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> Programmazione Neuro Linguistica, In breve ... PNL
 
aperol
Inviato il: Lunedì, 27-Ago-2012, 20:02
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Domenica ho fatto un corso di una giornata di questa metodologia.
Preciso che una giornata basta per capire il succo del succo... e solo se l'istruttore è competente abbastanza nel fare sia la spiegazione sia gli esempi vari.
Io l'ho trovato interessante. Molte cose da rileggere e studiare.

La PNL lo dice lei stessa: Ripetere ripetere ripetere... fin che diventa un'abitudine. Viene calcolato che bastano circa 20 ripetizioni quotidiane per avere l'abitudine nel fare qualcosa. Questo uno dei vari punti, in seguito ce ne sono tantissimi altri che fanno capire molte cose.

Credo sia utile anche per chi soffre di varie patologie come in questo forum.
Al corso c'erano 2 partecipanti che hanno avuto problemi. Uno è da anni che fa questi corsi e alla sera nel ringraziamento qualche singhiozzo gli è scappato. Un'altra ha detto di aver avuto un periodo di forte depressione (a vederla credo anche anoressia) e le sue parole sono state: ho affrontato i problemi anche con psicoterapia con più psicologi, li ho frequentati per circa 10 anni... e ho ottenuto di più in pochi mesi con la PNL che non con tutto il percorso fatto precedentemente. Grazie di cuore.

In linea di massima andrebbe valutato il tutto soggettivamente. La PNL tira fuori la grinta, lo spirito giusto, il farti vedere il bicchiere mezzo pieno, soprattutto vedere il lato positivo di ogni cosa per recuperare e superare gli ostacoli in breve tempo.
Ci vuole tempo e costanza, altrimenti la mente non riesce ad abituarsi e si ritorna al punto di partenza.

E aggiungo che fra molti punti descritti, molti sono presenti anche nella psicoterapia, con la differenza che taglia corto, va dritto al punto senza girarci attorno.

Che poi il tipo... che personaggio. Eravamo in una trentina e abbiamo riso come matti quasi tutto il giorno per il suo modo che aveva di esporre e spiegare PSICO ahah.gif
Veramente bravo.


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aperol
Inviato il: Domenica, 02-Set-2012, 11:21
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PRIMO ESERCIZIO
(di solito c'è sempre un pò di teoria all'inizio, io invece passo subito ai fatti PSICO-green.gif )

Quante volte facciamo cose di normale routine senza pensarci più di tanto. Sono talmente comuni di tutti i giorni che ormai si pensa ad altro e riescono ugualmente.
Persino svegliarsi al mattino, per chi è abituato ad alzarsi sempre alla stessa ora, diviene spontaneo anche senza impostare sveglie (tralasciando ovviamente casi particolari come forte stanchezza del fine settimana oppure nottate lunghe)
Questo perchè la nostra mente memorizza piano piano fino a diventare abitudine. Si dice basti fare una determinata cosa per 20 volte consecutive affinchè diventi normale routine.

Esempio:
una volta alzati al mattino, se prima mi alzavo lanciando le coperte e andando a prepararmi, ora dopo alzato mi sistemo il letto.
Un esempio banale che se una persona riesce a farlo per almeno 20 volte consecutive ogni mattina, dopo diventa abitudine.

Ora iniziamo con questo esercizio:
Prima di alzarmi al mattino, mi ripeto che sarà una splendida giornata, immagino cose belle fino a quando non spunta un sorriso. Poi mi alzo e inizio la giornata.


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aperol
Inviato il: Domenica, 02-Set-2012, 23:30
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SECONDO ESERCIZIO

TUTTI (scritto in maiuscolo perchè lo possiamo fare) scrivere in un foglio almeno 20 pregi di noi stessi.
Facile guardare solo i difetti. Purtoppo l'occhio e l'attenzione cade sempre dove non possiamo o non abbiamo. Rimane comunque il fatto che tutti abbiamo dei pregi.
Potrà sembrare difficile, probabilmente presi da una scarsa autostima ci vien da dire "beh no, questo no perchè c'è chi è meglio di me". E chi se ne frega!!!

