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> Fobia Sociale: La Mia Vita
 
Sandy Cohen
Inviato il: Venerdì, 21-Lug-2017, 09:34
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Iscritto il: 20-Lug-2017



Ciao.
Ho scelto come nickname Sandy Cohen in quanto è un personaggio televisivo che ho sempre ammirato per saggezza, empatia e modello di vita.

Vi scrivo per raccontarvi la mia storia, nella speranza che possa essere utile a chi come me soffre di questa fastidiosa e debilitante fobia.

Cerco di riassumerla toccando però i punti salienti nel modo migliore possibile.

Ho sempre sofferto di fobia sociale fin dalla nascita. Solo che non lo sapevo, nel senso che non ne ero consapevole in quanto all'inizio chi ne soffre non ha la cultura psicologica necessaria a tal fine.

Fobia sociale che poi è peggiorata a partire dalla fine della scuola media fino a arrivare al termine del mio percorso alle scuole superiori a causa di una fortissima situazione di bullismo che ho subito, perché molti, sopratutto nei paesini, quando vedono che una persona è debole e indifesa se ne approfittano e la sottomettono socialmente per fare i toghi e sfogarsi verso di loro opprimendoli. Ma li, ancora non sapevo di essere un fobico sociale, pensavo solo di essere troppo timido e inadeguato e debole (i bulli sanno fare bene il loro brutto compito).

