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> Tbs - Terapia Breve Strategica
Mela
Inviato il: Giovedì, 17-Set-2009, 19:38
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Copio e incollo i post di Fungo Velenoso sparsi in un altro thread.
Ogni vostro contributo (TCC, psicoterapia, libri, esperienze e testimonianze sul panico) sarà strabenaccetto. PSICO smile.gif

___________________________________________

TERAPIA STRATEGICA PER ATTACCHI DI PANICO.

Questo link che aggiungerò in calce, è un articolo scritto dalla dott.ssa Federica Cagnoni, che lavora a Torino e Modena.

Io sono stata in cura da lei per un problema di attacchi di panico, ansia generalizzata (soprattutto questa), evitamento totale e piccole ossessioni.

La cura mi ha aiutata moltissimo.
E' diversa dalla Tcc, per quanto tutti le associno, e si basa su metodi e strategie diverse.

Mi sono rivolta alla dottoressa verso febbraio marzo (2007); non riuscivo a prendere il treno, dovevo fare una 20ina di minuti di tratta e non bastava l'ansiolitico e la cura di sereupin iniziata da poco... piangevo, avevo crisi pazzesche ai piedi dei binari, dovevo farmi accompagnare dai miei genitori ovunque.
Non facevano eccezione i bus urbani; per andare a seduta dalla mia "vecchia psicologa", dovevo affrontare 6-7 fermate di autobus in città, 10 minuti o poco più. Niente, me li facevo a piedi ogni santa volta, dopo una fermata dovevo scendere.

Queste le premesse, per dire che a luglio dello stesso anno, alcuni se lo ricorderanno, ho preso un aereo e sono andata negli Stati Uniti

nessun miracolo, ma la terapia mi ha aiutato molto.

Intanto vi posto il link dell'articolo, dopo di che mi piacerebbe discutere i punti essenzali del percorso terapeutico.

http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idar...t=268&arid=2102

Intanto vorrei sottolineare quello che è il problema fondamentale del disturbo d'ansia, dell'agorafobia e degli attacchi di panico; l'evitamento.

Evitare equivale a darsi scontatamente per malati, e a permettere alla malattia di avanzare e mettere radici.

Ciò che determina la costituzione della forte sintomatologia fobica non è comunque l´evento iniziale, ma ciò che il soggetto mette in atto per evitare la paura, ossia le tentate soluzioni escogitate dalla persona nel tentativo di sfuggire allo scatenarsi delle reazioni emotive e somatiche proprie della paura. Questo induce al costituirsi della paura ad un livello superiore di gravità.

[...] una prima casuale esperienza reale o immaginaria inserisce nella mente del soggetto una nuova possibilità percettivo-reattiva: quella della paura. A partire da tale esperienza, tutto ciò che viene fatto in direzione di una difesa da questa spaventosa realtà, se non funziona, non fa altro che confermarla aggravandone gli effetti sino alla reazione di panico, in termini sia di generalizzazione della paura che di risposta psichica e comportamentale.

L’effetto dell’evitamento, infatti, è quello di confermare la pericolosità della condizione evitata preparando, in tal modo, l’evitamento successivo.
Tutto ciò non ha come unico effetto quello di incrementare la paura confermandola, ma anche quello di rendere il soggetto sempre più scettico rispetto alle proprie risorse, aumentando così anche le proprie reazioni fobiche e rendendo il disturbo sempre più impedente e limitante.


In pratica, più si evita, più ci si riconosce deboli e malati e incapaci.

La richiesta d'aiuto ha la stessa potenza distruttiva.

L’effetto di tale richiesta è, inizialmente, quello di rassicurare la persona, ma gradualmente conduce all’aggravamento della paura e delle sue conseguenze limitanti.
Difatti, proprio la possibilità di avere qualcuno pronto ad intervenire in aiuto conferma al soggetto la sua incapacità di affrontare da solo le situazioni temute e gestirne le conseguenze. Anche questo processo tende a generalizzarsi - funzionando come una vera e propria “profezia che si autodetermina” - fino a divenire un’assoluta necessità e porta la persona ad instaurare forme gravi di disturbo fobico basate sulla logica del “io dipendo” e non “io controllo”.



