatto dei soldi io non riesco mai a venirne a capo. QUesto non so come affrontarlo, mi deprime, mi atterra.
Che poi di per se io non spendo neanche chissà che...
La mia psicologa è sicuramente soddisfatta, da un lato, dall'altro no, credo.
Oltre a un doc da pensiero (che ci ero arrivato da solo) cerca di spingermi a usicre fare qualcosa di utile durante le giornate.
La verità è che non so cosa fare. Se non giocare al pc e magari studiare quello che mi interessa
Cosa c'è di interessante la fuori che possa conoscere e che sia gratis? oltre passeggiare?
ed è qui che non so come uscire da questa... solitudine.
Certamente esco, ho conosciuto anche gente ma si parla di 2 serate la settimana. E nelle restanti ore?

Non lo so... penso di aver fatto dei passi indietro e mentalmente per via di questi fatti, rischiare di arrivare al delirio. Insomma, potrei magari cercarmi un piccolo lavoretto di 5 ore settimanali oltre al mio part time. Ma basterebbe? secondo me non saràmai abbastanza.
E il tempo passa e io ho la sensazione che io l'anno prossimo, 2018-19, sarò ancora a presso a questi lavori che non so fare, che non mi interessano solo perché non ci sono i soldi...

non so che fare, non so che dire... sotto qesto punto di vista depressione totale.

Inviato da: diamanda il Lunedì, 12-Mar-2018, 10:17
Una volta venni a sapere che un artista di strada ( quelli che suonano la chitarra, il flauto, o fanno i giocolieri, guadagnano tipo in media 50 euro al giorno. Meglio di un operaio. Ma devi vivere in una grande città e spostarti in vari posti e zone, dove c'è un grande passaggio di gente. Certo se vivi in un paesino allora è inutile. Come fare soldi legalmente? Questo è un modo. Poi magari puoi fare da tassista Uber, oppure aiutare delle persone per certe commissioni. Oppure proporti come baby sitter o dog sitter. Puoi anche imparare un mestiere nuovo, che so , il pizzaiolo, oppure vestirti da donna e frustare gli uomini, mestiere che va molto di moda.
Se non sai fare certi lavori allora chiedi aiuto, scrivi in qualche gruppo su facebook, scriviti su in stagram e mostra i disastri che hai e chiedi a qualcuno se può darti una mano. Cerca un'associazione in cui puoi fare terapia di gruppo, così puoi magari trovare incoraggiamento. chiedilo a qualche psicologo se puoi partecipare ad un gruppo, vai al CSM e dici che hai bisogno di un aiuto, che da solo non ce la fai, non c'è niente di male.
Ti ci vuole un gruppo di suppporto. Non hai famiglia, amici, qualcuno che possa darti delle dritte?

Inviato da: andre92 il Giovedì, 03-Mag-2018, 22:48
Si sta tranquilli
Ne bene ne male. Non ci sono pensieri intrusivi, non c'è neanche la depressione classica. Si vive.
Lavoro, alcune cose da fare... non si pensa nè al passato nè al futuro... L'adesso.
Il domani che si lavora magari ma niente di più.

Non parlerò quindi di vecchi problemi, solite rimurginazioni ma di cose più spicciole.
Quando si ha trovato stabilità, si cerca la vita negli altri. Quindi un partner o solo cercare persone nuove per poter condividere la propria persona.

è un vecchio problema mai affrontato e che non so tantomeno comefarlo. Le donne.
Non sono brutto ne bello, sicuramente non affascinante, simpatico, bel cervello, comico, strano, ahimè romantico, leggermente. Non sto cercando niente di serio o forse si. Sicuramente (escludendo una storia di sesso e basta che non sarebbe male manco quello) una persona con la quale condividere cose. Se stessi.

E ora una domanda generale: il depresso ( o chiunque abbia problemi con se stesso) come fa ad avere una ragazza?
non è un controsenso?

tornando a me; perché le donne non mi vedono come partner? me lo sono sempre chiesto da quando avevo 15 anni in maniera differente.

Io sono io, non posso cambiare chi sono, ma sicuramente posso dare più o meno attenzione o dosare le parole e l'atteggiamento per una persona.

Ho incontrato una persona, la chiameremo Silvia. Fa l'università, più piccola, studia e lavora. L'ho incontrata proprio al lavoro. Ci siamo messi a parlare dopo il turno davanti a una birra, visto che gli avevo chiesto il numero.
Poi è venuta con altri miei amici una giornata al parco sul fiume.
Intelligente; si è parlato di tutto (politica, filosofia, musica, cazzate; chi sei chi non sei).
si vede che gli sto simpatico.