20 pregi elencati. Un pò di egoismo ci vuole PSICO-si.gif


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aperol
Inviato il: Domenica, 23-Set-2012, 18:54
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Tratto da "Vivi la vita che desideri con la PNL"

Una delle cose che ho scoperto con il mio lavoro è che i problemi insorgono e si sviluppano in brevissimo tempo. E' sufficiente vedersela brutta una volta in aereo che appare la fobia di volare, ritrovarsi in mezzo ad uno sciame d'api per averne il terrore, fare un brutto incidente in macchina per ritrovarsi in difficoltà a rimetterci piede. Se è possibile aver paura in un periodo cosi breve, non c''è motivo per cui ad imparare una qualsiasi altra cosa si si debba impiegare di più.
Quando gli psicologi decidevano di studiare una certa difficoltà,come ad esempio le fobie, mettevano assieme un gruppo di fobici per cercare di scoprire il perchè del loro comportamento. Di fatto, studiavano ciò che li faceva "funzionare". Nei loro esperimenti, ad esempio, mettevano la persona con la fobia di fronte all'oggetto delle paure, per poi cercare di aiutarla a desensibilizzarsi e a ridurre, nel tempo, la risposta fobica.
Facevano uso dell'approccio psicoanalitico, con cui si porta la persona a ripercorrere il passato a ritroso e a rivivere i traumi, mentre si ricerca il loro significato più profondo e nascosto. Questa modalità si basava sul concetto che la comprensione produce il cambiamento.
All'apparenza era un'idea meravigliosa! Se, in un modo o nell'altro, una persona fosse riuscita a capire i propri problemi, questi sarebbero svaniti. Fu Sigmund Freud a sviluppare questa teoria e all'epoca essa rappresentò una grande innovazione. Da allora, questa idea è stata alla base di numerosi approcci e applicazioni: comprendere come funzionasse la mente umana sarebbe bastato per il cambiamento desiderato. L'idea stessa che fosse possibile aiutare una persona con il linguaggio al posto di un intervento fisico fu un'intuizione promettente. Ciononostante, capire cosa c'è dietro ai problemi non ci aiuta a superarli.
...
e la vera questione è che queste persone hanno sviluppato la paura quando non ce n'è bisogno. Hanno imparato a mettere in pratica un comportamento che di per se è solo distruttivo.
C'era una ragazza che da adolescente fu vittima di un pestaggio e abuso sessuale. Da quel giorno, per oltre 25 anni, si svegliava e andava a letto con il terrore di essere aggredita, nonostante l'ambiente in cui viveva fosse tutt'altro che pericoloso e nessuno l'aveva più aggredita o minacciata da allora. Aveva paura di tutto. Di uscire di casa, di uscire la sera, di uscire con un ragazzo, di amare, di lavorare...
Dopo un colloquio privato, la invitai sul palco e le spiegai la verità: che io non avevo bisogno di comprendere in che modo fosse diventata la donna di oggi, piuttosto era capire come facesse a continuare ad essere quella persona. I motivi erano ovvi: ha subito qualcosa di terribile e continuava a rivivere quel momento, risvegliato continuamente da qualsiasi cosa.
Questo non aveva a che fare con l'episodio in se, ma con ciò che lei faceva con il ricordo di quell'esperienza. Dipendeva dal fatto che al mattino si svegliava chiedendosi "cosa potrebbe andare storto oggi?" e si dava sempre la stessa risposta. Proiettava su tutto sempre la stessa immagine, l'esperienza vissuta, ancora, ancora e ancora.
Mi ci vollero più di venti minuti per farle smettere quel comportamento, Perchè non avevo bisogno di scoprire per quale motivo accadesse ciò che accadeva. Dovevo solo fare in modo che lei smettesse di farlo. Ma dovevo far ancora meglio, dovevo far in modo che sviluppasse l'abitudine di sentirsi bene.
Se hai avuto paura per la maggior parte della tua vita, potresti non avere a disposizione buoni esempi di che cosa significhi essere felice, in tal caso puoi comunque costruirli.
Evoco una sensazione di profondo rilassamento, un senso di benessere che indichi alla persona che ho davanti come comportarsi. Cosi, in futuro, il primo pensiero di ogni giornata potrà essere "Quanto mi posso divertire oggi? Quante altre belle cose potrei fare oggi?
Quando le persone iniziano a porsi le domande giuste, iniziano a crearsi le giuste immagini nella propria testa. Se costruisci immagini positive, verranno generate sensazioni positive. Ecco che la vita inizia a diventare qualcosa di entusiasmante.