A proposito del controllo, vi riconoscerete in questa descrizione; cercando di controllare il respiro, ad esempio, ci si preoccuperà talmente tanto riguardo ad esso, che incominceremo per forza a sentirlo affannato, ci spaventeremo, e inizia la giostra del panico.

..proprio il controllo delle proprie reazioni, sia fisiologiche che comportamentali, può diventare il copione percettivo-reattivo ridondante e fallimentare che il soggetto mette in atto per affrontare la propria paura.
Ciò che accade in questo caso è infatti che, nel tentativo di mantenere un controllo delle proprie funzioni organiche e psichiche, il soggetto sperimenta una situazione paradossale: il focalizzare l’attenzione sulle proprie reazioni fisiologiche (battito cardiaco, ritmo respiratorio, equilibrio, ecc.) conduce alla inevitabile alterazione di almeno una di queste, provocando paura che a sua volta genera ulteriori alterazioni, innescando in questo modo il tipico circolo vizioso del “tentativo di controllo che fa perdere il controllo”.



(continua)
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Mela
Inviato il: Giovedì, 17-Set-2009, 19:40
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Nel caso pratico della terapia, ecco come si svolge, e come l'ho vissuta io in prima persona.
(non io Mela, io Fungo Velenoso, n.d.r.)

A questo punto il terapeuta passa alle prime prescrizioni terapeutiche che in questa prima fase solitamente sono: il diario di bordo, la paura dell´aiuto (e/o dell´evitamento) e il come peggiorare.
Il diario di bordo è un blocchettino appositamente preparato che viene consegnato al paziente insieme alla prescrizione: si tratta di uno schema suddiviso in diverse colonne relative a data, ora, luogo, situazione, persone, pensieri, sintomi e reazioni, che il paziente dovrà avere sempre con sé e compilare al presentarsi di ogni "episodio" di panico.
Lo scopo di questa manovra, apparentemente banale, è quello di spostare altrove l´attenzione del soggetto all´insorgere del primo sintomo ansioso, evitando così il successivo disfunzionale tentativo di controllo del sintomo e delle proprie reazioni. L´effetto che si ottiene è, solitamente, una notevole riduzione (se non scomparsa) degli episodi ansiosi nell´arco di tempo che intercorre tra la prima e la seconda seduta.


Io ho tenuto il diario di bordo per una settimana, come da descrizione.
In più, uno degli altri compiti che mi è stato dato, fu quello di non parlare più con nessuno del mio problema.
Non una parola. Come se non esistesse.

A questo punto siamo poi passate alla parte più interessante della terapia;

Durante la seconda fase del trattamento (dalla seconda alla quinta seduta secondo i casi) avviene la rottura, o sblocco, del sistema percettivo-reattivo e delle tentate soluzioni fin qui utilizzate. [...]
A questo punto [..] si procede con la prescrizione della peggiore fantasia (vedi II seduta). Si tratta di una prescrizione paradossale che funziona secondo la logica dello stratagemma cinese di spegnere il fuoco aggiungendo la legna. Si chiede infatti al soggetto di prescriversi volontariamente ogni giorno i propri sintomi più temuti calandosi deliberatamente nella propria peggiore fantasia all’interno di un rituale comportamentale preciso e formalizzato. La prescrizione della peggiore fantasia porta solitamente a due tipi di effetto: alcune persone pur provando a calarsi nella situazione fobica non riescono a provare nulla e possono arrivare addirittura ad addormentarsi; altre (la percentuale minore) provando ad invocare il proprio "fantasma" riescono a stare male. In entrambi i casi comunque, nel corso della giornata, la maggior parte dei pazienti riporta di non aver avuto momenti di crisi a parte qualche sporadico episodio ansioso facilmente gestibile.


