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> Diario Di Espressione Emotiva
 
Hopespring1
Inviato il: Giovedì, 01-Set-2016, 12:05
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Ti capisco, io ho un sacco paura della vita.
PSICO sad.gif
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Inviato il: Giovedì, 01-Set-2016, 23:58
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Psico Amico
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Grazie della solidarietà, anch'io ti capisco un sacco ovviamente! PSICO hug.gif il problema della vita è che non è minimamente a misura d'uomo, ecco. E io neppure mi sento 'uomo adulto', nonostante la mia veneranda età c'è sempre quella bambina smarrita in parte del cuore... Davide contro Golia!


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So l'ora in cui la faccia più impassibile è traversata da una cruda smorfia: s'è svelata per poco una pena invisibile. Ciò non vede la gente nell'affollato corso.

Voi, mie parole, tradite invano il morso segreto, il vento che nel cuore soffia. La più vera ragione è di chi tace. Il canto che singhiozza è un canto di pace.

(Eugenio Montale)



Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro
e dirà: siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine. Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

(Derek Walcott)


In ciò che sembriamo veniamo giudicati da tutti; in ciò che siamo da nessuno.

(Friedrich Schiller)
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Inviato il: Martedì, 13-Set-2016, 17:13
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Psico Amico
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Frustrata e stufa di non sapere mai quello che sento, o meno di tutti, o più tardi degli altri, e di essere così il luna park di chiunque sia più a contatto con se stesso! Non ho ucciso una parte di me, ma sono due, due senza speranza e con soli lampi momentanei di contatto... Come ricucirmi? Nessuno mai mi aiuterà perché a tutti fa comodo un burattino! Solo io, da qualche parte... Ma dove, dove, DOVE?


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So l'ora in cui la faccia più impassibile è traversata da una cruda smorfia: s'è svelata per poco una pena invisibile. Ciò non vede la gente nell'affollato corso.

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Inviato il: Giovedì, 22-Set-2016, 12:45
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Psico Amico
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Ho un grande peso sul petto. Dato che... mi sento sola. Sola ad avere voglia di vivere ed essere me, anche a costo di rischi. Vedo intorno solo calcoli, compromessi, vite relative, costrette, non assolute. Tutti sono vivi nell'anima, ma nel manifestarsi diventano solo un pezzo di se stessi. Non voglio più conoscere pezzi di persone, ma persone intere! Cerco di vivere e per le mie scelte anti convenzionali, per avere seguito la voce interiore, la mia vita è a rotoli. È vero: essere se stessi non paga, meglio adattarsi o fingere, ma io ho sete di esistenza! Di vita e di verità, non di sopravvivenza. Con questo non voglio dire di essere coraggiosa, anzi ho più paura di tutti, specie dal lato pratico. A volte provo, ma soprattutto ho almeno ancora l'aspirazione, e vorrei trovare qualcuno intero e autenticamente coraggioso che mi dimostrasse che è possibile... Finire soli, o barboni, o ammazzati, sputtanati, derisi o coperti di botte, incompresi ma accettando tutto pur di onorare il Sé e la libertà.


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Inviato il: Lunedì, 26-Set-2016, 17:22
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Psico Amico
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Si è manifestato ancora, poco fa, in seguito ad alcune frasi infelici del mio boy, il terrore della morte per abbandono... E tutto il corpo freddo e immobile, e io che mi sento neonata... Non capisco perché la morte in sé mi faccia paura, ma non tanto quanto quella di morire per abbandono... È il senso di essere totalmente inermi, spersi, e di dissanguarsi e gelare poco a poco. Poi ci siamo abbracciati e ora sento un tenue tepore rassicurante... Maledizione, poi sento rabbia per quelli che ti vogliono costringere e che chiedono di volare a chi non ha le ali. A piccoli passi... La direzione è quella ed è da me vissuta come una condanna, come una ascia che implacabile cadrà e dovrò subire. Non contare su nessuno, e provvedere da sé a se stessi... Non ce la posso fare, forse non voglio, so che un giorno incontrerò la morte (è la stessa cosa!) e non ci sarà niente da fare e allora sarà inutile chiedersi cosa fare! Questo è ciò che sento, poi la razionalità ignora e programma e progetta... E la bimba sempre sola