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aperol
Inviato il: Domenica, 23-Set-2012, 19:29
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QUOTE (aperol @ Domenica, 23-Set-2012, 17:54)
Tratto da "Vivi la vita che desideri con la PNL"
...

All'inizio chiedevo agli psichiatri quale fosse la cosa più difficile da risolvere, e loro dicevano "le fobie". La metodologia che adottai si rivelò successivamente utile anche per altri tipi di problematiche.
Nell'accingermi a studiare le fobie, non mi concentrai sulle persone che ne soffrivano, bensi a quelle che ne erano uscite, persone che senza terapie erano riuscite a superarle da se. Cominciai ad intervistarle usando il metodo che avevo messo a punto in precedenza. In quel libro precedente avevo colto ciò che davano i migliori terapeuti del tempo, ricavandone un modello che consentiva di replicare quelle competenze e che avevo chiamato "Meta Modello".
Il Meta Modello è un modo di porre domande per capire in quel preciso istante come la persona elabora le informazioni. Non al passato, ne al futuro, ma ben si al presente. Come riescono a manifestare le proprie paure? Come funziona? In che modo viene ripetuta più e più volte. Ma ancor meglio: Come sono riuscite a superare le paure? Quali sono i passi che hanno compiuto per riuscirci?
Alcuni avevano paure dell'ascensore, altri delle api, molti di guidare la macchina, paura delle altezze, degli spazi aperti, persone che soffrivano di agorafobia, incapaci di uscire di casa finchè un giorno la paura se n'è andata, iniziando ad uscire ovunque.
Mentre mi raccontavano le loro storie mi accorsi che c'erano degli elementi in comune. Ad esempio, tutte queste persone sembravano essere arrivate ad esserne talmente stanche della loro condizione che smisero di pensare a ciò che le spaventava. Avevano iniziato a vedersi nel momento di aver paura e dirsi "questo è davvero sciocco". Elementi simili, comuni, mi portarono a sviluppare la prima cura alle fobie. Di fatto non era una cura, bensì una lezione.
Fu a quel punto che lo psichiatra con cui collaboravo iniziò a mandarmi frotte di persone con fobie di ogni tipo, cosi poetvo testare il lavoro svolto sin li.
Iniziai a trarre i processi che avevano compiuto queste persone guarite e inizia a "installarle" nelle persone da aiutare. In parole semplici, insegnare alle persone a pensare in modo diverso. Pensare dovrebbe essere un processo attivo, in modo che queste persone possano raggiungere i risultati desiderati.
Se riesci ad aiutare una persona a pensare in modo diverso e attivo, questa persona può cambiare la propria vita. Se queste persona pensano a quantè difficile, allora lo sarà di certo. In breve, se pensi alle difficoltà, le troverai sempre davanti a te. Se pensi a cosa può andare storto, senz'altro qualcosa la trovi. Viceversa, se pensi cosa funziona, ti abituerai a vedere ciò che realmente ti serve, che funziona per il tuo bene.
Tutto iniziò nel 1974. Da allora, nessuno è arrivato con un'autentica fobie e se ne sia andato senza averla risolta. Mi chiedevano quanta resistenza avessi per affrontare ciò che ho vissuto per questi anni. Nessuna di particolare, semplicemente il metodo funzionava. Era una tecnica talmente semplice che la si poteva insegnare in soli 20 minuti.
Quando inizi a pensare in modo diverso, inizi a fare cose diverse e a provare sensazioni differenti.
Lo stesso approccio è stato utilizzato per scrivere correttamente, usare il pc, scrivere con la tastiera,... lo si può utilizzare anche per questo tipo di lezione.