Nella pratica, quello che mi è stato chiesto di fare, è di fermarmi per 30 minuti, 3 volte al giorno, di trovare un posto tranquillo e in cui non venissi disturbata, di mettere una sveglia appunto dopo mezz'ora, e di concentrarmi, in questo lasso di tempo, cercando di farmi venire un attacco di panico.
blink.gif

..suonerà ridicolo, ma dopo i primi dieci minuti un po' così.. l'ansia iniziava a scendere.

L'attacco di panico non arriva, se l'esercizio viene fatto bene, concentrandosi tantissimo, è impossibile auto indurselo.

Dopo i due o tre giorni, la cosa ha iniziato addirittura a diventare rilassante huh.gif

Piccola evoluzione della "mezzora di peggiore fantasia", nelle settimane successive...

A seconda dell´effetto ottenuto dalla prescrizione della "mezz’ora di peggiore fantasia" avremo due tipi di ridefinizione della situazione. Nel caso in cui il soggetto non sia riuscito a stare male il terapeuta sottolineerà come il problema possa essere annullato proprio provocandolo volontariamente; nel secondo caso invece, ristrutturerà la capacità di provocarsi i sintomi come la capacità di poterli anche ridurre, sottolineando che più ne farà stare nella mezz’ora meno ne avrà al di fuori. Vengono a questo punto prescritti 5 minuti di peggiore fantasia ogni 3 ore (ad orari prefissati, alle 9.00, alle 12.00, alle 15.00, alle 18.00 e alle 21.00) in cui il paziente dovrà cercare di provocarsi i sintomi.
I 5 minuti ogni 3 ore vengono successivamente trasformati in 5 minuti al bisogno, attraverso i quali viene data la possibilità al paziente di "toccare il fantasma nel momento in cui compare per farlo svanire immediatamente". Viene quindi data la possibilità di sfruttare l’effetto paradossale della peggiore fantasia al momento dell’insorgere dell’ansia.


A questo punto, nel mio percorso, era arrivato luglio; l'aereo, quel viaggio impossibile, ecc ecc...

boh, non so come, ma qualcosa è completamente cambiato dentro di me.

Tutt'ora posso riutilizzare le tecniche imparate, perchè pare banale ma "toccare il fantasma per farlo svanire" è quello che mi succede.

In tanti ridono o mi trattano con superficialità quando racconto di questa cosa, ma.. resta il fatto che non ho mai sentito nessuno che CON CONVINZIONE, lasci arrivare l'ansia o cerchi addirittura di aumentarla, nel momento in cui è già forte.

Perchè non è facile, ci va "allenamento", esercizio, ma può funzionare.
E' una terapia che consiglio caldamente di provare, con impegno e costanza, anche solo per il fatto che dopo massimo 7 sedute capite se vi può aiutare oppure no, senza dover sobbarcarvi un impegno economico di anni di terapie costose e che non danno grandi frutti o fanno previsione di tempistiche di guarigione.

L'altro compito fu appunto quello come peggiorare, ogni mattina a colazione mi dovevo mettere lì come una scema e fare una lista di cosa avrei potuto fare per far peggiorare la giornata dry.gif

Attraverso la prescrizione del come peggiorare si chiede al paziente di porsi la seguente domanda ogni giorno: "Cosa dovrei fare o non fare, pensare o non pensare, se volessi volontariamente peggiorare la mia situazione?" e di portare le risposte nella seduta successiva. Nel porsi questa domanda i pazienti si rendono solitamente conto che ciò che in realtà farebbero per stare peggio è ciò che già fanno nel tentativo di stare meglio! In sostanza vengono svelate le tentate soluzioni disfunzionali senza che sia il terapeuta a suggerirle.
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Mela
Inviato il: Giovedì, 17-Set-2009, 19:42
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Franci chiede:
"scusate se mi intrometto, ma non ho ben capito come si fa. per esempio domani devo affrontare una situazione che mi mette in agitazione.