Poi un pò mi era passata quando lasciai il mio paesino e andai all università. Devo dire che a scuola sono sempre stato abbastanza brillante e i risultati scolastici erano l unico fattore che mi gratificava e mi faceva sentire meglio. Erano l unica conferma che avevo per sentirmi bene in questo mondo.
Fatto stà che inizio l università e tutto migliora al termine della triennale però faccio l errore (contento per il traguardo raggiunto) di iniziare a abusare dell alcol. All inizio le cose migliorarono ancora un pò (l alcol mi disinibiva e la fobia sociale si attenuava) poi però le cose iniziarono a andare male come iniziai la specialistica a lungo andare l effetto dell alcol mi fece cadere in depressione e iniziai a non dare più esami in quanto non riuscivo più a studiare. Dopo circa 4 anni di blocco mi rivolsi con grande fatica al mio medico di base per cercare di capire cosa potevo avere Lui mi indirizzo verso uno psichiatra che mi diagnostico sia la fobia sociale che la depressione. E mi diede l anafranil. Dopo pochi mesi in cui le cose andarono alla grande, però iniziai a manifestare sintomi di ipomania alternati a periodi di nuova depressione Inizialmente non ne ero consapevole in quanto anche l ipomania è balorda e quando ci stai dentro non lo capisci e pensi solo che stai da dio. Quindi inizialmente non lo capii... Poi però le alternanze si fecero prima sempre più frequenti, per poi ritornare a essere solo depresso. Cambio allora Psichiatra, che dissentisce però sulla fobia sociale e mi diagnostica solo una un disturbo bipolare di tipo 2, e mi da il Litio. Le cose però non vanno bene per niente e dopo circa un anno sfiduciato completamente (con gli ultimi quattro mesi passati chiuso in casa, in cui non parlavo neanche con i miei famigliari più stretti e mi alzavo dal letto solo per per passare al PC per cercare di non pensare). Un giorno girovagando su internet leggo fella TCC (terapia cognitivo-comportamentale) che sembra essere molto utile per coloro che soffrono di tale disturbo. Con l aiuto dei miei inizio allora anche questo percorso, ma le cose non migliorano affatto. Chiedo allora alla mia terapista se mi può indicare un nuovo psichiatra e quindi cambio nuovamente specialista. Questo nuovo medico mi riconosce la fobia sociale e la forte depressione e mi da il cipralex, in quanto è indicato per entrambe le due cose e l abilify per controbilanciarne l’effetto iperattivante. Tutto inizia a andare meglio, sempre meglio, anche la TCC inizia a dare i suoi frutti. Finalmente torno a stare prima bene e poi benissimo, in modo equilibrato, per quasi due anni. Poi però il cipralex, inizia a virarmi nuovamente verso la fase ipomaniacale e le cose tornano aimé nuovamente a andare male. Nel senso che i primi sintomi sono una forte irritabilità, fuga di pensieri, logorrea ecc. Mi viene sospeso il cipralex ma ormai è troppo tardi reinizia il crollo. Passo due mesi cosi cosi dove mi trovo in difficolta nel sociale e a lavoro. Poi riscoppia la catastrofe. Sono costretto a mettermi in malattia (due mesi terribili in cui passo le giornate isolato dal mondo e 3/4 del tempo a piangere disperato). La mia psichiatra allora decide di darmi un farmaco nuovo, il lamictal. Passano circa 3 settimane di ulteriore sconforto esasperante dove inizio però a leggere un libro sulla F.S. che si rivela molto utile in quanto tocca le mie corde della sensibilità e consolida le strategie di pensiero apprese nella TCC. Poi il lamictal inizia a fare effetto torno a lavoro e a uscire (inizialmente un po a disagio) e col passare dei giorni le cose vanno sempre meglio il mio benessere cresce ogni giorno sempre di piu e la TCC torna a essere potenziante e efficace (ho scordato di dirvi che non avevo mai smesso di farla).
Le cose continuano ad andare meglio, in crescendo, sempre più equilibrato e meno ansioso e e timido. Al lavoro divento calmo e tranquillo al punto giusto e cosi anche nel sociale, con amici e conoscenti. Ora sono poco meno di tre mesi che vivo questa sensazione di benessere equilibrato. I miei due dottori sostengono che il tandem TCC e farmaco per me più consono mi hanno finalmente consentito di arrivare alla soluzione del problema. E io arrivo a esserne convinto, visto che non ho masi vissuto una situazione di cosi equilibrato benessere (sia per l ansia che per l umore) tanto che decido di scrivere in questo forum per cercare di aiutare chi come me è fobico sociale.
Ora quindi (nonostante i quasi tre mesi non siano cosi tanti da indurmi ancora a cantare definitivamente vittoria) ho raggiunto quella situazione che avevo sempre desiderato. Il tempo mi dirà se il mio ottimismo è ben riposto.. ma ho molta fiducia in ciò.
Conclusioni: cosa mi sento di dirvi? Non abbandonate mai la speranza spesso serve tantissimo tempo, sofferenza, dolore e pazienza per arrivare a risolvere il nostro problema. Però se perseveriamo nel positivo, nella speranza e in noi stessi (con l aiuto anche dei famigliari e degli esperti competenti, disponibili e sensibili verso il tuo problema) allora è possibile guarire (e per guarire non intendo che la F.S. svanisce nel nulla e per sempre, qua vi devo purtroppo dire che questa non se ne andrà mai, ma si può arrivare a conviverci senza che sia una palla al piede che ti immobilizza nel modo più assoluto possibile; in che senso conviverci? Nel senso che se si cambia modo di pensare (qua una TCC fatta bene è fondamentale) e inizia a vedere gli altri non come nemici, ma come persone come noi che hanno anche loro i loro problemi, e come persone che non sempre cè l hanno con noi o persone di cui dobbiamo avere paura (poi certo queste persone esistono, ma il problema è loro e non nostro!), allora si arriva a capire con i fatti che le cose stanno proprio cosi! Bisogna anche inizare a dare fiducia agli altri (in modo misurato e non vers o tutti certo) e a volte si tratta, come nel mio caso, di trovare anche il farmaco giusto (se serve) per la propria patologia personale (perché ho anche imparato che la F.S. è diversa da persona a persona).
Allora non arrendetevi mai, perché quando poi arriva la fine del tunnel e si vede la luce, allora ne sarà fortemente valsa la pena e si inizierà a vivere la vita in tutta la sua bellezza, nelle sue più variegate sfaccettature, a gioire delle cose positive e a accettare e cambiare nel bello le cose negative. Perché la vita è affascinante e merita di essere vissuta in tutto il suo splendore.


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"Molti di quelli che vivono meritano la morte, e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti."
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