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Bond85
Inviato il: Domenica, 23-Set-2012, 20:48
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Sulla PNL ci sarebbe da dire e da ridire, un qualcosa di troppo vago alcune volte e purtroppo il business ha colpito anche questa disciplina....

Però nulla toglie che rimane valida..... nella sua semplicità e soprattutto nei suoi insegnamenti originari, purtroppo l'80 per cento del contorno dubito sia utile....


Però i tuoi esercizi sono utilissimi PSICO smile.gif


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aperol
Inviato il: Domenica, 23-Set-2012, 21:11
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QUOTE (Bond85 @ Domenica, 23-Set-2012, 19:48)
Sulla PNL ci sarebbe da dire e da ridire, un qualcosa di troppo vago alcune volte e purtroppo il business ha colpito anche questa disciplina....

Però nulla toglie che rimane valida..... nella sua semplicità e soprattutto nei suoi insegnamenti originari, purtroppo l'80 per cento del contorno dubito sia utile....


Però i tuoi esercizi sono utilissimi PSICO smile.gif

Per come la vedo io, sia leggendo il libro, sia andando al corso, ho capito che pressochè la totalità delle persone possono uscire dalla crisi che li affligge. Ci sono i casi particolari, ma sono veramente pochi, forse nemmeno presenti qui nel forum.
Ho visto persino una ragazza con i capelli cortissimi al corso. Mi è stato detto dal mio amico che quando l'ha conosciuta era completamente calva. Pensava fosse una malata tumorale. Invece era l'ambiente e la famiglia che l'ha portata al degrado. Mi aveva anche detto il termine ma non lo ricordo.
Con la PNL, seguita attentamente dal suo istruttore (fortunata o meno sono stati anche insieme per un periodo) si sta riprendendo. Persino i capelli gli stanno ricrescendo.
Quando me l'ha raccontato stavo per piangere.

Secondo me serve molto. Avere la possibilità di seguirla bene da ottimi risultati, sia a livello personale sia a livello lavorativo. In fin dei conti di base è vero. Qualsiasi cosa che facciamo è più o meno difficile all'inizio. Poi pian piano con la pratica diviene abitudine. Guarda al lato positivo della situazione, anche quando ti sembra difficile, cambia atteggiamento... e quando l'avrai ripetuto in modo costante per un periodo (si dice di almeno 20 volte o giorni) poi diviene abitudine.


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aperol
Inviato il: Domenica, 23-Set-2012, 22:10
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QUOTE (aperol @ Domenica, 23-Set-2012, 18:29)
QUOTE (aperol @ Domenica, 23-Set-2012, 17:54)
Tratto da "Vivi la vita che desideri con la PNL"
...

...