io già ci sto pensando ininterrottamente da ieri sera più o meno e tutte le altre cose sono in secondo piano rispetto a questa, sto meditando di farmi accompagnare. come faccio a pensarci per dieci minuti se già ci penso 24 ore? non vi aumenta l'ansia? io pensando a quella situazione penso già a dove inizierò ad andare in loop con la testa...come si fà a 'staccare'il cervello anche solo per dieci minuti? più ci penso e più questa sensazione si trasforma in 'catastrofe'... PSICO sad.gif

France ma a te succedeva questa cosa?...per esempio se io SO di dover fare una cosa, mi ci fisso, ci penso e se poi riesco a affrontarla sto in continua tensione. tensione AL LIMITE, però l'ansia non diventa attacco o pensiero soffocante, solo sto male come se fossi COSTANTEMENTE IN PERICOLO. il dramma sono gli imprevisti, le situazioni che non ho calcolato, il dover fare una cosa all'improvviso per necessità, li proprio il caos (e di solito mi blocco e non l'affronto, tornando indietro, trovando scuse)."

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Mela
Inviato il: Giovedì, 17-Set-2009, 19:42
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Fungo risponde:
"franci, considera che questa non è una terapia fai da te, che va fatta seguita da un terapeuta, e che io ne ho parlato solo per raccontare come si svolge.

fatta questa premessa, io stavo ESATTAMENTE (ma proprio pari pari) come te.

costantemente in pericolo.

questa è una cosa che la dottoressa ha subito inquadrato, ovvero che chi soffre di ansia, ha come dire un "difetto" nel meccanismo di ALLERTA.

noi stiamo all'erta troppo, anche quando non ce n'è bisogno, il nostro cervello ci manda segnali di pericolo anche quando pericolo non ce n'è.

gli esercizi che ho descritto, e che non sono per niente banali proprio perchè, come dici tu, siamo già in ansia e pare IMPOSSIBILE l'idea di aumentarla, servono proprio per ri-bilanciare questo meccanismo rotto.

considera che tu stai molto male, e che questi esercizi della peggior fantasia arrivano DOPO i primi passi; dovresti iniziare con lo schema di cui si parla all'inizio, non direttamente con questi. PSICO smile.gif

dopo di che, il fatto di mettersi per mezz'ora a pensare INTENSAMENTE a tutte le nostre peggiori paure, oltre a funzionare secondo l'infallibile teoria del "toccare il fantasma per farlo svanire", funziona anche da "catalizzatore"; cerco di spiegare.

quello che succedeva a me, era che come te il cervello era sempre in azione. quando dico sempre intendo proprio tutte le ore da sveglia e pure qualche sogno. Il sottofondo è sempre quello di come si farà a superare i vari imprevisti e compiti quotidiani, si pensa a espedienti per evitare le situazioni difficili, si calcola, si cerca di prevedere...
Allo stesso tempo però cerchi di non pensarci troppo, per paura di farsi sopraffare dall'ansia, così si resta in una via di mezzo logorante.

diciamo che le ns energie concentrate sull'ansia sono un costante 8? da 1 a 10, dico.

ok, tu in quei momenti la devi far arrivare a 10, per mezzora.
Quella è la mezz'ora in cui ti "sfoghi", in cui lasci che tutte le paure che cerchi di soffocare durante le 24 ore, vengano fuori. Lasci che tutti i pensieri che cerchiamo di non ascoltare, prendano forma.
Lasciandoli sfogare, è paradossale, ma primo, non escono come pensiamo (l'ansia NON SALE, ma anzi scende), secondo, se si inizia a pensare durante il giorno a qualche situazione di panico, e il cervello rischia di andare in loop, automaticamente, per stanchezza, si rimanda; "ci penserò durante la mezz'ora di peggior fantasia". E il loop non parte.