Non la incontro (non studiando non sto tra studenti)e quando le scrivo risponde dopo ore (o magari visualizza e non risponde) e la cosa mi mette soggezione: da una lato penso di scriverle troppo o essere pressante e quindi magari mi sono fatto un'idea sbagliata/che non ci siano possibilità, dall'altra vorrei che rispondesse e c'è un non so che di gelosia.

Non è un colpo di fulmine ma sicuramente mi piace.
Voglio le cose subito o quasi. O meglio, vorrei che le cose si sviluppassero, nel bene o nel male velocemente. Perché io rimugino anche su questo.
poi c'è il come comportarsi perché alla fine, gira che ti rigira vado sempre a finire nella friend zone.
Non so cosa sbaglio, sarò poco diretto, timido (non direi), dico troppe cazzate boh, minima idea.

So di non essere un maschio alpha, il mio fisico non lo permette ma in un certo senso non vorrei neanche essere la "donna" del caso.

Vedremo ulteriori sviluppi anche se credo finirà come sempre.

Inviato da: andre92 il Giovedì, 17-Mag-2018, 22:08
Non so gestire le emozioni.

Riassumendo: dopo che l'ho invitata a cena, che credo, sia andata bene alla fine della serata ho chiesto se potessi baciarla. Il mio era un metodo per chiarire il fatto che se dovesse friendsonarmi doveva farlo li.

Non mi ha friendzonato ma neanche baciato. Ha detto un no poco convinto ma comunque un no.
Il giorno dopo è venuta nel posto dove lavoro a mangiare. Non l'avevo mai vista prima, fatto sicuramente di proposito.
Le scrivo troppo, forse.
Oggi avendole chiesto se volesse uscire insieme ad altre persone domani mi ha detto un no. Un no che mi sa di scusa per come l'ha detto (mi sono ricordata di un impegno).

Ci sto male. Sento che quello che provo è eccessivo. Ma cosa provo? E se mi avesse baciato? cosa avrei fatto?
In fondo la conosco da troppo tempo e i passi li ho sempre fatti io. Perché ho sempre queste reazioni eccessive?
Il mio umore è triste. La sto "perdendo". o forse l'avevo già persa quella sera.

Ho deciso che se non mi scrive lei per una settimana non le scriverò nè chiamerò, almeno fino a martedì...
Devo essere più indifferente. La cosa che mi preoccupa di più è comunque la reazione eccessiva. Insomma non posso essere fissato così tanto.

Perché sono così? vorrei in parte essere meno emotivo quasi indifferente.
In amore scappa chi fugge e io non riesco a fuggire.

Inviato da: diamanda il Mercoledì, 23-Mag-2018, 12:06
Dopo quanto tempo l'hai invitata a cena?
Il fatto che ti ha detto di no al bacio può avere due spiegazioni:
o è poco tempo che vi conoscete e quindi era prematuro.
Oppure non le piaci al di là dell'amicizia.

Poi il fatto che prima la inviti da solo e poi con altre persone non lo capisco.
Se davvero ti piace allora avresti dovuto insistere per uscire da soli.
Le uscite con gli altri, amici di lei o tuoi, vengono dopo e solo quando la relazione tra di voi è consilidata.
Magari tu la fai uscire con altri e capita che lei invece di innamorarsi di te all'improvviso magari s'innamora del tuo migliore amico o di uno qualunque della tua cricca.
Ci vuole un certo percorso.
Dici che non sai gestire le emozioni ma non è solo questione di emozioni ma di tempistiche anche.
Poi se già provi qualcosa per lei diglielo e vedi cosa risponde.
un semplice" mi piaci e vorrei che fossi la mia ragazza, tu che ne pensi?"
non è mica la fine del mondo chiederglielo.
A limite ti dice che ti vuole solo come amico e te ne fai una ragazione.

Inviato da: andre92 il Giovedì, 24-Mag-2018, 21:02
la rivedrò domenica

comunque la tua è una visione delle cose, che non avevo considerato.
ANzi, io la penso al contrario: magari in un gruppo si sente meno "a disagio" rispetto che a tu per tu

l'emozione però, vuol far accellerare la tempistica quindi è correlata.

p.s. glielo già fatto capire che mi piace, e se mi vuol rivedere ancora, significherà qualcosa, no?
io credo che molte cose è meglio non dirle ma lasciarle sottintendere. Insomma non siamo mica stupidi.
Ti ho chiesto qualcosa, sai che la voglio, decidi di rivedermi, vuol dire che un pensierino di di non fanculizzarmi ce l'hai.
ci conosciamo da poco tempo, lasciamo che sia il tempo stesso a decidere incontro dopo incontro

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