Le lezioni non dovrebbero essere incentrate solo su "cosa" imparare, ma anche al "modo" in cui si impara. Se mostri delle parole ad un bambino gli devi anche spiegare come fare. Dire ad un fobico di non aver paura non basta, gli si deve anche dire come fare e come pensare.
Le persona affette da disturbo ossessivo compulsivo hanno l'abitudine diu crearsi dei rituali in grado di alleviare l'ansia. Probabilmente il rituale funziona per dare un pò di sollievo, ma alla lunga non fa che alimentare la paura.
Più hai bisogno di sentirti a tuo agio, più avrai bisogno di aver paura (questa frase è favolosa PSICO-si.gif ). Un circolo vizioso.
Ci sono persone che mi dicono " e se fra sei mesi ricompare?"
La risposta è semplice. Ti prendi un'attimo come hai fatto in questo momento e la fobia riscompare. In realtà, ricompare solo se ricomincerai a fare gli stessi errori, sia da ciò che fai sia ciò che pensi. In caso contrario, sarà svanita per sempre. Anzi, avrai più tempo per goderti la vita. Tutto il tempo passato a star male lo passerai a star bene. Ci sono cose per cui è inevitabile star male, ma ci sono tantissime altre cose che vale la pena viverle, diventando persone migliori. Se vedi che rispetto a ieri sei una persona migliore, stai procedendo verso la strada giusta.
Mettere da parte le cattive abitudini e imparare a ritrovare le motivazioni quando senti di voler gettare la spugna.
Cose come l'amore, il divertimento, le capacità di prendere decisioni, tutte cose raggiungibili.
Svolgere gli esercizi con cura è la soluzione più breve per superare le proprie fobie.
Una cartolina dal Grand Canyon arrivata dopo la pubblicazione del libro:
"Sono sul ciglio del Grand Canyon e mi sto sporgendo. Avevo la fobia delle altezze. Ho speso un mucchio di soldi in terapie. Poi, con soli otto dollari e novantacinque centesimi, il mio problema è svanito. Grazie."

Prossimamente, quando avrò il tempo, si inizierà con i capitoli veri e propri.


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aperol
Inviato il: Lunedì, 24-Set-2012, 20:00
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L’Inconscio, la forza per il cambiamento.

Immagina che la tua mente sia composta da due parti: la parte conscia e la parte inconscia. La prima parte critica, analizza e pensa in modo logico per tutto il giorno. Si trova là, dove va la tua attenzione. La seconda parte controlla le funzioni biologiche, dal battito del cuore al respiro, dove ci sono i ricordi, dove c’è la saggezza, la creatività e la capacità di risolvere i problemi.
Quando dormi, la parte conscia si riposa. L’inconscio invece continua ad elaborare pensieri, facendo sogni e pensa all’accaduto della giornata.
L’inconscio è anche la parte che ci fa compiere le cosiddette “routine”. Ogni volta che ripetiamo qualcosa, questo diventa abitudine, fino a quando si arriva a fare determinate operazioni senza pensarci troppo, come camminare, guidare, salire le scale, aprire la porta di casa, ecc…
Le abilità inconsce sono anche nocive per il proprio benessere. Ne sono l’esempio l’abilità di deprimersi, esitare, stressarsi, provare paura senza averne motivo. Ma c’è anche l’altro lato, cioè possiamo imparare a motivarci, rilassarci, essere più sicuri in noi stessi.
Molti fanno uso dell’ipnosi, andando direttamente a cogliere la parte inconscia della persona e “riprogrammare” le abitudine, rendendole gratificanti e migliori. Proprio per questo motivo, sapendo che è la parte inconscia che va modificata, non è necessario ricorrere a questo tipo ti terapie.
Siamo sempre in un qualche genere di trance. Questa è semplicemente uno stato in cui siamo assorbiti dai nostri pensieri. Quando qualcuno chiede se ci sono difficoltà ad indurre lo stato di trance, la risposta è semplicemente no. La trance è un fenomeno comune e quotidiano.
Leggendo questo libro e svolgendo gli esercizi, permetterà di accedere a strumenti tanto semplici quanto straordinariamente efficaci, tali da produrre considerevoli cambiamenti nelle abitudini inconsce, quindi nella vita.