Ripeto per la centesima volta che raccontate così sembrano una marea di cazzate da santone, al contrario l'approccio è totalmente scientifico e cosa posso dirti?
Funziona."
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Mela
Inviato il: Venerdì, 09-Ott-2009, 13:34
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Aggiornamento/riepilogo:
Fungo Velenoso©


il cambiamento più profondo è uno solo, ed è in pratica quello di cercare ad arrivare a toccare con mano il panico.

tutte le nostre ansie (tutte) sono basate sulla PROIEZIONE di quello che sarà, potrebbe essere, potrebbe succedere, chissà etc etc.

l'unica, per capire davvero cosa succede, è starci dentro.

starci dentro, significa (e sto per sganciare la bomba) convivere e lasciare spazio al panico.

mi spiego..
cosa fai quando stai per avere un attacco, o senti l'ansia che cresce?

cerchi di soffocarlo.
ti agiti perchè inizi a dirti "oh no cazzo, smettila, vai via, ora passa, NON POSSO FARMI SALIRE L'ANSIA"

insomma, è come cercare di schiacciare sul coperchio di una scatola che dentro ha uno di quei bambolotti su una molla.. più schiaccio, più quello esce con forza.

se tu lasci uscire, quello sta li, e tu lo guardi, e dopo un po' non ti fa più paura.

a parole sembra facile, nella pratica (come ben sappiamo tutti) è devastante.

cosa succede però? che mano a mano che tu riesci a VIVERE il panico, a provarlo (ci vanno due coglioni ragà che..), vedi nella pratica che cosa succede; niente.

ovviamente è un percorso a cui si deve arrivare per piccoli passi, intanto provando a fare esercizi a casa (quelli classici in cui la mia psicologa mi diceva di stare mezz'ora a immaginare tutte le situazioni più ansiose e ansiogene, e passati i primi minuti di terrore, mi addormentavo -:-), poi esponendosi piano piano.

___________


Anche io, poi mi fisso sui miei schemi e diventano un pensiero costante che mi mette adosso un senso di paralisi.
E' come se entrassi in uno stato d'animo da cui non sò come uscire e se mi blocco è peggio perchè poi prevale la paura, l'incapacità a fare tutto, il senso di inadeguatezza. in contemporaenea l'incapacità a esprimere o esternare, con chiunque, come mi sento realmente in quel momento.

quella è la parte peggiore...

è la stessa che sto vivendo io ora.

tanto per fare la cronaca... visto che da mesi non racconto più nulla di me sul forum: a febbraio torno dall'Irlanda dove ho vissuto per un anno e mezzo.
Per una che soffre di ansia da una vita, un sogno.
IL sogno.
Sto qualche mese in un limbo strano, cercando di decidermi a trovare lavoro a Ginevra per andare a vivere col mio fidanzato; scelta leggera leggera

Nel frattempo, sto bene, ormai da anni; togliamo l'antidepressivo che da mesi prendo -parole dello psichiatra- in dosi omeopatiche?

Lo tolgo, a giugno, e si aprono i cancelli dell'inferno.
Passo un mese in preda a ossessioni e depressione DEVASTANTI. Appena si placano, torna il panico.
Tutto, proprio quello che avevo dimenticato da 4 anni.

Corro dalla psicologa e mi ha rimesso in piedi ben bene.
Ora... sono in piedi ma devo muovere i primi passi da sola e mi CAGO ADDOSSO..

Ho avuto un colloquio di lavoro a Ginevra lunedì. Da 4 giorni aspetto di sapere di che morte morire, non voglio accettare il lavoro, non sarò in grado, spero che mi dica che ha scelto un altro..

Mi sono persa

Scusa!!
Volevo dirti, e volevo dire anche a me stessa..
Il concetto alla base del panico è uno solo; ci sembra di morire, ma non moriamo.

Ok, lo sappiamo, poi quando lo vivi, è tutt'altra storia. Se ti sembra di morire, ti spaventi ben bene, e l'unica cosa che ti viene da fare è correre più forte che puoi per scamparla, quella morte chimica!