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Inviato il: Venerdì, 07-Ott-2016, 09:04
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Mi sento molto abbandonata, specie da due persone: mia madre, l'ultimo pseudo appiglio familiare che ho, avevo o credevo di avere, e un tizio che avevo eletto a semidio e che probabilmente è solo un idiota su cui avevo proiettato mie capacità (no, non sto dicendo che sono semi divina)... E cosa sento? Odio. Rabbia corrosiva che mi fa stare male e di cui mi vergogno un po', non vorrei sentirla e però anche sì... Perché poi si rivela anche un sentimento utile che mi tira su l'autostima e la voglia e l'orgoglio di farcela da sola... Quindi boh. Odio... amico? Ha la sua funzione, che spero transitoria. Mi sento merda a scrivere ciò e ho paura di essere insultata. Ma allora mi sento merda per davvero o è solo per prevenire la disapprovazione altrui? Chi sarei io se non avessi il bisogno degli altri, pratico, emotivo, psicologico? Certo sarei libera. Per il resto non lo so... Inclassificabile, credo.


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Inviato il: Venerdì, 25-Nov-2016, 21:59
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Kaput. In questi giorni, più volte sperimentato il mostro terribile, l'indifferenza. Ho mandato poesie a un amico, con tutta l'anima, reazioni emotive ZERO. Avrei preferito vomitasse. O almeno che parlasse, se non della validità, dei soggetti di cui ho parlato, dato che erano molto personali... Tutto il mio dolore per il rifiuto... Un ghiacciolo. Così ne ho scritta una sull'indifferenza, l'ho letta al mio ragazzo che non mi ascoltava preso da altro. A quel punto ho avuto un tracollo, pianti, urla... Un pianto di due ore e urlavo che quando mi parlano gli altri sentono da me il NULLA, che poi simulano per pietà di avere qualche reazione, e che sono dannata a fare diventare sabbia e deserto tutto ciò che tocco... Allucinante. Non sapevo di stare così male, con quel vuoto. Poi il boy ha confessato che non è vero che la poesia non gli diceva nulla, ma che gli dava una sensazione di vuoto troppo dolorosa. Quella che volevo trasmettere: la mia.. Già. Perché Gesù incontra il diavolo nel deserto, ora ho capito.


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Inviato il: Venerdì, 25-Nov-2016, 22:12
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Non ci vedo ancora bene da quanto ho pianto. Comunque questa poesia mi fa... "bene". Se bene si può chiamare attraversare il proprio inferno. Due settimane fa crisi di dolore quasi fisico perché ho sentito la scissione, anzi spaccatura, interiore. Logica qua, emozioni là. Oggi per il vuoto... Ma il punto poi non è sentire, ma arrivare agli altri. Io sento, beh non sempre con intensità, ma anche sì, però... Un giorno urlavo col boy, ero molto arrabbiata... Avevo uno specchio davanti, mi sono girata per caso, pensavo di avere il volto rosso etc come tutti... Invece no, faccia di gomma, bianca come sempre, fronte liscia... Ferma... Dov'era la mia rabbia? Dov'era? Solo un sopracciglio era un po' alzato. Mi viene il nervoso, lo scoraggiamento. Ecco perché la gente non mi capisce mai! Il mio corpo non mi segue! Mi sembro proprio matta, non so. Accidenti a mia madre, perché è colpa sua. Lei che non accetta la rabbia.


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Inviato il: Domenica, 27-Nov-2016, 15:42
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Oggi ho una violenza dentro da paura. Ho accumulato troppo. E il mondo è troppo pieno di. Troppo.


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