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aperol
Inviato il: Lunedì, 24-Set-2012, 21:40
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Le Submodalità

Già negli anni 70 sviluppammo l’idea secondo la quale le persone costruiscono dentro di se delle rappresentazioni mentali, attraverso le immagini, suoni e parole, sensazioni, sapori e odori. Il passo successivo fu quello di suddividere ciascuno di questi modi di pensare in varie componenti, chiamate submodalità.
Le persone hanno 5 sensi per cogliere le informazioni dal mondo esterno: tatto, vista, olfatto, udito e gusto.
Quando si danno indicazioni stradali, si fa affidamento alla propria capacità di saper rappresentare mentalmente la strada da percorrere, come se fosse un film. Quando creiamo qualcosa, prima lo facciamo mentalmente, in modo da capire che aspetto avrà.
Queste immagini hanno anche delle qualità. Pensa ad esempio a ciò che hai fatto ieri. Nell’immaginario, si potrebbe rivivere la giornata dall’esterno di se stessi, oppure rivivere attraverso quello che si è visto. Si potrebbero avere delle immagini fisse, come delle foto, oppure rivivere il tutto come in un film. Qualunque esso sia, rappresenta uno dei tanti modi di elaborare le esperienze del mondo.
Quando pensiamo a qualcosa, proiettiamo l’immagine ad una certa distanza da noi. Quando guardiamo le nostre immagini mentali, sono ben diverse da quelle che vediamo con i nostri occhi. Nonostante ciò, danno la sensazione di avere di fronte a noi in determinate dimensioni. Quando ci vediamo dall’esterno di noi stessi, significa che ci dissociamo, viceversa, se vediamo proprio come accade quando guardiamo con i nostri occhi, significa essere associati. Sentiamo anche dei suoni. Tutte le volte che pensiamo a qualcosa che qualcuno ti ha detto senti la sua voce, oppure quando ripensi ad una canzone, anche quando parliamo fra noi. La stessa cosa vale quando abbiamo delle sensazioni. Tutte le volte che ne proviamo una, essa viene localizzata da qualche parte del corpo. Possiamo persino sentirla spostarsi se ci facciamo attenzione.
Un esempio è “ho sentito una stretta allo stomaco, poi la bocca asciutta e la testa ha iniziato a girare”.
Non è importante il tono della voce che senti, o il timbro, bensì notare le differenze.
Quando in psicologia viene chiesto ad un paziente come si sente, questo può ad esempio rispondere “una grande frustrazione”. Ripetevano la domanda, e la risposta era uguale, senza accorgersi che quella parola, frustrazione, rappresentava ciò che la persona stava facendo. In breve, in quel preciso momento, sta attuando il processo di frustrarsi mentalmente. Il corpo non è scollegato dalla mente, piuttosto ne è la sua estensione.
La domanda esatta da porre in questo caso è “dove si manifesta questa frustrazione?”
Le sensazioni non stanno ferme, si muovono sempre in una certa direzione.
Quando sembra di avere un nodo allo stomaco, sembra sia fermo, in realtà si sta muovendo, magari ruotando su se stesso. Ogni volta che si pone questa domanda, la risposta è sempre nello stomaco o nel petto. In ogni caso, non è importante dove si trova, bensì ciò che se ne fa.
Alla domanda “come si muove”, spesso la risposta è “non si muove affatto”. In questo caso, basta muovere la mano in senso rotatorio, avanti e indietro, a desta e sinistra. Anche se in modo molto lento, si inizierà a capire il senso di movimento, da destra a sinistra o viceversa, dall’alto al basso e viceversa. Il fatto che la sensazione si muove significa che la si può far aumentare o diminuire di velocità, facendola girare in un modo o nell’altro. Questo ci fa capire che le sensazioni non sono fuori dal nostro controllo. Imparando a controllare il movimento, potremmo modificare le nostre sensazioni.
Se ti associ ad un’immagine e ne fai un film, la sensazione diventa più intensa. Se lo allontani, la sensazione si affievolisce.
Possiamo anche imparare a sfruttare il controllo che abbiamo sulle submodalità per far si che le sensazioni più adatte a ciascuna occasione prendano forma. Significa “far funzionare il cervello”


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aperol
Inviato il: Lunedì, 24-Set-2012, 22:12
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Come stare a meraviglia