Se con tanto allenamento, uno se la VIVESSE, quella tempesta di neurotrasmettitori impazziti, lei (come tutte le cose naturali) seguirebbe il suo decorso e PASSEREBBE.
L'attacco di panico, passa. Passa perchè ti abitui a non spaventarti (e ripeto, ci vanno mesi, non giorni, di allenamento), ti passa perchè se ci prendi confidenza ti spaventi di meno, e blocchi il circolo vizioso del panico ovvero dell'attacco che aumenta perchè ci fa paura e noi lo alimentiamo.

Man mano che affronti le situazioni, poi, e riesci a superarle, il tuo cervello memorizza, cambia, registra, e la chimica si ristabilizza piano piano.


Più le eviti, invece, più il cervello prende atto del fatto che quella è una cosa paurosa e che tu la DEVI temere.

Insomma, l'unica soluzione è l'esposizione.


Piano piano, e con l'aiuto di uno psicologo, e con tanta tenacia e coraggio;
i fobici, mi dice la dott.ssa, hanno questa cosa che DEVONO fare quello che sono prefissati di fare, e se non la fanno per intero, falliscono, e se falliscono sono delle merde.

Allora, regola numero uno; permettetevi di non arrivare. Ma PROVATE a PARTIRE.

Io per ora ci sono riuscita per piccole cose; vado in macchina con altre persone che non siano il mio ragazzo - due mesi fa era un ostacolo anche questo, cazzo - ho preso diversi treni (!), ho ricominciato a bere alcool , nel senso buono; a cena, un bicchiere di vino o una birra, che normalmente mi spaventavano perchè non potevo prendere l'ansiolitico..

Piccole conquiste che dopo aver preso aerei e girato un po' l'America mi sembrano cazzate enormi, ma cosa posso farci?

Ci va pazienza.
Per uscire dal loop, prova a scrivere una lettera, buttando giù d'istinto tutto quello che provi, poi NON la rileggi, la metti in una busta e sigilli.

L'altra cosa da fare sarebbe quello di stendersi mezz'ora e cercare di aumentare l'ansia e di immaginare il peggio attacco di panico che riesci a concepire, ma questo va fatto in terapia e non mi sento di consigliartelo perchè fa paura i primi dieci minuti.

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fungo velenoso
Inviato il: Venerdì, 09-Ott-2009, 14:26
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Psico Nonno
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che imbarazzo!!
sono tutte parole mie?!?
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Mela
Inviato il: Venerdì, 09-Ott-2009, 14:39
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QUOTE (fungo velenoso @ Venerdì, 09-Ott-2009, 13:26)
che imbarazzo!!
sono tutte parole mie?!?
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No, questa frase:
(non io Mela, io Fungo Velenoso, n.d.r.)
e altre due simili sono farina del mio sacco. PSICO-asd.gif

(non sei MAI noiosa Franz)
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fungo velenoso
Inviato il: Venerdì, 09-Ott-2009, 15:39
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QUOTE (Mela @ Venerdì, 09-Ott-2009, 13:39)
QUOTE (fungo velenoso @ Venerdì, 09-Ott-2009, 13:26)
che imbarazzo!!
sono tutte parole mie?!?
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No, questa frase:
(non io Mela, io Fungo Velenoso, n.d.r.)
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(non sei MAI noiosa Franz)

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le tue sono quelle che servono a dare un po' di pepe PSICO-asd.gif
dry.gif è che sembra tutto ripetitivo, ma poi mi è venuto in mente che sono cose scritte a tanta distanza una dall'altra, quindi non ricordavo mica cosa avevo già detto e cosa no..

