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> Come Arginare Le Crisi, di relazione
 
giovannalapazza
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In breve:
-cercare quanto possibile di ridurre o eliminare o circoscrivere tutto ciò che rende più inclini allo sclero (tipo se non si dorme da tre giorni, si ha il mal di testa e le scarpe strette è più facile esplodere)
-non star zitti e incassare sempre comunque (l'accumulo è letale)
-guardare l'altro in maniera totale e non notare solo l'azione del momento
-ciò che uno fa non è ciò che uno è
-non si può far ragionare qualcuno a forza
-nessuno legge nella testa di nessuno. Chi ha bisogno, chieda senza pretendere di ottenere
-bilanciare il dare e avere
-accettare che le cose possano non essere/ andare come si vuole
-non sempre la scelta giusta è quello che vorremmo.
-il passato è passato
-niente rinfacci, accuse, minacce
-descrivere i fatti e quello che si prova in maniera più neutra possibile
-non svalutare l'altro
-nulla è dovuto, nulla è meritato
-ognuno è responsabile delle proprie azioni (no scarica barile)
-niente colpamia colpa tua
-niente scusarsi troppo, per nulla o non scusarsi affatto
-parlar chiaro senza offendere
-sapere quello che si sta dicendo e perché lo si dice
-niente giocare sui sensi di colpa


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giovannalapazza
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Gli impulsi si possono incanalare con l'esercizio, ovviamente quando si è in piena crisi le liste sono l'ultima cosa a cui si pensa.
Per questo inizialmente quei punti si devono applicare quando non ci sono crisi o quando sono irrilevanti. Con tanta costanza, tutti i giorni. Alla fine si acquisisce automaticamente il meccanismo e si riesce a metterlo in pratica anche quando si sta male.

Tanta pratica, tanta determinazione.

Non serve crederci (all'inizio pensavo fossero cazzate), bisogna farlo concentrandosi solo su quello che si sta facendo.
Poi il risultato arriva, quando meno te lo aspetti.



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Molto interessante, ma a me sembra il manuale del perfetto santone tibetano PSICO D.gif

Ho un'amica a cui voglio bene.
E' un totale disastro, impacciata, sempre con la testa tra le nuvole, goffa, dimentica tutto, pigrissima e... diciamo "con facoltà intellettive non eccelse"... cerca di inserirsi nei discorsi, ma le sue osservazioni sono generalmente banalotte, se non strampalate...

Ho cercato e cerco di aiutarla a migliorarsi, ad acquisire sicurezza, ma il mio comportamento, oggettivamente ipercritico e svalutante, la ferisce e litighiamo, sempre.

Pescando dal tuo elenco, ecco i miei punti deboli:

-ciò che uno fa non è ciò che uno è: fa cazzate > è stupida
-non si può far ragionare qualcuno a forza > mi illudo che riesca a comprendere alcuni concetti ed insisto nel correggerla
-accettare che le cose possano non essere/ andare come si vuole > sono rigido sulla mia visione delle cose
-non svalutare l'altro > le faccio notare la disfunzionalità dei suoi comportamenti (per se stessa) in modo sbagliato, giudicante e svalutante
-parlar chiaro senza offendere > con l'idea della sincerità, sono troppo crudo nel criticare il suo comportamento e la offendo

Dulcis in fundo:
-sapere quello che si sta dicendo e perché lo si dice
Questa è bella. Riflettendoci, mi sono reso conto che quando le faccio notare le cazzate che fa/dice o le sue deficienze, PROVO FORTISSIMO ASTIO NEI SUOI CONFRONTI. Perchè? Perchè mi rendo conto, anche se non del tutto consapevolmente, che NON VOGLIO FREQUENTARLA, che incontrandola di nuovo ho commesso un errore (mi sono detto centinaia di volte che devo troncare...) e, quindi, SONO ARRABBIATO SOPRATTUTTO CON ME STESSO.
In breve, scarico su di lei la MIA responsabilità nell'averla voluta incontrare, nonostante le tante esperienze negative pregresse, pagandone le conseguenze e rimproverandomi per l'ennesimo errore.

Per finire,
come cavolo faccio a controllarmi? Perdo facilmente le staffe, urlo e aggredisco l'altro, che giudico ferocemente. Non credendo di poter riuscire ad evitare queste iper-reazioni, opto per evitare i soggetti che maggiormente attivano la mia irascibilità ed il mio ipercriticismo.

Meditazione? Yoga? (Le terapie, svariate e lunghe, hanno fallito)


--------------------
voglio di nuovo gioia nel mio cuore
un tempo in alto e pieno di allegria

Nessuno sta male per molto tempo se non per colpa sua [Michel de Montaigne]
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