Uno degli obiettivi principali posti è stato scoprire i modi che consentono ad una persona di raggiungere la liberta individuale, significa la libertà di controllare i propri pensieri e di far manifestare le sanzioni che si desiderano.
Spesso ci lasciamo imprigionare dai pensieri più cupi, abilissimi nel convincerci dei problemi di ogni tipo. Tuttavia, dato che la maggior parte dei problemi generati sono opera della nostra immaginazione, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è, per l’appunto, soluzioni immaginarie.
Pensiamo ad un momento in cui ci siamo sentiti davvero bene. Ora entra in quel ricordo, usa occhi e orecchie ritornando a quell’istante e lascia che quella piacevole sensazione si espanda nel tuo corpo. Ingrandisci le immagini, rendile più luminose, definisci i colori, i profumi, tutto quello che ti è apparso in modo da amplificare l’effetto benefico. Inizia a capire in che parte del corpo si genera la sensazione e dove si dirige, scoprendo come si muove e aumentandone la velocità. A questo punto le puoi anche associare ad altri pensieri. Se associ questa sensazione al futuro, inizierai a creare una connessione tra l’idea del futuro e la sensazione di benessere.

Come cambiare le sensazioni negative

Analogamente, in uno stato negativo, puoi cambiare umore modificando le caratteristiche della sensazione.
Pensiamo a qualcuno che ci da fastidio, che ci irrita o ci intimorisce. Visualizza mentalmente questa persona, ascoltala e nota la sensazione negativa.
Prendi questa immagine e togli colore, fino a portarla in bianco e nero, rimpicciolisci l’immagine, mettici pure un naso da clown e modifica la sua voce. Questo ti permetterà di cambiare la sensazione che provi e ti mette nella condizione di affrontarla con più sicurezza.

Il trucco sta nell’abituarsi a far funzionare il cervello come più si desidera, eliminare le abitudini che ci fanno star male per portare nuove abitudini che ci fanno star bene


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aperol
Inviato il: Martedì, 25-Set-2012, 22:16
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Convinzioni: la struttura della certezza

Una delle principali caratteristiche delle perone è la costruzione delle convinzioni. Nella maggior parte dei casi sono proprio le convinzioni a trasformare un problema in una prigione da cui non si riesce a scappare. A meno che non ci sia la convinzione di poterci riuscire. Le convinzioni sono quel senso di certezza che si prova nei confronti di alcuni pensieri.
Fin da piccoli, si tende ad ascoltare i genitori, gli insegnanti, o comunque persone ben più grandi di noi. Ecco che in questo contesto, spesso, nascono le presunte limitazioni. Se ti dicevano che per quello sport non eri adatto, con l’andar del tempo ci avresti creduto, fino a diventare una presunta certezza.
Appena trovata la convinzione, si cercano le conferme, cosi da poterle definire certezze. Quello che si fa qui è trovare la scappatoia per poter usufruire delle proprie potenzialità ed essere più sicuri di noi stessi.
Ritornando alle submodalità, ecco che dobbiamo creare una nuova immagine delle nostre convinzioni. Alla domanda “domani sorgerà il sole?” la risposta è chiara: si. Ma per farlo abbiamo cercato nella nostra mente l’immagine, quella del sole che sorge con la certezza che questo accade


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aperol
Inviato il: Venerdì, 28-Set-2012, 13:09
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QUOTE (Pauline @ Venerdì, 28-Set-2012, 11:49)
Scusa Aperol, la PNL ha qualche legame con la DINAMICA MENTALE?

Non ho mai letto nulla a riguardo, quindi non posso risponderti se si o no. Diciamo che se la pnl e psicologia sono sotto alcuni punti di vista molto simili, vengono comunque considerati 2 argomenti differenti.
Probabile che ci siano delle cose in comune, ma non sono la stessa cosa.