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mey83
Inviato il: Martedì, 05-Gen-2010, 20:00
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ciao a tutti!
oggi secondo appuntamento con la tbs...che dire...io sono nuova di psicoterapie...ero abituata col metodo della mia psichiatra,non pensavo fosse cosi' diverso il tutto.
Innanzitutto devo premettere che io ho molteplici problemi, ansia generalizzata,ipocondria,ossessione del controllo del mio corpo,derealizzazione,questi diciamo sono i principali...il mio cruccio più grande è cmq legato ai sintomi fisici e cioè la spossatezza e astenia e soprattutto la sensazione e quindi la fobia dello svenimento.
La prima seduta è andata molto bene,anche se ho capito subito che con lei non potevo fare come la psichiatra alla quale facevo molte domande di ordine medico,sui miei sintomi fisici che soddisfacevano (per 5 minuti)la mia ipocondria...però cmq mi ha sollevato, mi ha dato delle direttive sul mio modo di ragionare e mi ha spiegato alcuni errori nella mia visione della realtà.
Oggi invece,non so...ho avuto una sensazione strana...la sensazione era che non poteva darmi le rassicurazioni che volevo...ha continuato a parlarmi degli errori che compio nella mia mente, delle soluzioni sbagliate che trovo per rimediare ai miei malesseri, a quanto sia deleterio l'evitamento...tutte cose che trovo assolutamente giuste....però non so,cioè, non è cosi' automatica la storia...cioè a volte io mi sforzo per non evitare un luogo o una sensazione,cerco di star tranquilla ma sto male lo stesso,quelle sensazioni brutte non mi abbandonano...oppure ad es,le ho detto che faccio una gran fatica ad alzarmi dal letto alla mattina,non vorrei viverla,vorrei che passasse in fretta quel momento della giornata e lei cosa mi dice?che mi devo sforzare un pò etc etc...ma io son davvero rimbambita e angosciatissima di mattina!non è facile!!!

non so forse è presto per tirat le somme...o forse dovrei davvero ricominciare con i farmaci,magari non con la paroxetina....voi che dite???

ps trovo utili però i compiti che mi da...la settimana scorsa dovevo pensare ogni mattina cosa avrei fatto nella giornata se fossi stata bene, per la prossima settimana devo compilare un diario in cui giorno per giorno analizzo il mio corpo scrivendo per ogni organo cosa sento e quale malattia temo di avere.
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miki_70
Inviato il: Martedì, 05-Gen-2010, 20:50
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Credo che sia presto per tirare giu dei risultati,sei alla seconda seduta se ho capito.Io so che funziona benissimo nell'eliminazione dei sintomi d'ansia e panico.Ho letto diversi libri sulla TSB,in particolare quelli di Nardone e della scuola di Palo Alto di Arezzo.Tieni conto,però,che molto spesso alla base dell'ansia e del panico c'è la depressione,questo può essere il motivo della tua apatia la mattina.Inoltre diversi studi biochimici,che non trovano ancora certezze,motivano l'astenia mattutina alla pressenza di ormoni corticosteroidi,specie il cortisolo,che si accumulerebbe in situazioni di stress o autostress.Il cortisolo viene eliminato attraverso le urine,ed ecco perchè nel corso della giornata,fino a sera,questa sintomatologia tende a sfumare o cessare.

Mela?dove posso scrivere di testi riguardanti disturbi mentali?Grazie PSICO rolleyes.gif
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Mela
Inviato il: Martedì, 05-Gen-2010, 20:54
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Nella cartella del disturbo specifico,
oppure in Altre problematiche,
poi se vuoi metto i thread in evidenza. PSICO smile.gif
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Mela
Inviato il: Martedì, 05-Gen-2010, 20:56
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QUOTE (Mela @ Martedì, 05-Gen-2010, 19:54)
Nella cartella del disturbo specifico,
oppure in Altre problematiche,
poi se vuoi metto i thread in evidenza. PSICO smile.gif

Anzi no, direi che è meglio nella Cartella Archivio! PSICO smile.gif
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miki_70
Inviato il: Martedì, 05-Gen-2010, 20:56
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Grazie.Appena torno a casa,faccio quel che posso PSICO smile.gif
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Mela
Inviato il: Martedì, 05-Gen-2010, 21:02
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mey83
Inviato il: Mercoledì, 06-Gen-2010, 13:46
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si infatti io stessa ho detto che è tr presto...volevo sentire solo le vostre opinioni a riguardo...ma di solito è utile anche associare la tbs all'uso di farmaci? la psicoterapeuta potrebbe consigliarmi?
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