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menhir217
Inviato il: Venerdì, 28-Set-2012, 15:08
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Sto provando ad alzarmi al mattino ripetendomi che sarà una bella giornata... Il mio problema è che ogni volta che tento di formulare un pensiero positivo, mi viene una paura fortissima che poi tanto quel pensiero positivo non si realizzerà e che io sono solo una stupida ingenua a credere che le cose possono anche andare bene... Succede così ogni volta che tento di essere ottimista... La paura che accada il contrario prevale decisamente... E' una cosa che non riesco a controllare... Come faccio a spezzare questa catena?


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Se pensi che riuscirai o che non riuscirai, avrai comunque ragione.

Om Shanti.
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aperol
Inviato il: Venerdì, 28-Set-2012, 21:25
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QUOTE (menhir217 @ Venerdì, 28-Set-2012, 14:08)
Sto provando ad alzarmi al mattino ripetendomi che sarà una bella giornata... Il mio problema è che ogni volta che tento di formulare un pensiero positivo, mi viene una paura fortissima che poi tanto quel pensiero positivo non si realizzerà e che io sono solo una stupida ingenua a credere che le cose possono anche andare bene... Succede così ogni volta che tento di essere ottimista... La paura che accada il contrario prevale decisamente... E' una cosa che non riesco a controllare... Come faccio a spezzare questa catena?

La forza dell'abitudine.
Segui bene la spiegazione. Poi se qualcosa non ti torna mi fai sapere PSICO smile.gif

Come è successo a me, cosi a tanti altri, te compresa, la mente ha iniziato ad "abituarsi" ad un certo modo di pensare. In questo caso si tratta di pensieri grigi, cupi, negativi, pessimi, tanto da vedere il pessimismo ovunque, praticamente ci si aspetta il peggio dato che succede sempre cosi.
Pensi che sarà una pessima giornata, succede qualcosa di negativo, anche una cavolata, la mente lo riconosce e lo vede come un successo, perchè lo aveva pensato ed effettivamente c'è stato. Percorrendo questo tipo di pensieri continuamente, diventa l'abitudine, la spontaneità del vedere le cose negative e che effettivamente arrivano puntuali.
Ora hai provato a cambiare, solo che non ne sei convinta, quindi la base pessimistica rimane, e guarda caso, appena succede qualcosa di negativo la risposta è del tipo: " ecco, lo sapevo, me lo sentivo che non poteva andar bene".
Chissà quante volte hai pensato a una cosa cosi PSICO rolleyes.gif
Praticamente è l'abitudine del pessimismo che cerca continue conferme.

Questo è il quadro generale di ciò che succede ora. (spero almeno di essere stato chiaro unsure.gif )

Ora, se vuoi spezzare la catena, devi solo partire più convinta, sforzandoti di vedere le cose positive, tralasciando quelle negative. Se sono cavolate si deve sminuirle.
L'abitudine come ben puoi immaginare ci vuole un pò di tempo per crearla. Di certo è solo tempo che guadagnerai successivamente. Le scorciatoie sono solo prolungamenti del tempo in sofferenza.

Se non sei convinta di ciò che dico puoi fare una prova molto semplice.
Supponiamo che alla mattina sei abituata ad alzarti, vestirti, fare colazione e fare il letto. Da domani, provi per almeno 2 settimane consecutive a cambiare l'abitudine. Ti alzi, fai il letto, ti vesti e fai colazione. Inverti qualcosa, oppure fai colazione in modo differente.
I primi giorni farai fatica, tenderai a dimenticarti, potresti persino sentirti "fuori posto". Poi vedrai che le cose cambiano lentamente. Fra 2 settimane sarà quasi abitudine, con circa un'altra settimana diverrà pressochè spontanea la "nuova routine".
Prova PSICO-si.gif
Quando sarai riuscita a capire e renderti conto anche di una cosa semplicissima come questa, capirai che effettivamente è solo questione di abitudine.
Puoi cambiare l'atteggiamento verso te stessa e persino verso gli altri. In modo migliore ovviamente, e sarà più facile essere convinti di fare il cambiamento verso il meglio PSICO wink.png


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